LUOGO COMUNE
SGUARDI CRITICI
Latitudini amorose
nella poesia di Plinio Perilli


      
Una attenta lettura complessiva dell’opera in versi e della poetica del sessantenne autore romano, dal primo libro “L’amore visto dall’alto” (1989) al recente “Gli amanti in volo (1998-2013)”, passando per il fortunato “Ragazze italiane” (1990), “Preghiere d’un laico” (1994) e “Petali in luce” (1998). Un percorso letterario nel segno di un luminoso lirismo, ma anche di una visione problematica del nesso tra sentimento e società.
      



      

di Paolo Carlucci

 

La grande ricognizione di un volo.

Da “L’amore visto dall’alto” a “Gli amanti in volo (1998-2013)”

 

 

Con la sua più recente silloge Gli amanti in volo (1998-2013)uscita  per i tipi  della editrice romana Pagine, 2014Plinio Perilli ci dona un elicoidale romanzo lirico, denso, ma trasparente sull’Amore, inteso come principio totale e germogliante. L’acuto del poeta è aurorale sin dalle prime pagine dell’opera. Sempre  amore è una nascita – gioia / rosa e dolente, spaventata nell’esserci … / Se travagliato fu l’incontro, viene e / poi pulsa il battito - adesso e nostro, / il grido che quel silenzio fa fiorire. // Sono padre e rinasco - del Cielo figlio, / fratello, genitore d’azzurro … Buio / vinto d’incredulo, che in cuore per gioia / prega la luce, e soffre eterea ogni utopia / avverata, ogni parola, figlia della Poesia. Splendida e vibrante dichiarazione di poetica e di vita.

Perilli esprime il suo essere sempre profondamente devoto alla causa della Poesia. Autentica ed originale la sua cifra , la memoria poetica è densa di echi diversi, da Ungaretti al lirismo del sud, si pensi a Gatto e dialoga con le grandi voci del lirismo spagnolo e latino americano. Vi sentiamo la forza dell’eros e della meditazione di un Aleixandre, il dialogo con Salinas. Anche per il nostro, a suo modo,  è ovvio, l’amore è voce a te dovuta, come voce dell’uomo, luminoso sinolo di carne e d’azzurro  divino e virile fabbro d’esperienza, nell’officina del cuore.  E tornano in mente i versi di Federico Garcìa Lorca in “Madrigale”: Il mio bacio melagrana, / profonda e aperta: la tua bocca rosa / di carta. / Il fondo un campo di neve. / Le mie mani  dei ferri / per le incudini; / il tuo corpo il tramonto / d’uno scampanio. / Il fondo un campo di neve. / E  nel bucherellato / teschio  turchese / fecero stalattiti / i miei ti amo …





Sempre, dunque, amore è una nascita e pensare la vita. E la poesia, un dono. Non poteva essere diversamente l’ultimo gradino di una scalea di emozioni di lunga durata, che andrà pur documentata, rifacendosi alle opere precedenti. Va insomma fatta una grande ricognizione di un volo, forte sempre di valenze simboliche e sinestetiche,  da L’Amore visto dall’alto a quest’ultima, Gli amanti in volo, appunto che diversi voli contiene e tutto riassorbe nell’imperio del sogno, che si fa scrittura groddekiana dell’Es poetico: da quello chagalliano degli amanti, che imperla il titolo e la copertina, amanti appunto in volo sulla storia, nella storia del loro essere  aeroplano/corpo, ma  un altro aeroplano qui si celebra, con Pungiluna e l’invisibile, il volo estremo di Antoine Saint- Exupery, pilota e scrittore, in un lungo poemetto dedicato al volo nella poesia e  nella storia.

Il libro de Gli amanti in volo, va inquadrato come opera foce, a lungo rivista e variata l’opera era pronta già nel 2004, dice l’autore , ma la strutturazione di un libro si sa, non è solo labor limae, ma un ritessere, nell’architettura delle sezioni i mattoni dell’anima, che precisano  le tappe della propria scrittura, dato che il libro è, appunto, foce d’un pellegrinaggio di sensi celesti: Nocciolo d’infinito l’abbraccio… Tale è sempre per Perilli la ratio amoris, un Orinoco estuoso di versi fluenti. Insomma, i fiumi dell’amore e del… cielo degli occhi delle ragazze italiane, ritratte appunto in Ragazze italiane (1990), ma “diario in versi”  che copre gli anni tra il 1975 e il 1990, come si dice nel sottotitolo,  in cui il poeta e l’uomo si sono riconosciuti per dire la felicità troppo vasta d’un abbraccio.

Il poeta cadenza e precisa sempre la storicità delle stagioni del cuore; i cronotopi sono criticamente importanti per il vaglio ideologico di una liberazione del corpo e dell’anima nella società italiana post Sessantotto. Poeticamente la  produzione di Plinio Perilli, esordiente nel 1982 su Alfabeta, rivista allora di grido, dello sperimentale e “novissimo” Antonio Porta, s’apre però con quell’Amore visto dall’alto (1989 finalista al Premio Viareggio dello stesso anno) in cui raggia la salvezza pensosa d’un amore inteso come filosofia del sentimento nella Storia. Il sottotitolo “Amore come politica 1978-1988”, certifica a fortiori la lettura problematica di un nesso tra sentimento e società nell’opera di Perilli che lo rende poeta sensibile al senso di un Amor che tutto dice anche del  contesto. Una storia sociale e letteraria del sentimento in versi, diremmo parafrasando titoli di opere di  storici-sociologi  come  Foucault ed  Ariès, molto di moda e di successo, anni fa.

L’Amore visto dall’alto, dunque è primo libro che già contiene tutto. Basterebbero Lezioni d’Amore, titolo di sezione e già poetico invito al volo straniato nell’ossimorico componimento d’avvio, Il Peso del Mondo; ma Lezioni d’amore va letto anche come documento sociologico, un inno alla pace nel furore dei sensi (C’è tanto amore, tanta PACE residua da scambiarci / quella promessa da fecondarti. Entrare in te per accoglierti in me... che non so se farò in tempo a poetarti tutta, la temperie dell’emancipazione lo dimostra poi la sezione di Educazione sessuale che segue, un volo che è ascensione carnale nella conoscenza di sé, attraverso i colori di un cambiamento, compie il volo dei voli nell’anima e nel corpo.





Ed è nello sguardo dall’alto che si celebra il rito dell’anniversario del sogno, cui si sorride; e altrove si  sogna pure  l’angelo prenatale, la Annunciazione lucente di una polpa carnale, di un futuro che  speri e progetti il sereno, che parte con un viaggio nei volti, nei corpi, nei desideri di un florilegio di nomi di tante ragazze italiane, adolescenti e poi universitarie, borghesi, emancipate, problematiche. Non solo i titoli delle varie sezioni di Ragazze italiane, titolo sì della seconda silloge, ma viepiù appassionato racconto corale, film in versi di un volo su varie età dell’inquietudine, della trasgressione sognata e realizzata. Insomma le tappe di un volo che orbita su sogni e bisogni di un mondo femminile italiano in anni tra divorzio, aborto, musica ed estasi di carne e di fumo.

Tutti dati emozionali che i diari in versi di Perilli raccontano, con regia notevole; e che dimostrano sempre il nodo di innamorata luce sociale che permea intera l’opera del nostro. Pare quasi che il… ventre celeste d’un infinito desiderio, amando unisca cielo e terra, nel giardino delle mani bibliche di un poeta, che viaggia nel vangelo del corpo.

Il tema della sessualità, vista come luce sorgiva di vita, sarà anche presente in Preghiere d’un laico (1994), opera complessa, cui qui s’accenna solo per inciso, in quanto percorso altro, nella vasta produzione di un Perilli, parallelo alle sue latitudini amorose. Preghiere d’un laico comprende testi di un lungo periodo che  oscilla tra il 1980 e il 1993 e apre e dice d’altre aurore, come poi lo straordinario calendario poetico di Petali in luce (1998). Dintorni di cielo che odorano di corpo e di memoria legano questi testi in un volo; si pensi ne Le Preghiere d’un laico al poemetto il corpo dell’ umano. O allo zenit lirico de le Amorose istantanee.

Vola così Perilli, anche nel suo più recente libro, Gli amanti in volo, un perdersi-ritrovarsi, tra Chagall e… Zavattini, sui giardini dell’amore proprio e di tutti, nostro appunto come una canzone, un evergreen: come i versi del poemetto Al pianto, meditazione sull’abbandono, sulle fasi di un perdersi; un pulsante rosso il cuore, che batte il rimpianto, l’elegia dell’assenza… tra telefoni che lampeggiano passioni e deserti dell’Amore nel tempo pubblico e privato della storia del cuore... Un pubblico segreto dunque e sempre in Perilli l’amore è la nuvola di un bacio, luna di sogno allora gli amanti nel diario quotidiano del collettivo del tempo.

L’opera del Nostro è anche un rischioso bilancio aperto sul sentire sinesteticamente il prisma di colori della vita e  di una poesia, che non va mai lasciata davvero sola: Non lasciarla  mai sola, la poesia – / la tua, la mia: non lasciarla nel mondo / senza luce. Perché di questo vive – / che proprio tu la viva!... E col tuo aiuto sa aiutarti. // E se ha creduto in te, non puoi lasciarla…

Una Donna chiamata Poesia, da ascoltare, proteggere, ma soprattutto corteggiare con passione; ed amare ovidianamente, all’infinito, come s’è visto in quei  moderni Amores, vissuti nel fuoco delle novitates della politica e dell’antropologia culturale, sessuale, l’etica in movimento delle italiane, tra tradizione e libertà, vissute negli anni ’70-’80 di universitarie e provinciali, di borghesi: insomma di quelle storie in versi di cui si compone il girato sonoro e lirico di Ragazze italiane, che è il lato b del 45 giri di baci del long lover Perilli, l’inizio romantico del viaggio, il catalogo neomozartiano di conquistati fiori di giovinezza, ma che ha pure il profumo di Yesterday e d’altri testi favolosi dei Beatles, di Brel, Bécaud, Brassens e degli altri chansonniers francesi e di vari grandi interpreti italiani degli anni d’oro della musica cosiddetta leggera (dalla scuola genovese in poi), orchestrati nella metamorfosi di scrittura di corpi e anime, di occhi di ragazze e di giardini verdi di speranza. Plinio Perilli, figlio di sceneggiatore e d’attrice, è sempre sul set delle proprie emozioni e gira versi a volontà…





Plinio Perilli (ph. Enzo Eric Toccaceli)


L’ansia d’una ricerca di donna ideale cui votarsi, voce di natura e di luce è lo… psico libro rosso che Plinio Perilli scrive, ha scritto e sempre scriverà. L’odore della musica della vita che è amore, è l’oggetto del desiderio profondo, inesausto della poetica di Perilli, che infatti si risolve nei suoi esiti più felici, come parola genesi, che s’inciela vorticosa e alle radici della soglia guardando in più ampia ricognizione, si fa  notturno di vita sulla storia di un andare-amare, essendo sempre nel magma del tempo.

Elicoidale scalea appunto, di partecipare all’occhio le aritmie del cuore nella sinfonia degli anni. Le diverse sezioni dell’ultima silloge, dall’iniziale Pensarti è un dono, alla centrale e sofferta sezione di Al Pianto, fino a il Mare in sogno e alla conclusiva i Deserti dell’amore, son prima di tutto testimonianze poetiche di diverse stagioni di vita vissuta, colte dall’alto del sogno e delle aritmie del cuore.  La replicazione del concetto, poi ulteriormente valida la radice feconda della scrittura perilliana, anche sul piano stilistico, infatti spesso la parola in chiusa di verso si rafforza nella neo gemmazione in enjambement o in elegante rima interna.

Perilli vede dunque nel muscolo principe sì il rosso pilota di un’educazione alla vita, ma pure sente rimbaudianamente il rosso imperio di un tormento, di una felicità pulsante la più singolare bussola nelle slabbrate ideologie della storia di ieri e di oggi.  

 

 

(Aprile 2015)

                                                                                            




Scarica in formato pdf  


      
Sommario Luogo Comune

Il contatore dei visitatori Shiny Stat è attivo da dicembre 2006