TEATRICA
PROPOSTE TEATRALI

“Il canto d’amore e di morte dell’alfiere Christoph Rilke”


      
Al Teatro Porta Portese di Roma è stato presentato lo scorso febbraio il testo di Rainer Maria Rilke per la scrittura teatrale e la ‘mise en espace’ di Massimo Giannotta. Ne sono stati interpreti gli attori Titti Cerrone, Filippo Nanni e Dino Ruggiero. Musiche originali di Andrea Amendola. Pubblichiamo qui l’adattamento del racconto rilkiano, unitamente a una breve nota introduttiva.
      




      

Il Canto e la tragedia

 

Il Canto d’amore e di morte dell’alfiere Christoph Rilke, scrive Rainer Maria Rilke nel 1924 a Herman Pongs, fu il dono inatteso di una sola notte. Questo testo pubblicato nel 1906 (ma scritto in prima stesura nel 1899 e rimaneggiato nel 1904) ebbe alterne fortune e raggiunse un grande successo editoriale solo con l’edizione del 1912. Come è noto, pretesto immediato per la scrittura del Die Weise von Lebe und Todt des Cornets Christoph Rilke, sembra fosse stata la lettura di documenti relativi alla presunta discendenza aristocratica della famiglia del poeta dai Rilke di Carinzia, fatto in effetti mai provato, su cui però Rilke, con lo snobismo istillatogli dalla madre, aveva molto fantasticato.

Il Canto viene dunque scritto dopo l’incontro con Lou Andreas-Salomé, che avvenne a Monaco nell’aprile 1897, dopo le importanti letture di Nietzsche (da cui Lou, appena ventenne era stata amata), dopo il Diario fiorentino.

Il Canto, composto a Schmargendorf (Berlino) nel 1899, fu dapprima interpretato come l’idealizzazione di una morte eroica sul campo di battaglia, tanto che molti giovani, esaltati dalla sua lettura, in esso credettero di trovare ispirazione, nel momento in cui le loro vite venivano inghiottite nel vortice sanguinoso della Grande Guerra. Tale interpretazione fu fermamente respinta da Rilke nella maturità, pur nel giudizio critico che espresse su questa sua opera giovanile.

È ben nota la dichiarata astoricità della propria opera rivendicata da Rilke, e la sua ricerca delle ragioni di un’arte pura che lo fa essere giudice severo di tutta la sua prima produzione: resta comunque intatta la grande suggestione di questo testo che ci ha indotto ad affrontarne la riscrittura e trasposizione teatrale. Il lavoro si è sviluppato all’interno di un laboratorio di teatro-poesia che ha avuto luogo nel 1997, ovvero di un percorso che ricercava la fattibilità di un traghettamento di un testo letterario dalla pagina scritta alla dimensione di evento teatrale.

Le suggestioni nietzschiane vissute in quel periodo, sia pur indirettamente dall’autore e la stessa impostazione del testo ci hanno indotto a sperimentare la lettura del Canto con un taglio di tragedia. Infatti, questo scritto, organizzato per grandi blocchi tematici, possiede una asciutta semplicità, una dolorosa nettezza, un’azione così chiaramente riconoscibile nel suo sviluppo da risultare paradigmatica. Il senso del fato permea il suo stilizzato sviluppo. Come la tragedia doveva portare religiosamente all’espiazione di fatti pensati o commessi, espiazione di comportamenti estremi che, pur non effettivamente compiuti, erano sentiti in qualche modo propri, così si può immaginare per il Canto.  (m. g.)

 

 

***





Rainer Maria Rilke (1875-1926) in divisa di soldato



Il canto d’amore e di morte dell’alfiere Christoph Rilke

 

dal testo di Rainer Maria Rilke

Scrittura scenica di Massimo Giannotta

per tre voci

 

 

1

PROLOGO

 

Tre voci in scena.

 

Avanti la prima voce:

con solennità, anche con pignoleria notarile.

Tono lievemente petulante

Musica T1 Ouverture.

 

Prima voce:

 

.... Il 24 novembre 1663

Otto von Rilke signore di Langenau

di Gränitz e di Ziegra

fu investito a Linda della parte di

proprietà di Linda

lasciata in eredità da suo fratello

Christoph,

caduto in Ungheria;

 

Avanti la seconda voce

 

Seconda voce:

 

dovette però rilasciare una dichiarazione,

secondo cui l’investitura doveva ritenersi

nulla

nel caso suo fratello Christoph

(che in base al certificato di morte

presentato,

era morto col grado di alfiere

nella compagnia del barone von Pirovano

dell’imperial reggimento austriaco a cavallo

di Heyster)

ritornasse.

 

Terza voce

 

Terza voce:

 

... una dichiarazione,

secondo cui l’investitura doveva ritenersi

nulla

nel caso suo fratello Christoph,

ritornasse.

 

Seconda voce:

 

... nel caso suo fratello Christoph,

ritornasse.

 

T3 - Tamburi

a modo di marcia.

 

 

2

Partenza

 

Sulla battuta il rullare va in sottofondo. Poi sfuma.

 

Prima voce:

 

Cavalcare, cavalcare, cavalcare

attraverso il giorno

attraverso la notte

attraverso il giorno...

 

Seconda voce:

 

... attraverso la notte

attraverso il giorno...

 

Terza voce:

 

Cavalcare, cavalcare, cavalcare.

E l’animo si è fatto così stanco

e la nostalgia così grande.

Non ci sono più monti

a malapena un albero.

Nulla osa alzarsi.

Capanne sconosciute

siedono assetate vicino a fonti pantanose.

Da nessuna parte torri.

 

Prima voce:

 

E l’animo si è fatto così stanco

e la nostalgia così grande.

Da nessuna parte torri.

 

Seconda voce:

 

È sempre lo stesso quadro:

si hanno due occhi di troppo...

[Pausa]

Solo di notte si crede qualche volta di

conoscere la via.

[Pausa. Poi pensoso]

Di notte ripercorriamo forse sempre

all’indietro lo stesso tratto che abbiamo

con fatica guadagnato sotto il sole straniero?

Può essere.

Il sole è opprimente come da noi in

piena estate.

Ma noi ce ne siamo andati in estate.

Gli abiti delle donne brillarono a lungo

nel verde, e noi cavalchiamo da molto...

[Pausa]

Deve quindi essere autunno.

Perlo meno là, dove donne tristi sanno

di noi.

 

T3 in sottofondo poi dissolvenza e stop

 

Terza voce:

 

Gli abiti delle donne brillarono a lungo

nel verde.

E noi cavalchiamo da molto.

 

Prima voce:

 

Deve quindi essere autunno.

Perlomeno là, dove donne tristi

sanno di noi.

 

Salgono i tamburi. Stop.

 

 

3

La madre

 

Atmosfera di confidenziale intimità

T 11 Viola - Sottofondo.

 

Terza voce:

 

Quello di Langenau

si scuote sulla sella e dice:

signor marchese...”

 

Seconda voce:

 

Il suo vicino, il francese piccolo e delicato,

ha parlato e riso per tre giorni.

Adesso non dice più niente.

È come un bambino che vuole dormire...

 

Prima voce:

 

... sul suo fine colletto bianco di pizzo

c’è della polvere;

non se ne accorge.

Appassisce lentamente sulla sua sella di

velluto.

 

Seconda voce:

 

Ma quello di Langenau sorride e dice:

 

Terza voce:

 

“Avete degli strani occhi signor marchese.

Assomigliate di certo a vostra madre...”

 

Seconda voce:

 

Allora il piccolo rifiorisce.

 

Prima voce:

 

Allora il piccolo rifiorisce e si toglie la

polvere dal colletto

ed è come nuovo.

 

Sale poi sfuma. Stop.

 

 

4

Una sola madre

 

Terza voce:

 

Qualcuno racconta della propria madre.

 

Seconda voce:

 

Qualcuno racconta della propria madre.

 

Prima voce:

 

Evidentemente un tedesco.

Pronuncia le parole forte e lentamente.

Come una fanciulla che intreccia fiori

prova a mettere, assorta,

un fiore dopo l’altro.

 

Seconda voce:

 

assorta, un fiore dopo l’altro...

 

Prima voce:

 

... un fiore dopo l’altro e non sa ancora

come risulterà l’insieme.

 

Così, egli dispone le sue parole.

Per gioia?

Per dolore?

 

Tutti stanno in ascolto

 

Seconda voce:

 

Tutti stanno in ascolto

 

Terza voce:

 

Tutti stanno in ascolto.

Si smette perfino di sputare.

Infatti questi

sono tutti signori che sanno

ciò che si conviene

 

Seconda voce:

 

E chi nel gruppo non sa il tedesco d’un

tratto lo capisce,

intuisce le singole parole:

“Di sera...”

“Ero piccolo...”

 

Terza voce:

 

Ed ora si sentono tutti vicini, questi signori

che vengono dalla Francia e dalla Borgogna,

dai Paesi Bassi,

dalle valli della Carinzia, dalle rocche

boeme

e dall’imperatore Leopoldo.

Infatti ciò che quell’uno racconta

l’hanno provato anche loro, e proprio così,

come se ci fosse solo “una” madre.

 

Prima voce:

 

... Questi signori che vengono dalla Francia

e dalla Borgogna,

dai Paesi Bassi,

dalle valli della Carinzia, dalle rocche

boeme

e dall’imperatore Leopoldo.

 

Come se ci fosse solo “una” madre.

 

Riprende un rullare discreto di tamburi

poi in sottofondo

T3

 

 

5

Ancora il viaggio

 

Cavalcata

 

Seconda voce:

 

Così si cavalca incontro alla sera,

una sera qualsiasi.

Si tace di nuovo, ma si portano con sé le parole

luminose.

 

Ora il marchese si toglie l’elmo,

i suoi capelli scuri sono soffici

e non appena abbassa il capo

gli si stendono femminei sulla nuca.

 

Terza voce:

...i suoi capelli scuri sono soffici

e non appena abbassa il capo

gli si stendono femminei sulla nuca.

 

[Pausa]

 

Seconda voce:

 

Adesso

anche quel di Langenau distingue...

 

Terza voce:

 

... lontano qualcosa s’innalza nella luminosità

 

Seconda voce:

qualcosa di sottile, di scuro...

 

Terza voce:

... qualcosa di sottile....

 

Seconda voce:

 

Una colonna solitaria semidistrutta.

 

T3 Tamburi sfumano Stop

 

Terza voce:

 

Una colonna solitaria semidistrutta.

E quando sono ormai lontano, gli viene in

mente che era una Madonna.

 

 

6

Secondo bivacco

 

T1 - 15s poi sottofondo.

 

Prima voce:

 

Fuoco di bivacco.

 

Seconda voce:

 

Si siede in cerchio e si aspetta.

Si aspetta che uno canti.

 

Terza voce:

 

Si siede in cerchio e si aspetta.

Si aspetta che uno canti.

Ma si è così stanchi.

 

Prima voce:

 

La luce è rossa e pesante.

Posa sulle scarpe impolverate.

Striscia fino alle ginocchia, guarda dentro le

mani congiunte.

Non ha ali.

I visi sono bui.

 

Terza voce:

 

I visi sono bui. Tuttavia gli occhi del piccolo

francese brillano un momento di luce propria.

Tuttavia gli occhi del piccolo francese.....

 

Seconda voce:

 

Tuttavia gli occhi del piccolo francese brillano

un momento di luce propria.

Ha baciato una piccola rosa.

 

Terza voce:

 

Ed ora questa

può continuare ad appassire sul suo petto.

Quel di Langenau ha visto

perché non riesce a dormire.

Pensa: “Io non ho una rosa.

Nessuna”.

Poi canta.

Ed è una vecchia canzone triste che cantano

le ragazze a casa nei campi...

 

Prima voce:

 

... che cantano le ragazze a casa nei campi

in autunno,

quando i raccolti volgono alla fine.

 

T1 sale 10s, poi sfuma, stop

 

 

7

Ancora in viaggio (2)

 

Seconda voce:

 

Il piccolo marchese dice:

 

Terza voce:

 

Il piccolo marchese dice:

“Siete molto giovane, signore?”

E quel di Langenau,

un po’ afflitto, un po’ indispettito:

“Diciotto”.

Poi tacciono.

[Pausa ]

Più tardi il francese chiede:

“Avete anche voi una fidanzata a casa,

nobile signore?”

“E voi?” replica quel di Langenau.

“È bionda come voi”.

E tacciono di nuovo, finché il tedesco

grida:

“Ma perché diavolo state seduto in sella

e cavalcate in questa terra velenosa

incontro ai cani turchi?”

Il marchese sorride:

“Per ritornare”.

 

Seconda voce:

 

Il marchese sorride:

“Per ritornare”.

 

Prima voce:

 

E quel di Langenau si rattrista.

Pensa a una ragazza bionda con cui giocava.

Giochi selvaggi.

E vorrebbe tornare a casa, solo per un

istante

solo per quanto basta per dire le parole:

“Maddalena perdona... se fui così sempre!”.

“Come ‘fui’?” pensa il giovane signore.

E sono lontani.

 

Seconda voce:

E sono lontani.

 

 

8

Addii

 

Vivacemente

T2 tamburi rapidi

Sottofondo

 

Terza voce:

 

Un giorno di mattina, ecco un cavaliere,

 

Prima voce:

 

e poi un secondo,

 

Terza voce:

 

quattro,

 

Seconda voce:

 

dieci!

 

Prima voce:

Tutti in armi, grandi.

Altri mille dietro:

l’esercito.

 

[pausa]

 

T2 sfuma… Stop.

 

Terza voce:

 

Ci si deve separare.

“Buon ritorno in patria signor marchese...”

“Maria vi protegga, nobile signore”.

 

Seconda voce:

 

E non riescono a dividersi,

d’un tratto sono come fratelli.

Hanno altro da confidarsi,

infatti, sanno già così tanto uno dell’altro.

Esitano.

 

Prima voce:

Ed attorno a loro

è già furia e calpestio di zoccoli.

 

Terza voce:

 

Allora il marchese sfila il grande guanto

destro,

tira fuori la piccola rosa, le strappa un petalo,

come si spezza un’ostia.

“Questo vi proteggerà.

Addio”

 

Seconda voce:

 

Quel di Langenau è stupefatto.

Segue a lungo con lo sguardo il francese.

Poi infila il petalo d’altri sotto l’uniforme.

 

Terza voce:

 

Ed esso viene sospinto sulle onde del suo

cuore.

Corno.

Richiamo di corno:

cavalca verso l’esercito il nobile signore.

Prima voce:

Sorride tristemente.

Lo protegge una donna sconosciuta.

 

 

9

Le salmerie

 

Prima voce:

 

Una giornata tra le salmerie.

Imprecazioni,

colori,

risa...

La campagna ne è accecata.

 

Seconda voce:

 

Arrivano di corsa ragazzi variopinti.

Zuffe e urla.

 

Terza voce:

 

Arrivano le prostitute con capelli di porpora

sulla chioma ondeggiante.

 

Seconda voce:

 

Cenni.

Arrivano i servitori:

nero metallico come la notte errante.

 

T2 parte in sottofondo

diss. in apertura sulla battuta seguente.

 

Prima voce:

 

Afferrano le prostitute con ardore,

tanto che strappano i loro vestiti.

Le stringono contro il bordo dei tamburi.

E per la furibonda resistenza di mani frettolose...

 

Si alza

sulla battuta della terza voce

poi torna in sottofondo.

 

Terza voce:

 

... i tamburi si svegliano,

strepitano come in sogno,

strepitano...

 

Seconda voce: [più pacato]

 

E la sera gli tendono lanterne strane,

vino che riluce in calotte di ferro.

Vino?

O sangue?

Chi può distinguere?

 

T2 sfuma. Stop

 

Terza voce:

 

Vino?

O sangue?

 

Prima voce:

 

Vino?

O sangue?

Chi può distinguere?

 

[Pausa]

 

 

10

Alfiere

 

Terza voce:

 

Finalmente davanti a Spork.

Il conte si erge vicino al suo cavallo

bianco.

La sua lunga capigliatura ha lo splendore

del ferro.

 

Prima voce:

 

Quel di Langenau

non ha fatto domande.

Riconosce il generale, balza da cavallo e

s’inchina in una nuvola di polvere.

Porta con sé una lettera che lo deve raccomandare

al conte.

 

Terza voce:

 

Quel di Langenau

non ha fatto domande.

 

Seconda voce:

 

Porta con sé una lettera che lo deve raccomandare

al conte.

Ma questi ordina:

“Leggimi la scartoffia”.

 

Prima voce:

 

E le sue labbra non si sono mosse.

 

Seconda voce:

 

E le sue labbra non si sono mosse: non

gli servono per questo, vanno bene solo

per imprecare.

Per tutto il resto parla la destra.

Chiuso.

E lo dà a vedere.

 

Terza voce:

 

Il giovane signore ha finito da molto.

Non sa più dove sia.

Spork è davanti a tutto.

 

Seconda voce:

 

Il giovane signore ha finito da molto.

Non sa più dove sia.

Perfino il cielo è scomparso.

 

Terza voce:

 

Allora Spork, il grande generale

dice:

“Alfiere”.

 

Prima voce:

Dice:

“Alfiere”.

 

Terza voce:

 

Dice:

“Alfiere”.

 

Prima voce:

 

Allora Spork, il grande generale

dice:

“Alfiere”.

[pausa]

E questo è molto.

[pausa]

 

T3 Tamburi a modo di marcia

poi in sottofondo dalla battuta.

 

 

11

Nella notte

 

Seconda voce:

 

La compagnia è al di là della Raab. Quel

di Langenau vi cavalca solo.

Pianura.

Sera.

La borchia davanti, sulla sella, splende

attraverso la polvere.

E poi la luna sale.

Lo vede dalle proprie mani.

 

Prima voce:

 

E poi la luna sale.

Sogna.

 

Sfuma stop.

 

Seconda voce:

 

Ma ecco che qualcosa grida incontro a

lui.

Grida,

grida,

gli lacera il sogno.

 

Terza voce:

 

L’unico albero grida...

Non è una civetta. Misericordia.

 

Seconda voce:

 

L’unico albero grida incontro a lui.

 

Terza voce:

 

Uomo!

 

Prima voce:

 

Uomo!

 

Seconda voce:

 

Ed egli lo guarda:

Si rizza. Un corpo si rizza lungo l’albero.

 

Terza voce:

 

Ed una giovane donna...

 

Prima voce:

 

Ed una giovane donna insanguinata e

nuda ...

 

Terza voce:

.

.. insanguinata e nuda, lo assale:

“Liberami!”

 

Seconda voce:

 

Ed egli salta giù nel verde nero

 

Prima voce:

 

e taglia...

 

Seconda voce:

 

E taglia le corde cocenti.

 

Prima voce:

 

E vede lo sguardo di lei ardere,

lo sguardo di lei ardere

e i denti mordere.

 

Terza voce:

 

Ride? [pausa]

Prova orrore.

 

Seconda voce:

 

Ed è già a cavallo e corre nella notte.

E corre nella notte.

Lacci insanguinati stretti nel pugno.

 

 

12

Una lettera

 

T 15/3 Pianoforte

15s poi in sott.

 

Terza voce:

 

Quel di Langenau scrive una lettera profondamente

assorto.

 

Prima voce:

 

Scrive lentamente.

 

Seconda voce:

 

Scrive lentamente.

 

Prima voce:

 

Scrive lentamente, a caratteri grandi, solenni,

diritti.

 

Terza voce:

 

“Mia buona madre,

siate orgogliosa:

porto la bandiera.

 

Non preoccupatevi:

porto la bandiera.

 

Vogliatemi bene:

porto la bandiera”.

 

Prima voce:

 

Quindi infila la lettera nell’uniforme, nel

punto più segreto, accanto al petalo di

rosa. E pensa...

 

Seconda voce:

 

... e pensa

presto ne profumerà....

 

Terza voce:

 

... e pensa

forse uno la troverà....

 

Prima voce:

... e pensa...

Infatti il nemico è vicino.

 

 

13

Arrivo al castello

 

Seconda voce:

 

Cavalcano oltre un contadino ammazzato...

 

Prima voce:

 

... ha gli occhi spalancati...

 

Seconda voce:

 

Ha gli occhi spalancati

e qualcosa vi si specchia dentro.

 

Terza voce:

Non è il cielo.

C’è un paese quindi, finalmente.

E al disopra delle casupole si innalza un

castello di pietra.

Il portone si tende verso di loro, largo.

 

T9/2 Corno

 

Prima voce:

 

Il portone si fa grande.

In alto il corno dà il benvenuto.

Ascolta:

strepito, cigolio e abbaiare di cani!

Ascolta!

 

Seconda voce:

 

Strepito cigolio e abbaiare di cani.

Nitriti nel cortile.

Calpestio di zoccoli e richiamo.

 

[Pausa]

 

 

14

Ospite

 

T1 15s poi sottofondo

 

Terza voce:

 

Sosta!

Per una volta essere ospite!

 

Prima voce:

 

Per una volta essere ospite!

Non dover sempre offrire un misero vitto

ai propri desideri.

 

Seconda voce:

 

Non dar sempre di piglio a tutto ostilmente;

per una volta permettersi tutto e sapere:

ciò che avviene è bene.

Anche l’animo deve distendersi

per una volta

e ritornare in se stesso

al bordo di coperte di seta.

 

Terza voce:

 

Non dover essere sempre soldati.

 

Prima voce:

 

Non dover essere sempre soldati.

Per una volta portare i riccioli sciolti e il

colletto largo e aperto.

 

Seconda voce:

 

E sedere in poltrone di seta

e sentirsi in ogni parte del corpo

così, come dopo il bagno.

 

Sfuma. Stop.

 

Prima voce:

 

E imparare di nuovo cosa sono le donne,

e come fanno le bianche e come sono le

blu;

 

Terza voce:

 

che mani hanno,

come intonano il loro riso

quando fanciulli biondi

portano le belle coppe

cariche di frutti succosi.

 

 

15

La festa

 

T11/3 Festa

15 s poi sottofondo

 

Prima voce:

 

Cominciò come un pranzo

 

Terza voce:

 

ed è diventata una festa

 

Prima voce:

 

non si sa quasi come.

 

Seconda voce:

 

Le alte fiamme guizzavano,

le voci ronzavano,

canti confusi salivano tintinnando da

vetri e fulgore.

 

Terza voce:

 

ed infine, dal ritmo ormai maturo, scaturì

la danza, e trascinò tutti.

 

Seconda voce:

 

Era un ondeggiare nelle sale, un incontrarsi

e uno scegliersi, un separarsi e un

ritrovarsi.

 

Prima voce:

 

Era un ondeggiare nelle sale,

 

Seconda voce:

 

un separarsi e un ritrovarsi,

 

Terza voce:

 

un separarsi e un ritrovarsi,

un godere dello splendore

e un accecarsi di luce

e un cullarsi nei convolvoli estivi degli

abiti di calde donne.

 

Prima voce:

 

Dal vino scuro e da mille rose l’ora

scorre frusciando

nel sogno della notte.

 

Seconda voce:

 

L’ora scorre frusciando

nel sogno della notte.

E uno sta là

e guarda stupito questo sfarzo

ed è come se aspettasse di svegliarsi; perché

solo nel sonno si contempla un tale

sfoggio e tali feste di tali donne.

 

Prima voce:

 

Il loro minimo gesto

è una piega che scivola nel broccato.

 

Terza voce:

 

Da dialoghi argentei

costruiscono ore...

 

Prima voce:

e talvolta sollevano le mani così... e

devi credere che da qualche parte dove

tu non arrivi,

colgano rose soavi

 

Terza voce:

 

colgano rose soavi che tu non vedi.

E allora sogni...

 

Seconda voce:

 

E allora sogni di esserne adorno e di godere

un’altra felicità...

 

Terza voce:

 

... e di godere un’altra felicità...

 

Seconda voce:

 

... e di godere un’altra felicità e di meritarti

una corona, per la tua fronte che è

spoglia.

 

Sale 10 s poi sfuma. Stop

 

 

16

Il giardino

 

Prima voce:

 

Uno vestito di seta bianca

capisce di non potersi svegliare, infatti è

sveglio e confuso della realtà.

 

T 14 Amore in sott.

 

Terza voce:

 

Così fugge turbato nel sogno

ed è nel parco, solo nel parco nero.

 

Seconda voce:

 

E la festa è lontana.

E la luce mente.

 

Terza voce:

 

E la luce mente.

E la notte è vicina intorno a lui e fresca.

 

Prima voce:

 

Ed egli chiede a una donna che si china

verso di lui...

 

Seconda voce:

 

“Sei la notte?”

 

Prima voce:

 

... ed egli chiede a una donna che si

china verso di lui:

“Sei la notte?”

 

Terza voce:

 

“Sei la notte?”

Ella sorride.

Ed egli allora si vergogna del suo abito

bianco.

 

Prima voce:

 

Ed egli allora si vergogna del suo abito

bianco e vorrebbe essere lontano

e solo

e armato.

Tutto armato.

 

Sale 10s poi sfuma. Stop

 

 

17

Il paggio

 

Terza voce:

 

“Hai dimenticato che per questo giorno

sei il mio paggio”

 

Seconda voce:

 

“Mi abbandoni?”

 

Prima voce:

 

“Dove vai?”

 

Terza voce:

 

“Dove vai?

il tuo abito bianco mi dà diritto su di

te...”

 

Prima voce:

 

“Ti manca la tua veste ruvida?”

 

Seconda voce:

 

“Hai freddo? Hai nostalgia?”

 

Prima voce:

 

La contessa sorride.

“No”.

 

T 14 Amore in sott.

 

Terza voce:

 

Ma è solo che l’essere bambino gli è scivolato

dalle spalle.

Questo soave abito scuro, chi l’ha portato

via?

Tu..?.”

chiede lui, con una voce che non ha mai

udito.

“Tu...”

 

Prima voce:

 

Ed ora non ha indosso nulla ed è nudo

come un santo.

 

Terza voce:

 

Ed è nudo come un santo.

Chiaro e sottile.

 

Sale 10s sfuma. Stop

 

 

18

Preghiera

 

Prima voce:

 

Lentamente il castello si spegne

tutti sono pesanti, stanchi

o innamorati

o ubbriachi.

[pausa]

Dopo tante notti vuote e lunghe al

campo: letti.

 

Seconda voce:

 

Grandi letti di quercia.

 

Terza voce:

 

Qui si prega in modo diverso che lungo

la strada, nel misero solco che, quando

ci si addormenta, diventa come una

tomba.

 

Seconda voce:

 

“Signore, come tu mi vuoi!”

 

Prima voce:

 

“Signore, come tu mi vuoi!”

 

Terza voce:

 

“Signore, come tu mi vuoi!”

Le preghiere a letto sono più corte.

Ma più sentite.

 

[pausa]

 

 

19

Notte

 

T 14 Amore in sott.

 

Seconda voce:

 

La stanza della torre è buia,

ma essi si fanno luce in viso

con il loro sorriso.

Tastano avanti a sé come ciechi e trovano

l’altro come una porta.

 

Terza voce:

Tastano avanti a sé come ciechi e trovano

l’altro come una porta.

 

Prima voce:

 

Si stringono uno all’altra,

quasi come bambini che temono la

notte, ma non hanno paura.

Là non c’è niente che potrebbe essere

contro di loro:

nessun ieri, nessun domani.

Infatti il tempo è crollato, ed essi fioriscono

dalle sue rovine.

 

Terza voce:

 

Infatti il tempo è crollato, ed essi fioriscono

dalle sue rovine

 

Seconda voce:

 

Egli non chiede: ”Tuo marito?”

 

Prima voce:

 

Ella non chiede: “Il tuo nome?”

 

Terza voce:

 

Si daranno cento nomi nuovi

e se li toglieranno tutti di nuovo,

piano,

come si toglie un orecchino.

 

Sale 10s sfuma. Stop

 

 

20

Il sogno della bandiera

 

Prima voce:

 

Sopra una poltrona in anticamera

sono appesi

l’uniforme,

la bandiera e il mantello

di quel di Langenau.

 

Terza voce:

 

I suoi guanti posano sul pavimento

 

Seconda voce:

 

La sua bandiera è in piedi, appoggiata

all’angolo della finestra.

È nera e sottile

 

Prima voce:

 

fuori una bufera impazza per il cielo e divide

la notte,

pezzi bianchi e neri.

 

Seconda voce:

 

Il chiaro di luna passa come un lungo

lampo,

e la bandiera immobile ha ombre inquiete.

Sogna.

 

[breve pausa]

 

 

21

Bufera

 

Seconda voce:

 

Una finestra era aperta?

La bufera è in casa?

Chi sbatte le porte?

Chi va per le camere?

 

Lascia stare.

 

Chiunque sia non arriva alla stanza della

torre.

Questo grande sonno che unisce due persone:

è come dietro cento porte,

è in comune come “una” madre o “una”

morte.

 

 

22

Allarme

 

Grande confusione

 

Terza voce:

 

È il mattino?

Che sole sorge?

Come è grande il sole.

 

Prima voce:

 

Sono uccelli?

Le loro voci sono ovunque.

 

Terza voce:

 

Tutto è chiaro ma non è il giorno.

Tutto è rumore ma non sono le voci degli

uccelli.

 

T 15/1 sottofondo

 

Seconda voce:

 

Sono le travi che fanno luce.

Sono le finestre che urlano.

Urlano rosse verso i nemici.

 

Prima voce:

 

Urlano rosse verso i nemici che sono

fuori,

che sono fuori nel paese vacillante.

Urlano: Incendio!

 

Seconda voce:

E con in viso il sonno strappato, tutti si

pigiano, mezzi in armi, mezzo nudi

da camera a camera,

da ala ad ala

e cercano la scala.

 

Prima voce:

 

E nel cortile i corni balbettano col fiato

mozzo.

Tamburi

E nel cortile i corni balbettano col fiato

mozzo:

adunata, adunata!

E i tamburi frementi.

 

Seconda voce:

 

Ma la bandiera non c’è:

Grida: Alfiere!

 

Terza voce:

 

Cavalli furiosi, preghiere, urla, maledizioni:

Alfiere!

 

Seconda voce:

 

Ferro contro ferro, comando e segnale.

Silenzio: Alfiere!

ed ancora una volta: Alfiere!

E fuori con la cavalleria rumoreggiante

 

Terza voce:

 

Ma, la bandiera non c’è!

 

Prima voce:

 

Ma, la bandiera non c’è!

 

Sale poi sfuma. Stop.

 

 

23

La bandiera

 

T15 /3 parte in sottofondo

 

Seconda voce:

 

Corre a gara con i corridoi in fiamme.

Attraverso porte che gli si stringono intorno

roventi.

 

Prima voce:

 

Attraverso porte che gli si stringono intorno

roventi.

Lungo scale che lo bruciano scappa

dall’edificio impazzito.

Porta sul braccio la bandiera.

 

Terza voce:

 

Porta sul braccio la bandiera come una

bianca donna svenuta.

 

Prima voce:

 

Porta sul braccio la bandiera come una

bianca donna svenuta. E trova un cavallo

ed è come un grido:

via! passando sopra a tutto e accanto a

tutto, anche ai suoi...

 

Seconda voce:

 

... ed è come un grido:

via! passando sopra a tutto e accanto a

tutto, anche ai suoi.

 

Terza voce:

 

Ed ecco che la bandiera torna in sé e non

è mai stata così regale

ed ora tutti la vedono da lontano e riconoscono

il chiaro uomo senza elmo

e riconoscono la bandiera.

 

Prima voce:

 

Ma ecco che comincia a rilucere,

balza in fuori e diventa grande e rossa.

Ecco che la loro bandiera...

 

Seconda voce:

 

Ecco che la loro bandiera

brucia

in mezzo al nemico.

 

Prima voce:

 

Brucia in mezzo al nemico.

Ed essi la seguono correndo.

 

La musica sale

15s

poi torna in sott.

 

 

24

La morte

 

Terza voce:

 

Quel di Langenau è circondato dal nemico,

ma competamente solo.

 

Seconda voce:

 

Quel di Langenau è circondato dal nemico,

ma competamente solo

lo spavento ha fatto inorno a lui uno spazio

circolare.

 

Prima voce:

 

Ed egli si ferma,

, nel mezzo,

sotto la sua bandiera che brucia

lentamente avvampando.

 

Terza voce:

 

Lì, nel mezzo,

sotto la sua bandiera che brucia

lentamente avvampando.

Guarda intorno a sé, lentamente

quasi assorto.

 

Seconda voce:

 

Davanti a lui c’è molto di sconosciuto, di

variopinto.

Giardini. Pensa e sorride.

 

Prima voce:

 

Ma allora avverte che degli occhi lo osservano

e riconosce uomini

e sa che sono cani pagani

e vi scaglia in mezzo il proprio cavallo.

 

Terza voce:

 

Ma qundo questo si abbatte dietro di lui

... Sono di nuovo giardini...

 

Prima voce:

 

Sono di nuovo giardini,

e le sedici sciabole circolari che lo assalgono,

raggio dopo raggio

sono una festa.

 

Seconda voce:

 

Sono una festa, un ridente gioco,

un ridente gioco d’acqua.

 

Musica sale

poi di nuovo in sott

 

 

25

Epilogo

 

Terza voce:

 

L’uniforme è bruciata nel castello.

 

Seconda voce:

 

La lettera e il petalo di rosa

 

Prima voce:

 

La lettera e il petalo di rosa di una donna

sconosciuta

[pausa]

 

Seconda voce:

 

La primavera successiva...

 

Terza voce:

 

La primavera successiva (giunse triste e

fredda).

 

Prima voce:

 

La primavera successiva (giunse triste e

fredda).

Un corriere del barone von Pirovano

entrò a Langenau cavalcando lentamente.

Là ho visto piangere una vecchia.

 

 

Fine

 




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