LETTERATURE MONDO
LETTERATURE MONDO
 
DIARIO DA HONG KONG (2)
WILL HERMES
SGUARDO DAL SUD (27)


Un dottorando italiano presso l’Università di Leeds è andato in visita di studio presso l’ateneo della grande città orientale. E ci racconta qui delle sue giornate e dei suoi incontri. Come l’intervista con il quasi settantenne fotografo e viaggiatore Leung Ka Tai, premiato come Artista dell’anno nel 1991. Passando poi alla visione del documentario “Citizen Four” di Laura Poitras sulla vicenda di Edward Snowden e lo scandalo spionistico della NSA. Ancora a colloquio con Pak Sheung-Chuen, altro originale artista-viaggiatore che ha esposto nel 2009 alla Biennale-Arte di Venezia. Tuffandosi, quindi, nella movida notturna hongkonghese per riemergerne all’alba in stato di ebrezza alcolica.


di Stefano Calzati


È un libro ponderoso, ma che si legge d’un fiato “New York 1973-1977. Cinque anni che hanno rivoluzionato la musica”. In cui il giornalista e critico della rivista Rolling Stone, ricostruisce il periodo elettrico in cui nella grande metropoli americana si affermarono linee e tendenze che cambiarono per sempre la scena musicale. Basti pensare a un locale mitico come il CBGB’S dove si esibivano, tra gli altri, gruppi come i Ramones, i Misfits, i Television, The Cramps, i Talking Heads e Patti Smith. Ma è anche l’epoca dove si lancia il genere latino della ‘salsa’ e nasce il movimento dell’hip hop con i capiscuola DJ Kool Herc, Afrika Bambaataa, Chuck D e Ice Cube.


di Cosimo Ruggieri


Il 63enne poeta serbo nella silloge “Incroci” esplora le attrazioni e il paesaggio di Smederevo, centro medievale, antica capitale del suo paese. I suoi testi scavano nei fasti del passato, recuperandone la memoria, i miti e le leggende. Ma insieme richiamano le sofferenze del conflitto bellico del 1999: con i bombardamenti, la morte dei civili, le molte privazioni. In coda cinque componimenti tradotti da Dragan Mraovic.


di Anna Santoliquido
 
DIARIO DA HONG KONG (1)
  SGUARDO DAL SUD (25)


Un dottorando italiano presso l’Università di Leeds è andato in visita di studio presso l’ateneo della grande città orientale. E riferisce qui le sue impressioni su una megalopoli ‘mostruosa’ da Kowloon all’isola principale, dove la vita scorre frenetica, in strade che rigurgitano gente, epperò in realtà i suoi abitanti conducono esistenze sincopate, balbettanti, incerte. Il loro precario passo appare scandito da soste e attese quasi eterne, immerse in bollenti temperature coniugate con un’umidità insostenibile, così che più che camminare sembra, in effetti, di nuotare.


di Stefano Calzati
 


Un ritratto critico dell’autrice di Roccanova che si è stabilita in terra tedesca, a Francoforte sul Meno alla fine degli anni Ottanta. Ricevendo nuovi impulsi letterari, ma continuando a comporre versi nella lingua madre e riunendo attorno a sé le emigrate italiane, dando loro ruoli di protagoniste, organizzando anche il Festival della Poesia Europea (‘Frankfurter Europäsches Poesiefestival’). In coda cinque suoi testi in esclusiva per Le Reti di Dedalus.


di Anna Santoliquido
 
STEFANO LANUZZA
  PAVEL HAK


Il saggio dello studioso siciliano, pubblicato da Stampa Alternativa con il sottotitolo “Vita, lingua e stile di un ‘maledetto’”, si propone innanzitutto di mettere in primo piano il fulgido talento dell’autore di “Voyage au bout de la nuit” e “Mort à crédit”, e di analizzare la qualità della sua opera più che la natura delle sue contraddizioni politico-culturali. Viene tra l’altro sottolineato lo slancio di una scrittura monocentrica rivelante un’oralità parafuturista trasposta sulla pagina; e l’impasto in divenire di una esistenza che attraversa l’utopia comunista, l’antisemitismo, l’anarchia, la professione di medico dei poveri, l’antimilitarismo.


di Massimo Mori
 




Il romanzo “Sniper” dello scrittore ceco esule a Parigi da quasi trent’anni, non c’entra col quasi omonimo film “American Sniper”. Ma probabilmente assai più dell’ultima pellicola di Clint Eastwood, riesce a dare corpo ad un racconto dell’orrore bellico in cui alla fine non ci sono catarsi, pentimenti o palinodie. Tutto è implacabile e spietato e senza alternative, quasi presagendo la voluttà di autodistruzione del genere umano. Per un epilogo che non può piacere ai buonisti e che lascia la bocca amara a chiunque. Ma forse la verità effettuale dello stato delle cose è il solo punto da cui ripartire.


di Simona Cigliana
 
SGUARDO DAL SUD (23)
  SGUARDO DAL SUD (24)


La scrittrice israeliana, residente a Gerusalemme, ha ereditato dal padre originario dello Yemen, il ruolo di cantastorie, capace di mettere in forma poetica delle narrazioni popolari intessute di umorismo e di saggezza e che terminano con una ‘morale’ in guisa di insegnamento o ammonimento finale. Il tutto fluisce verso gli ascoltatori come una melodia.


di Anna Santoliquido
 


La quarantenne poetessa slovena, residente a Ljubljana, mostra nei suoi testi una traccia di originale femminilità che secerne pensieri che abbracciano l'universo, e sono intessuti di eros, di dolore e bellezza. I voli e le voragini sono a un tempo concreti e astratti. L'autrice sperimenta tecniche che sintetizzano diverse espressioni artistiche. Musica, pittura, arti plastiche, teatro si combinano dando vita a una sorta di 'performance poetica' che colpisce il lettore. Pubblichiamo qui quattro sue poesie tradotte da Jolka Milič.


di Anna Santoliquido
 
  CARTOLINE
DA MONTPELLIER (2)

 
 


Una vicenda a suo modo esemplare. Un giovane ‘sans papier’ proveniente dall’Algeria, salva la vita a un uomo finito di notte nella Garonne, il fiume che divide in due Tolosa. Dopo i primi elogi per l’‘eroismo civile’ e le promesse di una medaglia al valore, cominciano i guai. Indagato come clandestino, viene arrestato dalla gendarmeria. Un vizio di forma lo ha salvato finora dall’espulsione. Ma la storia continua, la minaccia non è ancora scongiurata.


di Daniele Comberiati
 
 
  SGUARDO DAL SUD (19)
 
 


Dall’antologia “Contemporary Armenian Poetry”, pubblicata dalla casa editrice Apollon (Yerevan, 2012), proponiamo una scelta di dieci autrici in versi variamente rappresentative, da figure storiche come Zabel Yesayan, morta nel 1943, alle giovanissime come la 27enne Hasmik Simoyan. Gli altri nomi proposti sono quelli di Metakse, Anahit Parsamyan, Hripsime, Lena Antaranyan, Marine Petrosyan, Gohar Galstyan, Hermine Navasardyan, Armenuhi Sisyan.


di Anna Santoliquido
 
 
CHATEAUBRIAND
  SGUARDO DAL SUD (17)


Einaudi ha pubblicato una nuova traduzione di “Genio del Cristianesimo” con la peritissima curatela critica di Mario Richter. Centinaia di pagine di note e di dotte glosse per penetrare nello spirito di un’opera capitale dove brilla un’intelligenza più inclusiva della vicenda umana e del meraviglioso della vita. Continuare a fare i conti con lo scrittore francese è un perdurante stimolo della ricerca dell’identità nostra e della nostra Europa.


di Ugo Piscopo
 


Presentato a Bari il volume “Il Narratore del deserto” a cura di Kegham Jamil Boloyan sul grande scrittore siriano morto nel 2006 a ottantotto anni, che fu anche medico e politico. Un libro che consente di fare una illuminante immersione, tra realtà e fantasia, nelle spire di una narrativa mediorientale connotata dal periodare lungo e distensivo. Argomentazioni e temi che fanno riflettere, giacché coinvolgono la mente e l’anima, il mondo visibile e invisibile, la fede e la scienza, passando per la storia, il dolore e la ricchezza culturale del popolo arabo.


di Anna Santoliquido
 
CONFRONTI CRITICI
  SGUARDO DAL SUD (15)


La studiosa francese, docente di italianistica in Marocco, presso l’Università di Rabat ‘Mohammed V’, propone una lettura incrociata di due favole: quella ottocentesca del “Pinocchio” di Carlo Collodi e quella contemporanea (2007) scritta da Barbara Pumhösel, 55enne autrice austriaca che vive da trent’anni in Italia. Lo sguardo ermeneutico si appunta su due personaggi femminili variamente interpretati e comunque paradigmatici dei mutamenti e delle invarianti della figura della donna nella letteratura fiabesca.


di Jacqueline Spaccini
 




Un incontro a Yerevan con il sessantenne poeta della diaspora armena dell’Iran, il cui vero nome è Soukias Hacob Koorkchian, attualmente docente di letteratura all’Università di Teheran. Figura polivalente – è anche drammaturgo, traduttore e paroliere – trasferisce in armeno sia i classici persiani e sia la poesia moderna. Dal 1972 ha pubblicato ventisette raccolte di versi riprese in varie lingue. Qui pubblichiamo in traduzione italiana sei suoi significativi testi.


di Anna Santoliquido
 
CARTOLINE
DA MONTPELLIER (1)

  ALLARMI


Trasferitosi ad insegnare nel Sud della Francia, lo scrittore romano comincia a raccontarci alcune caratteristiche di questa città di 250mila abitanti in vertiginosa crescita abitativa, stretta tra gli effetti (per ora attutiti) della crisi e una situazione residenziale che accoglie pensionati e vecchi in villini tutti uguali a difendersi egoisticamente dai rumori e dai conflitti del mondo, come testimoni dell’ultima generazione che porta ancora i segni della vittoria della guerra e della fede cieca nel progresso.


di Daniele Comberiati
 


Proponiamo la prefazione al numero 16 (anno 2014) di “Valerio”, rivista della Deutsche Akademie für Sprache und Dichtung di Berlino. I due curatori del fascicolo, Heinrich Detering e Eva Karadi, hanno raccolto una nutrita serie di documenti, interventi e colloqui relativi alla situazione ungherese che spicca nel contesto europeo per la politica del governo guidato dal premier Viktor Orbán, caratterizzata da un nazionalismo etnico, con ampie concessioni all’antisemitismo, oltre a limitazioni alla libera comunicazione e ad ingerenze dello Stato nel lavoro della radiofonia, della televisione, del giornalismo, dell’editoria libraria, con conseguenti vessazioni verso gli intellettuali critici. La cultura tedesca segue con giusta preoccupazione la vicenda magiara. Non dovremmo farlo pure noi?


di Alberto Scarponi
 
PIERO SANAVIO
INEDITI
INEDITI


Un nuovo saggio dello scrittore e critico padovano sull’autore di “Viaggio al termine della notte” e “Bagattelle per un massacro”. Dopo “Virtù dell’odio” del 2009, questo libro torna ad indagare le radici psico-familiari, socio-ambientali, storico-politiche dell’iperbolico antisemitismo del narratore francese. La cui eccezionalità, la cui straordinaria prosa (la ‘petite musique’) scaturivano e si alimentavano proprio a partire dal torbido mix di frustrazione personale e risentimento civile, di nazionalismo piccolo borghese e perfino ‘bottegaio’ e acceso rancore di classe, di narcisismo individuale e revanchismo razziale. Un paradosso artistico ed etico che occorre saper riconoscere pienamente.


di Simona Cigliana



Pubblichiamo, nell’idioma originale, i sei racconti finalisti del Premio Energheia 2014, nella sezione internazionale riservata alla lingua spagnola. Il Premio è stato vinto da Marc Cerrudo con il racconto “Resurreción”. È stato, inoltre, segnalato il testo “El paraguas de pael” di Albert Gutiérrez Millà. Seguono: “Dúo del que está solo y espera” di Mariano Catoni; “Aguardando al chillido” di Nadia del Pozo; “Que el señor me lleve pronto. Seudónimo: Hiperiön” di Alejandro Morellón Mariano; “Penélope” di Patricia Palomar Galdón.





Pubblichiamo, in lingua inglese, i quattro racconti finalisti del Premio Energheia 2014, nella sezione internazionale riservata agli scrittori di Israele. Il Premio è stato vinto da Merav Omer con il racconto “Bride Immaculate”. Seguono: “Headlights” di Noy Levin; “My Grandma” di Mor Deree; “Nilo” di Ya’aqov Raz Shalom.


 
  PER JACQUELINE RISSET
 
 


La poetessa, studiosa, critica e traduttrice francese, da decenni residente in Italia, è morta a settantotto anni lo scorso settembre. La ricorda qui il regista teatrale che lavorò nel 1992 sui suoi peculiari versi che entravano in risonanza concettuale e testuale con quelli degli antichi trovatori provenzali. Fu un incontro di poetiche e di stimolazioni culturali legato anche al comune, forte interesse per Joyce e il suo lavoro di ‘autotraduzione’ realizzato con “Anna Livia Plurabella”. L’autrice francese era una persona brillante e luminosa che accendeva di vita e di passione tutto ciò che avvicinava e di cui si occupava.


di Enrico Frattaroli
 
 
  SU ROBERTO BOLAÑO
 
 


Moriva undici anni fa a soli 50
anni il grande autore cileno il cui
genio e la cui leggerezza stanno
dentro una scrittura
elaboratissima e insieme si
sviluppano nelle trame di una
fortissima autoconsapevolezza
storico-letteraria che lo fa
degnamente approssimare alle
figure poetiche di Rimbaud,
Baudelaire, Lautréamont e
Mallarmé. Come loro
manifestava una lucidità
intellettuale e una tensione
creativa che toglievano di mezzo
qualsiasi illusione, qualsivoglia
visione consolatoria e farisaica
dell’arte.
 


di Pippo Di Marca
 
 
  ANTOLOGIA POETICA INEDITA
 
 



Dopo il florilegio della poesia cipriota pubblicato nell’ottobre 2011, pubblichiamo una nuova ampia selezione che concerne ventitre poeti appartenenti alle generazioni attive e produttive nella seconda metà del Novecento. È un assai rappresentativo campione della più recente produzione letteraria greco-cipriota che senza manifestare una poetica comune, esibisce però un sostrato etico-filosofico, una ragionata mentalità nazionale, una coscienza storica e un calibrato rapporto tra lingua e memoria.


di Crescenzio Sangiglio
 
 
Sommario

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