SPAZIO LIBERO
RICORDO
Claudio Mutini, autore
di sofisticati ‘ordigni verbali’


      
Moriva quindici anni fa lo scrittore, critico e studioso romano, una figura di forte rilievo intellettuale in una prospettiva apertamente oppositiva e antagonista alla scena culturale ufficiale e di mercato, liberamente connesso con la stagione della scrittura materialista e a quella della seconda neoavanguardia. Oggi appare quasi dimenticato, ma diverse sue opere sono scaricabili dal sito di “La città e le stelle”.
      



      

di Massimo Giannotta 

 

 

A quindici anni dalla scomparsa, ricordiamo Claudio Mutini e il suo impegno politico e culturale, riproponendo e mettendo a disposizione le opere pubblicate con La città e le stelle, con cui quest’autore ebbe molte frequentazioni fin dai primi anni della esistenza dell’associazione.

 

Mutini oggi è un autore quasi dimenticato, nonostante il suo impegno di studioso e di artista. Ci auguriamo che questa modesta iniziativa stimoli a riaprire la riflessione sul suo lavoro critico ed artistico, connesso con la stagione della scrittura materialista e a quella della seconda neoavanguardia.

 

Seguendo questi link, si possono liberamente scaricare di Claudio Mutini: Nota bio bibliografica; Continua; Continua2; Alterazioni  pubblicate da La città e le stelle.

http://www.cittaelestelle.it/files/Bio-bibliografia2.pdf

http://www.cittaelestelle.it/files/Continua.pdf

http://www.cittaelestelle.it/files/Continua2.pdf

http://www.cittaelestelle.it/files/ALTERAZIONI.pdf

 

Teorizzando una ‘letteratura critica’, antagonista delle forme istituzionali della comunicazione di massa, e di un realismo ideologico e acritico, Mutini opera secondo un metodo compositivo impostato sulla costruzione di schede filologiche, in cui confluiscono frammenti o lacerti delle più svariate scritture, che vanno dai grandi giacimenti dei classici, agli slogan della pubblicità, fino alle scritture tecniche, in un miscuglio che aggredisce il luogo comune e il vaniloquio mediatico e televisivo. Quelli che Giorgio Patrizi definì ‘ordigni verbali’.

 

Viene dunque messo alla frusta tutto un linguaggio patinato ma vuoto che, attraverso l’operazione di scrittura ci appare politicamente funzionale alla costruzione del consenso e a certi interessi economici e ideologici di una società che ha smarrito ogni capacità critica e di reale iniziativa politica.





Claudio Mutini (1935-1999)


È il rifiuto di trovarsi a manifestare un segno governato dai gestori dello spettacolo, e quindi di far parte degli apparati del consenso. Vengono composti invece materiali espressivi contro le forme istituzionali, proponendo una ‘letteratura critica’, attraverso una non corrispondenza significazionale tra contenuto ed espressione che vuole eludere anche la possibile mercificazione.

 

Letteratura contro il consumo linguistico, costruzione di forme adialogiche che mettano in evidenza il distacco e che si sottraggono alla comunicazione di massa.

Un deragliamento continuo che tocca tutta una serie di riflessioni o citazioni letterarie da Sade e Molière, a Vasari, ad Ariosto e si mescola in maniera straniata al linguaggio mediatico e televisivo.

 

Importanti anche le collaborazioni e il lavoro parallelo con altri intellettuali, come Emilio Villa, Piero Tevini, Filippo Bettini, Teresa Montemaggiori, Renato Fascetti, Sergio Marconi, Massimo Giannotta, Mario Lunetta, Ivana Conte, Michele De Luca,  Marco Palladini, Regina Franceschini, Giorgio Patrizi e molti altri, come il suo impegno a Tuscania nell’associazione culturale Mediaterra, il lavoro con le riviste “Assemblea” (1982-1986) e “Invarianti” (1987-1999) da lui fondate ed il suo impegno di redattore nell’Istituto dell’Enciclopedia Italiana.

 

 

 




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