LETTERATURE MONDO
ANTOLOGIE
Un ponte poetico
tra Puglia
e Argentina

      
L’ispanista Emilio Coco ha curato un volume antologico bilingue “Poesía de ida y vuelta / Poesie di andata e ritorno” (2013) che è una significativa testimonianza letteraria degli intensi rapporti tra la regione pugliese e il grande paese latino-americano per via dei tanti migranti che andarono laggiù a cercare una vita migliore. Nei versi in spagnolo e in italiano le distanze tra il cielo del nostro Sud e quello di Buenos Aires sembrano quasi annullarsi.
      




   

di Sergio D’Amaro

 

 

Quando si dice Argentina, si allude ad un paese che ha un tasso elevato di italianità. È per via della passata forte emigrazione che amalgamò milioni di europei negli immensi territori sottratti agli indigeni e trasformati in economie fiorenti. Se si andasse a sondare quanta parte di sangue pugliese scorre oggi nelle vene degli abitanti del paese sudamericano, si resterebbe certo stupiti da quanti rivoli esso scorre, diventato competitivo degli intricati alberi genealogici della parte nord del continente.

  

Non c’è da stupirsi, dunque, se anche in letteratura i contatti sono stati sempre abbastanza vivi, riscontrandosi nelle rispettive culture molti più punti di contatto che di differenza. Singolare si sporge bellamente dagli scaffali della libreria un volume bilingue che mette altri ponti tra Italia e Argentina in nome della poesia. Si chiama Poesía de ida y vuelta / Poesie di andata e ritorno e l’ha curato l’ispanista Emilio Coco per Prosa Amerian Editores di Buenos Aires (2013, pp. 162, s.i.p.). Facendoci maggiore attenzione, però, scopriamo che il filo privilegiato che lega queste pagine è il rapporto tra la regione Puglia e la capitale argentina.

 

 

 

 

Sappiamo una cosa: tra Puglia e Argentina è intercorso un rapporto secolare consolidato dalla lunga emigrazione di cui s’è detto, che ha portato ad attraversare l’oceano per piantare dall’altra parte la bandiera di una vita migliore. E sappiamo che c’è e c’è stata somiglianza di climi, di paesaggi, di orizzonti che hanno stampato col loro marchio naturale coscienza e memoria di quanti hanno elaborato in letteratura distese narrazioni o veloci illuminazioni liriche.                          

  

Roberto Alifano, Esther de Izaguirre, Eduardo Kovalivker, Antonio Requeni, Alejandro G. Roemmers, Osvaldo Tamborra, Alejandro Vaccaro si incastrano con quelli di Lino Angiuli, Emilio Coco, Enrico Fraccacreta, Anita Piscazzi, Salvatore Ritrovato e altri, fornendo un ideale mosaico di voci lontane e rispondenti. La natura, la storia, il quotidiano, la memoria, la terra, il mistero, i viaggi, il dolore, il Sud: vi si ritrovano tutte le dimensioni del dialogo più intimo di generazioni nate tra anni ’40 e ’70 del ’900, che hanno maturato un loro destino e un loro stile.

 

Scorrono emozioni, estasi liriche, lucide ironie, drappeggi metaforici, istantanee di spazi, mozioni d'amore. Sembra che tra il cielo di Puglia e quello di Buenos Aires le distanze si siano miracolosamente annullate e gli umili traduttori di un’anima che sono i poeti siano riusciti a comporre uno stesso rosario di laiche preghiere.

 




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