LUOGO COMUNE
CHICCHE POETICHE
Un prillante testo
di Gianni Toti
per Bruno Conte



      

*  Pubblichiamo con piacere una poesia di Gianni Toti non presente nel suo ebook Tutti i versi che da poco è stato editato e che contiene tutti i testi dei suoi libri poetici. Sono però rimasti fuori dall’ebook i tanti testi pubblicati altrove. Come questo apparso nel libro dell’artista-scrittore Bruno Conte Vegetensioni (Genova, 1988).

 

 

 

Primultimordialmentendendo con te

CONTEndendo

 

 

alberotture fumìgini gocce poetiginose

con te còmite conte nelle stanze inestanti

con le ciglia grafendo o con le ùngule

coltivando aria e sguardi o vertivorticando

carezzando eclampsìe marmarighèmi e gerundi

annegativivendo scrivivendoci spillicidialmente

e romanzognescamente inenarrandoci ancora ‒ ma

dove vegetendiamo strappandoci al pianeta

le erratiche radici così reinalberandoci?

 

ronzanti poeticelle virtuali qui nel vacuum

fra “con” e “senza” zeroismi zerottici

disperranze neghentropíe antroprincipium

cosmagonìe magari sgocciolío ultimordiale

pareti mobili e fughe immote nell’eviterno

silenzuolo dissilenzuoleggiante effláto

eventilature eventi inevenibili ormai

d’alberi vertebrosi spine paradorsali

nel nistagmo oscillúlulano già sùbflue

falsimiglianti obombre terebrátili

 

virtuale ancora è la vìvita se così contendendoci...

 

 

A

ti scheggi le tempie ti vola via il viso

ti mascheri e ti smascheri con quel tuo sottoriso

 

ti inalberi di fumo e sgoccioli le foglie

ti stendi sotto palpebra e sfoggi meravoglie

 

B

io vorrei ‒ logopóieticamentesdipingerti

io che non so poetendere contendere solo spingerti

 

io che poco io sono e aspirerei a tuìre

io ti inseguo e mi inseguo nel tuo superfluìre

 

C

ci vogliono per noi i massimangolari

ci crescono lebbrivìdini cosmopoetibolari

 

ci manca solo l’assenza dell’essenza che iné

(ci cìa già per eccìerci chi dall’io passa al sé)

 

D

noi ormai vegetunànimi con i sarcastilístici

noi che gli ultimordìti siamo aghirigoristici

 

noi che innoiamo inòdie ed energhentropìe

noi adesso qui convochiamo tutte le parusìe





Bruno Conte, Suprevoluzione, rilievo-pittura, cm 96x75, 1986





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