LETTURE
TITTI FOLLIERI
      

La solitudine della cattedra. Memoir

 

Arezzo, Zona contemporanea, 2013, pp. 127,
€ 14,00

    

      


di Liliana Di Ponte

 

Tra banchi e corridoi

 

Un’insegnante di francese delle scuole superiori, una volta uscita dalla scuola, sente l’esigenza di riflettere su che cosa in particolare le sia rimasto di quegli anni trascorsi insieme a tantissimi ragazzi e ragazze. Ne nasce un memoir che, in forma di lettere indirizzate ai suoi studenti, rilegge le tante sfaccettature del rapporto con loro.

 

Parliamo del bel libro di Titti Follieri, La solitudine della cattedra, che mette in luce la complessità della relazione che s’instaura tra insegnante e allievo e il modo in cui l’interrelazione modifica entrambi nello scambio. Ma emerge anche la difficoltà di insegnare in una scuola rimasta sostanzialmente statica, mentre intorno tutto sta velocemente cambiando.

 

Attraverso le lettere conosciamo frammenti di vita scolastica e della personalità di adolescenti che di quella vita sono protagonisti, piccole storie che, insieme, formano un mosaico colorato e multiforme.

 

Come i “ragazzi dell’83” che, sapendo dello sfratto che avrebbe coinvolto la loro insegnante, quella mattina hanno fatto “forca” e si sono presentati in massa a casa sua, “profe, può fare l’appello: ci siamo tutti”.

 

Conosciamo Sam, vivacissimo e ironico, che commenta a modo suo la lezione su “Parfum exotique” di Baudelaire, “ho capito tutto. Lui sta a letto con la su’ donna, s’è fumato una gran canna e viaggia nella sua immaginazione, vede le isole, sente i profumi … ganzo, questo Baudelaire!”.

Ma anche Juno, incinta a quindici anni, che decide di avere il bambino e finisce in cronaca nera perché il suo fidanzato si suicida con un colpo di rivoltella sotto casa sua.

 

Riviviamo le ansie dell’insegnante e di Alice che a Montpellier, durante uno stage di scuola-lavoro, per un allarme di inondazione resta bloccata in città, separata dal resto della classe. E di Michele, che invece si è perso a Venezia durante una gita e deve vedersela da solo per ricongiungersi al gruppo.

 

Tante storie, queste raccontate con freschezza e passione da Titti Follieri, che svelano in trasparenza la quotidianità di una piccola comunità, in cui si intrecciano piccoli eventi e grandi scoperte, crisi personali e disagi collettivi.

 

Ma alla fine, come dice l’autrice, se chiedete a un insegnante perché continua, nonostante tutto, a rimanere nella scuola, vi risponderà: per i ragazzi, perché è soprattutto una questione di relazione.

 

 

 

 




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