SPAZIO LIBERO
SGUARDO DAL SUD (3)
Il segno creativo
della letteratura
lucana degli ultimi
cinquant’anni


      
Il volume di Francesca Amendola “Scrittori e scritture dell’Alto Bradano – dal 1960 a oggi” compie una interessante perlustrazione su tredici autori che si muovono in un territorio che comprende i siti di Acerenza, Banzi, Forenza, Genzano di Lucania, Oppido Lucano, Palazzo San Gervasio e Tolve. Un libro di critica letteraria, ma anche di antropologia, per dare voce all’energia che promana dal nord-est della Basilicata.
      



      

di Anna Santoliquido

 

 

Il libro Scrittori e scritture dell’Alto Bradano – dal 1960 a oggi di Francesca Amendola ha il sapore dei cibi genuini, perché scritto con la passione del ricercatore e il gusto di chi si diverte a raccogliere erbette, funghi, more, orchidee selvatiche che crescono nei campi e nei boschi dei paesi dell’Alto Bradano. Scrittrice e saggista di provata esperienza si misura con uomini e tradizioni, indagando l’habitat nel quale gli autori hanno visto la luce e il segno artistico è germinato. Esperta di antropologia è attenta alle origini e agli sviluppi delle persone e delle idee.

Un mondo diversificato di parole trova accoglienza in capitoli che si leggono avidamente, in quanto la scrittura è fluida e le argomentazioni saggistiche si accompagnano ad un repertorio antologico non di rado inedito. I siti annoverati sono Acerenza, Banzi, Forenza, Genzano di Lucania, Oppido Lucano, Palazzo San Gervasio e Tolve. Lo scandaglio dei centri suddetti fa emergere un tessuto culturale interessante, soprattutto per le relazioni che gli autori esaminati hanno intrecciato con gli intellettuali italiani e stranieri. La provincia di Potenza ha generato talenti che si sono distinti in vari rami del sapere. Parecchi hanno nidificato altrove, ma non hanno reciso i legami con la terra natale che, invece, hanno esaltato con i loro lavori storici o umanistici.

Dai 13 scrittori selezionati scaturisce un universo che comprende l’Oriente e l’Occidente, poiché il lettore si imbatte in traduzioni, documenti medievali, ricostruzioni di storie di personaggi che hanno inciso nel sociale. Il volume, stampato (2013) in bella veste grafica da Aviapervia Produzioni Multimediali di Oppido Lucano e prefato dal melfitano Raffaele Nigro, si dirama dal 1960 a oggi, ma in realtà estende lo sguardo a tutto il Novecento, con succosi affondi in altre epoche e culture. I circoli, i movimenti letterari, le scuole, i premi, i periodici, i convegni sono richiamati succintamente e disegnano la mappa di microcosmi di grande dignità civile ed estetica. Le notizie biografiche, la bibliografia essenziale, l’analisi di una o più opere, associate ad alcuni componimenti in prosa o in versi degli autori antologizzati, forniscono un quadro multiforme del “pensiero meridiano” del quale essere fieri. La geografia culturale dell’abitato (in cui convergono tutte le arti e le iniziative di rilievo di quella zona) è condita con richiami ad avvenimenti pressoché sconosciuti ai lettori. Emergono paesi intenti a scoprire le origini (tra gli intellettuali vi sono diversi medievisti – Antonio Giganti, ad esempio –, cultori e traduttori di testi antichi), a rivalutare le tradizioni, ad organizzare rappresentazioni storiche (in prevalenza templari), ma pure sensibili alla musica, al teatro e al fascino del testo letterario. Le mostre di pittura e di scultura, le bande, i mottetti, il folklore, l’archeologia, il patrimonio orale fanno da sfondo alla scrittura che la saggista dispiega con la freschezza che si addice alla sua vena gentile e incisiva.

Rilevante è la presenza dei traduttori, elemento che si riscontra anche nelle poetesse lucane di fine Ottocento. Il genzanese Nicola Gioia traduce dai classici antichi e moderni. Il frate Angelo Lancellotti, nativo di Oppido, è un biblista di fama internazionale.

 

 

 

 

La maggior parte degli scrittori ha insegnato in Istituti Superiori o in sedi universitarie, ricoprendo cariche prestigiose (vedi il petrarchista banzese Michele Feo). Michele Battaglino ha contribuito a dare i giusti contorni a figure come Aquilina Sancia, feudataria di Genzano (dove fondò il convento delle clarisse) e Monteserico.

Tra gli accademici, il tolvese Nicola Montesano si interessa, tra l’altro, dell’Ordine di San Giovanni di Gerusalemme, istituito nel 1050 per curare e difendere i pellegrini che si recavano in Terrasanta.

Dei poeti risalta lo slancio di Mimmo Cervellino attivo anche nella prosa e trapezista del verso in dialetto. Ha dedicato attenzione alla parlata paesana l’altro oppidano, il latinista Francesco Saverio Lioi che si è occupato delle riviste “Opidum

eLeukanikà”.

Nicola Di Silvio di Palazzo nei suoi romanzi si è concentrato sulle vicende della Basilicata e del Meridione, avvalendosi della memoria personale e dello spirito di denuncia.

Tra i verseggiatori vi sono Francesco Garramone di Banzi, che riprende con successo la terzina dantesca, e Antonio Castronuovo di Acerenza, aforista, narratore e saggista. Con Antonio De Rosa il segno creativo spazia dalla narrazione al teatro, passando spesso per la regia. Dalla sua penna sono scaturiti romanzi e saggi raffinati, tra i quali gli studi sul poeta lucano Leonardo Sinisgalli.

Il saggio-antologia di Francesca Amendola dedica delle pagine alla mia scrittura che si è nutrita dell’humus di Forenza per poi abbeverarsi ai lidi pugliesi, europei e orientali. Lo scandaglio della raccolta mi ha emozionata, giacché ho ripercorso luoghi amati e ritrovato nomi familiari: Sinisgalli e Pierro, Pedio e Guerricchio. E altri ancora.

Il maestro Donato Linzalata (il Picasso di Genzano) ha condensato nella superba immagine di copertina il trasporto dei tredici autori per la terra-madre. “Abbraccio” è una parola calda e sensuale che accoglie i palpiti e i capricci lunari, le attese e il fuoco dell’incontro. E il mito e il sogno dell’eterno. Francesca Amendola ha compiuto una fatica antropologica prima che letteraria, evidenziando l’energia che promana dal nord-est della Basilicata. Una Regione

arcaica e straordinariamente creativa.

 

 

 

* Il saggio Scrittori e scritture dell’Alto Bradano di Francesca Amendola è stato presentato a Roma il 14 maggio 2014, nella Sala FUIS – Federazione Unitaria Italiana Scrittori, per iniziativa del Sindacato Nazionale Scrittori. All’introduzione del rappresentante FUIS Rocco Cesareo e del Segretario Generale SNS Massimo Giannotta sono seguite le relazioni degli scrittori Anna Santoliquido, Donato Di Stasi e dell’Autrice. Nel vivacissimo dibattito sono intervenuti, tra gli altri, Claudia Valerio Pagan, responsabile della Sezione Lazio del SNS, lo scultore Donato Linzalata, la pittrice Silvana Galeone.

 

 

 

Roma, 14 maggio 2014. Sala FUIS.

Da sinistra: Donato Di Stasi, Anna Santoliquido, Francesca Amendola.

 

 

 

 

 

 

 

 

 




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