LUOGO COMUNE
NUOVI AFORISMI
Condannati
dal poeta
a rimanere



      

di Velio Carratoni

 

 

Sole contaminato. Acque ricche di bacilli consumistici. Confermano la consumazione di una specie logora.

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Logorio, profanazione, esibizione di fattezze devastate. Onorano filibustieri di illusioni cadute al vento.

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Il buio raccoglie altro buio. Propagare tanti rumori per ricordare che, sebbene tutto, certa pseudo vita continua. Per inerzia.

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Politici. Mestieranti pronti a tutto pur di imporre o conservare il proprio potere.

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Beni sottratti a cittadini famiglie collettività. Per sostenere tanta delinquenza comune.

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Inverosimile è l’impossibilità di avere tre teste. Anziché una.

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Sono i poteri sconosciuti che rendono vero il mondo.

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In nome del bottino molti si clonerebbero di moneta contante. Rinunciando all’aria, alla luce. Anche al cervello.

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Il mondo sogna l’irrealtà. Per debellare tanti mostri scatenati. Legalizzati da poteri bramosi di nullificazione.

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Tanti falliti vorrebbero conquistare pensiero azione senso critico. In nome della preconcetta informazione.

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Non conta quantificare il numero dei dominatori dell'oscurantismo. Possono essere diversi o uno solo. Lo scopo è il medesimo.

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Siamo ormai alla libera devastazione. Programmata da tanti squallidi interessi.

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La stupidità viene premiata. Purché sia manifesta.





Tano Festa, Coriandoli


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Il pensiero non conta più niente. È prigioniero in una magione di lusinghe e falsità. Che gli impediscono di svilupparsi.

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Le realtà basilari. Bruttezza. Ignoranza. Grettezza. Mediocrità. Lucrose. Ricercate.

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Dalla realtà al sogno preconfezionato. Per elemosinare un attimo di vita.

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Un gioco dell’illusione. Provare a far rivivere gli attimi sprecati.

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Riscattare sembianze immagazzinate. Attraverso nuove vite. Che scompaiono dopo averle invocate.

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Sembianze reali. Ormai condannate a dipartite dello sdegno.

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Rivivere non significa esistere ma recuperare ciò che non conta. Nella realtà nulla è rinnegato. Ma solo abbandonato.

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Solo i codardi. I vili. I vigliacchi. I traditori. Son condannati a scomparire.

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Anche se proseguono a testimoniare le proprie bassezze.

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Anche se non ci ricordano. Siamo costretti a rimanere. Pur finendo ingloriosamente.

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Esistiamo per raggiungere un chiuso da fuori scena. Che solo il silenzio può consolare.

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Dario Fo. Rispetto ai masnadieri di oggi ha riscattato perfino i Borgia.

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Non rimane che ricordare Carmelo Bene: “... Signor Stato, caro ente celestiale, mi trascuri, voglio essere trascurato... Non è una questione di malumore, è che sono un poeta, e il poeta... è irritabile... guardare è cadere... Non siete voi che mi cacciate, sono io che vi condanno a rimanere...”.

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Il ricordo di Bene, riscatta un po’ lo squallore di oggi. Il meglio è un auspicio. Il peggio un’esaltazione.





Carmelo Bene (a terra) nello spettacolo Cristo '63





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