LUOGO COMUNE
RICORDI
Il rosso e il nero
a Massa-Carrara


      
Una arguta memoria storico-letteraria a proposito di un mancato incontro nel 1968 tra Italo Calvino e Daniel Cohn-Bendit, giunto in Italia e requisito dai giovani militanti anarchici toscani che brandivano lo slogan ‘Diffidate di chi ha più di venticinque anni’. Ora l’ex leader del Maggio '68 francese, anziano e malato, ha annunciato il suo ritiro dalla politica. È la legge del contrappasso per chi allora credeva nella utopia, inconfessata, della non esistenza del tempo.
      



      

di Cesare Milanese

 

 

La notizia è questa: Daniel Cohn-Bendit, colui che ha marcato il passo del Movimento dal Maggio 1968, da allora a oggi, fa un passo indietro su sua stessa decisione (“perché ormai sono anziano e ho affrontato una malattia”).

 

Quarantasei anni di “Immaginazione al Potere” si congedano così dall’area del potere e passano la mano a un altro tempo. Quale? Ancora non sa. Intanto, in attesa di saperlo, per ora, in occasione di quest’auto-congedo spontaneo, non violento, la memoria riporta all’origine di quel tempo che era intenzionato a porsi anche come violento. Mentre spontaneo (per lo meno in origine) lo è stato senz’altro.

 

E allora, ecco un ricordo d’epoca.

Nei giorni e nei mesi appena successivi a quella fatidica annata, ci fu l’evento dell’irruente presenza del capo “internazionale” del Movimento d’allora, Daniel Cohn-Bendit, a Massa-Carrara: peraltro tutta in subbuglio e in festa per un inaspettato revival dell’anarchismo vecchio e nuovo, evidentemente mai dimenticato da quelle parti. Per l’occasione la città, o meglio le due città erano tutto un tripudio di bandiere rosse e nere.

 

Valeva la pena di essere sul posto, per estro e per clima: e, infatti, lo si era. In estro e in clima condiviso anche e soprattutto da parte di Italo Calvino, il quale, non a caso, proprio in quel torno di tempo, era impegnato, per conto proprio, a recuperare l’idealismo e l’utopismo di Charles Fourier, individuato da lui come predecessore storico degli eventi in atto che reclamavano l’avvento di un potere politico ispirato alla libera invenzione di un’immaginazione altrettanto libera.





Daniel Cohn-Bendit, 69 anni


Il fenomeno si presentava, indubbiamente, con segni e contrassegni inediti. Italo Calvino ne stava individuando i precorsi storici e fantastici, rifacendosi, tra l’altro, a Charles Fourier, il filosofo ideatore della comunità socialista utopista e inventore dei falansteri comunitari, concepiti come luoghi organizzativi di una società ispirata all’armonia. Ebbe seguaci anche in Italia: per esempio il carbonaro Pietro Maroncelli, quello che nel carcere dello Spielberg dona la rosa a Silvio Pellico (chi non conosce l’episodio?).

  

Peraltro, Italo Calvino, aveva già precorso da anni il possibile verificarsi della nuova tensione immaginaria, proprio con l’invenzione del Barone Rampante: personaggio desunto a tutto tondo dalle fantastiche e libertarie concezioni ispirate a Fourier, Saint-Simon e Owen (insomma i “socialisti utopisti”, come Carlo Marx li chiamava). Vale a dire, i patriarchi e i profeti del Sessantotto. Era giusto che Italo Calvino, avendo preconizzato il giusto, potesse considerare quello che stava accadendo, nei paraggi del Sessantotto, come cosa legittimamente anche sua. Gli accadimenti in corso ne erano, infatti, una riprova.

   

Perciò al verificarsi (o al riverificarsi) di un evento inedito e inaspettato come quello del ricomparire di qualcosa, già appartenuta a un tempo considerato antico, nel tempo nuovo, quale poteva essere un Congresso anarchico (ovviamente internazionale) a Massa-Carrara, era giocoforza che dovesse accadere di venirsi a trovare sul posto, attratti o per lo meno incuriositi. Niente di più naturale, quindi, che Italo Calvino fosse più che interessato a incontrare e a conoscere personalmente, nel tratto della sua azione specifica, di “nuovo anarchista”, il rosso (anche di capelli) Daniel Cohn-Bendit: uomo e insieme capopopolo del tutto nuovo (o del tutto antico).

    

Il tratto d’episodio saliente, che risale a tale ricordo, è questo: il gruppetto di Italo Calvino aveva preceduto noi del gruppetto del Gruppo ’63 (tra i quali Elio Pagliarani e altri) sul luogo del possibile incontro con Cohn-Bendit, allora ferocemente requisito e secretato, in esclusiva gelosa, dai fanatici dello slogan imperante allora: “Diffidate di chi ha più di venticinque anni.”

  

Ebbene, il gruppetto di Italo Calvino s’imbatté proprio contro il Verboten di questo stesso slogan, tradotto subito dai suoi infervorati adepti in applicazione pratica: quasi da rissa e quasi da alzata di mani. Io credo di essere uno dei pochi ad aver visto Italo Calvino, uomo notoriamente imperturbabile e sempre elegantemente distaccato, soprattutto nei modi, andare su tutte le furie. Dico io, perché il caso volle che egli scaricasse la sua furia proprio incentrandosi su di me: “Indietro! Indietro anche tu! Che ti credi? Anche tu sei troppo vecchio. Indietro! Indietro!”





Cohn-Bendit durante una manifestazione del Maggio 1968


Indubbiamente eravamo tutti, per lo meno con due lustri d’età in più rispetto al limite dei venticinque anni prescritti quale lasciapassare d’allora. Sicché, in quell’occasione, Italo Calvino non incontrò il presunto prosecutore di Fourier. Infatti, come i fatti dei decenni successivi ben dimostrarono, non lo fu: né lui, né il Movimento del Sessantotto nel suo complesso, come si diceva allora. E in questo, l’episodio della cacciata di Italo Calvino (furioso) (e di tutti noi, forse un po’ meno furiosi di lui) si rivelò anch’esso storicamente premonitore.

  

Il Movimento dell’Immaginario, sorto per sostituire il Reale, non riuscì nell’intento: semmai si tradusse in Irreale. Vale a dire che, per lo meno, si disperse e infine, proprio con l’andare del tempo (il quale passa sempre) si dissolse. E ora, i suoi stessi accoliti, quelli più puri, quelli che si trovavano allora sotto la soglia dei venticinque anni, si trovano tutti sulla soglia, per lo meno, dei settant’anni: come Daniel Cohn-Bendit, infatti. Forse la vera utopia d’allora è stata quella, non confessata, della non esistenza del tempo.

  

Nel frattempo, intanto, è successo che molti di quelli che allora si trovavano a essere proscritti rispetto ai venticinque anni prescritti, Italo Calvino, Elio Pagliarani e altri, ora non ci siano più.




Scarica in formato pdf  


      
Sommario Luogo Comune

Il contatore dei visitatori Shiny Stat è attivo da dicembre 2006