LUOGO COMUNE
SCIE POLEMICHE
Ma qui chi o che cosa è ‘imparlabile’?


      
Dopo l’effervescente “Diario d’autore” dello scorso luglio*, lo scrittore-filologo romano torna alla carica, rifacendo puntigliosamente le bucce critiche a Franco Cordelli che, sul supplemento La Lettura del Corriere della Sera del 15 giugno u.s., ha replicato ai suoi contestatori e se l’è presa con il commento di una lettrice che lo ha duramente strigliato in rete.
      



      

di Gualberto Alvino

 

Perseverare diabolicum

 

 

A Francesca

 

«Ormai le nostre ‘memorie’ si avvicinano (rastremando?) e credo che un buon lettore, ma non ne avremo, saprebbe coglierne, dietro la facciata ridanciana e militante, l’infinita costernazione. Il vero lutto. Ma, merita?» mi scrive l’amico Marzio Pieri, critico e saggista finissimo, alludendo alla mia guerra contro i cialtroni e gl’impostori che infestano le patrie lettere.

Non so se meriti. Forse no. Anzi, no di certo: è sperare di raddrizzare le zampe ai cani, ne sono perfettamente consapevole. Ma si sa: la pazienza, come il coraggio, uno non se la può dare.

Prendiamo Cordelli. Non è, beninteso, né un cialtrone né tampoco un impostore (chi vorrà disconoscergli passione genuina e buona fede?), ma senza dubbio un modesto scrivente da banco ingiustamente osannato (penso al mio amatissimo maestro Walter Pedullà, che non perde occasione per magnificarlo) e paurosamente orbo di coscienza linguistica, come ho più volte dimostrato per tabulas (l’ultima nello scorso numero di questa rivista). Non gli è bastato. Dopo aver spulciato i poveri Falco e Vasta con argomenti a dir nulla puerili, eccolo accanirsi per un’inezia contro una commentatrice internautica colpevole d’averlo strigliato a dovere:

 

Francesca […] scrive: «Ragazzi, i critici parassitari come Cordelli devono scrivere questi pezzi, per dirsi di esistere. I romanzi di Falco e Vasta vengono letti, tradotti, premiati, creano intorno a se piccole o meno piccole comunità. Cordelli chi è? Cosa ha fatto? Davvero; senza il “Corriere” che ogni tanto lo fa scrivere non sarebbe nessuno». Avessi dovuto rispondere, avrei fatto notare a Francesca che la virgola dopo “pezzi” e prima di “per dirsi di esistere” è un po’ enfatica. [E Busi, e Eco? Dove li metti?, «Corriere della Sera-La Lettura», 15 giugno 2014].

 

Quella virgola, è evidente, non fa male a nessuno; l’unico segno peregrino, a voler esser pedanti (se non ridicolmente pignoli, trattandosi di scritto-parlato, quindi emesso in un fiat senza revisione), è il punto e virgola dopo «Davvero». Ma Cordelli non lo nota (saltando inoltre a piè pari sul pronome riflessivo di 3a persona privo d’accento: «intorno a se»): e come potrebbe, visto che anche lui interpunge a vanvera (non in un blog, ma nel maggior quotidiano nazionale)?





Pasquale Coppola, Il merlo maschio, 2013


È il suo costume attuale ‒ dominante [ibidem, come tutte le citazioni seguenti];

trovandomi concettualmente fermo all’anno dei suicidi ‒ Adamov, Mishima, Celan ‒ il 1970.

Quel libro (è sempre a Francesca che mi rivolgo) è stato addirittura ristampato ‒ senza che io lo desiderassi in modo particolare.

 

Nel primo lacerto, come nel terzo, la lineetta altro che «enfatica» è del tutto fuori luogo; nel secondo manca una virgola dopo la seconda lineetta, a meno che il Nostro non trovi normale scrivere *fermo all’anno dei suicidi il 1970.

Impagabile Cordelli! Chiunque, prima di censurare il prossimo su questioni linguistiche, non solo ripasserebbe la grammatica e consulterebbe più d’uno specialista, ma starebbe attento a non commettere errori. Lui no. Lui mena botte a destra e a manca e non s’avvede, esattamente come i suoi glorificatori, di produrre testi disastrati sotto ogni riguardo.

 

Nel 1975 pubblicai un’antologia di poeti […]. Ho raccontato questa ventura tante di quelle volte che oggi me lo risparmio.

 

Fino a nuovo ordine ventura significa ‘buona sorte, fortuna’ (sperare nella v.), non già ‘fatto’ o ‘avventura’, come s’illude il Sommo Censuratore.

 

è una ubris, un atto di presunzione.

 

Ubris? Non esiste. Esiste il termine hybris.

 

Una scrittrice di alto e assennato rango borghese.

 

Assennato un rango, ossia un ceto o una posizione sociale?

 

Obiettivamente erano tempi più lineari. In quanto ai nostri.

 

Sorvolando sul cosiddetto enfopunto (in sé ben legittimo, ma nella fattispecie assolutamente dissennato), si dice più lineari dei (o rispetto ai) nostri, non in quanto ai nostri.

 

Di tanto in tanto parlo con un commissario di polizia che si dichiara acalcistico e apolitico. Ma molti scrittori tra gli illustri di oggi si ostinerebbero a considerarlo di destra, quindi imparlabile.

 

Al passo. Incredibile ‘che non si può credere’, incommestibile ‘che non si può mangiare’, intollerabile ‘che non può essere tollerato’, imparlabile ‘che non può essere parlato’ (una lingua i.). Ma cosa mai vorrà dire commissario imparlabile? Il contesto indurrebbe a congetturare che il commissario, essendo apolitico e dunque di destra (sic!), non ha il diritto di parlare. Ergo il termine, nel bizzarro idioletto cordelliano, varrebbe ‘che non può parlare’ o ‘col quale non si deve parlare’. Interessante. Estremamente avvincente. Girerò la cosa ai miei amici lessicografi per il più a praticarsi.





Alfonso Lentini, Dolomie parlanti, Studio Gennai, Pisa, 2012


amici che potranno eventualmente testimoniare della veridicità di quanto trasmetto.

 

Ohibò, non si dice più scrivo affermo sostengo dichiaro…, ma trasmetto, come i radioamatori? Altra gemma da trasmettere ai lessicografi.

 

In effetti di clan ve ne sono in modo specifico due, come è stato rilevato: i conservatori (che non c’è niente d’insolito a esserlo, a meno che non si voglia essere unici e soli, senza troppa gente intorno) […]

 

In modo specifico due? Perché, c’è forse un modo generico di essere due? I conservatori che non c’è niente d’insolito a esserlo? Che razza di lingua sarebbe? vietnamita, tibetano, accadico, moabita, eblaita, sinaitico, tuareg, zenaga? Cosa fa il caporedattore cultura del leggendario «Corriere» per guadagnarsi lo stipendio, pettina le bambole o controlla la correttezza dei testi?

 

 

 

 

*  http://www.retididedalus.it/Archivi/2014/luglio/PRIMO_PIANO/4_diario36.htm




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