LETTERATURE MONDO
 
CARTOLINE
DA MONTPELLIER (1)

  ALLARMI


Trasferitosi ad insegnare nel Sud della Francia, lo scrittore romano comincia a raccontarci alcune caratteristiche di questa città di 250mila abitanti in vertiginosa crescita abitativa, stretta tra gli effetti (per ora attutiti) della crisi e una situazione residenziale che accoglie pensionati e vecchi in villini tutti uguali a difendersi egoisticamente dai rumori e dai conflitti del mondo, come testimoni dell’ultima generazione che porta ancora i segni della vittoria della guerra e della fede cieca nel progresso.


di Daniele Comberiati
 


Proponiamo la prefazione al numero 16 (anno 2014) di “Valerio”, rivista della Deutsche Akademie für Sprache und Dichtung di Berlino. I due curatori del fascicolo, Heinrich Detering e Eva Karadi, hanno raccolto una nutrita serie di documenti, interventi e colloqui relativi alla situazione ungherese che spicca nel contesto europeo per la politica del governo guidato dal premier Viktor Orbán, caratterizzata da un nazionalismo etnico, con ampie concessioni all’antisemitismo, oltre a limitazioni alla libera comunicazione e ad ingerenze dello Stato nel lavoro della radiofonia, della televisione, del giornalismo, dell’editoria libraria, con conseguenti vessazioni verso gli intellettuali critici. La cultura tedesca segue con giusta preoccupazione la vicenda magiara. Non dovremmo farlo pure noi?


di Alberto Scarponi
 
PIERO SANAVIO
INEDITI
INEDITI


Un nuovo saggio dello scrittore e critico padovano sull’autore di “Viaggio al termine della notte” e “Bagattelle per un massacro”. Dopo “Virtù dell’odio” del 2009, questo libro torna ad indagare le radici psico-familiari, socio-ambientali, storico-politiche dell’iperbolico antisemitismo del narratore francese. La cui eccezionalità, la cui straordinaria prosa (la ‘petite musique’) scaturivano e si alimentavano proprio a partire dal torbido mix di frustrazione personale e risentimento civile, di nazionalismo piccolo borghese e perfino ‘bottegaio’ e acceso rancore di classe, di narcisismo individuale e revanchismo razziale. Un paradosso artistico ed etico che occorre saper riconoscere pienamente.


di Simona Cigliana



Pubblichiamo, nell’idioma originale, i sei racconti finalisti del Premio Energheia 2014, nella sezione internazionale riservata alla lingua spagnola. Il Premio è stato vinto da Marc Cerrudo con il racconto “Resurreción”. È stato, inoltre, segnalato il testo “El paraguas de pael” di Albert Gutiérrez Millà. Seguono: “Dúo del que está solo y espera” di Mariano Catoni; “Aguardando al chillido” di Nadia del Pozo; “Que el señor me lleve pronto. Seudónimo: Hiperiön” di Alejandro Morellón Mariano; “Penélope” di Patricia Palomar Galdón.





Pubblichiamo, in lingua inglese, i quattro racconti finalisti del Premio Energheia 2014, nella sezione internazionale riservata agli scrittori di Israele. Il Premio è stato vinto da Merav Omer con il racconto “Bride Immaculate”. Seguono: “Headlights” di Noy Levin; “My Grandma” di Mor Deree; “Nilo” di Ya’aqov Raz Shalom.


 
PER JACQUELINE RISSET
  ELIZABETH HAZIN


La poetessa, studiosa, critica e traduttrice francese, da decenni residente in Italia, è morta a settantotto anni lo scorso settembre. La ricorda qui il regista teatrale che lavorò nel 1992 sui suoi peculiari versi che entravano in risonanza concettuale e testuale con quelli degli antichi trovatori provenzali. Fu un incontro di poetiche e di stimolazioni culturali legato anche al comune, forte interesse per Joyce e il suo lavoro di ‘autotraduzione’ realizzato con “Anna Livia Plurabella”. L’autrice francese era una persona brillante e luminosa che accendeva di vita e di passione tutto ciò che avvicinava e di cui si occupava.


di Enrico Frattaroli
 


La sessantatreenne poetessa brasiliana ha pubblicato questo suggestivo testo nel 1986, dando poi alle stampe una seconda edizione rivista e ampliata nel 2006. Il libro le fu ispirato dall’incontro a Recife con un gruppo di danza palestinese, che le riaccese quasi un sentimento di ritorno alle origini. Il titolo rimanda all’espressione con cui i Sumeri e gli Assiro-Babilonesi indicavano il ponente, o ‘terra d’occidente’, che era poi per loro la terra di Gerusalemme. I potenti e vibranti versi fanno con tristezza pensare ad un luogo mitico tutt’oggi martoriato e straziato dalla guerra.


di Graziano Pampaloni
 
SU ROBERTO BOLAÑO
  JAMES JOYCE


Moriva undici anni fa a soli 50
anni il grande autore cileno il cui
genio e la cui leggerezza stanno
dentro una scrittura
elaboratissima e insieme si
sviluppano nelle trame di una
fortissima autoconsapevolezza
storico-letteraria che lo fa
degnamente approssimare alle
figure poetiche di Rimbaud,
Baudelaire, Lautréamont e
Mallarmé. Come loro
manifestava una lucidità
intellettuale e una tensione
creativa che toglievano di mezzo
qualsiasi illusione, qualsivoglia
visione consolatoria e farisaica
dell’arte.
 


di Pippo Di Marca
 


L’Editrice Clinamen di Firenze
ha pubblicato, per la cura di Carlo Avolio, una nuova edizione delle “Epiphanies / Epifanie”, con testo originale a fronte.
Un libro, composto da quaranta brevi testi, che resta fondamentale per comprendere i passaggi e le concezioni estetiche cruciali del ‘work in progress’ joyciano, che poi condurrà il grande scrittore irlandese ad elaborare le due opere-capolavoro “Ulisse” e “Finnegans Wake”.
 






di Simone Rebora
 
  CARTOLINE DA BRUXELLES (8)
 
 


Note scritte prima della discesa in campo dalla nazionale belga al campionato del mondo di calcio che si svolge in Brasile. Riflessioni dunque ‘al buio’ e ‘apriori’ rispetto ai risultati sportivi per parlare del clima di (forse) eccessive aspettative che si vive nel paese e di una squadra che appare il simbolo di una multiculturalità espansa: piena di giocatori fiamminghi, di francofoni, e poi di atleti di origine turca (come Hazard), congolese, polacca e marocchina. In ogni caso, comunque finirà il Mondiale non cambierà i tanti problemi sociali e politici del piccolo stato a nord della Francia.


di Daniele Comberiati
 
 
JAMES JOYCE
  MURAKAMI HARUKI



L’editore Gallucci ha pubblicato anche in Italia un volume curato da Denis Rose che si presenta come una sensazionale ‘scoperta letteraria’. Ma la critica joyciana più accreditata contesta duramente che esso sia un’opera autonoma dello scrittore irlandese che aiuterebbe a illuminare le oscurità del “Finnegans Wake”. Questi dieci racconti sembrano più verosimilmente degli abbozzi, delle ‘brutte copie’ che l’autore non avrebbe mai desiderato pubblicare e che qui, comunque, sono stati ottimamente tradotti dal veterano Ottavio Fatica.


di Simone Rebora
 



È uscito presso Einaudi un libro del 64enne narratore giapponese che illustra la sua totale passione nonché competenza verso la musica afro-americana, manifestatasi fin da quando poco più che ventenne aprì a Tokyo un jazz bar. Il volume intreccia schede musicali, le belle immagini di Wada Makoto, evocazioni di dischi fondamentali, ricordi di concerti e si legge come un romanzesco dialogo con i protagonisti di un mondo sonoro che si reinventa sera dopo sera.





di Cosimo Ruggieri
 
  STANLEY H. BARKAN
 
 


Un ricordo dell’autore, traduttore e editore yankee ebraico e delle sue frequenti permanenze nell’isola, ospite di Nat Scammacca. Un uomo dotato di talento e di spiccato senso dell’umorismo che ha dato di recente alle stampe il libro “Raisins with Almonds / Pàssuli cu mènnuli” (ovvero ‘uva passa con le mandorle’), che contiene suoi testi in versi in inglese e una versione a fronte in dialetto siculo-trapanese per la traduzione di
Marco Scalabrino.


di Ignazio Apolloni
 
 
ADDII
LETTERATURA GALEGA
MEMORIE



È morto a Città del Messico, a 83 anni, il grande poeta argentino che si esiliò dal suo paese negli anni ’70 per sfuggire alla dittatura militare che gli uccise il figlio e la nuora. Dopo avere debuttato nel 1956 con la raccolta “Violín y otras cuestiones”, fece parte del gruppo di poeti della cosiddetta ‘Generazione del ’60’, nel cui ambito egli si distinse per la peculiare trasgressione linguistica, così come per le variazioni fonetiche e morfologiche delle parole e la rottura dell’ordine sintattico della scrittura. Ramingo tra Roma, Madrid, Managua, Parigi, New York e finalmente Mexico City, la sua opera, tradotta in più di dieci lingue, è stata insignita di numerosi e prestigiosi premi. In coda pubblichiamo dieci sue composizioni.


di Martha L. Canfield


Un articolato saggio che traccia un quadro d’insieme delle donne scrittrici nell’ambito della produzione letteraria galiziana. Per concentrare poi lo sguardo critico sulle opere della 35enne romanziera di Santiago de Compostela: da “Neve en abril” (1996) a “Rosas, corvos e cancións” (2000), da “Concubinas” (2002) a “Non quero ser Doris Day” (2006), da “Memoria de cidades sen luz” (2008) a “Tinta” (2012). Nei suoi libri oltre ai temi del neo-femminismo, c’è l’idea della narrazione come superamento dei traumi dovuti alla vittoria del franchismo e ai quarant’anni di dittatura che hanno segnato nel profondo i ricordi personali e collettivi degli abitanti della Galizia.


di María Rojo




Era il mese di novembre del 1966, Firenze era alluvionata, giunto in città per spalare via il fango, l’autore siciliano, ragazzo, acquista per caso una copia di “Viaggio al termine della notte”. Incomincia, appunto di notte, a leggerlo e non riesce più a smettere. È la rivelazione di un libro straordinario dove dentro c’è tutto il mondo, tutto l’uomo e l’‘umano troppo umano’. Un’opera capitale che ti resta nell’animo e te la porti dietro per tutta la vita, continuando a rimuginare sul ‘bene difficile e il male inestinguibile’.


di Stefano Lanuzza
 
  ADDII
 
 


È morto a 79 anni il più significativo poeta ‘african-american’ contemporaneo, anche drammaturgo, critico, storico musicale e performer. Nato LeRoi Jones, con il fondamentale libro “Il popolo del Blues” ha per sempre connesso la storia della musica nera con quella della ferita originaria determinata dallo schiavismo e dal razzismo. Intellettuale ‘radical’ di ispirazione marxista, fiero oppositore di imperialismi e neocolonialismi, nonché delle politiche sioniste di Israele, aveva subito numerose accuse anche di anti-semitismo a cui ha sempre ribattuto. In coda pubblichiamo sia il testo originale che la traduzione del suo poemetto “Somebody Blew Up America” ispirato all’11 settembre, di forte e controversa intonazione epico-polemica.


di Marco Palladini
 
 
  ANTOLOGIA POETICA INEDITA
 
 



Dopo il florilegio della poesia cipriota pubblicato nell’ottobre 2011, pubblichiamo una nuova ampia selezione che concerne ventitre poeti appartenenti alle generazioni attive e produttive nella seconda metà del Novecento. È un assai rappresentativo campione della più recente produzione letteraria greco-cipriota che senza manifestare una poetica comune, esibisce però un sostrato etico-filosofico, una ragionata mentalità nazionale, una coscienza storica e un calibrato rapporto tra lingua e memoria.


di Crescenzio Sangiglio
 
 
Sommario

Il contatore dei visitatori Shiny Stat è attivo da dicembre 2006