TEATRICA
 
  RICORDI
 
 


È morto poco tempo fa a 84 anni Antonio Iacono (detto Dominot), mitico attore-caratterista-cantante en travesti della ribalta capitolina, scoperto da Fellini nella “Dolce vita”. La sua memoria si allarga a quella di Vinicio Diamanti e Alessandro Vagoni 'sorelle' d’arte e di travestimento, protagonisti dell’avanguardia scenica con Giancarlo Nanni e l’autore di questo articolo. Figure 'genetiane' tra miseria e nobiltà, traversie e splendore a cui si aggiunge Ettore Pecorari, che poi si operò, divenne donna e la fece finita col teatro.


di Pippo Di Marca
 
     
  LA SCENA DIETRO LE SBARRE
 
 


Dopo aver proposto la prima tappa dell’inchiesta su alcune esperienze di Teatro in Carcere con “Viaggiatori”, spettacolo di Gianfranco Pedullà realizzato nella Casa Circondariale di Pistoia, questa volta presentiamo un progetto pilota realizzato nella Sezione Femminile con Nido della Casa Circondariale romana. Una significativa iniziativa in cui sono stati impegnati vari operatori teatrali, tra cui gli attori Jacob Olesen e Amandio Pinheiro, esperti di tecniche di narrazione e clownerie.


di Ivana Conte
 
     
  JORIS LACOSTE
 
 


Nell’ambito del Festival Short Theatre – 9, è stato presentato all’Argentina di Roma lo spettacolo “Encyclopédie de la parole – Suite n° 1 ‘ABC’” ideato e diretto dal 41enne regista francese. Un singolare lavoro in forma di concerto orale e corale teso a dimostrare che partendo da qualsivoglia materiale verbale e vocale lo si può trasformare in una perfetta partitura sonora di voci, in una squisita ed organica musica della parola. Tutto piacevole e ben fatto, ma non ‘nuovo’, la poesia sonora e la ricerca musicale del ’900 avevano già esplorato questo campo con risultati altissimi.


di Marco Palladini
 
     
SPIGOLATURE
  TEATRO E CARCERE


Cinquantotto capitoletti di un saggio in forma di ragionamento frammentato e variamente ramificato, per tornare a riflettere sul senso e sulle urgenze che dovrebbero muovere chi fa teatro. Inseguendo l’idea di una scena totale dove le trascoloranti figure dell’autore, dell’attore-performer e del regista convergono in una unica dimensione che dovrebbe rappresentare la ‘messa in esistenza’ di pulsioni profonde che hanno a che fare con la ‘substanzia’ ultima dell’uomo, e dove si possano produrre forme organiche etico-estetiche capaci di dominare il corpo/mente piuttosto che essere dominate da questo.





di Alfio Petrini
 


Pubblichiamo la prima parte di una incursione nei luoghi del teatro che si fa e si vede nei luoghi di pena, lì dove l’azione scenica non produce mai noia, ma forte emozione a contatto con la diversità incarnata dagli attori-detenuti. Ecco, quindi una nota critica sull’ultimo spettacolo di Gianfranco Pedullà nella casa circondariale di Pistoia, che è la conclusione di una trilogia dopo i primi due spettacoli intitolati “International cabaret” e “Di questi tempi”. In coda una conversazione con il regista della compagnia Mascarà/Teatro Popolare d’Arte, anche a proposito del ricorso all’autodrammaturgia come metodo di laboratorio e come scelta artistica finale dell’allestimento.


di Ivana Conte
     
  IN SCENA
 
 


Una nota critica sul testo drammaturgico scritto e diretto da Marco Palladini, presentato all’Aleph di Roma in forma di lettura-spettacolo attraverso l’ottima orchestrazione delle due talentose voci recitanti di Nina Maroccolo e Giulia Perroni. Pur implicato con la matrice classica euripidea ed ellenistica di Apollonio Rodio, il lavoro assume connotazioni diverse, anche in chiave sinestetica, di ismi novecenteschi, dal cinema alla psicanalisi, al richiamo di quel dramma didattico e catartico di ascendenza tedesca, che va da Brecht a Christa Wolf.


di Paolo Carlucci
 
     
  TAGE LARSEN
 
 


Uno degli attori storici dell’Odin Teatret di Eugenio Barba firma al Vascello di Roma la regia di “Insonnia”. Uno spettacolo di teatro-danza ‘da camera’ poco convincente: molto debole dal lato del testo, non si riscatta nemmeno sul piano coreutico o gestuale, il diagramma del lavoro non decolla né totalmente verso la poesia, né verso l’ironico quotidiano in stile Pina Bausch. Si limita a offrire un anodino registro di mezzo.


di Marco Buzzi Maresca
 
     
  MOTUS
 
 


“Nella tempesta” è il nuovo spettacolo del gruppo romagnolo, ulteriore capitolo del progetto ‘2011>2068 Animale Politico’, che si propone di ripensare con le armi del teatro ad una possibile visione di cambiamento del futuro, traducendo l’indignazione in azione. Il lavoro si fonda anche sull’incontro scenico tra l’attrice-performer Silvia Calderoni e Judith Malina, mitica fondatrice del Living Theatre, che qui appare come voce registrata che incita a trasformare la distopia in utopia.


di Dalila D’Amico
 
     
  IN SCENA
 
 


La giovane compagnia Arcadia delle 18 lune ha presentato a Roma lo spettacolo “Perché non ci lasciano giocare con la terra” ispirato all’opera della scrittrice catanese nata 90 anni fa e morta nel 1996. Tra le fonti dell’allestimento anche la sua biografia firmata da Giovanna Providenti. Così, intrecciando elementi di finzione romanzesca e frammenti di realtà il lavoro risulta drammaturgicamente risolto, evitando di scivolare nel didascalico o nell’astrazione ideologica.


di Maria Teresa Ciammaruconi
 
     
  TEATRO DEL PIACERE E DELL’ECCESSO
 
 


Il 17 e 18 marzo prossimi sarà presentato a Lugano, nell’Aula Magna dell’Università della Svizzera Italiana, lo spettacolo “SADE: Opus contra naturam”. Ricordando che il 2 dicembre del 2014 cadrà il bicentenario della morte dell’autore delle “Centoventi giornate di Sodoma”, il regista e interprete dell’allestimento ha scritto una lunga, affilata lettera in cui illustra i motivi e le modalità del suo inusitato lavoro scenico, passionalmente ed empaticamente declinato sui testi e sulla poetica dello scrittore libertino.


di Enrico Frattaroli
 
     
TEATRO SPAGNOLO CONTEMPORANEO (1)
  TEATRO SPAGNOLO CONTEMPORANEO (2)


Un’ampia presentazione critica delle numerose opere della cinquantenne drammaturga madrilena, una delle più significative autrici della nuova scena ispanica. Ex giornalista, trae spunto molto spesso per i suoi testi dalla cronaca quotidiana, parlando di vari tipi di conflitti familiari, dell’omosessualità femminile, dei malati di Aids, dell’alienazione della classe media, delle distonie dell’amore e delle relazioni di coppia, di vicende extra-coniugali e tradimenti, di rese di conti tra madre e figlia, ma anche dei problemi dell’immigrazione e in “España 1940” della dittatura franchista. Il suo è un teatro, in definitiva, di apprendimento e di indagine, che ha origine da fatti o situazioni di carattere emotivo e per i quali si è alla ricerca di una risposta attraverso la scrittura.


di Coral Garcia Rodriguez
 


Preceduti da una esaustiva autopresentazione artistica, pubblichiamo due testi di ‘teatro breve’ dell’autrice madrilena, inediti in Italia. Il tema comune è l’incomunicabilità tra i sessi. Nel primo un ragazzo e una ragazza dopo essersi scritti per un anno via internet, si incontrano in un cibercaffè e la delusione della fanciulla pone fine anche alla relazione virtuale. Nel secondo, privo di battute, sviluppato soltanto con lunghe didascalie, un uomo e una donna quarantenni, partecipanti ad una convention di assicuratori, si inseguono vanamente tra le stanze di un albergo. La sognata avventura erotica non ci sarà.





di Juana Escabias
     
  VIDEOCULT: “KING LEOR”
 
 


Segnaliamo un documento video di notevole importanza culturale, uno dei pochi in grado di contrastare la dimenticanza che ha colpito il lavoro di Leo de Berardinis. Si tratta di “King LeoR”, un documentario girato nel 1996 durante le prove dello spettacolo “King Lear n° 1” e fatto circolare su YouTube, sotto licenza Creative Commons, dal produttore Raffaele Rago e dal gruppo di registi (Emiliano Battista, Patrizia Stellino, Silvia Storelli) che lo ha realizzato.


 
 
     
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