SPAZIO LIBERO
CINEPRIME –
“NO – I GIORNI
DELL’ARCOBALENO”
L’allegria del Cile contro Pinochet


      
La bella pellicola di Pablo Larrain ricostruisce le vicende della campagna elettorale per il referendum che portò nel 1988 milioni di cileni a decretare la fine della sanguinosa dittatura del generale. Il grande interesse del film, girato in bassa risoluzione per ricreare l’atmosfera dell’epoca, sta anche nell’addentrarsi nel dibattito politico-mediatico circa la liceità morale o meno di usare tecniche pubblicitarie all’americana di tipo televisivo ed evasivo per convincere la gente a cessare di dare il proprio sostegno al regime militare.
      



      

di Manuel Tornato Frutos







Il talentoso Pablo Larrain chiude la sua personale trilogia sulla dittatura del Generale Augusto Pinochet – dopo i cupissimi precedenti Tony Manero (2008) e Post Mortem (2010), purtroppo trascurati dalla distribuzione cinematografica italiana – addentrandosi nelle vicende mediatico-politiche del referendum che nel 1988 decretò sorprendentemente la fine dell’oppressione del regime militare in Cile, iniziato nel 1973, con la destituzione violenta del Presidente Salvador Allende, a seguito di un colpo di stato militare del generale Augusto Pinochet, appoggiato dagli Stati Uniti, e durato ben quindici anni.

L’occhio e la videocamera dell’autore – una vecchia U-matic del 1983 utilizzata dal fido direttore della fotografia Sergio Armstrong per ricreare l’atmosfera dell’epoca – si poggia sulla solida sceneggiatura di Pedro Peirano e sul testo teatrale El Plebiscito di Antonio Skármeta, per concentrarsi interamente sulla campagna pubblicitaria per il referendum che avrebbe dovuto confermare il sostegno dei cileni al loro dittatore di fronte all’opinione pubblica internazionale.

Lo spettatore viene catapultato, senza indugi, nella Santiago di fine anni Ottanta, ripercorrendo il cammino temerario e tortuoso di un giovane pubblicitario (un intenso Gael García Bernal), che accetta, forse incoscientemente, il difficile incarico di ideare e condurre l’impresa impossibile, quasi donchisciottesca, di realizzare la campagna mediatica dell’opposizione, che per la prima volta ha a disposizione uno spazio giornaliero di quindici minuti nella TV nazionale, per spiegare al popolo cileno le ragioni del NO alla ratifica della carica del Presidente Pinochet.

Il dibattito politico si incentra, così, sul piano della comunicazione pubblicitaria, utilizzando un nuovo linguaggio prestato dai media americani per “manipolare” positivamente il pensiero degli elettori, e sfruttando una vena creativa allegra e ottimista per aprire il cammino di una differente coscienza civica, basata sulla gioia e sulla speranza di un futuro roseo, malgrado un contesto socio-politico opprimente.

L’autore cileno riesce sapientemente a sviluppare sotto gli occhi degli spettatori/elettori una vicenda storica che, seppur ben conosciuta, lascia gli stessi fruitori increduli (proprio come il protagonista in mezzo alla folla festeggiante per le strade, dopo il risultato definitivo del referendum) in un finale sofferto, quasi inaspettato.





Un'immagine del film di Pablo Larrain (2012)


Co-produzione Cile-Messico-Stati Uniti, presentata nella sezione Quinzaine des Réalisateurs al 65º Festival di Cannes del 2012, in cui ha vinto il premio CICAE (Confédération Internationale des Cinémas d’Art et d’Essai), oltre a una candidatura agli Oscar 2013 come miglior film straniero, NO riflette sul delicato rapporto tra politica e mass media, utilizzando con piglio documentaristico la fotografia dell’epoca in bassa definizione e in formato 4/3 per mescolare le immagini finzionali del film stesso con quelle del repertorio dei servizi giornalistici e degli spot originali, includendo i protagonisti reali della storica campagna dell’88.

Rendendo un doveroso tributo a coloro che hanno combattuto la dittatura con una strategia comunicativa basata sulla gioia e l’allegria, s’insinua però un’inquietante dubbio sull’efficacia del messaggio propagandistico subdolo/subliminale, frutto del colonialismo culturale statunitense, attraverso l’uso della televisione come “mezzo coercitivo della liberazione” che influisce sulle coscienze della masse.

Il dramma di Larrain si trasforma, dunque, in una commedia-farsa sulle logiche del potere, dal momento stesso in cui ci si interroga se effettivamente si può conquistare la libertà, dopo aver acquistato una televisione… Ai posteri l’ardua sentenza. Chile, la Alegría ya viene”.

 

 

Link: https://www.youtube.com/watch?v=6l9QksdCfV0

Scheda tecnica

Titolo:   NO  – I giorni dell’arcobaleno  (Cile-Messico-Stati Uniti, 2012)

Genere: Drammatico

durata: 115’

Interpreti:  Gael García Bernal, Alfredo Castro, Antónia Zegers, Luis Gnecco, Marcial Tagle, Nastor Cantillana, Jaime Vadell, Pascal Monter

Sceneggiatura: Pedro Peirano

Tratto dalla pièce El Plebiscito di Antonio Skármeta

Fotografia: Sergio Armstrong

Montaggio: Andrea Chignoli

Colonna Sonora: Carlos Cabezas




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