LETTERATURE MONDO
JONATHAN LETHEM
Una lontana
e duratura ossessione
per i Talking Heads

      
Era un ragazzino quindicenne il famoso scrittore americano, quando ascoltò nel 1979, nella stanzetta della sua casa a New York, il lp “Fear of Music”. Ne nacque una sorta di morbosa attrazione che lo portò a risentirlo infinite volte, fino a consumare letteralmente il disco del gruppo capitanato da David Byrne. Adesso dopo oltre trent’anni gli ha dedicato un libro (ancora inedito in Italia), pubblicato da Continuum che sforna volumi su album musicali, trattati alla stessa stregua di classici della letteratura.
      




   

di Cosimo Ruggieri

 

 

Talking Heads have a new album new album.

It’s called Fear of  Music Fear of Music. Talking Heads

Talking Heads have a new album a new album Talking Heads.

It’s called Fear of  Music, It’s called Fear of  Music…

 

 

Estate 1979, N.Y.C, un quindicenne è nella sua stanza e ascolta la radio, una voce marziana racconta l’uscita del nuovo disco dei Talking Heads. Fin qui tutto bene, a chi non è mai capitata un esperienza del genere? Il ragazzo non aveva ascoltato il disco ancora, ma dalla voce marziana (effettata con distorsione e riverbero ), capta le parole  Fear  of  Music. Il ragazzo si chiede, ma è paura della musica? In cosa consiste la paura della musica? È paura fatta di musica???

Nel libro Musicofilia di Oliver Sacks viene spiegata cosa è la Musicogenic epilesy, anche chiamata musicolessia. Nel 1937 Macdonald Critcherly, un osservatore di sindromi neurologiche, descrisse dei pazienti che avevano crisi epilettiche indotte dalla musica. Il caso più singolare era quello di un famoso critico musicale del diciannovesimo secolo, Nikonov, che aveva avuto la sua prima crisi epilettica durante una rappresentazione dell’opera  Il profeta di Meyerbeer. In seguito divenne più sensibile fino al punto che ogni tipo di musica anche la più sommessa poteva provocargli una crisi, e alla fine Nikonov dovette abbandonare la sua professione. Sviluppò una autentica fobia, un orrore della musica che descrisse in un pamphlet intitolato Terrore della musica.





Facciamo un salto in avanti e arriviamo al 2003: lo stesso ragazzo afferma di aver suonato il disco Fear of  Music fino al punto di distruggerlo e rimpiazzarlo con un’altra copia. Di averne imparato i testi e di aver imparato i testi degli altri dischi dei Talking Heads, di aver  desiderato  vestire” Fear of Music in una parte della sua testa per fare in modo  di essere visto da quelli intorno a lui. Non voleva scrivere su Fear of Music, ma voleva scrivere Fear of Music. Molti anni dopo il ragazzo che  abbiamo lasciato nella sua camera nell’estate del 1979 è diventato un famoso scrittore e saggista, il suo nome è Jonathan Lethem, (nato a New York, il 19 febbraio 1964), uno scrittore statunitense diventato famoso con il libro La fortezza della solitudine.

Nel saggio pubblicato da Bompiani (Milano 2013, pp. 607, € 23,00) intitolato L’estasi dell’influenza – “Una specie di autobiografia”, ha scritto: “Ho tutti i miei libri in catalogo, perciò siamo tutti condannati ad avere a che fare con me e con i miei libri” e finalmente ha fatto diventare realtà la sua ossessione per Fear of  Music. Il ragazzo non potrà riuscire a scrivere Fear of Music ma si accontenterà  di scriverne. Nel  2012, infatti,  la Bloomsbury Publishing  ha pubblicato nella sua collana 33 (Thirty-Three and a Third), il libro di Lethem su Fear of Music in una serie – Continuum – che in italiano non è ancora stata tradotta e che è  acquistabile solo nelle librerie che trattano libri in lingua inglese/americana. La serie è stata fondata da David Barker, ed è curata da Ally Jane Grossan. Il titolo della serie si riferisce alla velocità (33 giri al minuto) di un album LP appunto 33⅓ . I titoli completi della serie si possono trovare al sito http://333sound.com/33-13-series/ .





I Talking Heads in concerto


La Continuum pubblica una serie di libri su album musicali, con un autore per ogni album e rende omaggio ad alcuni degli album più significativi nella storia del rock e del  pop con la serie  33 . Si tratta di libri tascabili che  descrivono alcune delle varie colonne sonore della nostra vita e sono anche  un introduzione agli album che per qualsiasi motivo non si conoscono o ci sono sfuggiti. The New York Times Book Review li recensisce così: “è stata solo una questione di tempo prima che un abile editore abbia realizzato che c’era un pubblico per Exile on Main Street o Electric Ladyland significativo e degno dello studio del giovane Holden o di altri libri famosi”.

Il libro di Lethem  ricostruisce e analizza  minuziosamente l’album, descrive le canzoni non solo dal punto di vista del significato ma anche dal punto di vista musicale. Alternate a queste ci sono importanti domande che Lethem si pone e ci pone come in un discorso interiore come ad esempio se Fear of Music è un disco di New York oppure se  Fear of Music è un disco dei Talking Heads o è un disco di David Byrne. È un concept album, cosa succede nella Side Two?

 

Lettura intrigante questa del libro scritto con il tratto inconfondibile di Lethem che ci fa viaggiare in modo diverso nella creazione di un disco, inserito dalla rivista Rolling Stones nella lista dei 1001 albums da sentire prima di morire. Prima di leggere  questo libro  le uniche raccomandazioni scritte sono: While using this product, actually listening to the record is strongly indicated. I don’t mean  just on those crappy little speakers built into your computer, either. And turn it up, for fuck’s sake!!!

 

 

 

COLONNA SONORA

 

Talking Heads - Talking Heads: 77

Talking Heads -  Fear Of Music                                                      

Talking Heads - More Songs About Buildings And Food

Talking Heads - Remain in Light

Television - Marquee Moon

Patti Smith - Horses

Magazine - Real Life

Pere Ubu - The Modern Dance

 

 




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