SPAZIO LIBERO
AMBIENTE
Largo
ad una Generazione
eco-logic


      
Le cause dell’inquinamento planetario sono plurime e non facili da rimuovere. Tra gas serra, buco dell’ozono e emissioni radioattive è già stato sfiorato il punto di non ritorno. Ora sta emergendo una nuova coscienza che consente di mettere in atto una serie di strategie atte a frenare il consumismo devastante, a favorire il riciclaggio di materiali e prodotti, a creare dispositivi energetici a impatto zero. La speranza del futuro è legata all’affermazione di una cultura e di una economia ‘verde’.
      



      

di Iolanda La Carrubba

 

 

Fin dalla prima comparsa sul globo terrestre della sottotribù degli Hominina, di cui siamo gli unici esemplari viventi, si sono prodotte delle reazioni a catena inerenti l’evoluzione delle capacità intellettive e motorie.

Più dunque si acquisivano possibilità di sviluppo sociobiologico, e più si produceva la prima vera forma di contaminazione ambientale.

 

Ad oggi nell’era dell’inquinamento, è stato sfiorato il punto di non ritorno, gas serra, buco dell’ozono, emissioni radioattive, hanno fatto si che le più grandi scoperte dell’umanità, ponessero la angosciosa certezza della sua estinzione. Per evitare il sicuro disastro alcuni tra i più brillanti scienziati, cercano di produrre quella che verrà definita energia pulita, ricalcando le stesse impronte lasciate da grandi inventori come Charles Fritz che già alla fine dell’ottocento, produce la prima cella solare funzionante.

 

Molte le cause che hanno portato ad un degrado ambientale, non solo fabbriche, mezzi di trasporto ma anche la cultura, la musica, l’arte e il cinema.

La cellulosa usata per realizzare diversi tipi di carte per libri o confezioni di LP, vhs, dvd e quant’altro, è stata non solo causa di una devastazione forestale senza precedenti, ma ha anche contaminato le falde acquifere dove venivano (vengono) riversati, barili e barili di materiali liquidi tossici di scarto. Così come prodotti  derivati dal petrolio, plastiche e custodie, coloranti nocivi e via-via un insieme di veleni che hanno causato la fine di una percentuale del ciclo vitale terrestre.





Maria Andreozzi, Lago Patria, 2008


Ad oggi esiste una eco(logica)coscienza di una comunità che pensa e produce verde, questo restituisce il giusto respiro alla madre terra, diffondendo uno stile di vita ecosostenibile che varia dall’architettura come gli edifici ad impatto zero o dai giardini verticali quale l’esempio realizzato dagli architetti portoghesi Luís Rebelo de Andrade Manuel Cachão Tojal a Lisbona, fino ad arrivare ad una produzione di  “cultura verde”.

 

Così la carta utilizzata è all’80% riciclata, gli e-book difendono una produzione letteraria senza impatti d’inquinamento ed è sempre più vasto il campo del cinema che riutilizza i set, distribuisce con mezzi di trasporto elettrici e produce con materiali di riuso, inoltre sono molti i festival cinematografici dedicati a questo tema. Lo scorso 5 giugno a Torino si è tenuto il festival del film a impatto zero per celebrare il 40° anno de “La giornata mondiale dell’ambiente” che il 5 giugno del 1972 è stata istituita dall’ONU con lo scopo di sensibilizzare la popolazione mondiale, nei confronti delle tematiche ambientali ed incoraggiare attenzioni politiche in tal senso.

 

Nel lungo percorso che l’uomo ha affrontato, è stato parte e causa dei cambiamenti sociali epocali, dal fuoco al micro-chip dalla generazione primigenia alla generazione eco-logic.

 




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