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“PIÙ LIBRI PIÙ LIBERI” – 2
Piccoli e medi editori nel tunnel della crisi


      
All’undicesima edizione della manifestazione che si tiene a Roma, al Palazzo dei Congressi dell’Eur, si è registrato un calo di visitatori rispetto agli anni passati, ma insieme c’è stato un surplus di idee per sopperire alle difficoltà del momento, soprattutto da parte delle librerie giovani e indipendenti. Il concorso di Radio3 – Fahrenheit ha premiato quale libro dell’anno “Se ti abbraccio non aver paura” di Fulvio Ervas, uno struggente romanzo sull’autismo. Tra i finalisti anche Fabio Stassi, autore di “L’ultimo ballo di Charlot”, libro premiato da poco al Salone di Francoforte e tradotto già in quattordici lingue.
      



      


di Francesca Fiorletta

 

 

È proprio vero: la crisi c’è e si fa sentire, eccome. La Fiera della piccola e media editoria di Roma, fin dalla sua prima edizione, nel 2002, è appuntamento pressoché irrinunciabile non soltanto per gli addetti ai lavori, ma anche, sorprendentemente, per i numerosi curiosi e appassionati di letteratura della capitale. Studenti, principalmente, con l’ingresso omaggio agevolato, e famiglie con un tasso d’istruzione medio-alto, si sono sempre riversati lungo i corridoi del palazzo dei congressi dell’Eur con grande spirito pionieristico, con bramosia di socializzazione o col puro piacere dell’intrattenimento.

Oltre ai moltissimi stand da esposizione su cui campeggiano le varie novità editoriali dell’anno, infatti, la Fiera offre ampio spazio, di solito, anche a tanti dibattiti, convegni, interviste ad autori più o meno affermati, e persino dirette di trasmissioni televisive o radiofoniche.





L’ultimo giorno, ad esempio, ho assistito alla proclamazione del Libro dell’Anno di Fahrenheit, concorso indetto dalla seguitissima trasmissione che si occupa di letteratura sulle frequenze di Radio3. Per inciso, lo scettro del vincitore è andato a Fulvio Ervas, autore di uno struggente romanzo sull’autismo e sul complicato rapporto tra un padre e suo figlio, che ne è appunto tristemente affetto. (Se ti abbraccio non aver paura, edito appunto quest’anno da Marcos y Marcos)

Tra gli altri autori partecipanti, ai quali è stato anche chiesto di ricordare il grande classico della letteratura che ha segnato le tappe fondamentali del loro percorso artistico e in primis umano, Francesco Targhetta, giovane e brillante autore del romanzo in versi Perciò veniamo bene nelle fotografie, edito da ISBN, che ha parlato del pericoloso vuoto politico in cui versa il nostro paese, attualmente, citando proprio il De Roberto dei Vicerè come contrappunto all’ansia di sgomitamento che oggi sembra attanagliare i più, pronti a tutto o quasi per contendersi una porzione seppur miserrima di  stabilità, economica e sociale, che sia universalmente riconosciuta come tale.

Altro autore molto interessante è Fabio Stassi, che concorreva con L’ultimo ballo di Charlot, libro premiato da poco al Salone di Francoforte e tradotto già in quattordici lingue, che segna anche il suo esordio in Sellerio, dopo le passate pubblicazioni con Munimum Fax. La vita di Charlie Chaplin è già, di per sé, una storia decisamente appassionante, ma Stassi è riuscito a rendere magistralmente l’ironia, la sagacia e l’alone favolistico che ammanta da sempre la figura del vagabondo più famoso del cinema internazionale, con un gioco ricorsivo che immagina messo in piedi da Charlot, allo scopo umano (troppo umano!) di scongiurare la morte, per restare qualche anno in più accanto al suo figlio più piccolo, che lascerà poi orfano a soli otto anni, e al quale scriverà una lunga e accorata lettera. Lettera che è, in sintesi, forma e sostanza del libro stesso.





Comunque, tornando più espressamente alla fiera, quest’anno, chiacchierando coi vari standisti delle numerose case editrici presenti, m’è sembrato di intercettare un certo malcontento, a causa della minore affluenza riscontrata, specialmente nelle prime giornate, di visitatori e in particolar modo di acquirenti. È così, in effetti, perché se è vero che in Italia si legge poco, è vero pure, quindi, che i libri si comprano più spesso per feticcio che per reale interesse culturale. Ho visto, perciò, molta fila davanti agli espositori delle case editrici più note e affermate, come appunto Minimum Fax e Marcos y Marcos, e un po’ meno curiosità per gli astri nascenti, pure in verità parecchio attivi. Caratteri Mobili, ad esempio, direttamente dalla Puglia, ha stampato delle magliette con la copertina dell’ultimo romanzo di Simone Ghelli, Voi onesti farabutti. Per non dire della :punti, palermitana d.o.c, il cui personale si presentava al pubblico in camice medico, tenuta divertente e al contempo inquietante, a sottolineare l’urgenza di una certa pratica salvifica per la salute del mondo editoriale, e non solo. Promettono bene, infine, le iniziative promosse dal collettivo No Eap, contro l’editoria a pagamento, e i nuovi fermenti per scongiurare il buco nero generato dalle catene di distribuzione, che sembrano ormai fagocitare ogni reale possibilità di mercato indipendente. Staremo a vedere cosa accadrà al prossimo libro, alla prossima fiera. Più libera?




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