LETTURE
ANDREA BAJANI, MICHELA MURGIA, PAOLO NORI, GIORGIO VASTA
      

Presente

 

Einaudi, Torino, 2012, pp. 304, 9,99

    

      


di Francesca Fiorletta

 

 

C’è qualcosa di non etico nella tentazione di usare la scrittura per fare giustizia del presente mentre ancora ti sta respirando in faccia.”

(Michela Murgia)

 

Corro, penso al passato della mia testa, al presente del mondo e c’è questo guanto inconscio che a ogni giro mi fa un saluto e un oltraggio.”

(Giorgio Vasta)

 

 

Presente è un libro edito nel 2012 da Einaudi, un diario scritto, corretto e interpretato a otto mani. Paolo Nori, Giorgio Vasta, Andrea Bajani e Michela Murgia, quattro ottimi scrittori contemporanei, ciascuno a proprio modo, provano a raccontare i 12 mesi appena trascorsi, alternando voci ibride e flussi di pensieri, ricordi stranianti e opinabili fatti di cronaca, ricostruzioni personali e ironiche discettazioni a metà tra il gusto filosofico e l’aplombe grammaticale.

L’idea alla base del testo è sempre quella di tentare una ricognizione, quanto più possibile aderente, del nostro tempo, che è un tempo sgargiante e macilento insieme, frammisto di assurdità politiche, di grossolane falle economiche, di scostumati slittamenti di piano fra la dimensione intima e privata della vita di ciascuno e lo sbandieramento sociale e antropologico dell’esistere comune.

Perciò i quattro autori s’adoperano per mettere in  gioco, o così almeno sembrerebbe, brandelli tentacolari e parossistici della loro più banale quotidianità: chi cerca casa, chi va a cena da amici, chi tiene una conferenza, chi compie un viaggio di lavoro. 

Libero sfogo, dunque, all’interiorità di ciascuno: ogni scrittore con le proprie paure, ogni uomo (e donna) con le proprie debolezze, la famiglia, le aspettative, le rinunce, i tic maniacali, le ossessioni ricorrenti, la fervida immaginazione, le reazioni scandalose e il proposito determinato di non autocelebrarsi mai, anzi tutt’altro.

Proprio la frammentazione, non solo del famigerato io narrante, ma proprio della quotidiana cosiddetta “realtà presente”, rende indietro l’immagine fototipica di un paese, l’Italia, che è sì in piena crisi, esistenziale e finanziaria, ma che ha anche un enorme, inesausto bisogno, nonché desiderio quasi compulsivo, di riabituarsi al pensiero antagonista, al ragionamento fuori dai dogmi, alla più amara ancorché quasi divertita risata di scherno, di liberazione, di libertà, appunto.

Ecco perché, dai commenti salaci alle notizie dei quotidiani alle denunce scomposte per il malfunzionamento della burocrazia, ad esempio, si torna sempre velocemente a parlare, scrivere, raccontare gli eventi da una prospettiva molto privata: non è un monocularismo egoista che vede i nostri quattro focalizzati sui propri affetti e orari e appuntamenti e colazioni e ciabatte e quant’altro, ma piuttosto la riaffermazione del valore intrinseco che ha l’esistenza umana, nonostante tutto forte e combattiva, contro lo slabbrarsi inoperoso del tempo lungo, contro l’abisso esasperante di una socialità fintamente politicizzata, in realtà figlia di un vuoto di senso che stenta ad estinguersi.

 

 

Qualche giorno fa ho letto su un quotidiano che nessuno scrittore italiano ha ancora scritto il grande romanzo sul Presente, sull’Italia berlusconiana, sugli anni Ottanta, sugli anni Novanta, sugli anni Zero, come li chiamano. Sulla cosiddetta Realtà. E un amico di cui ho una grande stima mi ha scritto in un messaggio che io dovrei vedere Mad Men, una serie televisiva di cui ignoravo l’esistenza, per via del fatto che è una perfetta sintesi del Presente, e a me è venuto da rispondergli che il Presente mi sembra già sufficientemente sintetico così. E poi mi è venuto da scrivergli che a me interessava il Tempo, non il Presente. Il Presente, pensavo, è il tempo che si è rotto, l’orologio della stazione di Bologna con l’ora ferma all’esplosione.”

(Andrea Bajani)

 

E mi veniva da pensare che tutti gli scrittori italiani eran stati contemporanei.”
(Paolo Nori)




Scarica in formato pdf  


      

Il contatore dei visitatori Shiny Stat è attivo da dicembre 2006