TEATRICA
INEDITI

Monna Lisa




      

di Cinzia Villari

 

 

Guardami…

Mi guardi da anni, cinquecento per l’appunto o forse più… mi guardi, coi tuoi baffi,  la tua gonna, col mantello, l’armatura, con il basco, il grembiulino, col bastone e col ciucciotto. Uno sguardo estasiato, o annoiato, interessato o incuriosito,  magari un pochino addormentato, mi guardi con il gruppo della scuola, con il CRAL nei quattro giorni di vacanza parigina, con il foglio per gli appunti, con l’Iphone che ti squilla, spegnilo ti prego, spegnilo… mi guardi con l’occhio giapponese, thailandese, americano, maremmano e inveisci da italiano con la Francia e rivendichi il diritto di riavere il tuo Leonardo, di riavere la Gioconda… e  dimentichi che mi hanno comperato con contratto regolare…

Guardami. Sì, c’è dell’acqua alle mie spalle. È Autunno?…mi vedi immersa nell’autunno…del resto l’aria è brumosa…quella bionda alle tue spalle è irritata…lasciala guardare, è mezz’ora che ci prova, falle spazio e pulisciti gli occhiali, sono pieni di ditate…

Ma guardami, guardami bene, sei sicuro di vedermi? Lo sfumato del dipinto può giocare effetti strani…una donna tu, vedi una donna…sei sicuro?

Guardami sono appoggiata alla roccia, agli alberi, al cielo….e atteggiata nella pura inazione…non devo muovermi né camminare e non vado a lavorare…ho un’infinità capacità di godere, ammassata in me…se soltanto tu potessi usarla questa capacità...guardami, tu dalle palpebre grevi, tu vecchio bambino, tu donna, tu cane…guardami.

Dove sono la mia ansietà, il mio dispetto, la mia estasi, le mie ossessioni? Sono nel mio sguardo senza peli? Nel mio sorriso misterioso? Cerca, cerca bene, cerca…Sono famosa, il dipinto più famoso della storia. Perché? Cerca, cerca bene la risposta, perché? Eppure, sono paffutella per alcuni neanche troppo bella, i contorni assai sfumati Guardami. C’è chi trova il gran Leonardo nel mio sguardo, il mio padre creatore, forse si… del resto sono lui, sono me, sono un mondo… apri gli occhi e pulisciti gli occhiali sono pieni di ditate… cosa vedi?

Sono uomo, sono donna? Sono l’arte di Leonardo, ma sono anche Botticelli, Raffaello, sono l’arte di Eduardo, di Coltrane, Charlie Parker, Orson Welles, sono l’arte di Tolstoij, Dostoevskij, Buñuel…e di te stesso, sono tutto, sono l’arte universale che sorride col sorriso misterioso di…Monnalisa…non far finta di vedermi, guardami…ma cerca in te, solo in te spettatore...solo in te, è la risposta. Perché sono il simbolo dell’arte? Io ti inganno, tu t’inganni nel vedere solo un quadro di valore inestimabile…non sono solo la donna più famosa del dipinto dei dipinti, l’icona stessa della pittura e delle arti visuali…guarda, guarda bene e guarda in te, solo in te è la risposta. A chi somiglio? Ma quale Gioconda moglie del Giocondo o Monna Lisa Gherardini!...Quella è solo la facciata....IO Somiglio a TE!     IO sono teeeeeeee!





La Monna Lisa dadaista con baffi e pizzetto realizzata da Marcel Duchamp nel 1919


Perché è in te che io esisto! Esisto perché esisti, nei tuoi occhi, nei tuoi sensi, in ogni tua percezione…io sono in te da sempre…per sempre… guarda nel fondo di te stesso…io sono il tuo bisogno di espressione, la tua voglia di andare oltre la routine e il razionale, sono il mezzo  anti-inibizione, sono il frutto del lavoro di un artista che ha disceso una scala dai gradini assai insicuri per andare nel profondo a cercare te bambino, te nei sogni, te antico primitivo, te colore, ritmo, forma, baraonda e riportarti su e mostrarti al mondo nelle tue infinite sfumature, io sono in te a un tiro di schioppo, sono l’umanità indivisa e l’umanità imperfetta…sono il cibo irrazionale del profondo, se non mi mangi…se non mi cerchi, se non mi vedi l’anima muore!  Vuoi farla morire?

Allora guardami così ti specchi, hai pagato il biglietto, la partita è cominciata è da un’ora che ti aggiri dentro al Louvre: la Venere di Milo, quel Tiziano e ora la Gioconda… la tua anima è assetata, affamata, non vuoi darle da mangiare? Allora forza non basta vedere…bisogna guardare… Guardami…ma cosa fai? Dove guardi? Ma cosa guardi?!!... Ti è arrivato un messaggino? Il tuo Iphone è ancora acceso? Cosa fai? È vietato in un museo! Stai digitando la risposta? Non è giusto…Non puoi farlo in un museo! E quel filo che ti spunta dalle orecchie? Un auricolare? Ma non di quelli in dotazione per turisti…Cosa stai ascoltando?Cosa… La partita?! C’è stato un gooool!? Come un gol! Ma dove vaaaai!?!......Dove vaai…aspetta…asp…

…………Va be’ d’altronde sei solo di passaggio in questa vita……sei solo di passaggio…

.….Avanti il prossimo…ora tocca alla bionda: “Ehi, tu…Guardami…

Mi guardi da anni, cinquecento per l’appunto o forse più…mi guardi con la gonna col cicciotto l’armatura e con il baffo.. 

Guardami, guardami bene, sei sicura di vedermi? Lo sfumato del dipinto può giocare effetti strani… Guardami sono appoggiata alla roccia, agli alberi, al cielo….e atteggiata nella pura inazione…non posso muovermi né camminare e non devo lavorare…guardami……per favore guardami…

 

La voce di un altoparlante annuncia la chiusura del museo. Il pubblico si avvia all’uscita. Le luci si abbassano.

 

 




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