IN PRIMO PIANO
 
TEORIA LETTERARIA
IL LAVORO CRITICO
JIM MORRISON (1943-1971)


Sulle piste del “Manifesto per un nuovo teatro”, pubblicato nel 1968 da Pier Paolo Pasolini, si sviluppa un articolato ragionamento che oppone allo scrittore puro (o della ‘chiacchiera’) e allo scrittore anti (o del ‘gesto’), lo scrittore della ‘parola’. Ovvero il soggetto di una letteratura critica, di approccio conoscitivo alla realtà, fondata su verità relative e di movimento dialogico. Referente di tale visione letteraria è oggi il ‘gruppo umano planetario’, che non soltanto ha bisogno di un proprio racconto, ma è anche l’unico con cui un autore di cultura possa a questo punto parlare democraticamente ‘alla pari’.







di Alberto Scarponi


Una giovane studiosa di letteratura riflette sull’eredità della generazione paterna protesa a un più o meno utopistico ‘rivoluzionamento del mondo’ e sul malessere profondo della propria generazione ‘precarizzata’, impotente a vivere ‘accettando l’insuccesso’. E da qui parte per elaborare la proposta di una ‘critica relazionale’ che sappia sviluppare dei nuovi strumenti analitici e diagnostici non in vista di un velleitario cambiamento del sistema, ma per individuare un modo per stare in ‘questo mondo’ comprendendolo, cogliendo i suoi nodi nevralgici.









di Desirée Massaroni


Il 7 dicembre di settant’anni fa nasceva il cantante dei Doors. Che deve la sua fama planetaria e la persistente devozione dei fans alla sua carriera di rock-star nella band americana. Ma la sua vera vocazione era quella di autore di poesia, arte per pochi laddove la musica è per le masse. È in questa contraddizione che matura il distacco dell’artista, la sua poetica neo-romantica della ‘fine’. I suoi versi stanno tra i ‘maudits’ francesi (da Rimbaud a Baudelaire) e gli scrittori della Beat Generation (da Kerouac a Ferlinghetti) e cercano di divincolarsi dalla grande pressione mediatica che si concentrava sulla sua figura di rocker dionisiaco, trasgressivo, sexy, mito vivente. Ecco qui un’acuta analisi critica della sua storia umana e letteraria.


di Domenico Donatone
 
FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL FILM DI ROMA 2013
  RICORDO DI LIZZANI


Dopo la vittoria di “Sacro GRA” a Venezia, vince anche nella rassegna romana il docu-road-movie, ma il regista Alberto Fasulo non è il cugino minore di Gianfranco Rosi e l’odissea lavorativa del suo camionista è solo uno degli alieni dialoghi tra le quarte dimensioni del Sé che vengono, ad esempio, esplorate in “Her” di Spike Jonze, una delle opere più inquietanti o abbaglianti dell’ultima confusa edizione della kermesse mülleriana.










di Sarah Panatta
 



La scrittrice romana, amica fin dalla giovinezza, negli anni ’40, del regista morto suicida lo scorso ottobre, rammemora il reciproco percorso esistenziale, politico e artistico. Legato alla rispettiva collocazione in area comunista e rafforzato dal film del 1964 “La vita agra”, ricavato dall’omonimo romanzo di Luciano Bianciardi, compagno dell’autrice. Ne risulta uno spaccato di Novecento italiano, dove la biografia culturale delle persone si intreccia alla storia in un tempo che era segnato da molte contraddizioni e conflitti, ma anche da grandi speranze, aspettative, volontà di impegno a cambiare il mondo, come oggi non si ritrova più.


di Maria Jatosti
 
SAGGIO LETTERARIO-SCIENTIFICO
TRA SAPERE E POTERE
GIUSEPPE BERTA


Una sofisticata e agguerrita lettura dell’ultima ‘illeggibile’ opera di James Joyce affrontata in chiave di teoria della complessità e di struttura plurilinguistica e pluriconoscitiva di tipo ologrammatico. Ossia che necessita di una sinergia di approcci di decodificazione, di una cooperazione moltitudinaria di saperi e di linee analitiche. La composizione iperstratificata del capitale esperimento joyciano vista allora come inattingibile macchina del caos che si rispecchia nelle teorie del ‘rumore bianco’ e in quella degli ‘oggetti frattali’ elaborata da Mandelbrot. E il cui funzionamento arriva dalle parti degli ‘strani attrattori’ individuati dal matematico e meteorologo Edward Norton Lorenz.


di Simone Rebora


Un raffinato e vertiginoso ragionamento intorno alla questione precipua dell’intellettualità e delle sue molte incarnazioni: quella dell’uomo dialettico, quella dell’uomo teologico, quella dell’uomo ideologico e quella dell’uomo scientifico-tecnico. L’analisi prende in esame le figure di Seneca, di San Paolo, di Cicerone e in particolare quella di Archimede, nostro vero contemporaneo come campione di scientificità che si fa performatività tecnologica al servizio anche dell’arte della guerra. Peraltro c’è da osservare come tutte queste eminenti personalità finiscano per perdere la vita passate a fil di lama. Ma tale destino non risparmia (vedi Nerone) neppure gli uomini preposti al comando politico.


di Cesare Milanese



Una lettura ad ampio raggio del libro “L’ascesa della finanza internazionale” pubblicato da Feltrinelli. Un saggio di vasto impegno e di efficaci sintesi che analizza la nascita e lo storico sviluppo del capitalismo finanziario, a partire dai primi ‘merchant bankers’ nella City della Londra dell’800 sino al cybercapitalismo attuale. Formidabile strumento di narrazione delle trasformazioni dei Signori della Borsa sono tre basilari romanzi: “La vita oggi” di Anthony Trollope, “Il falò delle vanità” di Tom Wolfe e “Cosmopolis” di Don DeLillo.





di Fabio Mercanti
 
CARLO LIZZANI (1922-2013)
  SATIRA


Come tre anni fa Mario Monicelli, ha staccato volontariamente la spina l’importante regista romano che è stato un cineasta a tutto campo, pressocché unico nel suo eclettismo. Autore di tantissimi film, di significativi documentari, di serie televisive, storico della settima arte, memorialista del neorealismo, direttore della Mostra Cinematografica di Venezia, militante impegnato nelle associazioni di categoria. Complessa figura artistica e politico-culturale, come filmaker ha frequentato generi anche molto diversi, sempre comunque alla ricerca di un cinema popolare immediatamente percepibile.


di Manuel Tornato Frutos
 


Un immaginario pontefice si appalesa come sempre alla finestra vaticana ed incomincia la sua domenicale omelia. Ma quello che dice e predica non è esattamente quello che i fedeli sono abituati ad ascoltare… Anzi, è pressocché l’opposto.












di Bruno Romano
 
EDOARDO SANGUINETI
ESTROSE NOTE D’AUTORE
DIARIO D’AUTORE (33)


Presso le Edizioni Tracce di Pescara, nella collana ‘Segni del suono’ diretta da Anna Maria Giancarli, con la postfazione di Niva Lorenzini, è uscita la felice riproposizione di una serie di testi, tra giocoso e politico, del grande poeta genovese, che esibiscono una impareggiabile energia linguistica e una straordinaria lucidità intellettuale. La raccolta risulta, così, quasi un ‘libretto da ballo’ di strepitoso virtuosismo poetico, che riattiva pure con anarchico slancio strutture tradizionali e forme strofiche ‘classiche’, fedele al suo beffardo intento di ‘fare dell’avanguardia un’arte da museo’.


di Mario Lunetta


Rigoglioso flusso di pensieri e memorie per link successivi tra letteratura e vita partendo da Carlo Porta e proseguendo con la traduzione di Alessandro Fo dell’“Eneide”. Deviando, poi, su Rutilio Namaziano e Attilio Bertolucci e, poi, soprattutto concentrandosi sul concittadino Franco Fortini, poeta e intellettuale scomodo e polemico, con cui avere affinità e varie divergenze, anche ricordando la sua ingenerosa stroncatura nel 1979 del “Doppio diario” di Giaime Pintor. Schegge di vita culturale fiorentina, una città amata ma poi abbandonata a trent’anni senza rimpianti.


di Marzio Pieri


Note estive girovagando da una visita alla fortezza Belvedere-Gschwent sui luoghi della Grande Guerra alle pagine di “Roma 1943” di Paolo Monelli che rievoca il collasso bellico e civile italiano dopo l’8 settembre. Transitando poi alle visioni filmiche di “Sangue” di Pippo Delbono e “The Canyons” di Paul Schrader. E quindi passando dai libri poetici di Marco Caporali e Eugenio Lucrezi alla reunion rock dei CSI, agli spettacoli del festival Short Theatre 8. Mozione speciale e ‘laziale’ del cuore per il ritorno della salma di Giorgio Chinaglia a Roma, dove riposerà accanto all’allenatore-padre Maestrelli.


di Marco Palladini
 
DISCUSSIONI
  ADDII


Ecco il partecipe commento critico ad un concetto di teoria e pratica poetica espresso e articolato in un recente dialogo-intervista tra il poeta Ennio Abate e il filosofo Ezio Partesana, pubblicato in rete da poesia2punto0. L’idea dell’esodo è tutt’altro che quella di una fuga, semmai di un andare dentro le molteplici contraddizioni e dinamiche del processo storico onde maturare una coscienza di scrittura profondamente avvertita e nel segno di un impegno civile, come quella a suo tempo sviluppata dagli autori di “Officina” e in particolare da Franco Fortini.


di Domenico Donatone
 


È morto lo scorso agosto a Corfù, a 64 anni, uno dei fondatori di Studio Azzurro, un ensemble di registi e videoartisti tra i maggiori protagonisti in Italia e in Europa di esperienze visive attraverso il video e la multimedialità interattiva. Ecco un partecipe ricordo di questo poeta dell’immagine elettronica e performante che per oltre trent’anni ha sollecitato spettatori e critici con le sue installazioni ‘instabili’, sfidando il loro sguardo ed espandendo la loro coscienza percettiva.


di Carlo Infante
 
OMAGGIO A FELLINI
SU CESARE ZAVATTINI
CINEPRIME – "TO THE WONDER"


A vent’anni dalla morte di uno dei massimi registi di cinema italiano e internazionale del secondo Novecento, un arabesco critico su questo mago della visione i cui molteplici sogni filmici hanno saputo nutrire potentemente il nostro immaginario, ma anche descrivere in forme sempre tangenti, creative la sostanza antropologica e gli umori della realtà nostrana. Eppure le sue pellicole quando uscivano negli anni ’50 venivano non di rado attaccate, la sua poetica veniva discompresa, lo si accusava di aver tradito il neorealismo. Ma la sua fantasia ha continuato a razzolare felicemente nei sottofondi della psiche.





di Plinio Perilli


È uscita per le Edizioni Ponte Sisto, “Za. L’immortale”, una monografia critica di Silvana Cirillo che indaga a tutto campo la figura poliedrica e inquieta dello scrittore, poeta, sceneggiatore, soggettista, giornalista, fumettista, pittore, nato a Luzzara nel 1902 e morto nel 1989. Personalità creativa preminente del neorealismo, ma insieme autore dominato da una vocazione marcatamente fiabesca e surreale che produceva una poetica della meraviglia. Da “Parliamo tanto di me” a “Totò il buono”, da “I bambini ci guardano” a “I poveri sono matti”, a “Io sono il diavolo” le sue opere uniscono un ‘esprit’ giocoso e uno sguardo controcorrente che denuncia l’ipocrisia del mondo come nel film “La veritàaaa”.


di Desirée Massaroni



Il nuovo film del regista ‘cult’ americano sembra oscillare tra l’implosione emotiva di “L’urlo e il furore” di Faulkner e la dissolvenza civile di dostoevskijane “notti bianche” come in un viaggio al termine del sogno Wasp. Tutto gira sull’amore e sull’autodistruzione dell’amore. La coreografia della vita resta impigliata nell’oscurità. E l’interrogazione religiosa, il richiamo al divino aggiungono un senso di ulteriore disincanto, desolazione, fallimento. I protagonisti sono Ben Affleck, Olga Kurylenko e l’ottimo Javier Bardem che interpreta il prete in debito di fede.






di Sarah Panatta
 
  FRANCESCO MUZZIOLI
 
 


Il saggio appena pubblicato dello studioso romano “Il Gruppo ’63. Istruzioni per la lettura” propone una ricognizione sui principali protagonisti del movimento neoavanguardista di mezzo secolo fa, che muove non da una visione progressiva-‘sorpassista’ della vicenda letteraria novecentesca, ma dall’affermazione di una sua estraneità al sistema culturale vigente, di una sua matrice naturalmente oppositiva rispetto al campo artistico e sociale e, dunque, della intrinseca politicità delle scritture sperimentali. In questa prospettiva, centrale è la figura di Edoardo Sanguineti che con più consapevolezza e determinazione ha lavorato sia teoricamente che poeticamente sul nesso tra ideologia e linguaggio.


di Mario Lunetta
 
 
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