TEATRICA
 
TEATRO SPAGNOLO CONTEMPORANEO (1)
TEATRO SPAGNOLO CONTEMPORANEO (2)
SAGGI


Un’ampia presentazione critica delle numerose opere della cinquantenne drammaturga madrilena, una delle più significative autrici della nuova scena ispanica. Ex giornalista, trae spunto molto spesso per i suoi testi dalla cronaca quotidiana, parlando di vari tipi di conflitti familiari, dell’omosessualità femminile, dei malati di Aids, dell’alienazione della classe media, delle distonie dell’amore e delle relazioni di coppia, di vicende extra-coniugali e tradimenti, di rese di conti tra madre e figlia, ma anche dei problemi dell’immigrazione e in “España 1940” della dittatura franchista. Il suo è un teatro, in definitiva, di apprendimento e di indagine, che ha origine da fatti o situazioni di carattere emotivo e per i quali si è alla ricerca di una risposta attraverso la scrittura.


di Coral Garcia Rodriguez


Preceduti da una esaustiva autopresentazione artistica, pubblichiamo due testi di ‘teatro breve’ dell’autrice madrilena, inediti in Italia. Il tema comune è l’incomunicabilità tra i sessi. Nel primo un ragazzo e una ragazza dopo essersi scritti per un anno via internet, si incontrano in un cibercaffè e la delusione della fanciulla pone fine anche alla relazione virtuale. Nel secondo, privo di battute, sviluppato soltanto con lunghe didascalie, un uomo e una donna quarantenni, partecipanti ad una convention di assicuratori, si inseguono vanamente tra le stanze di un albergo. La sognata avventura erotica non ci sarà.





di Juana Escabias




Quasi un manifesto sull’attore-danzatore o performer che tiene conto degli insegnamenti di Jerzy Grotowski e di Eugenio Barba e li rielabora in proprio, costruendo una lucida tensione teorica e dialettica. L’attore-performer lavorando sulla organicità delle azioni fisiche non vuole ‘rappresentare’ il mondo, ma tenta di ‘raccontarlo’ assumendo un comportamento poetico, producendo pura poesia della scena. Egli attraversa il proprio ‘campo barbarico’ sapendo che nella non separazione del bene dal male risiede il mistero dell’uomo. In coda l’autoanalisi e il link della performance “Io ti amo”.






di Alfio Petrini
     
  APPELLI
 
 


Il cofondatore, con il compianto Mario Moretti, oltre trent’anni fa, del multiplo spazio scenico romano, dotato di quattro sale, denuncia la sua proditoria estromissione, da parte di due giovani soci, dalla gestione artistica di questo ormai storico luogo teatrale. Chiede, dunque, un sostegno a operatori della cultura, intellettuali, politici, amministratori e semplici cittadini per rientrare in possesso almeno della sua Sala Orfeo, che gli fu affidata nel 1982 da Renato Nicolini, allora assessore alla Cultura del Comune di Roma.


di Valentino Orfeo
 
     
SAGGI
  INEDITI


Ecco il racconto lucido e partecipe di una profonda esperienza artistica e personale, al limite della indicibilità. L’esperienza di un attore abituato ai modi del teatro professionale di convenzione che ha pressocché una visione e decide di cambiare radicalmente indirizzo, facendo uno spettacolo su San Francesco che diventa una performance attorale ispirata al teatro povero di Grotowski e basata sul metodo delle azioni fisiche e su un atto espressivo organico e totale. Come un evento di rinascita, di fondamentale ricominciamento creativo.



di Alfio Petrini
 


Pubblichiamo il testo scritto dal poeta piacentino per uno spettacolo di teatro-danza interpretato e coreografato da Maria Borgese e andato in scena lo scorso agosto. Quasi un libretto d’opera che reca come sottotitolo “(ritratto frammentario della brigantessa Maria Elisabetta Rita di Giuliano)”, una sorta di donna fuorilegge e poetessa, di stregona conoscitrice di erbe e stagioni, stratega e capace di amare senza maschere. L’ambientazione dell’azione scenica sono i Monti Lepini dove ha vissuto e operato. In coda gli “Appunti di coreografia” della danzatrice.


di Antonio Veneziani
     
  SAGGI
 
 


Una lettura sotto il profilo della teoria e dell’azione performativa della figura di San Francesco d’Assisi e di quella di papa Francesco. Si coglie nell’apparizione di quest’ultimo, nelle sue parole, nei suoi gesti, nelle sue sintesi comunicative la sostanza di due metodiche che attengono alla performance d’attore e che oggi fanno riferimento a due modalità del fare teatro, forse le più note: ovvero quella (più innovativa) fondata sulle ‘strutture fisiche’ e sui ‘processi organici’; l’altra (più tradizionale) fondata sul verbo, sui testi, su un discorso logico-discorsivo e sui ‘processi di astrazione’.


di Alfio Petrini
 
     
IN SCENA: “A MAZON” - 1
  IN SCENA: “A MAZON” - 2



Presentato al Teatro Vascello di Roma, per una sola replica, lo spettacolo diretto e coreografato da Alessia Gatta, con la drammaturgia poetica di Giovanni Fontana, interpretata fuori campo dall’autore. Un allestimento plurilinguistico in cui la musica delle parole si trasfonde nel movimento dei corpi per una tensione all’attraversamento e all’impossibile, reciproco possesso.


di Maria Teresa Ciammaruconi
 


Pubblichiamo la drammaturgia in versi elaborata dal poeta-performer di Alatri per lo spettacolo di danza contemporanea del gruppo [ritmi sotterranei] per la regia di Alessia Gatta. Una testualità fluente e avvolgente come un vortice verbale, un corpo a corpo logocentrico con le vibrazioni fisiche dei danzatori sulla scia di miti e di riti di eros e di
guerra.


di Giovanni Fontana
     
FRANCO SCALDATI
(1943-2013)

FRANCO SCALDATI – 2
MULTIPLI ADDII



Un appassionato, partecipe, fraterno ricordo dell’autore-attore di Montelepre (il paese di Salvatore Giuliano). Un ricordo su e tra siciliani diversissimi, eppure in qualche modo interconnessi, come pure Pippo Fava che tra i primi lo individuò e lo segnalò e Matteo Bavera che lo affiancò dal lato organizzativo e promozionale. Se ne è andato a settant’anni uno straordinario poeta della scena, capace di restituire in un dialetto oscuro e fortemente suggestivo la potenza di una terra ‘impareggiabile’ con le sue grandi nobiltà e miserie. Una terra che lui esplorava come un autentico mago, come un veggente, uno sciamano dei tuguri.



di Pippo Di Marca


Un personale ricordo dell’autore-attore conosciuto a Palermo negli anni Ottanta durante un laboratorio universitario. E proseguendo poi la frequentazione ai tempi del Piccolo Teatro del capoluogo siciliano, dello spettacolo “Il pozzo dei pazzi” diretto da Elio De Capitani, della compagnia del Sarto in cui c’erano Gaspare Cucinella e gli altri (Vannina, Paolo, Fabio ed Enza, morta pure lei). Altre memorie di uno spettacolo interpretato ad Erice all’epoca della Zattera di Babele di Carlo Quartucci e di una video-intervista realizzata nel suo studio-antro e terminata in aperta campagna.



di Umberto De Paola



Una dopo l’altra sono morte, nella prima metà del 2013, cinque autentiche regine del teatro italiano: Mariangela Melato, Regina Bianchi, Anna Proclemer, Rossella Falk e Franca Rame. Anche se l’ultima, compagna indivisibile di Dario Fo, è stata a dire il vero un’anti-regina rossa, sempre pronta ad intrecciare la sua arte comico-brillante con l’impegno politico militante nella sinistra radicale. In ogni caso, con la loro scomparsa il panorama teatrale nazionale si ritrova più povero in tutte le sue sfaccettature. Con le loro grandi diversità queste attrici sono state altrettanti emblemi delle problematiche e delle pulsioni di vita della donna contemporanea.


di Marco Palladini
     
  VIDEOCULT: “KING LEOR”
 
 


Segnaliamo un documento video di notevole importanza culturale, uno dei pochi in grado di contrastare la dimenticanza che ha colpito il lavoro di Leo de Berardinis. Si tratta di “King LeoR”, un documentario girato nel 1996 durante le prove dello spettacolo “King Lear n° 1” e fatto circolare su YouTube, sotto licenza Creative Commons, dal produttore Raffaele Rago e dal gruppo di registi (Emiliano Battista, Patrizia Stellino, Silvia Storelli) che lo ha realizzato.


 
 
     
Sommario

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