FILOSOFIE DEL PRESENTE

 
JEAN-PAUL SARTRE


Una riflessione sullo scrittore-filosofo parigino, nato nel 1905 e morto nel 1980, che pur essendo stato uno dei più celebri intellettuali europei, rimase fino alla fine un outsider, uno fuori dall’accademia, aggredito dai suoi critici italiani come un ‘cattivo maestro’, un pensatore ‘da snack-bar’, un opportunista sempre ‘dalla parte sbagliata’. Ma il suo esistenzialismo lucido e disincantato lo conduceva a ricercare una libertà da tutto che fosse una libertà per tutti.

di Stefano Lanuzza
 
SAGGIO FILOSOFICO-LETTERARIO (2)


La seconda parte di un’ampia dissertazione che intreccia complesse categorie scientifico-matematiche e sofisticati meccanismi cognitivo-digitali con una riflessione sulle modalità e le dinamiche del linguaggio pluralizzato della poesia, inteso come avanguardia del ‘noi’, come produzione di autovalorizzazione di atti di parole collettivi radicalmente oppositivi nei rispetti dell’odierno capitalismo linguistico coi suoi dispositivi biopolitici e di biopotere mercificante.

di Antonino Contiliano
 
DIALOGHI DI PENSIERO


Forbite glosse sul saggio di Aldo Masullo che si interroga dialetticamente su “anima, verità, giustizia, tempo”. Il novantenne filosofo avellinese sviluppa la sua ricerca in chiave fenomenologica, partendo dai suoi due principali referenti, Fichte e Husserl, ma intrecciando le sue considerazioni poi anche con Heidegger, Levinas, Ricoeur, Merleau-Ponty, Martin Buber, Rosenzweig, Binswanger, Walter Benjamin e Gregory Bateson. Il nodo del rapporto tra coscienza e mondo non trova soluzioni o approdi definitivi perché per lui ‘comprendere è comprender-si, conoscere è conoscer-si e riconoscer-si per modificar-si’.

di Ugo Piscopo
 
SAGGIO FILOSOFICO-LETTERARIO (1)


La prima parte di un’ampia dissertazione sulle forme attuali del dominio del capitale tra materiale e immateriale. Ovvero sui modi in cui l’apparato produttivo e riproduttivo della merce sussume il ‘general intellect’ degli individui, mentre i moloch della rete cibernetica (da Facebook a Google) sorvegliano capillarmente tramite algoritmi tutte le relazioni interlinguistiche degli utenti per generare enormi profitti e processi avanzati di eterodirezione socio-politica. L’infosfera globalizzata satura le possibilità di ricezione dei soggetti e ciò si traduce nel passaggio da una ‘economia dell’attenzione a una economia dell’espressione’, dove però sempre trionfa la logica del denaro.

di Antonino Contiliano
 
PIERRE BOURDIEU


Pubblicate da Feltrinelli le lezioni tenute al Collège de France dal sociologo e filosofo transalpino sulle proprietà e le caratteristiche della forma statuale. Le innumeri prerogative che essa si attribuisce e il monopolio nei più svariati campi che essa assume (a partire da quello della ‘forza armata’) riposano su ‘una finzione collettiva riconosciuta come reale tramite la fiducia e che, per questo, diventa reale’.

di Sergio Toscano
 
SCRITTURA-MANIFESTO E MODERNITÀ – 2


A partire dal libro di Maurizio Ferraris sul “nuovo realismo” si è innescato nel panorama filosofico italiano un vivace dibattito in cui sono intervenuti, tra gli altri, due autorevoli figure come Gianni Vattimo ed Emanuele Severino. Con il teorico del ‘pensiero debole’ che rimprovera l’esegeta dell’eternismo parmenideo di prendere eccessivamente sul serio i ‘nuovi realisti’ e il secondo pronto a replicare che Gentile col ‘suo idealismo estremo e soggettivistico’ era assai più radicale dei pensatori postmoderni. A margine si colloca uno scrittore arguto come Walter Siti che discetta sul realismo dell’anti-abitudine, come uno squarcio negli stereotipi della mente.

di Stefano Docimo
 
MICHAEL J. SANDEL


“Quello che i soldi non possono comprare. I limiti morali del mercato” è l’ultimo libro del sessantenne filosofo americano che esamina a largo raggio la saturazione dei rapporti umani da parte dell’odierno sistema commerciale. Ne discendono interessanti riflessioni sulle dinamiche e le forme dell’attuale vivere sociale e si afferma l’urgenza di una vera e propria rivoluzione concettuale, che rivendichi una democrazia partecipativa e la necessità di ritrovare di spazi liberi e indipendenti dalla logica dei mercati.

di Anna Dotti
 
SCRITTURA-MANIFESTO E MODERNITÀ – 1


Tra semiotico e filosofico un serrato ragionamento su una contemporanea forma oracolare della lingua-pensiero che oscilla tra gli esegeti del postmoderno e i teorici del catamoderno. Insomma, sul tentativo di fornire un modello di analisi critica della condizione e della cognizione del presente. Il presente di una società fenomenologicamente caratterizzata dalla velocità e della fretta. Come il topo di una favola di Kafka, “che corre a perdifiato, artefice e vittima, insieme, di un moto di accelerazione tanto irresistibile quanto angoscioso e, soprattutto, inesorabilmente votato alla sconfitta”.

di Stefano Docimo
 
ANTICIPAZIONI


Alla metà di questo mese di aprile sarà in libreria un saggio del filosofo marxista ungherese György Lukács (1885-1971). Il testo, redatto nel corso del 1968, anno in cui il Movimento studentesco con la sua ‘contestazione’, negli USA e in Europa, esprimeva la crisi della democrazia borghese, mentre a Praga i carri armati sovietici reprimevano un tentativo di democrazia socialista, non fu allora pubblicato per ragioni politiche. Apparve soltanto dopo la morte dell’autore, nel 1986, pochi anni prima della caduta del ‘Muro di Berlino’ e la fine dell’esperienza del ‘socialismo reale’ in Europa. Anticipiamo qui le pagine conclusive del volume.

di György Lukács
 
VANGELI


Una diversa considerazione del pensiero di Cristo è stata generata dalla scoperta nel 1945 a Nag Hammadi di una serie di libri gnostici. Nei quali il senso del suo insegnamento emerge con toni e accenti profetici ed enigmatici, che comunque postulano l’inutilità della storia e la necessità che si sappia riconoscere che il ‘regno’ ossia che la visione di un altro e nuovo mondo è già arrivata e abita tra noi.

di Sergio Toscano
 
Sommario

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