LE VIE DEL RACCONTO
BRUNO CONTE
 

Circuito di massa

 

Gente globale. Gente di massa.

La massa comanda essendo comandata.

Parliamo di scelta di cose in superficie, senza importanza, ma che si annidano nella forma di essere.

In questi tempi di pace ci sono dei bombardamenti nella circolazione del sangue.

Per accarezzare la massa se ne deve condividere l’animo, non si può fingere. Si deve sentire il proprio vizio convenzionale da coltivare in grande, con profitto, rispondendo a un sussurro incerto ma assetato di aspettativa.

Il tipo così simpatico che emerge dalla folla si confonde nella folla.

Il bambino della pubblicità che ficca il dito nella tonda bianca compattezza cremosa e lo lecca è simpatico nel trasgressivo. È questa la via. Aumentando la trasgressione, di dito in dito.

Ecco uno che ride. Perché ridi? Non so, sono una delle risate registrate di sfondo.

Oppure indicare una via che sembra opposta, per autorità, ovvero per sottesa induzione. Così in arte (parola sotto vuoto) l’ennesimo esausto cubo bianco su parete bianca (una scatola vuota, ma è la più pura delle contraffazioni) può essere più bello di un tramonto su un’onda. Se si riesce a stabilire, da una raccolta massa oscura, il panico del ritardatario, anche se in ritardo come centenario manierismo pro avanguardia: io non lo capivo, io non c’ero. È meglio assicurarsi l’oggetto, che soprattutto vale e può valere di più, ovvero assicurarsi il prodotto simbolo. E così pure è meglio accettare la notizia a scatola chiusa, mettersi in fila, partecipare alla fiaccolata del corteo, accorrere all’evento, mettersi in ginocchio.

Ti piacciono le teste di morto? Sì, sono di vita.

Si muove la massa, nella digestione di falso in falso.

Se ci si affaccia alla finestra si sente gorgogliare.

E il falso (nel senso di una posizione che non si confronta con una verità scritta in cielo ma con una materia che fa scivolare il piede) prende di vero, nella compattezza del corpo della massa che affondando cresce e preme.

Attenzione, i posti a sedere sono esauriti.

È vero quello che si vuole vero. Tuttavia continuano a formicolare le formiche, nelle vene superstiti del nascosto.

Ridono le formiche, dal vero.





Bruno Conte, Senza titolo, 2012





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