LUOGO COMUNE
NARRATIVA DIGITALE
È il racconto
al centro
della letteratura elettronica


      
Il tempo della lettura su tablet, smartphone, e-reader si contrae e quindi il mercato prova ad attrezzarsi implementando l’offerta di ‘short stories’, ‘smartnovels’, narrazioni brevi. Il rapporto con le pagine virtuali attraverso i touch-screen cambierà sempre più le abitudini, i modi e le tipologie dei lettori. Si apre una sfida all’editoria italiana a cui non basterà cercare di cavalcare l’innovazione, ma dovrà pure cercare di conquistare nuove fasce di lettori occasionali o non lettori.
      



      

di Fabio Mercanti

 

 

L’editoria degli ultimi anni ci ha abituati alle raccolte di racconti. L’utilità di questo tipo di prodotti editoriali è facilmente intuibile per quanto riguarda i prolifici narratori soprattutto dell’Ottocento e del Novecento che hanno scritto molti racconti per giornali e riviste, spesso per potersi mantenere economicamente. Ciò ci permette oggi di poter effettivamente tenere in mano la quasi completa narrativa “minore” (non per qualità) di alcuni importanti autori: da Maupassant a Hemingway, da Poe a Carver. Alcuni autori, addirittura, devono il loro successo in vita e la loro presenza nelle antologie proprio a dei racconti.

Caso diverso invece per tutte quelle produzioni che non hanno l’intento di raccogliere ciò che è sparso altrove, dandogli quindi nuova conformazione e anche nuovo senso, ma nascono da progetti personali o collettivi ed hanno una propria compiutezza. Semmai, può verificarsi il caso che qualche editore (i suoi collaboratori più che altro) attento, si accorga di qualcosa “che si muove” e vada a raccogliere pubblicazioni sparse di vari autori valorizzando ciò che li accomuna.

Alla voce «Racconto» il vocabolario Treccani[1] riporta una prima definizione facente riferimento alla «Relazione, esposizione di fatti o discorsi, spec. se fatta a voce o senza particolare cura, oppure se relativa ad avvenimenti privati». La definizione successiva – ed è quella che ci interessa maggiormente in questa sede – recita: «Componimento letterario di carattere narrativo, quasi sempre d’invenzione, più breve e meno complesso del romanzo (in quanto dedicato in genere a una sola vicenda e destinato a una lettura ininterrotta) e distinto dalla fiaba perché tende a presentare i fatti come realmente avvenuti (per questi suoi caratteri si identifica sostanzialmente con la novella)». Ne segue poi una terza facente riferimento alla critica letteraria, come sinonimo di «intreccio».

Stando alla seconda definizione il racconto è «più breve e meno complesso» rispetto al romanzo (e si potrebbe discutere molto sulla reale maggiore o minore complessità). Difficilmente, anche consultando altri vocabolari, si potranno trovare indicazioni relative alle dimensioni, proprio per poter quantificare quel «più breve». In generale, i libri che si leggono ai nostri giorni sono composti di racconti di diversa lunghezza, e sono distinti a grandi linee tra i racconti brevi e lunghi (questi ultimi per non essere confusi con i romanzi brevi). Si potrebbe concludere che il romanzo inizia laddove finisce il racconto, e che questo criterio di definizione si basa sostanzialmente su una lunghezza misurata in base al numero di pagine. Si tratta quindi di dimensioni misurabili e tangibili (avere in mano 20 pagine non è come averne 200) e lo stesso racconto, una volta stampato, porta con sé i numeri delle sue dimensioni (i numeri delle pagine). Anche prima di venire stampato, questo può essere misurato quando ancora è solamente un file: allo stesso modo in base al numero di pagine (in questo caso seguendo la numerazione del programma di scrittura del testo), delle cartelle o delle dimensioni dello stesso file (anche se si può essere tratti in inganno perché un file con annesse immagini può pesare molto di più di un file di solo testo, seppur l’immagine non occupi molto spazio).

Quest’ultima considerazione ci introduce alla realtà digitale del testo. Il quale non solo viene sempre più spesso creato e lavorato in formato digitale, ma anche acquistato e fruito. Grazie ai nuovi dispositivi di lettura dedicati e non – quindi non solo i reader, ma anche i tablet e gli smartphone – è possibile leggere testi di ogni genere, non solamente quelli accessibili gratuitamente dalla rete o articoli giornale in abbonamento, ma anche “libri”, detti elettronici, gratuiti o a pagamento[2]. E tra questi libri, possiamo trovare delle raccolte di racconti. Per quanto ci interessa, in questo caso, non cambia nulla: il racconto sarebbe tale e quale quello che potremmo trovare su carta (salvo il caso di racconti ipertestuali o interattivi).

La lettura su schermo, confermano da tempo molti studi, è più distratta di quella su carta e più impaziente, anche perché lo stesso strumento che usiamo per leggere è spesso usato per telefonare (e quindi ricevere telefonate), ascoltare musica, chattare, controllare la posta, etc. Inoltre, chi usa questi strumenti è solitamente abituato a leggere testi brevi, quali possono essere gli articoli dei giornali o riviste on-line (che a volte sono la didascalia di immagini o video o audio) o i post dei blog o dei social network o documenti di lavoro.





Giovanni Fontana, Senza titolo, mostra "... che digerisce l'anima", 2012


Negli ultimi anni di fermento editoriale per la diffusione di strumenti mobile che tendono all’etica funzionale dell’all-in-one e all’estetica del pocket – alle quali la casa di produzione Apple ha contribuito notevolmente con almeno tre prodotti come iPod, iPhone e iPad – la progettazione e distribuzione editoriale, nonché la stessa narrativa non hanno potuto fare a meno di confrontarsi con queste realtà. In Giappone l’uso di questi strumenti si è rivelato congeniale ad esempio per la lettura dei manga, mentre nell’Occidente europeo e negli Usa sono più recenti i tentativi di creare una forma narrativa ad hoc che non sia il classico romanzo o raccolta di racconti in formato digitale, o una narrativa digital-sperimentale che ad oggi può vantare degli appassionati ma non riesce a coinvolgere una grande pubblico (in Italia, tra l’altro, la lettura in sé non ha mai coinvolto un grande pubblico).

Nomi importanti dell’editoria e della distribuzione come Penguin, Amazon, Random House e Pan Macmillan hanno dato vita alla loro piattaforma digitale di short stories da leggere in una trentina di minuti, ad un costo inferiore ai 5 dollari. In Italia è nata Feltrinelli Zoom[3] che propone racconti brevi a 0,99 € acquistabili in formato ePub su LaFeltrinelli.it e per Kindle su Amazon.it.

In generale si tratta di racconti brevi, i quali  possono essere presentati in base alle loro dimensioni. Queste non vengono misurate in base al numero delle pagine, ma riportando il numero delle battute o la durata (approssimativa) impiegata per la lettura del racconto.

La stessa conformazione (modalità d’acquisto, prezzo, dimensione del file) rende queste letture più “mobili” di altre, proprio perché pensate per determinati dispositivi e indicate per occasioni in cui non ci si può concedere una lettura che si potrebbe definire più “statica”, da poltrona, da letto, da studio o da lungo viaggio in treno.

Gli studiosi di storia della lettura non possono non fare attenzione a come sta cambiando la lettura digitale on-line e off-line. Ciò perché studiare le pratiche di lettura aiuta a comprendere importanti aspetti culturali e sociali di un’epoca e di aree geografico-economiche, nonché scelte editoriali che si rivolgono a questi ambienti.

Le short stories digitali non riguardano solo i nuovi nomi della narrativa – il che potrebbe giustificare l’idea di una narrativa dalla lettura rapida e per scrittori improvvisati – ma anche autori consolidati (per Feltrinelli troviamo Salvatore Niffoi, Erri De Luca, etc., per Amazon Stephen King). Ovviamente il coinvolgimento di grandi nomi è giustificato anche dalla necessità di attirare l’attenzione verso una realtà nascente, ma ciò non toglie che qualche narratore esordiente non riesca ad esprimersi al meglio in questa forma. E magari raccogliere le sue migliori short stories in un volume cartaceo: seppur possa sembrare un colmo, sono scelte frequenti in un’epoca di ri-mediazione e di insicurezza e sperimentazione in campo editoriale.

Senza valutare l’economicità di queste “avventure” di editoria digitale, si vuole piuttosto inserire tali forme letterarie, o comunque narrative, all’interno di una esigenza contemporanea di fruizione delle stesse. L’introduzione nel mercato dei suddetti dispositivi tecnologici che, arricchiti da una applicazione apposita, permettono di leggere dei file, ha comportato anche la riformulazione del racconto e della sua misurabilità. Ciò al fine di rendere il racconto, di qualunque genere, un prodotto artistico fruibile a seconda delle esigenze del lettore. Questo non deve lasciar intendere che siano prodotti rivolti a lettori che hanno poco tempo – i quali scelgono quindi una lettura estemporanea – ma come delle ulteriori forme di lettura riempitiva. Piace immaginare il lettore che colma i momenti vuoti, gli interstizi del quotidiano (in fila alle poste, in metropolitana, in ciò che resta della pausa pranzo, etc.) rivolgendosi a questo tipo di narrazioni che sono in grado di raggiungere la loro compiutezza e totalità in breve tempo. O comunque posso essere usate per aiutare il lettore a scaglionare la lettura di un’opera di più vaste dimensioni. In questi termini potrebbe essere vista come una forma di felleuiton digitale, ma con molta più libertà per il lettore (che compra il racconto e non il giornale e che lo compra secondo una periodicità propria e non della testata)[4].





Copertina di Civiltà delle Macchine


La letteratura trova sempre meno spazio all’interno delle pubblicazioni periodiche generaliste e nell’ultimo ventennio, almeno in Italia, c’è stata un’ampia diffusione dell’allegato in forma di libro. Tra le tante soluzioni di questo tipo ci sono anche quelle che vedono protagonisti esili libriccini di racconti di autori che hanno fatto la storia della letteratura (per fare un esempio le pubblicazioni de Il Sole 24 Ore con i «Racconti d’autore» da acquistare ogni domenica al prezzo di 0,50 € più il costo del giornale) o di racconti scritti appositamente da importanti firme contemporanee della letteratura e del giornalismo nazionale. Siamo comunque di fronte ad un libro che per essere letto in ogni occasione deve avere il presupposto di essere presente come oggetto. Ciò non riguarda invece i libri elettronici che sono fruiti attraverso degli strumenti che il lettore porta con sé senza un programma di lettura. In maniera molto semplice, per poter riempire con la lettura alcuni momenti altrimenti inattivi non è necessario che l’individuo abbia con sé un libro, ma paradossalmente potrebbe bastare il telefono (ovviamente uno smartphone). Discorso che può essere valido anche per e-book di dimensioni maggiori, per dei romanzi ad esempio, ma con la differenza che si tratterebbe di una lettura frazionata in un lasso di tempo prolungato. La lettura short invece, al massimo può durare una giornata tra viaggio d’andata in tram e ritorno a casa dal lavoro, o mezza giornata, tra viaggio d’andata e una ripresa della lettura in pausa pranzo. Inoltre, bisogna sempre considerare la praticità d’acquisto di questi prodotti e la velocità con cui si può iniziare la lettura e il loro basso costo che facilitano la decisione d’acquisto.

Considerevole è inoltre il ruolo economico e non solo che possono avere i social network nella diffusione di questo tipo di narrativa. Il lettore soddisfatto nell’arco di una giornata o solo in un’ora di lettura durante il viaggio in treno che lo porta a lavoro, ha come punto di riferimento il sito dal quale poco prima ha acquistato il racconto che ha appena finito di leggere. Non stiamo quindi parlando di un e-book acquistato magari più di un mese prima in una libreria on-line, ma di qualcosa che è stato acquistato da poco tempo e che immediatamente può essere consigliato – anche e soprattutto digitalmente – ad un conoscente o ad un contatto. Il consiglio è agevolato dall’uso di pulsanti di condivisone messi a disposizione proprio dall’azienda editoriale. Il passaparola – facile, veloce, senza barriere e senza fatiche – è reso ancora più rapido da una lettura compiuta e soddisfatta in breve tempo.

Queste osservazioni, per molti aspetti scontate, non sono da sottovalutare, poiché per fare in modo che le lettura sia un’attività quotidiana è necessario comprendere di quali occasioni è composta la quotidianità dei lettori, quali sono gli oggetti che li accompagnano durante la giornata, quali sono le loro modalità di incontro e comunicazione.

Vantaggio, dal punto di vista produttivo, è inoltre quello del minore tempo impiegato per poter dar vita editoriale al racconto di un autore senza che ci sia necessità di stampa o di un progetto editoriale maggiore del quale debba far parte. Ciò facilità anche l’immediatezza di esigenze narrative nate in concomitanza ad esempio di fatti di attualità, puntando su un interesse del lettore ancora vivo.

Resta comunque viva l’atavica sfida dell’editoria italiana che non è tanto quella di riuscire a cavalcare l’innovazione, ma fare in modo che questa innovazione coinvolga quanti più lettori possibili e magari anche i non lettori o almeno quelli occasionali. Anche in questo caso, non si tratta solamente di riempire i vuoti quotidiani offrendo occasioni di lettura pratica e veloce per coloro che sono lettori forti – e che quindi avranno all’attivo altre tipologie di lettura più “tradizionale” – ma di interessare o almeno incuriosire anche quei lettori deboli che hanno una minore propensione a rendere la lettura un’attività quotidiana, offrendo loro una narrativa che richiede meno tempo e meno impegno. E che possa allo stesso modo coinvolgere e spingere verso la lettura di opere maggiori e di maggiore complessità e spessore, rendendoli lettori più ponderati e maturi.

 

 

 



[2] In base ai dati Assinform basati sul 2011 in Italia abbiamo 858.000 tablet e più di 20 milioni di smartphone. Tra questi 13 milioni di persone li usano anche per accedere a internet. cfr. S. Pacioli, Una questione editoriale, in «Giornale della libreria», n. 5, 2012.

[4] Cfr. http://smartnovel.com/accueil.php sito francese che propone il modello ottocentesco del felleuiton con una serie di puntate da leggere in digitale.




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