SPAZIO LIBERO
“DIGITALIFE 2”
La tecnoarte
degli ultracorpi


      
Organizzata dalla Fondazione RomaEuropa la seconda edizione della manifestazione che cerca di fare il punto sulle nuove forme di creatività nell’era del digitale. Là dove i soggetti si incontrano e interagiscono a distanza, e si moltiplicano live set multimediali, smaterializzazioni virtuali, installazioni varie, video, esibizioni musicali. Che hanno coinvolto numerosi artisti tra cui Saburo Teshigawara, Ryoichi Kurokawa, Quayola, Giuseppe La Spada, Daniele Spanò, Masbedo, Christian Marclay, Marina Abramovic, Carsten Nicolai, Felix Thorn e Devis Venturelli.
      



      

di Jolanda La Carrubba

 

 

Non vi sono limiti a cosa e dove si può arrivare con la nuova arte, quella digitale; non solo opere in mostra, ma multi-opere in movimento ed in contatto l’una con l’altra. Digitalife, questo possibile dialogo tra bio-opere, quindi arte che nell’oggi tecnologico ha in qualche modo assimilato il DNA dell’artista, è al suo secondo incontro.

Ideata ed organizzata dalla Fondazione RomaEuropa – diretta da Fabrizio Grifasi e presieduta da Monique Veaute – questo evento vanta la collaborazione con Webfactory, la più importante piattaforma dedicata agli artisti attivi sul web, e la partnership di Telecom Italia. Il fulcro della manifestazione è costituito dalla mostra “Il reale, il meraviglioso, il fantastico”, tenutasi (26 ottobre – 11 dicembre 2011) presso gli spazi dell'Ex GIL di Trastevere, a Roma.

 

Valutando questa seconda ed intensa esperienza, possiamo senza dubbio asserire che siamo avvolti e coinvolti dal futuro, nulla si crea e nulla si distrugge, ma tutto si trasforma e l’insegnamento del paradigma einsteniano, convince addirittura il sensibile mondo artistico fino a stravolgerne ogni riferimento preesistente, ovvero il sotto non si contrappone più al sopra ma diventa suo continuum come se non fossero mai esistite frontiere.

Ed ecco cosa si è sperimentato con funzionale risultato in questa mostra palpitante Digitalife 2, una vera e propria piattaforma vivente, articolata lungo un grande percorso espositivo, affiancato da un ciclo di incontri sul rapporto tra arte, creatività e nuove tecnologie; con efficace ed intensa attenzione al futuro del digitale, l’innesto tra le tecnologie più avanzate e le espressioni artistiche che convincono musica, pittura, scultura, fotografia, poesia a convivere ed esistere contemporaneamente alla contemporaneità di un equilibrio adesso accessibile.





Un'opera di Quayola a Digitalife 2


E così, senza necessità di procedere verso un anonimo luogo di dormiveglia o pre-morte, di limbo o purgatorio, si ha come la sensazione di vedere arrivare Caronte che voga delicato lungo questi lidi indomabili della bramosia artistica che funziona in ogni suo percorso, intuitivo forse, ma comunque descritto con vigore e con vago sentimentalismo nei confronti di quelle scenografie di film muti ma fantastici, come Metropolis di Fritz Lang.

 

Dunque in mostra si trova: il reale, il meraviglioso, il fantastico, ma non solo arte da guardare per ammirare la bellezza come parametro orientativo anzi arte da vivere come testimoni del suo concepimento, infatti in Digitalife 2 si evidenzia il passaggio dalla realtà del quotidiano alla meraviglia della creazione artistica ed è rappresentato da 13 installazioni ad alto contenuto tecnologico e ad alto tasso di visionarietà, realizzate da artisti tra i più acclamati: il coreografo giapponese Saburo Teshigawara, Ryoichi Kurokawa, Quayola, Giuseppe La Spada, Daniele Spanò, Masbedo, Christian Marclay, Marina Abramovic, Carsten Nicolai, Felix Thorn e Devis Venturelli, ma la funzionalità che coinvolge emotivamente lo spettatore, si deconcentra dal mondo reale entrando come se egli fosse Alice in quello virtuale e lì vi trova nuove generazioni con volontà attive e al contempo disillusioni barocche.

 

Lo spettacolo dal vivo arriva a Digitalife 2 con una serie di appuntamenti che hanno coinvolto in esibizioni live anche gli artisti della rassegna, come Felix Thorn e Masbedo, oltre a Uri Caine e Fabio Cifariello Ciardi, Selma e Sofiane Oussi che, attraverso skype, si sono incontrati all’Opficio Telecom per una coreografia danzata a distanza, e il nuovo live set multimediale dell’artista giapponese Ryoji Ikeda presentato da Dissonanze Lab.

A questo punto prevedere cosa accadrà nell’immediato domani non è compito semplice, dato che l’intuitività e la genialità artistica paradossalmente convivono con l’avanzamento di particelle meglio definite come ultracorpi provenienti da tempi remoti.





La Musa (2011): una creazione di visual art & sounds di Masbedo con Lagash





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