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L’importante patrimonio
di Gino Severini


      
Il museo MART di Rovereto ha acquisito e catalogato il vasto lascito di carte dell’artista di Pienza suddiviso tra il Fondo che riguarda il pittore, quello della moglie Jeanne Fort e quello della figlia Gina Severini Franchina. Il tutto è adesso oggetto di una elegante e preziosa pubblicazione curata da Gabriella De Marco e Paola Pettenella. Sodale di Marinetti, firmatario del Manifesto della Pittura futurista con Boccioni e Balla, tutta la sua eminente vicenda creativa si è svolta in terra di Francia.
      



      

di Simona Cigliana

 

 

Figlio di un usciere della Regia Pretura di Pienza e di una sarta, espulso da tutte le  scuole del Regno e spedito dai genitori a lavorare presso un traslocatore, Gino Severini imparò i rudimenti del colore da una pittrice dilettante, che per prima gli fece conoscere ed apprezzare i maestri della storia dell’arte. Temperamento ribelle si appassionò presto (a Roma, dove si era trasferito dalla natia Cortona), ai teorici del socialismo, alla letteratura russa e alla filosofia contemporanea. In pochi anni, dividendo il suo tempo tra il lavoro alimentare presso un fabbricante di pipe e una scuola serale di disegno, lesse Proudhon, Engels, Labriola, Bakunin; Hegel, Schopenhauer, Nietzsche; Tolstoj, Dostoevskij, Gorkij.

Due fatti  cambiarono allora la vita  a questo genio frustrato e in ebollizione. Il primo è l’incontro, poco più che fortuito, con il giovane Umberto Boccioni. Grazie a lui, Severini conosce Giacomo Balla, entra in contatto con gli artisti della bohème romana, partecipa alle prime importanti collettive. La seconda svolta importante, forse ancor più significativa e determinante per l’artista e per l’uomo, coincide con la decisione, presa nel 1906, di lasciare l’Italia e di prendere casa a Parigi. Nella capitale francese, che diverrà la sua vera patria, Severini, in pochi mesi, diventa amico di Modigliani, si fa stimare nel circolo di pittori gravitanti attorno alla celebre galleria Bernheim-Jeune e inizia a partecipare alle esposizioni del Salon des Indépendants. È povero in canna, ma trova sempre qualcuno disposto a scommettere su di lui e ad aiutarlo: una anziana signora lionese, conosciuta a Firenze, lo sovvenziona per l’alloggio; un commerciante parigino gli procura uno studio e gli commissiona i primi quadri;  un colto medico, con il quale stringe amicizia, lo ospita per lunghe estati a Civray, dove, circondato da affetto e premure, il pittore può serenamente lavorare ai suoi studi en plein air.

Quando, nel 1909,  inizia a brillare nel firmamento della ville Lumière la stella di Marinetti.  Severini, che ha già assistito alla rappresentazione di Roi Bombance al Théâtre de l’Oeuvre, si accosta al Futurismo e dopo poco firma con Boccioni, Balla, Russolo e Carrà, il Manifesto della Pittura futurista. Tramite Marinetti, che è in ottimi rapporti con il tout Paris, è quindi introdotto nell’ambiente de La Closerie de Lilas, caffè letterario e ritrovo della cultura d’avanguardia, frequentato da Gustave Kahn, Apollinaire, André Salmon, Férnand Léger, Michel Duchamp, Costantin Brancusi, Picasso  e da moltissimi altri. Alla Closerie, Severini attira anche l’attenzione di Paul Fort e della giovanissima figlia Jeanne, allora quattordicenne, che  diverrà sua moglie di qui a due anni, testimoni il poeta americano Stuart Merrill e il direttore del “Mercure de France” Alfred Villette, per la sposa; Apollinaire e Marinetti per lo sposo.





Gino Severini, Il boulevard, 1911


A quest’epoca, l’artista toscano gode già di una solida fama oltre le Alpi e persino oltre oceano: la sue Danseuses,  esposte, nell’ambito di sue mostre personali, alla Marlboro Gallery di Londra e alla galleria Der Sturm di Berlino, hanno suscitato un vivo interesse presso i critici  e presso  il mercato d’arte mondiale. Nonostante i gravi problemi polmonari che minano la sua salute, obbligandolo a frequenti soggiorni in sanatorio o in località climatiche, lavora senza tregua: dipinge e anche scrive intensamente, affiancando all’attività di pittore quella di teorico e di critico d’arte. Tornerà per qualche periodo in Italia, ma la sua vera patria resterà senza dubbio la Francia – o meglio: la dimensione internazionale che solo Parigi è in grado di offrirgli. Instancabile ricercatore, si lascerà presto alle spalle l’esperienza futurista, da cui si distacca ufficialmente attorno al 1917 per accostarsi al cubismo, primo di una serie di tappe o attraversamenti del suo originale itinerario artistico. Sempre un poco in anticipo sulle tendenze dei tempi, rimarrà sulla cresta dell’onda fino al 1966, quando il governo francese gli conferisce il titolo di Commandeur de l’Ordre des Art et des Lettres: onorificenza che precede di soli dieci giorni la morte dell’artista, deceduto nel suo atelier  di rue de Schoelcher a 83 anni.

L’ingente patrimonio di documenti che Severini ha lasciato dietro di sé, testimonianza di una carriera e di una vita ricchissime, oltre che di occasioni professionali, anche di incontri e di amicizie, benché sfoltito dalle vicissitudini di trasferimenti e riordini, rappresenta una miniera per gli studiosi del Novecento. Acquisito dal MART di Rovereto, inventariato e catalogato,  esso è oggi oggetto di una pubblicazione, a cura di Gabriella De Marco e di Paola Pettenella, che rende conto della mole di carte appartenenti ai tre blocchi di cui è costituito: il Fondo Severini, la Carte Jeanne Fort Severini, il Fondo Gina Severini Franchina (la figlia di Gino e di Jeanne). Corrispondenze, scritti autobiografici e brogliacci di monografie, articoli, conferenze, interviste, appunti e riflessioni preparatori alle opere, ritagli stampa, cataloghi e brochures: tutto è organizzato e descritto in un volume di pronta consultazione, che si offre come primo strumento di accesso e orientamento al vasto corpus documentario. Frutto di un lavoro considerevole, condotto dalle curatrici con impeccabile perizia professionale e acume critico, il volume è pubblicato dall’Istituzione con il rigore, la cura e l’eleganza  consueti alla collana Inventari dell’Archivio del ‘900.

 




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