LETTERATURE MONDO
 
ISIDORE DUCASSE
LEOPOLDO BRIZUELA
JULIO CORTÁZAR -
CAROL DUNLOP



È uscito per i tipi dell’editore Barbès il volume “La poesia non è tempesta”. Pubblichiamo la prefazione al libro che raccoglie pensieri, note, appunti e abbozzi critici espressi in casuali, talora caotici frammenti aforistici. Sono le “Poésies” che, a ridosso dei “Canti” maldororiani, lo scrittore francese elaborò per una prefazione ad un ‘libro futuro’ che non fu mai scritto, per la sua precoce morte a soli ventiquattro anni. Questi cartigli paiono mostrare un revisionismo di pensiero che dal clima inferico, delirante, visionario dei “Chants” vira verso i temi della ‘speranza’, ‘l’attesa’, ‘la calma’, ‘la felicità’ ‘il dovere’. Ma per Blanchot è forte il sospetto che dietro questa conclamata ‘conversione’ del poeta possa esserci un esercizio criptico-canzonatorio.


di Stefano Lanuzza



“Una misma noche” è un vivido e dolente romanzo che scava nella memoria storica e collettiva e tenta di fare i conti con le atrocità commesse nel paese latino-americano durante l’ultima dittatura militare tra il 1976 e il 1983. Attraverso la narrazione del protagonista, Leonardo Bazan, le ‘madeleines’ dei ricordi fanno riaggallare le trame dei terribili crimini commessi dai generali, ma il libro rifiuta il tono consolatorio e finisce con una pagina nera che simboleggia anche lo scacco della scrittura.


di Marco Codebò



“Gli autonauti della cosmostrada” pubblicato da Einaudi, è l’affascinante diario-racconto di un percorso Parigi-Marsiglia effettuato su un pulmino Volkswagen nell’arco di trentatre giorni nel 1982, dal grande scrittore argentino e dalla moglie, autrice-fotografa americana. Il libro è come una jam session, un vagito o appendice di tarda derivazione ‘beat generation’. Il loro ‘on the road’ è una sorta di ultima esplorazione/barricata antimoderna nelle spiagge selvagge della coscienza. Una ‘Orsetta’ e un ‘Lupo’ appassionatamente insieme, a bordo di una (a)temporale macchina-drago, volano per il loro sublime gioco in itinere.


di Sarah Panatta
 
PREMIO NOBEL 2012
ANTOLOGIA POETICA INEDITA
SAGGI


L’Accademia Svedese ha incoronato quest’anno il grande romanziere cinese, 57enne, cantore epico di tutti i travagli del suo popolo, insieme visionario e realista. Va però detto che sul suo nome ci sono state, sia in patria che in occidente, polemiche e controversie, a causa della sua posizione di adesione all’attuale regime comunista. Peraltro egli si chiama in realtà Guan Moye, essendo il suo nome d’arte un curioso pseudonimo che significa: “Non parlare”. Tra le sue opere maggiori si possono citare “Grande seno, fianchi larghi”, “Il supplizio del legno di sandalo” e “Sorgo rosso”, da cui nel 1987, Zhang Yimou ha ricavato un film, vincitore dell’Orso d’Oro al Festival di Berlino.


di Plinio Perilli



Dopo il florilegio della poesia cipriota pubblicato nell’ottobre 2011, pubblichiamo una nuova ampia selezione che concerne ventitre poeti appartenenti alle generazioni attive e produttive nella seconda metà del Novecento. È un assai rappresentativo campione della più recente produzione letteraria greco-cipriota che senza manifestare una poetica comune, esibisce però un sostrato etico-filosofico, una ragionata mentalità nazionale, una coscienza storica e un calibrato rapporto tra lingua e memoria.


di Crescenzio Sangiglio


Un’ampia ed analitica disamina critica dell’influenza esercitata dall’opera del poeta francese praticamente su tutte le esperienze della ricerca letteraria che hanno percorso dall’inizio alla fine il Novecento, sia in Europa che in America. La pervasività dell’eredità mallarmeana si è spesso declinata in una moltiplicazione di segni sia verbali che verbovisivi che rimandavano alla evocazione-nominazione del Nulla, del Vuoto e del Silenzio. Dai futuristi ai surrealisti, dai dadaisti ai modernisti, dal Gruppo ’47 alla Beat Generation, alla neoavanguardia nostrana, la Parola totale si è volentieri rovesciata in cancellazione, nientificazione, afasia.


di Matteo Veronesi
 
  CHIMAMANDA NGOZI ADICHIE
 
 


“L’ibisco viola” è il primo libro dell’autrice nigeriana. Un precoce esordio di matrice semi-autobiografica che si rovescia nell’inattesa seduta psicanalitica di un popolo. Siamo dentro la crisi incubata negli anni ’90, all’alba dell’ennesimo colpo di stato, mentre pulsano le ferite del frammentario decorso post coloniale, e si moltiplicano gli equivoci ontologici e le ossessioni politico-sociali, e il senso di una ‘colpa’ imputridita dietro omertose simulazioni di solidarietà nazionalistica.


di Sarah Panatta
 
 
ANALISI INCROCIATE
  CARTOLINE DA BRUXELLES (7)


Un’approfondita lettura critica che intreccia e confronta le visioni, i motivi ispiratori, le linee guida della scrittura in versi del poeta ungherese e di quello di Marradi. Due autori che sono stati, all’inizio del XX secolo, i principali esponenti del rinnovamento in senso modernistico della poesia dei rispettivi paesi. L’italiano in una chiave post-rimbaudiana, il magiaro in una chiave post-baudelaireiana.


di Endre Szkárosi
 


“La recette du pigeon à l’italienne” è il terzo romanzo-inchiesta di Alain Berenboom, ambientato nel dopoguerra belga. Oggetto dell’indagine letteraria la comunità degli immigrati italiani, in una storia complessa che finirà dalle parti di Marcinelle dove, nel 1956, sarebbe avvenuta la nota, tragica strage di minatori. A quel disastro fa riferimento un graphic novel dell’italo-belga Sergio Salma, mentre nella mostra “Manifesta 9”, quest’anno organizzata a Genk, i materiali esposti hanno posto il problema dell’uso pubblico della memoria in relazione alle vecchie e nuove migrazioni.


di Daniele Comberiati
 
  ALAIN MABANCKOU
 
 


Il romanzo “Domani avrò vent’anni” dell’autore congolese franco-americano, ha per protagonista una sorta di bambino-prodigio, Michel, evidente proiezione autobiografica dello scrittore, che si aggira con sguardo ironico e picaresco nei meandri pubblici e privati della repubblica africana dominata, negli anni ’80 e ’90, da una dittatura-fantoccio legata a interessi di sfruttamento imperialistico. Una narrazione totemica e sentimentale dell’oggi che è ieri, al di qua della/nella savana abitabile.


di Sarah Panatta
 
 
  LETTERATURA E POLITICA
 
 


Il massimo scrittore tedesco vivente a 84 anni non dismette il suo ‘engagement’ e la sua vocazione di autore controcorrente. Così, di recente ha pubblicato, sul quotidiano tedesco Süddeutsche Zeitung, un paio di testi in versi che hanno suscitato un vespaio di polemiche. Soprattutto il primo che denunciava il silenzio dell’Occidente sul minaccioso arsenale nucleare di Israele. Mentre il secondo accusa l’Europa e, innanzitutto, la Germania della vergogna di lasciare alla bancarotta la Grecia, culla dello spirito e del pensiero europei.


di Alberto Scarponi
 
 
Sommario

Il contatore dei visitatori Shiny Stat è attivo da dicembre 2006