JENNIFER EGAN
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DE SADE
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DANIEL ALARCÒN
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Un’opera-rock che rivomita l’umanità nichilista dagli anni ’80 a oggi
“Il tempo è un bastardo” è il quarto romanzo della quarantenne scrittrice americana, recente vincitrice del prestigioso Premio Pulitzer. È un libro di caratura narrativa disgregata e filosofica, che setaccia le derive della tardomodernità ‘wasp’ d’oltreoceano. Il ritmo narrativo corre dentro un panorama antropologico affastellato e ipernevrotico. Cicatrici di vite possibili, ondate desideranti e deliranti che danno luogo ad una sorta di caotico ‘ritorno al futuro’.
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di Sarah Panatta
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L’illuminismo laico e radicale del grande libertino
Presso Stampa Alternativa, per le cure di Stefano Lanuzza, appare il volume “Français, encore un effort si vous voulez être républicains”, estratto da “La philosophie dans le boudoir” e riproposto come un testo che, ragionando sul rinnovamento etico e civile della società francese, sembra quasi ‘professare un sorta di comunismo estremo’. Il Divin Marchese dal fondo della sua prigione-manicomio sapeva distinguere tra gli eccessi del suo immaginario erotico e le poche, essenziali leggi necessarie per una ricostruzione politica republicana in opposizione agli abusi della monarchia assoluta.
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di Antonino Contiliano
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Tra favola e guerra, un incubo orripilante e comico
“Radio Città Perduta” è l’assai apprezzato e premiato romanzo del 35enne scrittore di origine peruviana, ma che vive negli Stati Uniti da quando era bambino. Questo libro ruota intorno allo spaesamento, al silenzio, al senso di assurdo indotto da una indecifrabile situazione di conflitto civile, in cui si trovano a vivere quattro personaggi, a cui in un modo o in un altro è stata interdetta la parola. È una storia che, con una scrittura potente ed audace, si svolge in un paese senza nome e senza identità, come precipitato in un’angosciosa temperie di ascendenza orwelliana.
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di Rossella Grasso
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ADDII
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CHARLES BUKOWSKI
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APPELLO
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Wislawa Szymborska: la tagliente leggerezza della poesia
È morta a 88 anni la squisita poetessa polacca, vincitrice nel 1996 del Premio Nobel. Nell’intero arco della sua esistenza e della sua luminosa parabola letteraria, ha testimoniato con acuta intelligenza e indefettibile umorismo le virtù preclare di un’ars poetica sempre vigile e accorta, capace di raccordare il piano quotidiano, privato del vivere con i nodi della memoria e della storia. I suoi versi esibiscono un realismo intimista che anima un dialettico confronto con la realtà e ne sono un’interpretazione e uno scavo sempre lucidi e ironici.
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di Massimo Giannotta
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Chinaski era un nazista?
Una riflessione sul personaggio alter-ego dello scrittore tedesco-americano e sul suo rapporto politicamente scorretto, in sostanza anarcoide con il nazismo. È un lato controverso del côté autobiografico di questo autore, su cui da noi si è messa la sordina e che a volte è stato censurato. Come nel caso del racconto fantapolitico “Svastika” presente nella raccolta “Tales of Ordinary Madness” (1983), escluso nell’edizione italiana di “Storie di ordinaria follia”.
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di Lorenzo Spurio
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Mobilitiamoci per la libertà della poetessa colombiana Angye Gaona
Una poetessa argentina che vive in Francia, Cristina Castello, e il suo editore, André Chenet, si appellano alla comunità letteraria e culturale internazionale perché sostenga la causa della 31enne autrice di Bucaramanga che, falsamente accusata di traffico di droga e di ‘ribellione’, è attualmente sotto giudizio e rischia fino a 20 anni di carcere. La sua vera ‘colpa’ in realtà è il suo impegno poetico di solidarietà con le migliaia di detenuti politici del suo paese e con i lavoratori che in Colombia si battono per creare un’organizzazione contro gli assassinî e le ‘sparizioni’ perpetrate da forze di polizia, esercito e squadroni della morte.
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PATRIK OUREDNIK
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MONOGRAFIE
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SGUARDI SUL PARAGUAY
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Lo spaziotempo del Novecento come pura entropia
“Europeana. Breve storia del XX secolo” è l’ultimo libro dello scrittore praghese trapiantato a Parigi, accolto da vivaci reazioni tra detrattori e incondizionati ammiratori. Si tratta di un tentativo di lettura anti-ideologica, quasi meramente elencatoria degli eventi e fatti, anche minimi, che hanno contrassegnato lo scorso secolo, mostrando insieme il nonsenso di un qualsiasi racconto storico, ma d’altra parte fornendo lo stimolo a ciascuno di istituire le proprie connessioni, di ritagliarsi il proprio, autonomo percorso critico e interpretativo.
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di Massimo Giannotta
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Il Futurismo visto e sviluppato al di fuori dell’Italia
È uscito, presso l’editore tedesco De Gruyter, “International Yearbook of Futurism Studies”, il primo di una serie di volumi dedicati alla ricezione e alle diramazioni del movimento d’avanguardia poliartistica promosso da Filippo Tommaso Marinetti all’estero. Questo libro iniziale si concentra in particolare sugli itinerari futuristi che proliferarono nell’Europa centrale e orientale, dalla Bulgaria e la Polonia all’Ungheria, la Romania, la Cecoslovacchia, fino alla Lettonia, all’Ucraina e alla Georgia.
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di Simona Cigliana
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Il paese dove le donne fumano sigari
Una rassegna informativa sui pochi libri ed autori che si sono occupati a vario titolo in Italia della nazione latino-americana che era e rimane ‘non di moda’ per la nostra editoria. A partire da un volume settecentesco di Muratori sulle missioni dei gesuiti, passando per le “Lettere mediche” delle escursioni ottocentesche di Paolo Mantegazza e per un romanzo di Emilio Salgari, per giungere all’opera di viaggio di Arnaldo Fraccaroli, ad un saggio di Cancogni e Boris, fino a una più recente antologia narrativa di sedici autori contemporanei uscita nel 2001. Ma nel complesso c’è un grande disinteresse per una realtà in via di molteplice sviluppo, sociale e culturale, che sarebbe meritevole di ben altra attenzione
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di Maria Gabriella Dionisi
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Sommario
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