INTERVISTE

 
MBACKE GADJI


Lo scrittore senegalese ha lasciato da quasi trent’anni l’Africa, giungendo prima in Francia e poi stabilendosi in Italia. Il viaggio della migrazione è per lui un’occasione di crescita e di contronto tra culture diverse. Sentirsi cittadini del mondo attraverso un meticciato letterario che significa elaborare testi di matrice africana, ossia di memoria e struttura orale, epperò scritti in una lingua di adozione, ovvero l’italiano.

di Sarah Panatta
 
JEAN FLAMINIEN


A colloquio con l’autore francese, attualmente residente a Madrid, venuto in Italia per partecipare ad un convegno ai Castelli Romani. Nei suoi trascorsi un’attività di diplomatico, ma anche una conoscenza e la pratica della meditazione orientale. La sua visione poetica postula una scrittura che si divincoli dalla alternativa razionale/irrazionale e che sappia con i suoi mezzi fragili che sono, poi, i più forti, esplorare il mistero e arricchire di suggestioni e sensibilità la vita dello spirito.

di Vincenza Fava
 
ANTONIO TABUCCHI (1943-2012)


A breve distanza dalla morte (lo scorso marzo a Lisbona) dello scrittore pisano, riproponiamo un’ampia conversazione avuta con lui nel 1999 e originariamente pubblicata su Lettera Internazionale. Il creatore di “Piazza d’Italia”, “Sostiene Pereira”, “Notturno indiano”, “La testa perduta di Damasceno Monteiro” racconta la sua scaturigine toscana, il casuale e, insieme, fatale incontro con la letteratura portoghese e con Pessoa, i suoi esordî letterari e come poi si è sviluppata e articolata la sua vena narrativa, fino ad arrivare a scrivere il romanzo “Requiem” direttamente in portoghese. Quasi a dimostrare che in ogni narratore c’è una ‘confederazione’ di anime, anche linguistiche.

di Alberto Scarponi
 
GIOVANNI SPAGNOLETTI – FRANCO NERO


Nel 1982 moriva a soli 36 anni lo straordinario regista, capofila con Kluge, Herzog e Wenders del nuovo cinema tedesco del decennio Settanta. Ce ne parla un critico e importante studioso che è stato un ‘fassbinderologo’ della prima ora. Secondo lui è “Berlin Alexanderplatz” il film-summa della sua breve, ma intensissima e straordinaria carriera. In coda l’attore italiano, tra i protagonisti di “Querelle de Brest”, racconta come lo incontrò, l’estrema timidezza del personaggio e la promessa di girare altre tre pellicole assieme che Rainer non poté mai mantenere.

di Alessandro Ticozzi
 
STEFANO LANUZZA


Lo studioso che ha firmato un libro assai lodato – “Maledetto Céline – un manuale del caos” (Stampa Alternativa) – ragiona, di sponda con le letture critiche del suo volume, sui nodi intellettuali, politici, culturali e ideologici ancora brucianti, urticanti e scomodissimi dello scrittore francese. Senza dimenticare che si tratta di un autore di immenso talento, un irregolare costituzionalmente inadatto ad essere incasellato a destra o a sinistra. Le sue inaccettabili tirate razziste non a caso si sposano spesso a reboanti proclami para-comunisti.

di Aline Cheveux
 
GLI ARTISTI E IL WEB


Un progetto di indagine documentaristica sui cambiamenti indotti dalla Rete nell’ambito dell’attività creativa largamente intesa. Da svolgere attraverso una serie di colloqui con varî protagonisti della ricerca artistica e da incominciare a ‘postare’ online. Si incomincia con il direttore delle Reti di Dedalus, Marco Palladini, che riflette sui temi che sono stati al centro del recente convegno “Letteratronica”.

di Iolanda La Carrubba
 
Sommario

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