TEATRICA
 
  KINKALERI
 
 


Una sofisticata esegesi critica dello spettacolo “Fake For Gun No You”. Dove i paradigmi del teatrodanza della compagnia toscana vengono letti attraverso il ‘nuovo realismo’ teorizzato dal filosofo Maurizio Ferraris e i corpi dei due performer Simona Rossi e Jacopo Jenna vengono visti come icone post Foucault di un finire ed essere sfiniti su cui si riarticola il gioco scenico.


di Paolo Ruffini
 
     
SHORT THEATRE 2012
TEATRO E CRITICA (9)


Sguardi traversi sulla manifestazione romana che si è svolta negli spazi della sala India e della Pelanda al Macro. Tra i lavori visionati: “L’omosessuale o la difficoltà di esprimersi” di Copi, per la regia di Andrea Adriatico; la “Utopia” politico-clownesca di Leo Bassi; “Misterman” dell’irlandese Enda Walsh, allestito dalla compagnia toscana CapoTrave; i giovani napoletani di Punta Corsara in “Petitoblok (Il baraccone della morte ciarlatana)”. E due proposte performative-concettuali provenienti dalla Spagna: “Y Por Qué John Cage?” di Jorge Dutor e Guillem Mont de Palol, e “Experiencias con un desconocido” di Sonia Gomez, un esperimento antropologico-artistico, interessante dal lato progettuale, ma deludente sul piano scenico.


di Marco Palladini



Un quarto di secolo fa, nel 1987, si tenne ad Ivrea il Convegno per un Nuovo Teatro intitolato “Memorie e Utopie”. Convegno che intendeva riflettere e fare un bilancio artistico a vent’anni dal precedente, storico Convegno di Ivrea del 1967 che fu la prima grande assise dell’avanguardia scenica italiana. Pubblichiamo qui il discorso pronunciato da una delle componenti del già allora famoso gruppo di Cesena, poi diventato nei decenni successivi una delle più importanti realtà della ricerca teatrale internazionale. Si tratta di un vibrante e ancora ‘scandaloso’ manifesto di radicale estetica anti-moderna e anti-teatrale, di orgogliosa rivendicazione di auto-esclusione, di dissomiglianza, di negazione di qualsivoglia dialettica.


di Soc. Raffaello Sanzio
     
NAPOLI TEATRO FESTIVAL
  TEATRO E CRITICA (8)


Alcuni spettacoli visti all’importante manifestazione teatrale partenopea. Il grande, settantenne regista americano ha allestito “The Makropulos Case” del drammaturgo boemo Karel Capek, interpretato dalla carismatica Sonia Cervena, primattrice del Teatro Nazionale di Praga. Davide Iodice ha presentato “Un giorno tutto questo sarà tuo” intrecciando, tra privato e storia, il vissuto di un paio di generazioni italiane. Alessandro Maggi ha diretto “Igiene dell’assassino”, tratto dall’omonimo romanzo d’esordio di Amélie Nothomb: un gioco di massacro tra un vecchio scrittore Premio Nobel e una petulante intervistatrice, magistralmente recitato da Eros Pagni.


di Titti Danese
 


Un quarto di secolo fa, nel 1987, si tenne ad Ivrea il Convegno per un Nuovo Teatro intitolato “Memorie e Utopie”. Convegno che intendeva riflettere e fare un bilancio artistico a vent’anni dal precedente, storico Convegno di Ivrea del 1967 che fu la prima grande assise dell’avanguardia scenica italiana. Pubblichiamo qui l’intervento di uno dei promotori dell’incontro, noto traduttore e critico, che rifletteva sull’ulteriore degrado qualitativo e culturale del teatro ufficiale e sulla necessità per i nuovi teatranti di uscire dalla persistente marginalità. Ragionando quindi sulla necessità di recuperare i classici senza più ‘dissacrazioni’ di maniera e di impostare una drammaturgia contemporanea in stretta connessione con la prassi scenica.


di Ettore Capriolo
     
TEATRO E CRITICA (7)
DANIELE TIMPANO
“FRATELLO DEI CANI”


Un quarto di secolo fa, nel 1987, si tenne ad Ivrea il Convegno per un Nuovo Teatro intitolato “Memorie e Utopie”. Convegno che intendeva riflettere e fare un bilancio artistico a vent’anni dal precedente, storico Convegno di Ivrea del 1967 che fu la prima grande assise dell’avanguardia scenica italiana. Pubblichiamo qui l’intervento di uno studioso e critico che, in un intervento di forte spessore teorico-filosofico, ragiona sull’alterità teatrale, sull’essenza del teatro ‘altro dal teatro’ ossia sul teatro della ‘differenza’ che in tanto riesce a stabilire la sua originaria politicità in quanto afferma un’etica della singolarità che non scende a patti né con lo Stato né col mercato.


di Maurizio Grande


Il 38enne autore-attore romano ha inscenato uno spettacolo sul sequestro e sull’assassinio, da parte delle Brigate Rosse, di Moro. Ma non è un lavoro commemorativo o ‘d’impegno sociale’ o politicamente corretto. È un’immersione nella barbarie ideologica, da cui far scaturire in forma grottesca una riflessione tragica sulla morte: la sua, la nostra, quella del leader democristiano. In tal senso la sua scrittura drammaturgica e scenica si distacca nettamente da quella di Dario Fo, legato all’utopia, alla speranza rivoluzionaria: lui non coltiva illusioni, né ha certezze, si fa carico dei mali del mondo semplicemente perché gli appartengono.


di Alfio Petrini


Con il sottotitolo “(Pasolini e l’odore della fine)” è andato in scena al Teatro Centrale Preneste di Roma lo spettacolo di Marco Palladini incentrato sui conflitti psico-familiari ed esistenzial-politici del poeta bolognese. Ne sono stati interpreti lo stesso autore con l’attore Fabio Traversa e col musicista e cantante Amedeo Morrone. Come madre idealizzata e irraggiungibile compare anche Cinzia Villari in uno dei video girati da Iolanda La Carrubba.


di Vincenza Fava
     
  TEATRO E CRITICA (6)
 
 


Un quarto di secolo fa, nel 1987, si tenne ad Ivrea il Convegno per un Nuovo Teatro intitolato “Memorie e Utopie”. Convegno che intendeva riflettere e fare un bilancio artistico a vent’anni dal precedente, storico Convegno di Ivrea del 1967 che fu la prima grande assise dell’avanguardia scenica italiana. Pubblichiamo qui l’intervento di uno dei promotori dell’evento, attivo regista e teorico, che svolse una ponderosa relazione ricca di echi filosofici. Passando da Nietzsche, commentato da Roberto Calasso, a Karl Jaspers, da Hölderlin a Grotowski, a Maurizio Grande. Ché ‘l’origine della tragedia’ non è un problema estetico, ma della conoscenza dell’Occidente e fortemente implicato con la deriva post-tragica e filo-tecnologica della ricerca teatrale della fine del Novecento.


di Edoardo Fadini
 
     
TEATRO E CRITICA (5)
  TEATRO E CRITICA (4)


Un quarto di secolo fa, nel 1987, si tenne ad Ivrea il Convegno per un Nuovo Teatro intitolato “Memorie e Utopie”. Convegno che intendeva riflettere e fare un bilancio artistico a vent’anni dal precedente, storico Convegno di Ivrea del 1967 che fu la prima grande assise dell’avanguardia scenica italiana. Pubblichiamo qui l’intervento di uno dei promotori dell’evento, forse colui che più incarnava la figura del critico come sperimentatore di pensieri e di visioni, di intuizioni e di brillanti sintesi classificatorie. Il suo intervento riassume i passaggi cruciali e problematici di tre decenni di teatro per riaffermare la necessità di riannodare l’essenziale rapporto tra artisticità, eticità e politicità.


di Giuseppe Bartolucci
 


Un quarto di secolo fa, nel 1987, si tenne ad Ivrea il Convegno per un Nuovo Teatro intitolato “Memorie e Utopie”. Convegno che intendeva riflettere e fare un bilancio artistico a vent’anni dal precedente, storico Convegno di Ivrea del 1967 che fu la prima grande assise dell’avanguardia scenica italiana. Pubblichiamo qui l’intervento di uno dei protagonisti della prima scena di ricerca romana degli anni ’60-’70, tuttora attivo, che già al tempo avvertiva l’usura della formula ‘nuovo teatro’ e, in linea con le posizioni di Pasolini, dichiarava la sua opzione anti-moderna e anti-novità, contro la banalizzazione modaiola del ‘nuovo’ fatta propria dalla società di massa. Rovesciando la tradizionale ‘verità’ della finzione, nella finzione della ‘verità’, come gesto forte, radicale, dal ‘basso’, di tragicità ritrovata.


di Pippo Di Marca
     
TEATRO E CRITICA (3)
  TEATRO E CRITICA (2)



Un quarto di secolo fa, nel 1987, si tenne ad Ivrea il Convegno per un Nuovo Teatro intitolato “Memorie e Utopie”. Convegno che intendeva riflettere e fare un bilancio artistico a vent’anni dal precedente, storico Convegno di Ivrea del 1967 che fu la prima grande assise dell’avanguardia scenica italiana. Pubblichiamo qui l’intervento di uno degli organizzatori dell’incontro, il critico Franco Quadri. Una lucida analisi, la sua, tra pessimismo dell’intelligenza e ottimismo della volontà. Da una parte la convinzione di agire a margine di un’attività marginale per la cultura nazionale come quella teatrale. Dall’altra la visione di un paese ricchissimo di teatro, ma incapace di amministrarlo, a cui additare la risorsa del ‘laboratorio permanente’ e la necessità di ‘costruire’ degli spettatori pensanti.


di Franco Quadri
 


Quasi un quarto di secolo fa, nel 1987, si tenne ad Ivrea il Convegno per un Nuovo Teatro intitolato “Memorie e Utopie”. Convegno che intendeva riflettere e fare un bilancio artistico a vent’anni dal precedente, storico Convegno di Ivrea del 1967 che fu la prima grande assise dell’avanguardia scenica italiana. Pubblichiamo qui la lettera che il fondatore dell’Odin Teatret, impossibilitato ad essere presente, inviò al critico Franco Quadri che la lesse in pubblico. Il grande regista italo-danese richiama la necessità di un reciproco rispetto ed accettazione tra teatri diversi e invita a non ragionare ‘per categorie, per stili, per tendenze’, ma ad aprirsi all’ascolto delle tradizioni orientali e alle esperienze difficili della scena latino-americana.


di Eugenio Barba
     
  VIDEOCULT: “KING LEOR”
 
 


Segnaliamo un documento video di notevole importanza culturale, uno dei pochi in grado di contrastare la dimenticanza che ha colpito il lavoro di Leo de Berardinis. Si tratta di “King LeoR”, un documentario girato nel 1996 durante le prove dello spettacolo “King Lear n° 1” e fatto circolare su YouTube, sotto licenza Creative Commons, dal produttore Raffaele Rago e dal gruppo di registi (Emiliano Battista, Patrizia Stellino, Silvia Storelli) che lo ha realizzato.


 
 
     
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