LUOGO COMUNE
DIARIO AQUILANO (1)
“Poetronics”:
la transumanza
della cultura


      
L’ormai storica rassegna dedicata alla ricerca poetronica e performativa è migrata quest’anno a Casa Onna, ovvero presso il paese più colpito dal terribile sisma del 2009. Come hanno voluto le organizzatrici Anna Maria Giancarli e Alessandra di Vincenzo, la manifestazione è stata un fiotto di musica, parole e immagini contro il silenzio che tuttora avvolge il capoluogo abruzzese. Tra i partecipanti di questa edizione Pasquale Panella, Valerio Magrelli, Mara Cantoni, Giovanni Fontana, Sonia Bergamasco, Ilaria Drago, con l’esibizione finale di Lello Voce.
      



      

di Federica Rigliani

 

 

“Aprile è il mese più crudele, genera lillà da terra morta…”, dice T.S. Eliot in La terra desolata.

Quello del 2009 è stato il più crudele dei mesi per la città dell’Aquila e per la sua provincia, il devastante terremoto ha generato crepe, squarciato sentimenti, distrutto vite e irrigato la terra del sangue caldo dei nostri morti. Un Aprile senza primavera, scrive la poeta aquilana Anna Maria Giancarli, una primavera rimasta sotto le macerie e noi, inerti e inermi spettatori della nostra sorte, sbigottiti e annientati nei pensieri e nell’animo, non abbiamo potuto guardarla, annusarla, goderla. Tutto si è interrotto: cancellate le vite e le vie, ristretti i percorsi, distrutti gli itinerari. Ogni cammino è stato stravolto e le strade, sepolte da pietre e calcinacci, restano ancora oggi chiuse da transenne.

Tutto delimitato, circoscritto, ristretto. Sbarrato.

Non era un incubo. Quando abbiamo capito che non ci saremmo ri-svegliati in una realtà diversa da quella che vedevamo abbiamo ripreso a respirare quest’aria pulita e ricominciato a pensare, e qualcuno, con in testa ancora forte il ronzio dello stordimento, ma con tenacia e caparbietà, ha voluto affidare alla parola il compito di ricostruire.

 

È così che grazie a Internet, all’indomani del sisma si è costituito un grande movimento solidale, Poeti Italiani per l’Abruzzo e L’Aquila, da subito presente sul territorio con letture di poesie nelle tendopoli degli sfollati. Un progetto nato grazie alla volontà della Giancarli e all’invito da lei rivolto ai poeti italiani perché dessero voce ai turbamenti, allo sconcerto, alla paura. Poeti contro la dimenticanza e l’oblio in quelle che prima erano strade di un centro cittadino di notevole bellezza urbanistica e di vivo fermento culturale, oggi più simili a segmenti di labirinti che non portano a nulla e tendenti a scomparire anche dalla memoria. Come sta succedendo a me.

I testi pervenuti sono stati raccolti nell’antologia La parola che ricostruisce (Edizioni Tracce, Pescara 2010) di cui la Giancarli è curatrice,  con l’intento di raccogliere testimonianze e mantenere alta l’attenzione sulla questione aquilana e sulla necessità di recupero del nostro grande patrimonio culturale”, come lei stessa afferma.





Onna, dove si è tenuta l'edizione di quest'anno di Poetronics


Nasce anche, qualche mese dopo il terribile sisma, A 24 la strada continua, ulteriore passo di un connubio solidale e filo rosso di collegamento culturale e ideale tra Roma e L’Aquila, grazie stavolta al lavoro ideativo e organizzativo del poeta romano Michele Fianco. È metaforicamente una linea di continuità dalla città-metropoli al cratere attraverso l'autostrada A24, appunto, una strada da percorrere soprattutto con la cultura, per risvegliare e ridestare le menti di noi aquilani, martoriate dalla natura, dalla politica e dalle passerelle televisive.

E la Giancarli la prende quella strada, e la percorre insieme alla figlia, Alessandra Di Vincenzo, per inseguire obiettivi e sogni, perché vuole che la XIV Edizione di Poetronics, una delle molte iniziative di cui è curatrice, non si interrompa, non resti nella polvere che qui ancora ci fa respirare male, non venga sommersa dal silenzio assordante seguito a tanto fragoroso rumore. Una manifestazione poetica importante Poetronics, che ha portato negli anni i più grandi poeti e musicisti a collaborare con l’associazione culturale aquilana Itinerari Armonici. Sì, perché lo studio di Poetronics, che vide la prima edizione il 25 luglio del 1995, ruota intorno ai diversi linguaggi espressivi di cui la manifestazione si compone: parola, suono e immagine. Una ricerca poetica ma anche elettronica, che dà voce al suono e scansione alle immagini nel tentativo di far incontrare in modo nuovo espressioni che, da sempre, viaggiano sul ritmo. Indaga nuove forme creative, quelle che la tecnologica offre con il digitale per esempio, in un era in cui l’informatica si presta a nuove elaborazioni. Cerca confronti su un territorio in cui lo scontro può diventare inevitabile fiammella creativa, un la verso l’oltre dei confini.

Roberto Dodati, Otto Laske, Agostino di Scipio, Fausto Razzi, Riccardo Dapelo, sono alcuni tra i compositori delle passate edizioni. Mario Lunetta, Mariano Baino ed Edoardo Sanguineti, protagonista dell’edizione del 1997, sono alcuni tra i poeti che hanno dato i loro versi, portati sulla scena da attori e attrici presenti con la voce e con il corpo sullo sfondo di una danza di immagini e di note.

 

Dopo il terremoto non c’era più una città ad accogliere Poetronics, né luoghi a ospitarla. L’ultima edizione aquilana si era tenuta presso l’oratorio di San Giuseppe dei Minimi, nel cuore della città. Un cuore che ancora non ha ripreso a battere.

Così, grazie a diversi poeti invitati nelle precedenti edizioni, alla loro volontà e alla loro passione, frutto di una collaborazione duratura e di una stima reciproca indiscutibile, Poetronics viene soccorsa e rianimata: il lavoro di tutti la rimette insieme e la posiziona lì, all’imbocco della A24, in cammino verso un esilio necessario e obbligatorio. E al pari dei cittadini dislocati e allontanati dalla loro comunità, Poetronics si fa viaggio e parte. Una transumanza della cultura e della poesia, un allontanamento per r-esistere, per continuare ad esserci. Come avevano fatto già i nostri pastori.

Così, nel 2009, per la prima volta, trova il suo luogo fuori dalla città che l’ha sempre ospitata e la cornice del Teatro Cassia di Roma diventa palcoscenico della XIV edizione.

Ma alle case si fa sempre ritorno, e Poetronics è tornata quest’anno per approdare il 23 settembre a Casa Onna, nello sfondo del paese più colpito dal sisma. Un’edizione senz’altro meno corposa se paragonata alle precedenti, ma sempre di qualità e di grande valore, ancor più se inquadrata nella complessità e nell’enorme difficoltà nelle quali si è mossa. Direttrice artistica dell’iniziativa per Itinarari Armonici, la Giancarli si commuove quando dice: “Abbiamo dovuto superare molti ostacoli…. Ma è importante e fondamentale riattivare le ricchissime articolazioni espressive che operavano in città”.

Un’edizione ancor più importante quindi, proprio per il difficile contesto.





Ennio Di Vincenzo, Farfalla, 1973 (tecnica mista, quadro-oggetto legno dipinto, cristallo)


Un programma in cui “proiezione di video su musiche realizzati da validissimi compositori, registi, poeti e interpreti del panorama italiano – nei quali i testi poetici, elaborati elettronicamente, insieme alle immagini, inventano un connubio creativo tra i tre linguaggi, con l’intento di ri-marcare la fragilità dei confini tra di essi e la tensione espressiva che si attiva lungo i percorsi della libera ricerca”, sostiene Alessandra Di Vincenzo, organizzatrice dell’evento.

Altrove con il suo nome, di Pasquale Panella, Inferi, di Mara Cantoni, dal mare, lungo il fiume, di Valerio Magrelli,  Talking k[NOT]s - I Quipus della Memoria, di Anna Maria Giancarli e Habeas Corpus, di Hermes Intermedia sono i testi elettronici intorno ai quali viaggiano e si modificano le immagini dei corrispondenti video. I progetti visivi e la regia dei filmati sono stati firmati rispettivamente da Silvia Di Domenico e Domenico Landini sul testo di Panella; Mara Cantoni, Luigi Ceccarelli, Silvia Lelli, e Roberto Masotti per Inferi; Antonio Capaccio per dal mare, lungo il fiume; Domenico De Simone sul testo della Giancarli; Giovanni Fontana, Antonio Poce, Giampiero Gemini e Valerio Murat per Habeas Corpus. Le voci di Sonia Bergamasco e Ilaria Drago hanno mescolato i ritmi e danzato sulle immagini, mentre un eccellente Giovanni Fontana, ha affiancato alla voce la presenza fisica in scena e la forza del suo corpo.

 

La performance conclusiva dell’evento è affidata ai versi della poesia di Lello Voce, il primo poeta-performer a introdurre in Italia il Poetry Slam, poesia orale, sonora e dinamica. Genere apprezzato in America, Canada Inghilterra e Germania, negli ultimi anni si sta ricavando uno spazio importante anche nel panorama poetico italiano. La sua Piccola Cucina Cannibale è uno spoken word a cui Frank Nemola presta il suono di tromba, filicorno, elettronica e tastiere.

Musica, parole e immagini contro il silenzio. Un silenzio assordante, infatti, è ancora oggi ciò che più colpisce chi arriva nella nostra città. Proprio con questa riflessione apre Lello Voce, pochissime parole sul silenzio che lo ha avvolto quando, disobbedendo, ha oltrepassato la Zona Rossa del centro storico. Racconta così il suo sgomento. Senza parole. Difficile trovarne, dice.

Poetronics ha voluto squarciare questo silenzio, perché ogni voce potesse farsi eco e risuonare con forza e determinazione: “non volevamo che all’Aquila si spegnesse un’area di sperimentazione, ormai riconosciuta e apprezzata in Italia, e ci siamo riuscite”, concludono soddisfatte Anna Maria Giancarli e Alessandra di Vincenzo, “convinte che qualsiasi rinascita e ricostruzione trovi linfa e vitalità nella vera cultura, che alimenta il pensiero e la riflessione su di sé e sul mondo”.

 




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