LUOGO COMUNE
MASSIMO MORI
Un’arte ‘circolare’ tra yin e yang


      
Presentato a Roma, al Lavatoio Contumaciale, un dvd del Centro per l’arte contemporanea “Luigi Pecci” di Prato, che è un riepilogo della quarantennale parabola del 67enne poliartista di origine mantovana, ma residente e operante a Firenze da molti decenni. Il video è nato in occasione della mostra “Percorsi di una ricerca pratica – Installazioni, pagine da muro, poesie visive e libri oggetto” che si è tenuta un anno fa. Nella tensione verso una sperimentazione artistica totale, appare assai significativo il rapporto occidente-oriente che si instaura attraverso la pratica del Tai Chi, che genera rigorose partiture di ‘poesia del corpo’.
      



      

di Marco Palladini

 

 

Vale la pena segnalare la recente uscita di un interessante dvd prodotto dal Centro per l’arte contemporanea “Luigi Pecci” di Prato e realizzato da Marco Zoli (Morgana Edizioni), che fa il punto sulla quarantennale parabola artistica di Massimo Mori. Il filmato è nato in occasione della mostra Percorsi di una ricerca pratica – Installazioni, pagine da muro, poesie visive e libri oggetto, che si è tenuta un anno fa (9 ottobre – 13 novembre 2010), con le presentazioni del curatore Stefano Pezzato e del critico  Stefano Lanuzza. Nel dvd che si avvale  della colonna sonora jazz del Paolo Tombolesi Trio ed è introdotto dalla voce fuori campo di Liliana Ugolini, si vede in appendice anche un’esibizione performativa di Tai Chi del gruppo “Nuovo Orizzonte”, ciò che sottolinea l’apertura di campo mentale del 67enne poliartista di origine mantovana, ma residente e operante a Firenze da molti decenni.

 

Nell’evenienza di una presentazione di questo dvd a Roma, presso lo spazio del “Lavatoio Contumaciale”, diretto da Tomaso Binga, nell’ambito della manifestazione “100mila Poeti per il Cambiamento” (24 settembre u.s.) mi è occorso di definire Mori un artista circolare. Circolare lo è Massimo in molti modi ed accezioni.

Innanzitutto, perché in lui convergono, fluiscono e rifluiscono più o meno tutti gli spiriti delle avanguardie del Novecento, da quelle ‘storiche’ a quelle ‘neo’ della seconda metà del XX secolo. La sua ricerca artistica si è espressa nel tempo nel rapporto voce-suono, nella relazione gesto-corpo, nella estrosa creazione di oggetti visivi e manufatti verbovisivi, nella produzione di scritture/grafemi, nella escogitazione di sorprendenti e spesso ironiche installazioni. Una ricerca che si è via via consolidata negli anni in una intermedialità matura e polimaterica a tutto campo. Nella sua ansia di sperimentazione sono assenti in lui, mi sembra, forse per diversa temperie generazionale, soltanto la video-art e la computer-art. è però ingrediente fondamentale del suo fare arte multipla una visione ludica, un élan di giocosità, felicemente immanente all’intero suo pensiero creativo.





Massimo Mori


In tale circolarità rientra pienamente e prepotentemente il rapporto Occidente-Oriente per il tramite della pratica del Tai Chi, di cui Mori è oggi un maestro riconosciuto. E che è una cosa, mi pare, molto diversa dall’adesione di tipo religioso al buddhismo (di cui è diventata monaca) di Giulia Niccolai, la grande poetessa d’avanguardia milanese. L’allenamento al Tai Chi non è per Massimo una ‘confessione’, è una rigorosa disciplina di mente e corpo che in lui si tramuta anche in performance fisica e visiva, quasi in partitura coreografica, utilizzando, dunque, una ritualità antica per riattivare le energie (anche creative) del presente. Con il Tai Chi egli produce una pura ‘body poetry’, ovvero una poesia che si fa corpo e, insieme, una scoperta o riscoperta del corpo che si fa poesia – basti pensare alla sua performance degli anni ’90 “Combattimento con l’ombra”.

 

Lo stigma della circolarità attiene anche alla inesausta socialità multiartistica di Mori, che dopo essere stato negli anni ’80 tra i promotori del circuito fiorentino “Ottovolante”, è da oltre vent’anni nel capoluogo toscano direttore artistico dello storico Caffè “Le Giubbe Rosse” e ultimamente anche di un suo personale spazio ‘olistico’ denominato “Area N.O.”. Da rimarcare è da sempre, in tale attività, la sua apertura anti-settaria, il suo rifiuto di fare ‘piccola tribù’ (talora incarognita), com’è tipico del mediocre panorama culturale italiota. Come se un elemento ineliminabile del suo fare etico-artistico fosse anche quello di ‘fare comunità’ tra gli artisti, ma senza esclusivismi o logiche di ‘appartenenza’ coatta. Per Massimo promuovere luoghi dove “fare-creare” insieme, interagire, solidarizzare, sinergizzarsi è un modo per uscire, orientalmente, dal piccolo sé, dal minimo ego di ciascuno, per riconoscersi in un “noi”, in una dinamica collettività di diversità bioartistiche.

 

La circolarità della “poesia in azione” teorizzata e praticata da Mori mette in connessione l’orizzonte della ‘poesia totale’ (già proclamata negli anni ’60 da Adriano Spatola) con una linea di arte ‘totale’, ma non totalizzante, cioè aperta, porosa, metamorfica. Ma l’arte totale presuppone la tensione verso un ‘uomo totale’, che non vuol dire in Mori la ricerca di una “liberazione” utopica e lontana, in qualche modo palingenetica. Ma semmai una costante ricerca di un’armonia dell’essere/ esserci hic et nunc. Il qui ed ora dello sforzo di far convivere fluidamente i più diversi aspetti creativi e culturali dell’anthropos: in una simile circolare pulsione risiede per Mori, forse, il segreto della ‘vera’ libertà.





Massimo Mori, Yin e Yang - Tavolino e sedia per l'ospite gradito, 1996


In tal senso, mi pare che l’opera probabilmente più significativa esposta alla mostra di Prato sia Yin e Yang – Tavolino e sedia per l’ospite gradito (1996), dove l’iniziale progettazione poetica verbovisiva si è tradotta in un affascinante e piacevolissimo manufatto di design, al contempo concreto oggetto d’uso quotidiano e oggetto estetico e simbolico, pieno di risonanze filosofiche e cosmico-vitali. Davvero, un piccolo-grande capolavoro, entrato nella collezione permanente del “Pecci”,  degno emblema dell’artisticità totale e circolare di Mori.    

 

 

 




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