> dal volume inedito “Faldone O”
Oggetti bizzarri
1.
(«Se quando sarete tutti spellati non vi si vedrà che
per quattro o per cinque, cinquanta volte nel
[corso di un’ora,
e la vostra complessione si
ridurrà
a sbavature da carboncini frettolosi colorati –
cantando
cantando saprete di sforbiciare,
saltando tagliare coi piedi il
contorno del giorno.
È il fosbury che vi avrà fregato, non vedrete
l’ostacolo superato
ma solo la cieca campitura del volo»).
2.
(«Altro mio me, doppio che te ne vai – ché ti ho
intravisto, sai?, prenderti le mie cose in fretta
[e
furia, sgattaiolare da casa,
in sere anòdine,
in notti senza indizi;
me che come fratello
odi, come moglie ripudi, mio me che mi detesti, mi invidi;
me che mi guardi dritto ma io
non posso,
quadratico me stesso, inconcepibile riflesso di
riflesso;
me, altro me che sei della mia morte
– e che sei in tanto morte, a volte, in quanto sei
bambino, e più di me dunque, più di chiunque
alla condizione originale,
cronologicamente vicino:
che cosa
credi abbiamo perso se diciamo che non siamo mai stati altro,
[se non questa stessa credenza?»).
3.
(«Schiacciati come mosche sotto i passi dei nani,
dall’alto vi guardiamo voi miseri
– voi che in sifoni o in
budelli di terra potrete ancora spegnere
le luci. Voi che saprete stricto
sensu il da farsi, voi che nessuna arsi, appunto,
o tesi farà oppure
[fa
calcare i piedi, vedi.
Voi che non vi muoverete
neanche
mai, vedi: voi che dove vorrai andare ci vai, che
saprete fare tutto insieme
quel che
meno ci preme, più ci attiene. Voi che dietro un velo già
accamperete la panoplia dei tempi
e, tirato giù, i loro lenti lampi, i centrifughi sensi»).
4.
poi vide il posteriore di Dio
(«Con voi vicino che potrò mai fare, voi cari affetti
dipendenti, pseudoinnocenti, voi figli-animali,
[mai sazi respingenti-richiedenti,
voi torme di
fenicotteri carnivori, sottili come il futuro ma feroci
come una storia al quadrato;
voi che venite dopo ma siete
già a fianco,
voi
ovovivipari di voi, in retromarcia biologica o storica, voi che mangiate
generazioni
[indietro;
voi troppo dintorno, voi che pure da quest’
inscendibile altissimo
prego:
lasciatemi da
solo, fatemi più aria sotto, allato»).
5.
(«Dire che Qualcosa da sempre ci manca, che siamo noi
costitutiva incompiutezza, che non
[abbiamo mai in noi
che ci risponde,
ci corrisponde, ci spetta; e dire poi
che comunque, se risponde,
[non è chi è, non dice quel che dice esattamente,
Esso,
né
vagamente; e che non seda niente:
ansie epistemiche, dolori morali, tantomeno deficienze
[essenziali;
è come dire, allora: ci
manca quel che ci manca,
non abbiamo né
avremo quel che non avremo, non abbiamo: non siamo noi mai
[quello
che non siamo.
Il Dio contemporaneo, il Dio che non è pieno, fa la
grammatica della nostra mancanza:
ma è appunto
solo
[quello, temo: tautologia negativa –
o anzi: impietosa recidiva,
coltello
d’etere nella piaga-urgenza»).
6.
«Qualsiasi cosa [rifarei della mia vita], tranne la
psicoanalisi. Tranne la psicoanalisi».
(«Angelo in antibiosi, che custodisci me fagicamente, che tiranneggi in osmosi monodirezionale;
[angelo
che fra noi
non c’è lo spazio, ma saldatura ovale, a strettura di clessidra orizzontale;
angelo
che pensi d’esser me a due
[anni o a quattro – angelo matto, invece, torre,
ruota, bagatto;
angelo ortogonale, che
varî il passo automaticamente a inceppo precisissimo del
[mio; angelo di un dio infantile, precocesenescente,
che tieni vivo me che in te mi verso; angelo
paradosso, che in tanto vali in quanto non sei niente;
angelo ridente fino a sopra il cielo tremendo,
smisurato demente»).
* Vincenzo Ostuni è nato nel 1970 a Roma dove vive e lavora. Redattore di
minimum fax, poi editor di saggistica e in seguito
direttore editoriale di Fazi, è oggi editor di saggistica e narrativa per Ponte alle Grazie.
Negli anni Novanta è stato animatore del gruppo Laboratorio Aperto di Ricerca
Poetica e della rivista Dàrsena. Nel 2004 ha
pubblicato Faldone zero-otto (Oèdipus, nella cinquina del
Premio Napoli per la poesia internazionale). Nel 2009 è stato fra i vincitori
del Premio Delfini. Il suo secondo libro, Faldone
2 (zero-venti), uscirà per Ponte Sisto
nell’autunno del 2011. Ha da poco terminato il suo terzo libro, Faldone 3 (zero-trentanove).
Ha curato Poeti degli anni Zero, numero monografico dell'Illuminista
(il 30 del 2011) che antologizza tredici autori contemporanei. È redattore del Caffè
illustrato e collaboratore di alfabeta2. È inoltre fra gli animatori
del collettivo TQ e della rassegna ESCargot all’ESC
di Roma.