LIBROSFERA
MIX - NEWS
LUGLIO 2011

a cura di Massimo Vecchi

   

AMAZON

Il nuovo ebook sorpassa

il vecchio libro di carta

 

E alla fine, l’evento tanto temuto è arrivato. Nelle vendite della libreria Amazon, la storica, colossale libreria online, aperta a Seattle da Jeff Bezos, gli ebook hanno superato i libri di carta. Secondo i dati resi noti, dal primo aprile scorso a fine maggio ogni 100 libri di carta, non solo quelli a copertina rigida, ma anche i tascabili, si sono venduti 105 libri elettronici realizzati per il Kindle, il lettore che Amazon produce dal 2007. Lo store degli ebook di Amazon contiene 950mila titoli, quello tedesco, che dal mese scorso si è affiancato ai due Kindle store presenti sul mercato americano e su quello britannico, ne offre 650mila, di cui 25mila in lingua tedesca. In Italia, dove il mercato dei libri digitali è ancora ai primi passi, non c’è un Kindle store, ma i possessori di un e-reader Kindle possono fare acquisti attraverso il sito internet di Amazon, scegliendo in un catalogo di 4.661 titoli.

Il sorpasso avvenuto su Amazon è un segnale non piccolo di come il web (la rete) stia catturando la società mondiale. La conquista dei vari settori è avvenuta per gradi nel giro di alcuni anni ed è stata totale. In America hanno calcolato che la navigazione su internet di manager e impiegati occupa parecchie ore al giorno provocando un calo dell’efficienza che costa complessivamente milioni di dollari. A Bologna il Mulino ha organizzato un convegno sul tema Riviste e siti web di politica e cultura: una coesistenza difficile?, che sembra il tentativo di dare risposta a un altro interrogativo, più generale: siamo intellettuali o blogger?

In effetti, si pensava, o forse si sperava, che l’invasione del digitale non l’avrebbe avuta vinta su una frangia elitaria, sapiente, padrona di sé qual è quella dei lettori di libri. Ma il fascino del web è irresistibile e sono sempre più numerosi i sedotti, che a volte rischiano di scivolare nel fanatismo. Un fenomeno al quale Umberto Eco ha dedicato una sua Bustina di Minerva sull’Espresso. Eco racconta che, avendo osservato come sia alto il rischio di inesattezze poiché nel giro di tre giorni erano apparse su internet quattro notizie false su di lui, si era visto attaccare duramente e definire apocalittico, luddista, nemico del progresso. Titolo di Eco I talebani del web, sommario: «Guai a criticare internet per le bufale che talvolta diffonde: si è subito accusati di misoneismo. E invece tutto quello che serve a migliorare la qualità della Rete dovrebbe essere apprezzato».

Comunque, se fa testo quanto è emerso dal Forum dell’Unesco sul tema Il libro domani: il futuro della scrittura, svoltosi ai primi di giugno nella Villa Reale di Monza con la partecipazione di duecento addetti ai lavori eccellenti provenienti da tutto il mondo, il trionfo prossimo venturo del digitale è certo. Nei tre giorni di interventi, scrittori, editori, giornalisti, bibliotecari hanno riconosciuto, alcuni a malincuore, altri con entusiasmo, che il destino del libro di carta è ormai al tramonto. Insomma dobbiamo rassegnarci alla rivoluzione dell’ebook: gli esperti assicurano che entro qualche anno sparirà il libro tradizionale, con il suo peso, il suo colore, il gusto tattile di sfogliarlo, il profumo della carta stampata. Un po’ di rimpianto è concesso.

 

 

LA STAGIONE DEI PREMI
Scelta la cinquina dello Strega

I finalisti del Campiello

 

La seconda tappa della corsa intitolata al Premio Strega numero 65 si è disputata giovedì 16 giugno, quando la grande giuria degli Amici della Domenica è stata chiamata alla prima delle sue due votazioni, quella solitamente determinata dalle preferenze personali mentre la seconda che punta alla vittoria finale risponde ad altre esigenze (di scuderia, di antica consorteria, di tendenza letteraria?). In via Fratelli Ruspoli, nel quartiere romano dei Parioli, dove nel primo dopoguerra Goffredo e Maria Bellonci aprivano il loro salotto agli amici letterati e dove fondarono il premio con il sostegno di Guido Alberti, proprietario del liquore Strega, si sono recati 393 dei 430 Amici della Domenica, il gruppo che ha mantenuto il suo assetto, avendo rimpiazzato i suoi componenti storici portati via dal tempo, ed è via via aumentato di numero rispetto ai circa 150 iniziali, imbarcando esponenti della cultura, editori, politici, registi, giornalisti.

Al termine della giornata elettorale, svoltasi sotto la guida di Tullio De Mauro, presidente della Fondazione Bellonci, e di Antonio Pennacchi, presidente del seggio secondo tradizione, avendo vinto lo Strega l'anno scorso col suo Canale Mussolini, edito da Mondadori, la classifica dei candidati stabilita dallo scrutinio dei voti ha assegnato il primo posto a Edoardo Nesi con Storia della mia gente, edito da Bompiani premiato con 60 voti, seguito da tre nomi, tutti con 49 voti: Bruno Arpaia con L’energia del vuoto (Guanda), Mario Desiati con Ternitti (Mondadori) e Mariapia Veladiano con La vita accanto (Einaudi). Infine, completava la cinquina dei finalisti Luciana Castellina con La scoperta del mondo (nottetempo) che ha ottenuto 45 voti.

Eliminati gli altri sette concorrenti della dozzina selezionata dai dieci membri del Direttivo dello Strega un paio di mesi fa: Fabio Geda con Nel mare ci sono i coccodrilli (Dalai) fermo a 37 voti, Viola Di Grado con Settanta acrilico trenta lana (e/o) voti 20, Gino Battaglia con Malabar (Guida) voti 19, Alessandro Bertante con Nina dei lupi (Marsilio) voti 18, Giorgio Nisini con La città di Adamo (Fazi) voti 18, Lorenzo Greco con Il confessore di Cavour (Manni) voti 17 e Gilberto Severini con A cosa servono gli amori infelici (Playground) voti 12.

Si ricorda che ai voti degli Amici della Domenica si aggiungono quelli dei 30 “lettori forti” indicati da varie librerie sparse su tutto il territorio italiano e quelli espressi dalla “Dante Alighieri”, da scuole e  istituti culturali. Queste preferenze sono note: hanno votato per Mariapia Veladiano i dieci comitati italiani della “Società Dante Alighieri”, le 35 scuole romane e laziali – con le due classi di Airola (Benevento) e Cagliari – dell’Anno Stregato, il Liceo Einstein di Berlino. Anche l’Istituto Italiano di Cultura di Los Angeles ha dato la sua preferenza a Mariapia Veladiano, mentre l’Istituto di Helsinki ha votato per Viola Di Grado, quello di Vienna per Mario Desiati, quello di Pechino per Nesi, quelli di Montréal e di Tokyo per Fabio Geda. Infine, il gruppo di lettura della Casa di Reclusione di Porto Azzurro ha preferito Alessandro Bertante.

Finora, è la prima volta, non ci sono stati scontri né polemiche. Appena qualche delusione, qualche lamentazione, qualche nostalgia del passato. Per esempio Alessandro Dalai, editore di Geda, il primo dei non eletti in cinquina, ha detto che ogni anno si spera di vedere uno Strega rinnovato e invece il premio non cambia mai. In verità De Mauro, vincendo la prudenza che gli ha consigliato vari rinvii, ha fatto sapere che sono in programma per settembre alcune modifiche importanti. Quali, non si sa. Ma il bersaglio più sotto tiro è la Giuria. Non solo è vecchia per età, 67 anni di media, dicono alcuni, ma per lottizzazione, burocratizzazione, per insensibilità verso i tempi nuovi, il web, per esempio. Bisogna azzerarla e rifarla da capo, bisogna dividerla in tre blocchi che si alternerebbero a sorte nella conduzione del premio, bisogna abolire la nomina dei giurati a vita e altro ancora.

Per ora si dubita che la tregua prosegua. In attesa della sera del 7 luglio quando il Ninfeo di Villa Giulia ospiterà come al solito il gran finale dello Strega si affilano i coltelli. I rischi non mancano. Mondadori che ha vinto quattro volte di seguito facendo gridare allo scandalo anche quest’anno si presenta agguerrito con il suo Desiati e con la Velladiano edita da Einaudi che fa parte dello stesso Gruppo Mondadori. Si profila forse una guerra fratricida, che potrebbe favorire l’altro grande gruppo, la Rizzoli, in campo con il marchio Bompiani editore del più votato Nesi. Senza dimenticare Arpaia e la Castellina, che potrebbero approfittare dello scompiglio.

 

A VENEZIA S’IMPONE FERRERO

 

La giuria dei letterati del Premio Campiello, riunita a Padova a fine maggio sotto la presidenza di Roberto Cecchi, segretario generale del Ministero per i Beni e le attività culturali, ha scelto i cinque vincitori dei Premi selezione: 9 voti a Ernesto Ferrero per Disegnare il vento, edito da Einaudi, 8 voti a Giuseppe Lupo per L’ultima sposa di Palmira (Marsilio), 7 voti a Maria Pia Ammirati per Se tu fossi qui (Cairo), 6 voti a Federica Manzon per Di fama e di sventura (Mondadori), infine 6 voti nel secondo giro a Andrea Molesin per Non tutti i bastardi sono di Vienna (Sellerio). Le opere dei cinque vincitori saranno sottoposte alla lettura della grande giuria popolare di 300 persone, scelte in modo da rappresentare la società italiana, che il 3 settembre voteranno il supervincitore.

Assegnato anche il Premio Campiello Opera Prima. Nelle due precedenti edizioni era andato a due scrittrici, Cesarina Vighi e Silvia Avallone, e anche questa volta è stato attribuito a una donna, Viola Di Grado per Settanta acrilico trenta lana, edito da e/o, una esordiente appena ventitreenne, attualmente trasferitasi dalla sua Catania a Londra per specializzarsi in filosofia cinese e giapponese.

Il compito di tracciare il bilancio dell’annata letteraria è stato affidato quest’anno a Ermanno Paccagnini, docente di Letteratura italiana contemporanea alla Cattolica di Milano e critico militante, secondo il quale, dalla lettura dei 180 libri arrivati al premio, si desume che  «non è la stagione dei capolavori» anche se  «la qualità media appare discreta». Ci sono molti romanzi di giovani che parlano dei loro problemi, molte storie familiari sui temi del rapporto col padre e su quelli del dolore e della morte, alcuni romanzi storici di ambientazione risorgimentale, ispirati ai 150 anni dell’unità d’Italia. Purtroppo manca, osserva Paccagnini, la cosa più importante: «Il vero tallone d’Achille di molte di queste opere è quello della scrittura: nonostante il proliferare delle scuole di “creative writing” appare spesso irrisolto l’aspetto stilistico».   

 

 





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