LIBROSFERA
NOVITÀ - COMINCIAMO DAL PRINCIPIO
LUGLIO 2011

a cura di Massimo Vecchi

   

MARIO VARGAS LLOSA

La festa del Caprone

Traduzione di Glauco Felici

Ed. Einaudi, 2011

pp. 467, € 14,00

 

Capitolo primo

 

Urania. I genitori non le avevano fatto un favore; il suo nome dava l’idea di un pianeta, di un minerale, di tutto tranne che della donna snella e dai tratti sottili, dalla carnagione bruna e dai grandi occhi scuri, un po' tristi, che lo specchio le rimandava. Urania! Ma che bella invenzione. Per fortuna più nessuno la chiamava così, ma Uri, Miss Cabrai, Mrs Cabrai o Doctor Cabrai. A quel che ricordava, da quando era venuta via da Santo Domingo («O meglio, da Ciudad Trujillo», quando era partita non avevano ancora restituito il suo nome alla capitale), né a Adrian, né a Boston, né a Washington D.C., né a New York, nessuno l’aveva più chiamata Urania, come prima a casa sua e al Colegio Santo Domingo, dove le sisters e le sue compagne pronunciavano in modo ultracorretto l’insensato nome che le avevano inflitto alla nascita. Poteva essergli venuto in mente a lui, a lei? Troppo tardi per accertarsene, ragazza; tua madre ormai era in ciclo e tuo padre un morto vivente. Non lo saprai mai. Urania! Assurdo quanto fare quell’affronto all’antica Santo Domingo de Guzmàn chiamandola Ciudad Trujillo. Anche quella era stata forse un’idea di suo padre ?

Sta aspettando che spunti il mare dalla finestra della sua camera, al nono piano dell’Hotel Jaragua, e finalmente lo vede. Il buio scompare in pochi secondi e lo splendore bluastro dell'orizzonte, che cresce in fretta, inizia lo spettacolo che attende da quando si è svegliata, alle quattro, nonostante la pillola che aveva preso mettendo da parte le sue prevenzioni contro i sonniferi. La superficie blu scuro del mare, punteggiata di macchie di schiuma, si sta incontrando con un ciclo plumbeo sulla remota linea dell'orizzonte, e, qui,

 

Mario Vargas Llosa è nato ad Arequipa, in Perù, nel 1936. Nel 2010 gli è stato assegnato il Premio Nobel per la Letteratura. Einaudi ha in corso di pubblicazione l’intera opera. In «ET» sono disponibili: La Coso Verde, La zia Julia e lo scribacchino, La guerra della fine del mondo, I quaderni di don Rigoberto, La città e i cani, Conversazione nella «Catedral», Elogio della matrigna, Pantaleón e le visitatrici, Storia di Mayta, II Paradiso è altrove, I cucciali. I capi, Chi ha ucciso Palomino Molerò ?, Avventure della ragazza cattiva, II caporale Lituma sulle Ande e il narratore ambulante.

 

 

MICHELA MURGIA

Ave Mary

E la Chiesa inventò la donna

Ed. Einaudi Stile libero, 2011

pp. 159, € 16,00

 

Più che un’introduzione, un’intromissione

 

   Era l’8 marzo del 2009.

   Lo ricordo bene perché c’era un freddo di tale intensità che durante la notte abbiamo dovuto sollevare i tappeti di lana dal pavimento per metterli sul letto in aggiunta alle coperte. Il paese di Austis è alle pendici della Barbagia, abbastanza distante dalle spiagge da obbligarti a fare i conti con una faccia dell’isola molto diversa da quella delle cartoline estive; ma io ci stavo andando per affrontare ben altri pregiudizi. La circostanza era tra le più improbabili: la signora Lucia Chessa, sindaco del paese, mi aveva invitata a intervenire a un convegno provocatoriamente intitolato Donne e Chiesa: un marcimento possibile?, tema sul quale dovevano esprimersi anche Marinella Perroni e Cristina Simonelli, due dottoresse teologhe rispettivamente specializzate in biblistica e patristica. Io, che più modestamente ho frequentato Scienze religiose, supponevo di essere stata invitata a quel tavolo più che altro in qualità di gloria locale.

   L’umiltà avrebbe pertanto sconsigliato di andarci, ma il tema era così accattivante che non avevo saputo resistere, e fu una fortuna perché, nonostante il freddo infame, ci trovammo davanti una sala piena di donne compostamente in attesa, alcune delle quali, avendo forse frainteso la natura dell'incontro, tenevano tra le mani il rosario pronto all'uso. Al tavolo dei relatori c’era anche il parro-

 

Nata a Cabras nel 1972, Michela Murgia è stata a lungo animatrice in Azione cattolica. Ha fatto studi teologici ed è socia onoraria del Coordinamento teologhe italiane. Ha pubblicato nel 2006 Il mondo deve sapere presso Isbn, che ha ispirato il film Tutta la vita davanti di Paolo Virzì e nel 2009 Accabadora, vincitore del Premio Campiello 2010.

 

 

CATHLEEN SCHINE

Miss s.

Traduzione di Stefano Bortolussi

Ed. Mondadori, 2011

pp.164, € 17,00

 

Forse se n’è dimenticato

 

Su una remota isola al largo del Maine, appena all’interno del confine internazionale fra Stati Uniti e Canada, si erge una grande, bizzarra casa. La facciata è interamente di granito grigio perla e l’ingresso, fiancheggiato da alte colonne, si trova in cima al genere di ampia scalinata di pietra che di solito si associa agli edifici pubblici ottocenteschi. Anche se, al posto di aquile o leoni di granito, ci sono statue di enormi, compiaciuti e maestosi gatti, il palazzo potrebbe essere un ufficio postale, una biblioteca, un tribunale o addirittura un carcere. Treekape, com’è chiamata la villa, risale effettivamente al Diciannovesimo secolo, ma non è mai stata un edificio pubblico. Originariamente era l’abitazione della famiglia Treekape, e negli ultimi dieci anni è stata la sede della Treekape Artists Colony.

   Agli inizi, Treekape non era una residenza per artisti particolarmente ambita. Se è vero che o mangi questa minestra o salti dalla finestra, è anche vero che Treekape veniva considerata una struttura di second’ordine. Era stata creata da poco, si trovava a molti chilometri di distanza da tutto ed era difficilissima da raggiungere qualunque fosse il punto di partenza, richiedendo disagevoli cambi di aeroplani sempre più piccoli e, cosa ancora peggiore, una traversata di quarantacinque minuti a bordo di un traghetto malconcio e puzzolente di

 

Cathleen Schine vive a New York. Diventata famosa in Italia con il romanzo La lettera d’amore (1996), è autrice di altri successi come Le disavventure di Margaret (1998). Per Mondadori ha pubblicato L’evoluzione di Jane (1998), Il letto di Alice (1999), L’ossessione di Brenda (2000), Sono come lei (2003), I newyorkesi (2007) e Tutto da capo (2010).

 

 

 

 

 

 

 

 

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