LE VIE DEL RACCONTO
SIMONA CIGLIANA
 

 

 

Da: alfab@yahoo.it *

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   Oggetto : Comunicazioni, saluti e….  .

 

Carissimi Amici e C.,

 

immagino la vostra emozione nel ricevere questa mia. È veramente tantissimo tempo che non abbiamo più avuto modo di incontrarci. Ma voi sapete che questo intermezzo si è reso necessario in conseguenza delle misure di [sor +(persona che non dorme)+nza] prese dal Reggitore nazionale dopo l’ultima [(“rende noto”; oppure: “esprime”) + (fratello del padre) + ne]  organizzata nella [(“succede”; oppure: “accade”) +le]. Particolarmente necessaria si rende oggi per tutti noi una speciale accortezza nelle nostre modalità di [(enti minimi dell’organizzazione territoriale pubblica)+ c + (gesto; oppure: atto)]  interna. Se prima dovevamo fare attenzione, ora molto, molto di più. Perciò mi dispiace dover intraprendere questo mio [dis + (serie ordinata di lezioni)] -che tante ricadute avrà sulla vita di molti di noi- senza potervi fornire maggiori informazioni sulle sequenze di sillabe interessate delle nuove misure della [cen +  (“versetto” del Corano)]. Sembra che ormai le sequenze cancellate dall’uso quotidiano e da tutti i repertori ammontino, insieme a quelle poste sotto osservazione, a più di 500, alcune delle quali sono molto usuali, praticamente insostituibili: e il peggio è che nessuno ne conosce l’elenco completo. Possiamo dedurre, immaginare, supporre - ma non abbiamo certezze né alcuna informazione circostanziata in merito. Sapete bene che la semplice ricorrenza di una delle sequenze [in + (il verso che fa il grillo) + (lo sono le vene di marmo che poi si fanno “brillare”)] in un messaggio trasmesso attraverso il sistema della rete, attiva l’intervento di [(sostantivo inglese che indica le sequenze prodotte dalla laringe umana, al plurale) + (verbo inglese che indica attenta verifica)], il programma automatico di ricerca e [cen +  (“versetto” del Corano)] che controlla ogni giorno milioni e milioni di messaggi telematici. Il risultato è una immediata cancellazione della sequenza [p+r+o+i+b+i+t+a]; se le ricorrenze [s+o+s+p+e+t+t+e] sono più di cinque in uno stesso testo, il mittente è iscritto nel libro nero, quello dei soggetti posti sotto osservazione costante. Dopo un certo numero di segnalazioni, lo scrivente viene con le solite maniere convocato e sottoposto ai massaggi dissuasivi di cui alcuni di noi, purtroppo, hanno fatto esperienza in prima persona.  Se poi questi, nonostante tutto, persiste, entro poco tempo finisce per essere rinchiuso sine die in una delle nostre [navi romane, a remi] o per scomparire definitivamente.

 Inutile dire che la maggior parte delle  [cen +  (“versetti” del Corano)] va a ▓▓▓▓▓▓▓▓  proprio le sequenze il cui ▓▓▓▓▓▓ uso sarebbe per noi più essenziale. Per ora, come potete constatare,  credo sia ancora possibile aggirare l’ostacolo. Tuttavia, io stesso sto procedendo alla cieca, per tentativi. Non so quanto il programma sia astuto; per esempio dubito se la scansione delle sequenze in lettere separate e tenute insieme da segni matematici e/o diacritici costituisca una efficace diversione. Credo in definitiva che, tra i possibili sistemi cui potremmo ricorrere per eludere le potenzialità del programma,  la perifrasi e le risorse della enigmistica possano venirci più efficacemente in aiuto.

Nessuno si meravigli dunque per lo spessore criptico della mia prosa, che ci riporta ad un barocchismo di espressione che può far sorridere e che certo è poco funzionale rispetto alle decisioni alle quali dobbiamo dare talvolta attuazione repentina.... Ma prendiamolo come un gioco, che ci sprona a fare meglio, ad affinare i nostri strumenti e a rafforzare la nostra determinazione.  Sta a voi essere intuitivi, e cercare di indovinare sia le sequenze dissimulate che il senso di ciò che dico.

Tra quelle  [p+r+o+i+b+i+t+e], alcune sequenze sfuggono del resto, come ben sapete, al riserbo che copre la quasi totalità delle altre. La più nota si riferisce a quella preparazione culinaria che diede il nome alla [(“rende noto”; oppure: “esprime”) + (fratello del padre) + ne] del 2013 e che i controllori del Reggitore scambiarono per un acronimo volto a denominare il nostro gruppo  come «[P + (sinonimo di ”membra”) + (terminazione del participio passato, masch. sing.)] per la [I+ndi + (“inclinazione”)] dalle [(calzature di legno dei contadini, ma al femminile] e dagli [epiteto attribuito a coloro che poco si lavano] che [arr + (fiatone, respirazione ansimante  - ma scritto con un errore di ortografia)]». Gli stolti non immaginavano che il nostro pensiero non andava alla vivanda nazionale -sì, invece, all’uso gergale che di detta sequenza si fa nella città eterna, dove essa rimanda ad un gesto contundente, lo stesso che tanto ci sarebbe piaciuto collettivamente e ripetutamente affibbiare sulla figura e sui tratti del Reggitore nazionale, nonché dei suoi viscidi e disonesti fiancheggiatori e sostenitori.

Ma tant’è. L'operazione ci è riuscita solo a metà: e tuttavia, sebbene l’azione di fisica [aggr + (pronome di terza persona plurale, soggetto)+ one] sia stata bloccata dal massiccio accorso di [(prefisso che indica, in greco, il molteplice) + (sorella della madre o del padre)] - probabilmente già messa sull’avviso dalla sparizione di alcune insegne raffiguranti la tonda focaccia al [(sinonimo di "mela") + (“aureo")] e [(amputata, mutila) + r + (pronome femminile, di I pers. sing., nominativo)] che alcuni dei nostri giovani più entusiasti avevano sconsideratamente sottratto per farsene [v + (pronome di terza persona plurale, soggetto) + (“quello”, in latino medioevale)] -ebbene, nonostante ciò, il dispiegamento di [“pioppo”, in latino, dativo o ablativo singolari] è stato imponente, ed ha dimostrato ancora una volta che questo metodo funziona e che possiamo, dobbiamo precedere con continue azioni [sov + (compongono le poesie) + ve] a sorpresa, continuando a coordinarci attraverso la rete.

Ma cerchiamo, questa volta, di non generare equivoci, vigiliamo sul diffondersi di inutile  [s + (“bocca”, in latino, al caso nominativo) + (il lattante succhia quello materno)] su altre, nuove sequenze.  Per ogni sequenza caduta in disgrazia, le conseguenze possono essere incalcolabili. Avete visto, in questi ultimi anni, la sorte di tanti ristoratori e produttori e dispensatori di fast-food italiano, andati in miseria dopo la messa al bando della [fo + (attività di ricerca e uccisione di animali selvatici)] rotonda. Trattorie chiuse, operatori sul lastrico, famiglie alla fame – e turismo a picco. E che dire della scomparsa di quel cibo precotto e surgelato dai supermercati, delle massaie sogguardate in tralice qualora si azzardino a comprare pasta di pane dal fornaio, dei bambini e ragazzi costretti a rinunciare alla loro merenda preferita? E il ludibrio che ci sommerge di fronte al consesso internazionale, come se non bastassero gli scandali, le ruberie, l’incultura, la mancanza di senso [ci + (“stradina” in dialetto napoletano)] e di urbanità, la furfanteria, la vuota protervia  di questa classe ▓▓▓▓▓▓  che sta distruggendo le fondamenta stesse di quel poco  che ci restava di senso dello [part.pass. del verbo essere] e di pubblica decenza. La nostra [(spese)+tu+ (fratello del padre)+ne) fatta a pezzi, calpestata; l’ [(sta sopra i negozi) + (parte inferiore del volto)] svilito; il [(urbe) + (primo elemento di composti del lat. scient. nei quali significa “terribile”)] svillaneggiato e deriso!  Ahi, serva [nostra penisola, che si allunga nel mar Mediterraneo], di dolore ostello, nave sanza nocchiere in gran tempesta, non donna di [pro+ (3°pers.sing. ind. pres.del verbo “vincere”), ma bordello!

Che direbbe oggi il massimo [p+o+e+t+a]?

Scusatemi, amici e c., scusatemi tanto: mi lascio trascinare dal mio personale dolore, dalla mia – ormai incontenibile- [in + (“degna”, in latino)+ (fratello del padre) +ne)]. Passiamo ai fatti, passiamo al programma futuro. Ormai è chiaro che non possiamo più attenerci alle mezze misure: che, per quanto esecrabili siano questi mezzi, dobbiamo passare all’ [“incollo”] e tentare il tutto per tutto, fosse pure necessario  imbracciare il [la porta il papa nelle liturgie solenni] e impugnare la [(“batto duramente”, in gergo romanesco)+la)]. È venuto il momento di organizzare  una grande  [ris + (un Francesco, pittore italiano del ’400, autore del Trionfo di Venere e della Pala dei Mercanti)] collettiva: perciò coloro che temono la [vio + (sostiene l’amo)] devono farsi da parte. Cosa abbiamo ormai da perdere? Dignità, pensiero, speranze  sono vuote espressioni. Siamo una [si misura quella atomica] cui si consente di vivere al solo fine di produrre, consumare, pagare le tasse e perpetuare la finzione del [(insieme)+(significato)]. In molti lo hanno capito e attendere ancora non serve a niente: questo [(affermazione)+ s+ (componimento scolastico)] si è catafratto nel cuore stesso di quelle che una volta chiamavamo le nostre «[organismi fondati per perseguire finalità di rilevanza sociale] [(in greco: “moltitudine, collettività, insieme degli abitanti di una città”)+(verso della rana)+(a te)+(pron.relativo)]». E dunque: dobbiamo agire.

L’[ap+(ce l’ha la matita)+(parte inferiore del volto)] è per il 15 [9+mbre], nella [(“succede”; oppure: “accade”) +le]. È un sabato e si attendono migliaia di persone per la beatificazione di Adandedjan Babatunde. Ciascuno dei [(teste)+(insieme di persone)] provvederà a organizzare piccole comitive di 20-30 c.: alcuni di questi cominceranno a muoversi verso la città, provenendo dai paesi attorno alla cintura (preferire il treno e gli altri mezzi pubblici), verso le 21, in modo da raggiungere il centro verso le 23; altri attenderanno nei cinema, nei pub, nelle discoteche, nei teatri; altri ancora, con i pullman bianchi e gialli e le [(editti, avvisi)+ (epoche, evi)] con le effigi del vecchio papa, si saranno già portati in città e mescolati alla folla accorsa per le celebrazioni attorno a san [il suo primo nome fu Simone o, anche, Kefa] e al [col +(materiale di cui è fatto lo scheletro)]. Ognuno resterà intento alle sue (apparenti) occupazioni  fino alle 23, quando i diversi gruppetti si dirigeranno, indipendentemente l’uno dall’altro, seguendo il proprio capo verso i quattro diversi obiettivi da cui inizierà la nostra [ri + (shock elettrico)]: il [(a me)+n+ “utero”, in greco)] degli  [coloro che vivono o lavorano stabilmente dentro una struttura)]; quello delle [(enti minimi dell’organizzazione territoriale pubblica) + c + (gesti; oppure: atti)] e della [(“diffonde”)+ nda];  il [(III pers.sing., ind.pres. di “parlare”) + (parte inferiore del volto)]; la [que + (“stappa”, “disostruisce”)] centrale.

Non temete: saremo in moltissimi. Abbiamo fatto alcuni conti fondati sulle ultime esperienze di [(arredi, oggetti per il comfort della casa)] + t + (gesto; oppure: atto)] e sul calcolo esponenziale. Abbiamo 5 giorni a disposizione, ciascuno è responsabile di 15 contatti. Pur attenendoci ad una previsione pessimistica, non disperiamo di poter arrivare a un milione di persone, forse più : meno di un decimo delle adesioni arrivate nel giro di una settimana con l’ultimo  «[(patrimoni sottoposti a tributo) + (parte inferiore del volto)] della [dis + (sottomissione, risposta positiva ad un ordine o comando)]», poco di più di quelle attivate in tre giorni in occasione dell’ultimo [(attrezzi per gli sport invernali) + (faccio, compio, realizzo, lavoro)] dei [(metallo presente nel liquido che circola nelle vene) + (veicolo pubblico cittadino su rotaie) + (che riguardano le vie, stradali)]. Ho fiducia che la disperazione produrrà questa volta, anche da noi, come in altri paesi è già accaduto, un risultato apprezzabile e definitivo.

            Fatevi [cor + (superiorità di una moneta rispetto ad un’altra di pari valore)]. Siamo tantissimi e determinati. [(Porzioni di terreno fabbricabile) + (I pers.sing.indic.pres. del verbo che esprime affezione, predilezione, attaccamento)] per i nostri figli e per il loro futuro; ancora di più: per la [(“degni”, in latino)+ )] stessa dell’uomo e della razza umana. Dimostriamo che secoli di pensiero e di civiltà non sono trascorsi invano!

Viva noi! Viva il movimento per la [r + (“vita”)] e la [lib + (“salita”, “rampa”)].

 

Vi abbraccio e vi saluto tutti. Sarò tra voi, in mezzo a voi, al prossimo appuntamento. Mi riconoscerete, al momento opportuno, dal lampo azzurro e violetto: lo stesso che probabilmente illuminerà, in un estremo bagliore, il volto di decine di altre vostre guide valorose. Io spero che tanti [s + (misura anglosassone di superficie, al plurale) + f + (tassa sugli immobili)] non saranno necessari, che non vi sarà spargimento di [liquido che circola nelle vene]: ma se accadrà, so che la [giro di un di un corpo celeste attorno ad un altro corpo] andrà avanti e ne trarrà alimento.

Questa volta ce la faremo. Il Reggitore e i suoi loschi fiancheggiatori hanno i giorni contati.

 

Vi stringe a sé, in quest’ora suprema

 

il Vostro ▓▓▓▓▓▓▓▓

 

                                                                       Alfabeta

 

 

 

 

 

* Ispirato ai fatti recentemente accaduti in Cina, dove, in seguito alla “Rivoluzione dei gelsomini”, il fiore e la parola che lo designa sono stati d’autorità rimossi dal vocabolario e dalla vita pratica.




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