LETTURE
AA.VV.
      

Incontri con Gianfranco Contini

 

Città di Domodossola, Assessorato alla cultura, 2011

pp. 79, edizione non venale

    

      


di Gualberto Alvino

 

 

Nella ricorrenza del ventennale della morte di Gianfranco Contini (Domodossola 4 gennaio 1912-1° febbraio 1990) il Kiwanis Club e il Comune di Domodossola hanno dedicato alla memoria del grande filologo due giornate di studio ‒ rispettivamente il 18 marzo 2010 presso la Civica Biblioteca «Gianfranco Contini» e il 23 aprile seguente nel Teatro «Gian Giacomo Galletti» ‒, di cui questo volume, d’estremo interesse non meno critico che documentario, raccoglie gli atti per cura d’ambo gli enti.

    

In Gianfranco Contini nella «brigata dello Struzzo». Lettere da Domodossola, Maria Villano ricostruisce con viva adesione l’intensa amicizia e collaborazione con Giulio Einaudi e i suoi più stretti assistenti, o ‒ affettuosa ironia del Domese ‒ «famuli» (scil. Giulio Bollati e Daniele Ponchiroli), a partire dallo spoglio dell’intero epistolario einaudiano e in particolare da una lettera del 27 marzo 1987, custodita nel Fondo Einaudi presso l’Archivio di Stato di Torino, nella quale Contini esprime alla Casa editrice la propria solidarietà nel più triste frangente della sua storia: la cessione alla cordata Bruno Mondadori-Messaggerie-Electa.

    

D’interesse strettamente biografico le Divagazioni continiane di Raffaele Fattalini, il ritratto «domestico» del Contini domese tracciato da Paolo Bologna, l’indagine offerta da Silvano Ragozza (cui si deve pure un contributo, nella seconda parte del volume, su Contini e le lingue ‘speciali’: dal gergo degli immigrati varzesi al linguaggio pascoliano) nel suo informatissimo saggio su Contini ginnasiale e liceista presso il Collegio Mellerio-Rosmini di Domodossola, che ripercorre con ricchezza di dettagli e dati inediti le tappe della formazione scolastica dall’iscrizione (ottobre 1921) alla maturità classica, conseguita a soli 17 anni nel 1929; nonché l’intervento di Carlo Carena sui rapporti di Contini «nelle varie epoche della sua vita, con la patria ossolana», arricchiti «con testimonianze che emergono dai suoi epistolari: essenzialmente tre, e certamente i più importanti del nostro caso: quello con Carlo Emilio Gadda, quello con Sandro Sinigaglia e quello con la casa editrice Einaudi».

    

Una scheda per Contini politico s’intitola la comunicazione di Franco Contorbia, in cui, tra l’altro, si dimostra persuasivamente che «la singolarità del titolo del saggio su Serra [Serra e l’irrazionale] … trova proprio nell’articolo Sul cosidetto problema dei giovani [pubblicato dal filologo su «Cultura e Azione» il 7 marzo 1945] la sua radice vera: la trova, anche più precisamente, nella dialettica relazione tra “razionale” e “irrazionale” che “all’ultima generazione” è dato di condividere con Serra non meno che con la generazione che può dirsi “penultima” (quella dell’autore di Serra e l’irrazionale)».

    

Di capitale importanza il Contini filologo di Giancarlo Breschi, sodale e collaboratore del maestro fin dai tempi di Varianti e altra linguistica, nel quale si tenta di volgarizzarne il pensiero indicando le fasi essenziali dell’itinerario scientifico: missione ardua se altre mai, compiuta dal filologo romanzo con una capacità di sintesi e una grazia espressiva senza pari, in cui riverbera più d’un’eco del fastoso idioletto continiano.




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