LETTERATURE MONDO
FESTA DEL BICENTENARIO
L’indipendenza
del Paraguay
e le sue molte identità

      
Si è svolta a Roma, lo scorso maggio, una “Settimana Paraguaiana”, che ha commemorato la nascita, due secoli or sono, della nazione sudamericana, un paese articolato e storicamente complesso dove all’originaria civiltà del popolo Guaranì si sono sovrapposte le successive culture europee che si sono ivi insediate, tra cui quella dei molti italiani emigrati. La manifestazione ha presentato mostre, conferenze, incontri, concerti, proiezioni, letture teatrali e un’interessante rassegna di cortometraggi paraguagi che ha permesso di far conoscere la significativa ricerca estetica della produzione audiovisiva locale.
      




   

di Manuel Tornato Frutos *

 

 

In occasione del Bicentenario dell’Indipendenza Nazionale della Repubblica del Paraguay, l’Ambasciata del Paraguay in Italia e l’Ambasciata del Paraguay presso la Santa Sede hanno presentato la “Settimana Paraguaiana 2011. Commemorazione del Bicentenario dell’Indipendenza Nazionale”, sei giorni di eventi culturali per celebrare il duecentesimo anno dell’avvio del processo dell’Indipendenza del Paraguay, svoltisi dal 10 al 15 Maggio, nelle sedi dell’Istituto Italo-Latinoamericano (IILA) e dell’Istituto Cervantes di Roma.

 

Il giorno dell’inaugurazione della Manifestazione, realizzatasi nell’IILA, è stata presentata per la prima volta in Italia la mostra collettiva itinerante “Hacia la Tierra sin Mal” (Verso la Terra senza Male), che, circolando nelle capitali di tutta Europa, presenta le ultime opere dei più rinomati pittori paraguaiani contemporanei, in ambito internazionale.

L’esposizione, costituita da ben sedici dipinti (di stili e tecniche diverse), dimostra come l’utopia del popolo Guaranì possiede un significato basato sul concetto di vivere in piena armonia la natura umana nel proprio contesto geografico. Avvenimenti storici, usanze e “circostanze geografiche” costituiscono così la memoria e l’identità dell’essere paraguaiano e rappresentano i temi preponderanti di questa esibizione, organizzata appositamente per commemorare il Bicentenario dell’Indipendenza del Paraguay in tutto il mondo.





Il pubblico affolla l'IILA per la mostra di pittura Hacia La Tierra sin Mal


Nel corso della conferenza di apertura della Settimana Paraguaiana, dal titolo “Paraguay: L’Isola circondata dalla Terra”, è stata presentata l’edizione italiana del libro “Gli Italiani in Paraguay” dello storico paraguaiano Jorge Rubiani, tradotta dalla sezione culturale dell’Ambasciata del Paraguay in Italia e pubblicata dal Gruppo di Ricerca del Dottorato “Società della Conoscenza” dell'Università degli Studi di Perugia, che testimonia il ruolo determinante, ma poco conosciuto, che gli italiani hanno avuto nello sviluppo storico, politico, economico e sociale del Paraguay, sin dall’epoca della colonizzazione spagnola del territorio paraguaiano fino ai giorni nostri.  In questa occasione, anche il Prof. Marco Fano, architetto italiano e ricercatore storico, ha presentato la sua opera in tre volumi, “Il Rombo del Cannone Liberale – Guerra del Paraguay 1864-1870”, basata sulle scoperte realizzate negli Archivi del Ministero degli Affari Esteri Italiano e dell’Esercito italiano sulla Guerra del Paraguay contro la Triplice Alleanza (Argentina, Basile ed Uruguay), il conflitto più sanguinoso della storia dell’America Latina, che si svolse dal 1864 al 1870. Questo lavoro di ricerca ha permesso allo storico italiano di scrivere anche “Il Console, la Guerra e la Morte” che raccoglie informazioni inedite sul lavoro del Console italiano in Paraguay,  Lorenzo Chapperon, nel periodo di quel conflitto bellico, e “Mappe inedite del Paraguay dalla Colonia fino alla Guerra contro la Triplice Allenza”. Tutti documenti storici imprescindibili per approfondire la conoscenza della poco conosciuta “Guerra del Paraguay”.





Il chitarrista Stefano Mingo nel concerto Un sogno nella foresta


Nello stesso Istituto, il chitarrista italiano Stefano Mingo si è esibito nel concerto per chitarra sola Un Sogno nella Foresta, in omaggio al più grande compositore paraguaiano Agustín Pío BarriosMangoré” (1885 – 1944), realizzando un viaggio attraverso le musiche di uno dei più importanti chitarristi classici di tutti i tempi, che seppe unire l’eredità della tradizione musicale europea agli aspetti vitali della cultura originaria latinoamericana, nel corso della sua avventurosa ed errante esistenza in giro per il Sudamerica e l’Europa. Tra il repertorio delle musiche interpretate da Mingo,  alcune di esse sono composizioni a ispirazione popolaresca, sapientemente depurate e ricche di fascinosi effetti strumentali; altre si rivolgono alla musica romantica, e traboccano di invenzioni melodiche e di raffinate armonie. Ma non mancano pagine di pura e ardita speculazione armonica, come lo splendido "Preludio en do menor", nel quale il compositore si eleva in una solitaria meditazione intrisa di poesia e di spiritualità.

 

Mentre, nell’Istituto Cervantes di Roma, è stata inaugurata la Mostra personale “Postales del Bicentenario 1811 - 2011” (Cartoline del Bicentenario) del pittore paraguaiano Sebastian Díaz.

Attraverso il suo iperrealismo, l’artista paraguaiano intende fissare nella memoria collettiva ciò che deve perdurare. Le immagini dei suoi dipinti rappresentano momenti storici del Paraguay, ricreando nelle sue pitture “luminose”, piene di luce e di calore, i frutti della terra “rossa” paraguaiana, insieme ad oggetti dell’artigianato indigeno e meticcio. Diaz, con questa mostra, rende omaggio al Paraguay, ritagliando cartoline della storia in immagini che danno senso e densità all’esperienza di vita di questo Paese che ha sofferto per lungo tempo.

 

Nel centro culturale spagnolo è stato anche proiettato, in anteprima nazionale, il documentario “Independencia y Vida” (Indipendenza e Vita) del regista Bruno Masi, presentato dall’assessore storico dell’opera audiovisiva Jorge Rubiani, che riflette sugli avvenimenti storici degli ultimi duecento anni del Paraguay, attraverso le testimonianze di politici, intellettuali ed artisti paraguaiani, intervistati per dare le loro testimonianze sulle conseguenze politiche che hanno avuto le gesta dei patrioti dell’Indipendenza del Maggio 1811.





Sebastian Diaz, Chipera, dalla mostra personale "Cartoline del Bicentenario"


Sempre nell’Istituto Cervantes, l’attrice paraguaiana Vania Ybarra e la regista ed inteprete italiana Elisa Turco Liveri hanno presentato “Cierra los Ojos” (Chiudi gli occhi), messa in scena teatrale del racconto “Los Carpincheros” (I Cacciatori di Carpinchos), tratto dalla prima raccolta di racconti “El Trueno entre las Hojas” (Il Tuono tra le Foglie)  del sommo poeta e scrittore paraguaiano, Augusto Roa Bastos, Premio Letterario Miguel de Cervantes nel 1989. La lettura-concerto di questa opera, ispirata da una leggenda guaranì che cerca di dare una spiegazione mitico-poetica all’origine della furia umana, è stata interpretata dalle due giovani attrici in spagnolo ed italiano, e commentata dagli assoli di tromba del Maestro Francesco Grigolo e dall’interpretazione lirica di canti popolari in guaranì (lingua nativa ed ufficiale del Paraguay) da parte della cantante Jennifer Talavera, svolgendosi in un clima di interazione e partecipazione attiva degli spettatori-commensali coinvolti attivamente nella rappresentazione. Il contenuto del racconto incentrato sulle problematiche dell’oppressione politica, lo scontro tra le culture indigene e straniere e la lotta per la sopravvivenza alla guerra ed alle catastrofi, ritratta episodi della travagliata storia paraguaiana, in termini simbolici e mitologici, risaltando la miseria umana degli oppressi, o di quei personaggi spogliati di tutto: della famiglia, della terra, della dignità, della bellezza e della capacità di percezione.

La Manifestazione si è conclusa con la “Prima Mostra di Cortometraggi Paraguaiani”. Per la prima volta a Roma, è stata proposta una rassegna dei migliori cortometraggi d’autore paraguaiani degli ultimi dieci anni, scelti in base alla selezione ottenuta nei più importanti festival di cinema internazionali ed ai premi/menzioni speciali ricevuti/e. Tra le opere cinematografiche esibite spiccano “Karai Norte” (Signore del Nord) di Marcelo Martinessi, basato sul racconto dello scrittore Carlos Villagra Marsal, vincitore del Premio al Miglior cortometraggio del “AXN Film Festival 2010”, e del “Miglior Corto Iberoamericano” nel “24 Festival Internazionale di Cinema di Guadalajara” (Messico), oltreché selezionato nella 59 edizione del Festival del Cinema di Berlino. Come anche “Ahendu nde Sapukai” (Sento il tuo grido) e “Noche Adentro” (Notte Dentro) di Pablo Lamar, entrambi selezionati nella sezione della Settimana Internazionale della Critica del Festival di Cannes, rispettivamente nel 2009 e nel 2010. La mostra è servita per far conoscere al pubblico italiano l’interessante produzione audiovisiva paraguaiana, sconosciuta in Europa, ma ricca di contenuti formali ed estetici pressoché notevoli. 

 

*  Addetto Culturale dell’Ambasciata del Paraguay in Italia





Un'immagine dal corto Karai Norte (Signore del Nord) di Marcelo Martinessi





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