CHECKPOINT POETRY
ANTONINO CONTILIANO
 


nulla rima

 

 

nulla come prima rima

disteso al sole è vuoto il campo

marzio e senza remi e ritmo

gioca a dadi  e virtual tunnelling

cazzeggia, e questi anni passati

a cercarti sull’onda fantasma

come un leptone impazzito

 

alla deriva della tua fellatio

sciantosa per tante insonnie

sono andato augenblick, un colpo

d’occhio e via al rinculo un surf

nel cocktail dello sciame instabile

 

senza uno stabile che non sia il dollaro

qui più del dolore e dell’amore

per delle ore e ore è il televisore

domeneddio evasore alla finestra

per darsi di fascismo un detonatore

 

carismi e risme di bandane, banane

dei tanti nani come mute di cani

fiorite sono le piazze delle morre

giochi di borse catastrofi e collassi

per i soliti vizi rasi e lassi

 

che scandalo il potlach, il lusso

delle guerre e della pubblicità

di Marat la frugalità del terrore

non ha mai avuto tante città

né un vandalo di tanto vanto

 

le menti all’ammasso globale

e il corpo sventrati dementi

come spumanti e fendenti

nati hi-phi sono new town

per Messina dolente e Aquila vol-

ante di popolo in carriola e

liolà il popolo della libertà

di infamità largo e impertinente

 

che dire ancora allora per questa

notte struggente e boreale

alla gente se non actio e fellatio

fino alla morte, speriamo del re

e della repubblica delle fame?

 

 

10 aprile 2010

 

 

overture di corpi

 

contano i corpi che cantano e vanno

e hanno cicatrici ferite, il grido

questo urlo tifone che spazza

overture ici  in caduta la lettura

 

la polvere come un gioco di secoli,

sospesi

decollati sforbiciati interferenze

i desideri senza scala dei terremoti

e moto d’onda tu, la carne scavata

incavata dalle fenditure del volto

rinculo il cielo esposto alla violenza

 

lenza che pesca le profondità del vuoto

assente l’odore della rotondità, le ore

le dimore del tempo incanto e disonore

così sordo sordido conto di guerra

e canto che ingabbia il nostro delirio

crudele fra le dita e la vita, nudo

 

intrisa ditta di verità e tocco di stanze

pareti fluttuanti vetture di lampi ampi

campi ionici onde disarmoniche

o conici orizzonti di relative distanze

e armonica unica non scampi fonone

tu corda evanescente dissonanza

la danza e la mattanza delle risonanze

in quella camera a nebbia dei nostri sogni

 

 

2 maggio 2010

 

 

 

Draga

 

 

agra è questa notte rotta

e ferita è la memoria ora

magazzino fra le nuvole

fuori rotta e draga l’aorta

 

il rischio della tua voce

cuoce un carico d’argento

e una pioggia acida casino

incrocia il vento in silenzio

 

non c’è un angolo di riposo

un mondo la guerra posa

e la cricca consenso osa

per radionde e non senso

 

finanza è questa merda

campagna del Capitale

guerra a bassa intensità

dal sociale allo stato penale

 

l’esperanto della ragione

è guerriglia e calda griglia

inversamente a maraviglia

o digitale amore in canale

 

va… va… così è il mio orario

infernale più di un carnevale

e in deliro per un tuo orale

boccale baccanale venale

 

 

21 maggio 2010

 

 

 

la sosta degli amanti

 

 

Presto ci lasceremo, come sempre

come le nubi che il vento allontana

dopo un tratto di volo nella corrente

e onde che si abbracciano nelle risacche

 

l’amore non è che una sosta

e gli amanti non amano che sparire

spiccare il salto nel vuoto degli spari

lasciando l’attrito del campo

 

ecco perché ci allontaniamo da tutti

da tutti che non amano le gru

le migrazioni che lasciano una terra

per una terra che non ama la guerra

 

ecco perché in questa notte cadente

di frammenti luminosi fuori orbita

io alzo gli occhi al cielo delle stelle

d’agosto e cerco una compagna

 

una compagna che non mi appartiene

e che non mi possieda sedendo insieme

dove non si può godere che del transito

e di uno spartito senza partito

 

certo ero partito da altre spiagge

e ora non mi resta che continuare

tra una sosta e una soglia cercarti

come una libertà che non si concede

 

per piantare alberi e fiori d’altra

generazione. Per alzarci sopra le macerie

abbiamo il profumo della memoria

degli amanti morti durante il volo!

 

 

11 agosto 2010

 

 

 

 




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