SPAZIO LIBERO
CYBER-CULTURA
C’è rete oltre
la Rete


      
Con Internet il mondo entra nelle case di tutti, modificando le percezione spazio-temporale sia individuale che collettiva. Ma nell’incantata sfera del virtuale si celano numerosi pericoli, nonché vere e proprie microcriminalità. La cosiddetta ‘netiquette’ è un’esigenza primaria: un ragionevole regolamento del Net per evitare che esso degeneri in direzioni negative, come quella della pirateria selvaggia, e non assecondi invece un auspicabile percorso evolutivo dell’umanità.
      



      

di Iolanda La Carrubba

 

 

Internet e il mondo entra in casa, reti interconnesse con o senza fili ed il World Wide Web riconoscibile con l’acronimo www consente l’accesso a milioni di visitatori in tutto il web in meno di un nano secondo; ma facciamo un passo indietro.

Internet, www, accesso etc. sono la neo-terminologia di un mondo virtuale che pur ponendosi nei confronti dei suoi residenti come territorio neutrale pare solchi le stesse tracce lasciate maldestramente da una società instabile ancora in fase di sviluppo ed imparare ad usare questo vasto spazio libero, il cyber-spazio in modo innovativo e con maggior interesse cronistorico permetterebbe un evoluzione che andrebbe ben oltre l’immaginario darwinano.

L’innegabile affinità morale tra il macro-cosmo paragonabile alla realtà ed il micro-cosmo comparabile alla virtualità hanno delle associazioni sociologiche affatto scisse che a tal proposito stuzzicano la curiosità di sociologi e psicologi contemporanei.

Si parlava dunque di virtualità e quasi si ha la percezione spazio-temporale di poter esistere in più luoghi e di poter possedere più personalità alla volta tante quante i mondi virtuali che andiamo costruendo sullo spazio web; mondi rispetto ai quali bisogna procedere con estrema accortezza circa l’entità che li va ad abitare dato che si potrebbe anche incappare in un condominio mal gestito e disfunzionale dove il punto di forza potrebbe dislocarsi in una mutazione cybergenetica di micro criminalità e quindi sarebbe d’obbligo circuire in modo razionale la possibile fuga di irrazionalità costituendo una sorta di cyber-etica. Ma aldilà del gioco, aldilà del passatempo, aldilà della perplessità, questa indiscutibile rivelazione tecnologica anzi potremmo dire tecnologistica, ha sì delle qualità ben mirate, ma al contempo ancora troppo interiorizzate o forse incastrate nella grande maglia della sua rete mondiale... esclusivamente mondiale?

Dunque traendo grossolanamente le somme, senza cioè venire a capo del quesito internet consultando prima un professionista del settore, si potrebbe sostenere adoperando un pizzico di malizia che il luogo web possa essere la neoconfigurazione dell’occhio non divino, saggio e rassicurante, ma quello del Grande Fratello scritto da Orwell nel 1948.

Quale mondo allora rimane da esplorare, se non un mondo invisibile tutto da plasmare e da inventare? E cosa ci offre il net se non un infinito ed infinitesimale luogo di incontro, scontro, un rivoluzionario punto di riferimento e rifacimento? Tutto questo però può essere paragonabile a fantascienza, a quegli inospitali lidi filmici che fanno dell’uomo uno schiavo volontario dell’alienante realtà telematica, oppure potremmo trovare un posto plutoniano dove si possa plausibilmente vivere in un utopico stato di equilibrio?

Tutto è relativo alla scelta, scelta di opinioni o divergenze, scelta di comunioni o separazioni, scelta di ogni logica ed appartenenza. Ebbene qui possiamo intanto affermare che si stanno costruendo le prime fondamenta  di un luogo indeterminato, fatto per le persone che appartengono al mondo e che non sono affatto classificabili per stati, regioni o paesi, ma unico popolo del pianeta, anche se per pianeta in questo caso si intende un pianeta costruito con la realtà virtuale.





Caterina Davinio, Senza titolo, installazione virtuale, 2011


Indubbiamente si può incappare in qualche rischio come ad esempio l’hackerismo, ovvero qualcuno in grado di utilizzare il net come suo esponenziale potere decisionale, ma d’altro canto la cyber-society è un modellino in scala della realtà, ecco perché dobbiamo puntare sul fatto che in questo luogo non privo di influenze cagionevoli, vi si potrebbe comunque racchiudere una più ampia positiva volontà collettiva, tant’è che si parla di NETIQUETTE (ovvero un insieme di regole che disciplinano il comportamento di un utente di Internet nel rapportarsi agli altri utenti),  ed il web non può permettersi di naufragare in una rete fatta di intensificazioni relazionali, di scambi ed opinioni che poi producono un malfunzionamento delle sue capacità, si dovrebbe primariamente formare un ragionevole regolamento.

Porre inquietanti censure che disapprovano il funzionamento logistico di quei siti che si prefiggono di diffondere la cultura, anziché preoccuparsi di cestinare quelle aberrazioni di banner (fettucce pubblicitarie) che ingombrano e distraggono, pare sia un atteggiamento che non può condurre ad una valutazione equilibrata del luogo incantato che è il web. In questo posto qualcosa di magico avviene, qui si può non solo pensare e immaginare, ma addirittura è possibile viaggiarci, è una macchina del tempo che permette lo spostamento in pluridirezioni, inoltre con le sue onde radio raggiunge distanze di anni luce, consentendo quindi non solo al mondo di far parte di questo infinito spazio.

Dunque, si inizia ad acquisire una coscienza non solipsistica ma collettiva, un Io digitalizzato  solidale a un gruppo, al social network per solcare le vie della storia con la sua presenza; dato che oltre la vita c’è la vita (secondo un trattato del prof. Moody) si potrebbe affermare che c’è rete oltre la rete e noi siamo i testimoni della storia che cambierà il percorso evolutivo dell’umanità.

Parlando della pluralizzazione dell’Io si ha la spiacevole sensazione di incappare nella vasta sfera della slealtà, in particolar modo nell’ambito delle arti. Molti sono i siti che ospitano pittori, fotografi, scultori, sceneggiatori etc. ma sono quasi del tutto inesistenti delle regole che tutelino il diritto d’autore, anzi pare che la pirateria on-line sia d’uso quotidiano e che sia un dovere calpestare l’autore.

La previsione futura del caotico mondo telematico potrebbe schierarsi nella statistica di una prospettica comunione di intelligenze che sappiano sfruttare positivamente il campo fiorente della rete.

 

 

>  Per vedere il videoclip musicale Fantasticamente di Iolanda La Carrubba:


http://www.youtube.com/watch?v=UIkm5Bo3bVs

 

 




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