PRIMO PIANO
CONVEGNO “LETTERATRONICA”
Il futuro creativo della e nella rete incomincia oggi


      
Alla Biblioteca Vallicelliana di Roma si è svolto, lo scorso 9 marzo, un importante incontro su “Riviste, editoria e scritture nella rete globale” promosso, tra gli altri, dalla nostra web-review e dal SNS. Il dibattito critico, teorico e informativo è stato vivace e assai interessante, avendo messo in campo una molteplicità di soggetti culturali operanti in internet e, dunque, una molteplicità di approcci e di punti di vista. Resta condivisa la necessità di operare un salto dal ‘social networking’ al ‘artistic e literary networking’ e di individuare i modi e le forme per implementare la ‘intelligenza connettiva’. Gli interventi al convegno e altri contributi verranno prossimamente raccolti in un ebook che sarà diffuso online.
      



      


di Rossella Grasso

 

 

Cosa sta accadendo nella rete social networking? In quale lingua comunicano i cybernauti? Come (ci) stanno cambiando  le novità del web 2.0? Qual è lo stato attuale del rapporto tra riviste e web? Tante domande, tante opinioni, su un campo tanto illimitato, quanto in evoluzione: internet. Di tutto questo si è parlato il 9 marzo scorso durante il convegno dal titolo: “LETTERATRONICA: Riviste, editoria e scritture nella rete globale”.

L’evento organizzato dalle riviste on-line “Reti di Dedalus” e “Forma Fluens” con il patrocinio del Sindacato Nazionale degli Scrittori in collaborazione con “Urban Experience”, ha visto la partecipazione di tanti addetti ai lavori e professionisti della scrittura on-line, permettendo anche il lancio di una piattaforma di discussione sulle tematiche  trattate con un dibattito istant blogging (con visualizzazione della Tag Cloud Live in sala) e la formazione di una rete di operatori propensi allo scambio di idee per inquadrare bene il mondo di internet, tanto fondamentale oggi e al centro della società. Il dibattito su attualità e futuro della letteratura, intesa oggi come scrittura on-line, si è svolto nella splendida cornice della Biblioteca Vallicelliana, luogo simbolo della letteratura old-style, del libro sullo scaffale, quasi a voler rimarcare la continuità della tradizione che oggi si modifica creando un nuovo prodotto adatto ad un  pubblico di cybernauti.

 

Tiziana Colusso, direttrice di www.formafluens.net e coordinatrice del convegno, ha aperto la discussione proprio rimarcando la linea posta dal web 2.0 come momento cardine per l’evoluzione della letteratura on-line. Si tratta di un punto di non- ritorno, a partire dal quale nulla può essere come prima e la letteratura deve essere sviluppata tenendo presente le innovazioni del web. A giudicare dalla grande diffusione dei social network in Italia oggi ci sono circa 17 milioni di utenti di Facebook – è diventata consuetudine l’utilizzo di tale mezzo per la diffusione di idee e scritture di vario tipo.

Marco Palladini, direttore di “Reti di Dedalus”, inaugurando il dibattito ha affermato che i social network come Facebook non hanno ancora nulla di “cultural e literary”, sebbene essi abbiano un’enorme diffusione attraverso la maggior parte delle persone comuni. Il fatto che le rivoluzioni nel Medio-Oriente degli ultimi mesi si siano svolte a partire dagli scambi di opinioni nella rete dei social network, fa capire quanto potente possa essere questo strumento per la comunicazione e la democrazia. Confrontando la potenza dello strumento con quanto poco viene utilizzato per la creatività, se ne deduce che è come se esistesse un gap tra lo strumento tecnologico e l’idea creativa. Come se la tecnologia stesse correndo veloce verso il futuro e l’antropologia arrancasse nello starle dietro e ad adeguarsi correttamente ad essa. Succede, così, che spesso è solo la popolazione più giovane a capire l’infinita potenzialità della rete, e non a caso nei paesi del Medio-Oriente, in cui l’età media è intorno ai 25 anni, internet è sfruttato al massimo in tutte le sue applicazioni. A questa rivoluzione culturale causata da internet il mondo della letteratura risponde in modo spesso retrogrado: ne è un esempio la creazione degli e-book che non sono altro che il trasferimento sul digitale di quanto si fa sul cartaceo. Anche chi produce letteratura tende a guardare al proprio orticello, senza pensare di mettere in comune le proprie creazioni, come confronto produttivo, non sfruttando una delle grandi possibilità offerte dalla rete. Nessuno pensa a creare scritture direttamente nella rete e con un linguaggio consono ad essa. Dopo aver fatto un’attenta analisi della situazione, Palladini ha espresso la necessità di lavorare a lungo sul tema delle scritture sul web, considerando che le sue rapidissime trasformazioni renderanno antiquato il PC entro poco tempo, lasciando spazio solo agli I-phone e ai tablets.




Visual Guerrilla - Festival ZoneVideo 2010 ("Pratiche Creative Non Convenzionali")


Dopo l’intervento di Palladini, Maria Concetta Petrollo Pagliarani, direttrice della Biblioteca Vallicelliana (www.vallicelliana.it), ha inserito nella discussione sul web il problema di un’archiviazione sistematica dei contenuti, che riguarda tutte le biblioteche. Infatti vista l’enorme quantità di materiale letterario prodotto, c’è il rischio di perderlo: basti pensare alla quantità di mail contenenti opinioni letterarie che ogni giorno si scambiano gli scrittori, interpreti della nuova cultura contemporanea.

Ricollegandosi al discorso di Marco Palladini, Fabrizio Palasciano, digital dramaturgist (www.mediahaka.com), ha continuato l’analisi della situazione attuale del web, confermando la necessità di creare nuovi linguaggi. Infatti, ciò che caratterizza il web di oggi è un mescolanza tra tradizione e innovazione, tra scrittura classica e il linguaggio delle immagini offerto da internet: insomma un tipo di scrittura che prende un po’ dall’uno, un po’ dall’altro. Proprio a questo proposito ha auspicato lo sviluppo di una nuova scienza: la netnografia. Questa pone al centro dell’attenzione lo scrittore come catalizzatore di tante forze, l’individuazione di obiettivi attorno ai quali creare nuovi formati e linguaggi, tutto questo partendo dallo studio antropologico del web. A proposito della creazione di un nuovo linguaggio adatto a internet, Palasciano ha proposto ai presenti il suo recente progetto dal titolo “Scrivere Roma”. Si tratta di georeferenziazione di pezzi di romanzi ambientati in luoghi esatti della città, sfruttando le potenzialità di Google Maps. In questo modo si uniscono le peculiarità dei testi tradizionali al vantaggio di poter viaggiare offerto da internet. Inoltre, utilizzando Facebook, ha attivato una sorta di narrazione digitale collettiva: ha proposto una specie di casting con personaggi inventati ma con un profilo facebook, una sorta di breve canovaccio e poi ha lasciato il tutto in balia dei cybernauti. La conclusione è stata una storia del tutto lontana da quella proposta dal canovaccio originario, ma diretta verso altri sistemi che alla fine si sono interconnessi. L’esperimento ha creato una vera e propria drammaturgia dei sistemi.

Questa unione tra scrittura, luoghi e azione corrisponde ad un’idea avanguardista, come ha affermato Carlo Infante, animatore di www.urbanexperience.it – progetto scritture mutanti. Le infinite possibilità di internet offrono l’occasione di vivere la scrittura come ampliamento della persona, proprio come doveva essere quando è stata inventata. La rete è – o meglio dovrebbe essere – il luogo dove condividere idee, dove la “quarta parete” è attiva nel dibattito.  Ma ancora ci sono degli ostacoli da superare per arrivare a tale libertà che in USA è definita “Creative Commons”: la creazione di procedure per condividere conoscenze in modo facile e diretto.

 

Luigi Bosco, ha raccontato la sua esperienza del blog www.poesia2punto0.com. Uno spazio dedicato interamente alla poesia, da una parte novità, dall’ altra un’attenta catalogazione di tutta la poesia dal 1940 a oggi. Il suo blog cerca di essere un punto di riferimento poetico nell’infinità di materiale reperibile su internet. A proposito di internet, Bosco, paragonando la situazione al film Avatar, ha sostenuto che il limite maggiore della rete è la totale assenza di esperienza. Esperienza di e, dunque, dell’altro, attraverso il corpo: il “ti vedo” pandoriano. Inoltre, ha sottoposto all’attenzione di tutti un altro problema del rapporto internet/letteratura che talvolta “genera mostri”: “da una parte l’editore, sempre più impegnato nella ricerca del perfetto equilibrio costi/benefici, evitando il rischio, bramoso solo del guadagno massimo e sicuro; dall’altra il letterato, sempre più assorbito dal social network piuttosto che da una buona lettura; in mezzo il lettore, sempre più analfabeta funzionale e sempre meno capace di integrare l’immaginario collettivo con i sempre più scarsi suggerimenti per un mondo possibile provenienti dalla lettura”.  

Anche altri blogger hanno riportato la loro esperienza, sollevando le maggiori questioni, pro e contro di questo strumento, ultima avanguardia dell’informazione, sottolineando un’altra novità di internet: la fioritura di numerosissimi spazi liberi per la cultura. Tra questi Luca Benassi di www.noidonne.org, ha raccontato come il blog sia nato dal cartaceo e poi evoluto fino a diventare una sorta di agenzia di stampa di genere, acquistando sempre più importanza e lettori. Tra gli altri Francesco Randazzo di http://mirkal.blogspot.com, la traduttrice Sara Crimi di www.quiappuntidalpresente.it,  Roberto Maggiani di www.larecherche.it, il blog che si impegna ad essere interprete dello spirito vero e proprio della rete, diventando interlocutore attivo per chi si mette in discussione, per chi ama e vuole il confronto ed è altrettanto appassionato alla letteratura.




Madi Boyd - Kinetica Art Fair 2011


Oltre il blog, la casa editrice on-line. Massimo Giannotta, editore di www.cittaelestelle.it, ha raccontato come opera questo nuovo tipo di edizione. L’obiettivo cui si punta è, sostanzialmente, quello di sfruttare le possibilità di internet per creare nuove scritture tutte collegate tra loro: usare solo la scrittura su web sarebbe limitante. Secondo Giannotta per rendere davvero utili tutte le riflessioni che si stanno producendo attualmente su internet bisognerebbe creare un sito di coordinamento dove con l’apporto delle idee di tutti si possa giungere a una soluzione davvero fattiva.

Blog, case editrici, progetti e letterature di ogni genere: le vie della scrittura on-line sono infinite. Tra queste anche la scrittura dedicata a cultura, musica, teatro, danza: qual è il linguaggio per questo tipo di argomenti on-line? Secondo Paolo Ruffini, critico e operatore culturale, direttore di collana presso Editoria & Spettacolo, si usa ancora lo stesso linguaggio del cartaceo, ma questo tuttavia è inadeguato per l’enorme carica emotiva che riesce a dare l’esperienza di un’opera, anche se vissuta da casa.     

 

Continuando ad analizzare letteratura e web, Marco Maria Gazzano, docente dell’Università di Roma Tre, ha dichiarato che un altro limite forte di questo rapporto è la continua dicotomia tra reale e virtuale: “Siamo sempre troppo legati alla parola intesa solo come testo scritto, qualcosa di esclusivamente materiale e non ancora inteso anche come possibilità di immagini,suoni e movimento. È come se ancora ci limitassimo di fronte alle infinite possibilità delle reti”. Il computer è una macchina di convergenza di linguaggi, suoni, colori e testi scritti e noi, utenti e creatori in internet siamo ancora come “pittori della preistoria che hanno ancora molto cammino davanti, prima di arrivare a Kandinskij”. Se non si dà impulso creativo ad internet e un buono stimolo all’utenza, si rischia di regredire e usare internet per rimarcare cose risapute e inutili, senza far progredire nemmeno il linguaggio.

Secondo Roberta Peveri, collaboratrice di Invisible Reality, la grandezza di internet sta nella sua infinita libertà, nella creazione e nella condivisione di opere di ogni genere: nel web tutto può diventare opera d’arte e chiunque artista. Con questo spirito ha presentato al convegno la sua raccolta di testi dal titolo “Parla come Navighi”. Si tratta di un selezione di testi inviati volontariamente dai cybernauti di internet, alcuni dei quali “sono pezzi di grande valore”. 

Forte della sua lunga esperienza di navigante di internet Maria Teresa Carbone, giornalista de il manifesto, collaboratrice di alfabeta2 (www.alfabeta2.it), si è posta numerose domande che hanno sottolineato quanto mutevole e insidioso possa essere questo mare. A tutta questa incertezza c’è solo un rimedio: sfruttare il qui ed ora perché non sappiamo cosa il futuro ci riserverà. Sostenendo che attualmente è difficile indirizzare l’uso della rete senza grossi fondi, Claudio DelBello, filosofo della scienza e editore (www.odradek.it), ha sostenuto che per evitare l’estinzione del letterato e della letteratura a causa di internet bisogna stare molto attenti e capire la portata dei cambiamenti in atto. “Dobbiamo continuare ad impegnarci a capire davvero come internet sta cambiando la società, e smettere di cercare semplicemente soluzioni alla sterile contrapposizione tradizione/innovazione, altrimenti il risultato sarà né apocalittici, né integrati: tutti fottuti.

 

 

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Riflessi e articoli sul convegno LETTERATRONICA in:

 

http://urbanexperience.ning.com/events/letteratronica-2

 

http://www.odradek.it/blogs/index.php

 

http://invisiblereality.wordpress.com/2011/03/11/letteratronica/

 

http://www.poesia2punto0.com/2011/03/23/letteratronica-appunti-e-riflessioni/

 

 




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