TRADUCENDO MONDI

 
LIBRI DIGITALI


La nuova frontiera degli e-book si va rapidamente espandendo e sta producendo una serie di significativi cambiamenti, anche per chi per mestiere traduce. Si generano nuove opportunità, ma si profilano pure diverse incognite: la diffusione gratuita e con traduzioni ‘fai da te’ può arrecare numerosi danni economici e culturali. E poi: sarebbe ipotizzabile per un traduttore la via dell’auto-pubblicazione in elettronica, magari di opere fuori diritti o acquisendo in proprio i diritti?

di Daniele A. Gewurz
 
LETTERATURA ROMENA


Nel 2012 la Romania sarà il paese ospite del Salone Internazionale del Libro di Torino. È una notizia bella e incoraggiante per chi da anni si adopera per far conoscere in Italia, incontrando molti pregiudizi e ottusità, la nuova scena narrativa del paese danubiano. Le cose adesso si stanno fortunatamente muovendo e si possono leggere in traduzione diversi apprezzati autori: dal più noto Mircea Cartarescu a Dan Lungu, da Florina Ilis a Petru Cimpoesu, da Adrian Chivu a Nora Iuga, fino a Lucian Dan Teodorovici, di cui dopo “La casta dei suicidi” sta per uscire, da noi, il suo penultimo romanzo “Un altro giro, sciamano”.

di Ileana M. Pop
 
UNO SPAZIO PROFESSIONALE E CULTURALE


A colloquio con Simona Cives, responsabile della nuova struttura nel centro storico della capitale, che si propone di dare un significativo impulso all’opera di qualificazione del lavoro dei traduttori, ad esempio mettendo a loro disposizione una biblioteca specializzata (con dizionari, manuali di traduttologia, lessici ed enciclopedie varie); e poi cercando di promuovere e incoraggiare la diffusione della letteratura italiana all’estero, mettendo la foresteria a disposizione dei traduttori stranieri, come avviene nelle altre case della traduzione in Europa.

di Rita Balestra
 
EDITORIA INDIPENDENTE


Il direttore editoriale di minimum fax, nonché traduttrice di molti tra i più importanti scrittori contemporanei di lingua inglese, traccia un quadro spietato e sconfortato del mercato librario e delle piccole imprese di cultura che vi operano e che sono sempre più in crisi. Il suggerimento è quello di reagire con una strategia di ‘decrescita’, di rifiuto delle mode, di maggiore selezione e cura artigianale dei libri. Solo in questa prospettiva anche il traduttore potrà tornare ad avere un ruolo diverso da quello che ha oggi, ovvero ‘di un fornitore di manodopera costretto a lavorare in condizioni sempre più degradanti’.

di Martina Testa
 
RIFLESSIONI


Rielaborando l’intervento effettuato al convegno “Letteratronica”, alcune considerazioni sulla funzione e sul ruolo del traduttore, a partire dall’esperienza concreta della rivista nata nel 1999 e che oggi esce quattro volte l’anno ed è consultabile online, per un anno dall’uscita di ogni numero. Nell’era del web 2.0 e del multilinguismo proliferante in rete, i due cardini del lavoro della pubblicazione sono ‘la contaminazione fra i generi di scrittura (saggi, colonnine di cronaca, pagine di diario, poesie) e la mescolanza fra i diversi autori (professionisti e non)’. Soprattutto la volontà di ‘costruire ponti fra le culture’, per esempio traducendo i dialoghi di pace tra due amici che vivono l’uno a Gaza e l’altro in Israele.

di Sara Crimi
 
Sommario

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