di
Donato di Stasi
a.d. VII Idus Augustas (7
Agosto)
Così scrivo allontanandomi
da Roma. Odoro di vecchi libri, di Italia
meridionale, di spago e di ultime valigie di cartone (si era nei Settanta, e
non dimentico). Batto chiodi nella sabbia, così come arrabatto parole: la
felicità me la conficco a sangue sotto la pelle. Al binario ventunesimo un uomo
arrugginito, braccato dai chiodi, sale su migliaia di vagoni a ponderare
l’imponderabile.
Panopticon (1). Gli
eroi digitali calcolano guadagni e perdite. Sono moderni, si lasciano incantare
dalla folla, non dalla verità.
Credo quia absurdum. Il critico
Emilio Cecchi (1884-1966) trovò nella sua casa di campagna, a un passo da Roma,
un succinto inventario: due vassoi ovali, di cui uno tondo.
Non Villa Certosa, ma la Certosa di Parma. L’annuale
convegno stendhaliano (5-7 agosto) si è concluso con la visita da parte degli
studiosi al sasso sul quale andava lungamente a sedersi Fabrizio Del Dongo.
Messaggio nella
bottiglia (1). Noialtri si è zerbini, pappamolle in confronto p.es. a Georg Trakl (1887-1914),
poeta maledetto, cocainomane, amante incestuoso della sorella. Per non
sottrarsi al lavacro di sangue della Grande Guerra, partì volontario
nell’agosto del 1914; lo ispirava il lancinante desiderio di divenire un bell’angelo. Prima di suicidarsi,
soccorse da solo e senza mezzi più di novanta feriti, circondato dai cadaveri
dei contadini ruteni impiccati agli alberi.
Zurück zu - going back to - Hegel. Viviamo
dentro una società che ridicolizza l’alterità e inneggia alla serialità, purché
acquistata al prezzo più elevato possibile. Per chi non se ne fosse accorto, le
diverse forme statuali sono confluite in una sorta di comunismo hegeliano, nel quale
agli ex-cittadini viene permesso di sfogliare i rotocalchi-marmellata per
estasiarsi alle ricchezze frugiferanti dal narcotraffico, dal riciclaggio mafioso,
dal contrabbando delle armi, dalla vendita delle anime al diavolo.
Qui pesce fresco. Le terrazze
marine strofinate di gesso dalla luna, gli occhi luccicanti come pezzi di
vetro. Qui Filippo Tommaso Marinetti (1876-1944), lungo il peristilio dipinto,
negli anni Trenta del Novecento, avvitava e svitava la lingua italiana, incollando
le sue parole al vento…
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Vincenza Salvatore, Roma, barboni al Traforo (2008)
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a.d. VI
Idus Augustas (8 Agosto)
Anima superadiecta. Se
si viene colpiti dalla compassione, la coscienza brucia troppo in fretta. Guai
a esitare, ti cadono addosso i mali della Terra e non hai una borsa dove
dimenticarli.
Weltschmerz und Poesie
(1).
I
poeti sono come i giocatori di roulette che indossano la giacca alla rovescia
per attirare la fortuna.
a.d. V Idus Augustas ( 9
Agosto)
Entia non sunt multiplicanda
sine necessitate.
Passaggio
dalla prensilità al tocco. In uno stadio molto avanzato
della Tecnica, le macchine di ultima generazione non presentano appigli da afferrare: è la fine di un
fitto corteo di metafore, quanto al prendere, allo stritolare, al lanciare, al
riafferrare al volo, ecc. La mano
concreta viene relegata alla preistoria del moderno, mentre la mano astratta non deve fare altro che
sfiorare, accarezzare, digitare dei tasti.
E poi dite che non
bisogna essere scettici.
L’Harba de Moshé (La spada di Mosé), un antico testo ebraico sulla magia, conteneva
ricette terapeutiche, pozioni d’amore e istruzioni per guarire gli storpi e
camminare sull’acqua.
Ettore Petrolini (1884-1936)
docet et ridet. A chi si può chiedere il sangue per
guarire gli ammalati facoltosi? Ai
poveri: non hanno molto altro e sono sempre generosi.
Il miglior progetto di
Andy Warhol (1928-1987).
Un
volume mai realizzato, Il libro dei cazzi
e dei piedi: agli amici chiedeva di
spogliarsi per disegnarne genitali e arti inferiori. Alle inutili fatiche del
sesso opponeva le gioie del voyeurismo.
Prove generali per la
fine del mondo (1). Dialogano distesi e supini sulle
strisce pedonali. Sopra i loro destini un fitto e colorato stellatolo: si
tratta di due barboni. Poco discoste,
meste processioni di passanti in bianco e nero.
Sui giganteschi fondali
della storia.
L’uomo
con la testa nitida distrugge la nitidezza del mondo.
Il cassetto degli
attrezzi (1). Il Secolo dei Lumi civilizzò la Natura senza annientarla.
Congegnò una Tecnica al servizio dei bisogni umani, ordinò razionalmente la
società secondo un’idea generalizzata di benessere. Poi però non seppe
mantenere le premesse e scelse per sé il progresso e per noi la solitudine,
l’asfissia tecnocratica, la Natura
ridotta a sfondo del desktop.
Qualcosa ci sta
aspettando, qualcosa che tocca a noi inventare. Gettate mobili
e masserizie in mare. Salpate per Cuba. Sì, per Cuba, dove cinquant’anni fa,
per qualche mese, si respirò l’aria di un mondo nuovo, interamente umano.
Il fondatore della
meteorologia. Si esce dalla spugna del temporale e
si entra nel piovasco, per tornare di nuovo nella tempesta sotto tonnellate
d’acqua. Sembra che queste nuvole puntino all’eternità.
Explicit per cervelli
fini. Contemplo il serale, la luna gozzuta, la pioggia
spegnitoio. Non sono un professionista del dolore, non attizzo lacrimatoi
domestici. Tento di far entrare qualche treno nel cranio, sferragliando…
a.d. IV Idus Augustas (10 Agosto)
La letteratura contiene
indicazioni per accompagnare I morti, non per resuscitarli. “Sono
un vigliacco, non posso sopportare la sofferenza di essere felice”. In questa
confessione di John Keats (1795-1821) riconosco i sintomi ilarotragici degli
scrittori impotenti che opprimono se stessi e gli altri.
Il cassetto degli
attrezzi (2). Piccoli intellettuali scrivono piccoli
libri con grandi citazioni.
Taccuino metafisico
(1). I fedeli si accaniscono contro Dio, lo mandano in
pezzi, lo calpestano, lo trasformano in denaro e in astronave, infine lo
piangono.
Tempus pigrum ac prope immotum. Nella Recherche di Marcel Proust (1871-1922) soffrono soltanto gli
uomini. Alle donne spettano dolori di second’ordine, poco impegnativi. Prigioniere o fuggitive, alle eroine
proustiane tocca iniziare un ispido processo di emancipazione.
Prove generali per la
fine del mondo (2).
La
bora taglia la gola alle nuvole, le sgocciola nel bacile delle strade. La Natura cruda e le ceneri
delle discariche si spartiscono lo Spirito del Tempo. Si evade da quel che
accade, fingendo di camminare sull’acqua…
a.d. III Idus Augustas (11
Agosto)
La violenza corre e
ricorre nell’autodromo della Storia.
Nel
suo romanzo L’uomo che ride Victor
Hugo (1802-1885) inanella alcune perle imperdibili a proposito p.es. del Club des coups de tête, i cui soci
offrivano pinte di birra a energumeni che accettavano di farsi dare violente
testate sul petto. Precursori di Arancia
Meccanica, i drughi associati al Fun
Club, si divertivano (si fa per dire) a entrare nelle case per sfregiare i
ritratti di famiglia, infrangere specchi di valore, avvelenare i cani,
rinchiudere i gatti nelle voliere degli uccelli. La scala della violenza
conduceva fino al Club des laids, consacrato
alla deformità. La regola aurea dell’associazione imponeva agli appartenenti di
battersi in duello per difendere la rispettabilità di donne e uomini particolarmente sgraziati. Il giorno in cui
la bellissima cortigiana Visart si ammalò di vaiolo, il Club intero brindò in suo onore.
Taccuino metafisico
(2). L’inferno è un incendio
d’ombre.
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Acapulco, teste mozzate di narcotrafficanti messicani
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pridie
Idus Augustas (12 Agosto)
Comparse in una scena
di massa. La società è la pietra che si porta al
collo per tutta la vita.
Scrivere paganamente,
piroettando verso la sociologia. Con la riproducibilità
tecnica, la luminescenza metafisica (l’aura
di cui parlava Benjamin nel 1936) non è andata perduta per sottrazione, si è semplicemente spollinata nel molteplice fattuale e
storico. Ecco perché al fondo delle merci si stipa un quid di religiosità che acquieta
ogni coscienza all’inizio del terzo millennio cristiano.
Progettiamo rovine per
lasciare spazio alle civiltà successive. Un turista
americano giustamente risentito di fronte al Colosseo, incomparabile con
l’originale conservato a Las Vegas.
Danze territoriali e
forze del caos. Che cosa spinse decine
di milioni di fringuelli a riunirsi in un solo posto nell’estate del 1950?
Idibus Augustis ( 13 Agosto)
Riportare la notizia ai
fautori dell’art
pour l’art.
Friedrich Engels (1820-1895) dichiarò di aver imparato dalla Comédie Humaine di Honoré de Balzac (1799-1850) più che da tutti gli storici, gli economisti e gli statisti del
periodo.
Tertium datur. Secondo George Bernard Shaw (1856-1950) i poli
del potere oscillavano fra la corruzione di pochi (monarchia, aristocrazia,
oligarchia) e l’incompetenza di molti (democrazia). I sistemi occidentali
odierni, e quello italiano in primis,
vanno oltre l’assunto shawiano, coniugando mirabilmente l’incompetenza di pochi
(i governanti) con la corruzione di molti (i governati-elettori).
Dietro al filo spinato
di Wester Bork è riuscita a dire, prima di Benigni, che la vita è bella. Nel 1941 a ventotto anni Hetty
Hillesum, una ragazza colta che amava Rilke, piena di vita e di passioni, ebrea
ma laica, decise di farsi deportare volontariamente a Auschwitz. Per diventare
donna non le bastava amare un singolo essere umano, l’umanità intera esigeva il
suo sacrificio.
Spiritus flat ubi vult spiritus.
I
notturni sono brevi, le cose mute. Gli dèi se ne vanno su biciclette di carta…
a.d. XIX Kalendas Septembres
(14 Agosto)
Panopticon (2). Il
pensiero filosofico appare sempre più deludente: ricerca la verità, non
ritenendo di doversi appoggiare al mondo dei video giochi.
Ai cornuti dell’arte
contemporanea (1).
A un giornalista che criticava la sua non-musica, e che lo invitava, se
ne fosse stato capace, a eseguire una vera
partitura, John Cage (1912-1992) rispose che non avrebbe avuto nessuna
difficoltà a misurarsi p. es. con le sinfonie beethoveniane, purché le avesse
potuto dirigere tutte e nove insieme. L’arte contemporanea appare facile e
aleatoria come spostare un pedone su una scacchiera, o trovare un fungo
coltivato in una serra. Poi, però, bisogna saper trasformare un pisciatoio in
un’opera memorabile, come accaduto a Marcel Duchamp nel 1917, oppure come nel
caso di Cage comporre 4’33’’ ,
ispirandosi alle pitture bianche di Robert Rauschenberg (1925-2008), senza utilizzare nemmeno una
nota: 4 minuti e 33 secondi di silenzio pieno e di rigoroso, paradossale ascolto zen.
Brachilogie per il
mondo nuovo (1). Lo spazio liscio, lo spazio striato:
deterritorializzare, riterritorializzare. Poter di nuovo sagomare il mondo.
Non si può sopravvivere
a un errore grammaticale e/o di stampa. Hans Magnus
Enzensberger, La fine del Titanic,
pubblicato nell’anno di piombo 1978. Consulto la traduzione italiana edita da
Einaudi; a pagina 5, terza strofa, riga 2 leggo testualmente: “un’interminabile
telone” (rimango senza fiato e ripenso ai tempi di Pavese e Vittorini…).
Vuoto radioso, nulla
luminoso. Paradossalmente positivi, il nulla e il
vuoto hanno trionfato su tutte le proprietà dell’essere.
Vuoto nulla, lume
radioso. Felicità: regolare scorrimento di
postulati.
Gran club bucolico. Notte, un
lenzuolo nero a settentrione di Cristo. Cadono coriandoli di luce. Notte vischiosa…
a.d. XVIII Kalendas
Septembres (15 Agosto)
Tavole rotonde e teste
quadre.
Dopo una giornata di televisori con movimenti
girevoli privi di perno (grammatica della deriva, degli sperperi di coscienza):
so cos’è la vita da quando la guardo sui libri.
Il cassetto degli
attrezzi (3).
La tempesta
di Shakespeare (1564-1616) si svolge su un’isola dalle 2 alle 6 di pomeriggio
(alle 2 iniziavano le rappresentazioni dell’epoca). Dopo essersi riconciliato
con Antonio, il fratello usurpatore, Prospero rinuncia alla magia, così come
Shakespeare al teatro. La tempesta
segna la fine storica dei viaggi e dei naufragi: da allora solo traversate
virtuali e inabissamenti ideali.
In girum imus nocte et
consumimur igni.
Imparare la Storia
serve a poco. Si distrugge quanto occorre, mai di più.
Weltschmerz und Poesie
(2).
Nel
più grande ossario d’Europa Francis Ponge (1899-1988) ha osato baciare l’abisso
sulla bocca.
Ragionare sull’estrema
pelosità, sulla sgradevolezza, sull’estraneità repulsiva che genera la società
attuale.
Nelle
guarentigie del vento l’unica notizia appesa agli alberi: un salato e
dissennato benessere. I ricordi lavorano a basso regime, la memoria si sospende
nella lentezza di questa domenica dolciastra e immobile…
a.d. XVII Kalendas
Septembres (16 Agosto)
Memorie volontarie e
involontarie. Giorgio Morandi (1890-1964) dipingeva
per lento accumulo. Copriva con un telo il quadro e vi rimuginava sopra. Ogni
giorno aggiungeva una pennellata fino a quando lumi, lucerne, bottiglie e
bicchieri acquistavano vita: le sue nature morte rappresentano un paradosso che
non tutti capiscono. Alla metà d’agosto del 1990 (più o meno di questi tempi
estivi) andai appositamente a Bologna per una grande retrospettiva su di lui; a
parte le solite questioni di corretta fruizione delle opere, la mostra rendeva
adeguatamente l’importanza dell’artista.
Di ritorno a Roma, un conoscente, saputo del mio excursus bolognese pro Morandi, mi chiese come fosse stato il
concerto.
L’arte di cucinare i libri.
Gran
cerimoniere di gusti letterari altrui, Giovanni Raboni (1932-2004) ha imbandito
per la propria mensa poetica una ribollita indigesta. Passati in un brodetto di
rane, i suoi versi afoni deprimono per quel loro sapore di pessimo aglio
lombardo.
Atto unico per
Minotauro, Arianna e Teseo.
Qualsiasi labirinto, anche quello costituito da una sola linea geometrica, dà
molto filo da torcere.
La testa impazzita di
Jonathan Swift (1667-1745). La gente non guarda,
parla ed entra a vivere nei supermercati…
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Una natura morta di Giorgio Morandi
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a.d.
XVI Kalendas Septembres (17 Agosto)
Moon of Recanati. Libro
scritto da sé, dal suo essere libro e crocevia di mondi. L’autore lo ha
ricevuto in beneficio dalle sue viscere malate e dalla sua prodigiosa memoria
(piccolo omaggio notturno alle Operette
morali, licenziate da Giacomo Leopardi nell’anno di grazia 1827).
Vivere bene e deporre
l’uovo dell’immortalità.
Mi basta essere contemporaneo degli scrittori che ammiro.
Honoris causa. Dal motto di spirito di un nobile piemontese del
XIX secolo: l’umanità si divide in persone intelligenti e laureate.
Filantropia. Non
vi è nessuno che voglia veramente il nostro bene, se non il macellaio, il
fruttivendolo, la cassiera del centro commerciale, la commessa del panificio,
il pescatore di telline…
Oxidation painting. Andy
Warhol esprime il suo giudizio sull’arte informale e sulla sua pretesa di
rappresentare l’interiorità attraverso materia e colore, invitando i suoi amici
a orinare su tele preparate con uno strato di vernice fresca al rame (piss painting). L’orina ossida il rame e
fa emergere un significativo e sorprendente gesto estetico.
Anima adiecta. Non
è equo, non è giusto, non è semplice e nemmeno finito: è il mare dove si
disperdono i liquami di tutte le anime…
a.d.
XV Kalendas Septembres (18 Agosto)
Tout est pour le mieux dans le meilleur des concerts
possibles. Nel 1972 John Cage si è presentato
alla televisione americana con una sua composizione per piano preparato, vasca da bagno, pentola a pressione, frullatore e vaso di fiori.
I topi non avevano
nipoti. Perfettamente in asse con il tempo estivo, le
parole buttate giù per le scale…
a.d.
XIV Kalendas Septembres (19 Agosto)
La verità passa, rimane
tutto il resto.
Il
vento si infila nella vallata da padrone: ammiro la solitudine, ha muri bassi che
aiutano la vita a spuntare dappertutto
come un’ombra…