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di Barbara Goretti
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Alfredo Pirri, Misura ambiente (1), 2010
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Alfredo Pirri indaga
lo spazio e le sue relazioni con la luce e con l’architettura. Una ricerca che
si sviluppa e si evolve nella creazione di ambienti calpestabili in cui
pittura, scultura e architettura si fondono, ridisegnando non solo luoghi fisici
ma più complessi spazi di pensiero. Nel progetto per la mostra Misura ambiente, presentata, è lo studio
sulla molteplicità della prospettiva che ridefinisce l’intero ordine delle
cose. Il nucleo principale di questo progetto nasce da un’opera creata
originariamente per la
Cappella della Tenuta dello Scompiglio, a Vorno; un edificio
del Seicento che nell’ambito del territorio rivestiva un ruolo fondamentale di
connessione tra vita pubblica e area privata, in quanto simbolo di un potere
politico e religioso.
Pirri riveste
l’interno della Cappella di un pavimento calpestabile fatto di lastre di
cristallo come se “… Una serie di finestre fossero precipitate dall’alto. In
esse scorrono delle vere e proprie fiammate di piume dipinte di rosso, delle
linee che convergono in una prospettiva con un punto di fuga esterno, linee che
sorpassano l’altare – punto utopico – e si ricongiungono dietro di esso, nella
casa padronale” (A.Pirri). Da questa visione unitaria, non chiusa, ma pensata
nell’ottica di oltrepassare un riferimento architettonico e intellettuale certo
e imposto, l’artista arriva a scomporre l’opera, ritornando sulla progettualità
del disegno e descrivendo nuovi e molteplici punti di fuga che si alternano
nello spazio della galleria. Traccia così un percorso che ha inizio dai
disegni, dalle linee rosse – fiamme energetiche che attraversano l’ambiente
senza invaderlo – e che prosegue in un passaggio scandito da differenti punti
di vista. Lo sguardo sulle cose infatti non è mai univoco, così come il
pensiero non può essere unico, e l’osservazione dello spazio diventa una
condizione intellettuale e critica. Per questo non basta di certo la vista, né passivamente
intesa, né quella interiore della rêverie
di Bachelard, o quella percettiva e allertata di Perec, ma un intervento di
apertura dello spazio stesso e delle sue prospettive.
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Alfredo Pirri, Misura ambiente (2), 2010
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Un intervento che
Alfredo Pirri cerca sempre di immaginare anti-violento, lontano da punti di
fuga che convergono verso il niente: è il giorno della memoria quando si
inaugura Misura ambiente e la
prospettiva mostrata dall’artista è anche quella di una foto drammatica, la
strada verso un campo di concentramento, segnata da un punto di fuga feroce che
converge nell’abisso. La prospettiva è quindi il destino, il futuro che può
aprirsi in uno spazio altro, o diversamente implodere su se stessa:
“Nella casa abita un uomo che gioca con i serpenti
che scrive
che scrive all’imbrunire in Germania i tuoi capelli
d’oro Margarete
lo scrive ed esce dinanzi a casa e brillano le
stelle e fischia ai suoi mastini…”
Versi di Paul
Celan che Pirri ha scelto per accompagnare la presentazione della mostra al
pubblico testimoniando una convinzione che si fonde con la sua poetica: il forte
senso etico che l’arte e l’essere artista comportano.
Questo non
coincide con il definire direzioni imposte quanto con il raccontare, offrire
dei sentieri percorribili. Non c’è mai gigantismo o invadenza, il racconto
dello spazio si fa silenzioso e si espande sulle pareti, accarezza gli angoli,
si fa pelle scoperta e sensibile, rosata come la luce che riverbera
nell’ambiente. Un paesaggio dell’anima, della mente in cui ognuno può scegliere
il proprio orizzonte.
Da questi spazi
più segreti, senza far rumore, e non immediatamente visibili, emergono opere costituite
da elementi piegati e sovrapposti, come se da esse germinassero pagine di
libri, con l’interno aperto, rivolto all’osservatore: quasi delle piccole biblioteche
che ci ricordano, come nella Stanza di Penna,
l’importanza del pensiero.
Mostra: Misura Ambiente
Artista: Alfredo Pirri
Sede: Galleria De’ Foscherari,
Bologna
Durata della mostra: gennaio -
marzo 2010
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Alfredo Pirri, Misura ambiente (3), 2010
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