| |
►
La Rizzagliata
di Andrea Camilleri, edito da
SELLERIO, comincia con il misterioso assassinio di Amalia, una bella ragazza
siciliana, figlia di un deputato di un partito di destra. Il suo fidanzato Manlio,
figlio di un politico di sinistra, viene accusato dell’omicidio. È una notizia
bomba, ma il direttore della sede Rai di Palermo, Michele Caruso, nel timore di
commettere passi falsi, rifiuta di trasmetterla in apertura del telegiornale e
anzi la dà soltanto nel notiziario della notte. «Il romanzo si colloca nelle vicinanze della cronaca più recente –
scrive nella presentazione Salvatore
Silvano Nigro – e dà una rappresentazione storicamente ravvicinata del
generale insordidamento politico: delle occulte geometrie e delle segrete
intese fra poteri forti trasversali alle colorazioni stinte dei partiti; degli
strusciamenti della corruzione; delle collusioni mafiose; dei vari gradi di
perversione del linguaggio velato o atteggiato, elusivo o reticente, ossequioso
o intimidatorio. Le apparenze abbagliano. Ed è sconsigliato denudare le parole
e interpretare i fatti. L'impermeabilità della politica irradia di sé le
carriere, nelle aziende pubbliche, e i passaggi dei pacchetti azionari nella
Banca dell'Isola; e persino le alcove: le fedeltà e le infedeltà coniugali;
l'amor costante e le passioni tattiche».
Dunque,
il marcio prevale. «Mi sono ispirato a
un delitto del 1953 – ha dichiarato Camilleri – la morte della giovane Wilma
Montesi, di cui si servirono magistrati, giornalisti e politici per rovinare la
carriera di Attilio Piccioni, un notabile democristiano». Perché la
rizzataglia? «È una rete da pesca a
ombrello con dei piombini – spiega lo scrittore – che si apre in aria. I
piombini la tirano giù e i pesci grandi e piccoli non svelti rimangono
impigliati. Uno dei personaggi del mio romanzo è un eccellente pescatore».
►
Romanzi e racconti (vol. II) di Alberto Arbasino, secondo volume
dei Meridiani di MONDADORI, a cura di Raffaele Manica, è una sorta
di omaggio allo scrittore che compie ottant’anni. Comprende i testi usciti da
metà degli anni sessanta in poi: Narcisata,
Super-Eliogabalo, La bella di Lodi, Il principe costante, Specchio delle mie
brame, Amate sponde e, in appendice, il testo poetico Matinée.
Se
potesse salvare una sola delle sue opere, Arbasino, intervistato per Repubblica da Nello Ajello, ha risposto che sceglierebbe Fratelli d’Italia. La prima
edizione (Feltrinelli), che risale al 1963, è quella riprodotta nei Meridiani. Ma essendo un affresco
della società italiana eseguito seguendo il viaggio attraverso la penisola di
alcuni giovani intellettuali, è un’opera “aperta” tanto che l’autore l’ha
riscritta più e più volte (1967, 1976, 1993). «Nell’ultima versione pubblicata da Adelphi – ha detto Arbasino – ci
sono tante conversazioni fra giovani. Allora, Anni Sessanta, non esistevano né
la televisione, né Internet e quindi si passavano le serate chiacchierando fra
amici». La casalinga di Voghera è una metafora inventata da Arbasino, divenuta
famosa: «Tanti anni fa la casalinga di
Voghera – ha osservato lo scrittore – concentrava in sé tutto ciò che di
arretrato e di piccolo-borghese c’era in Italia Da qualche tempo si è
aggiornata. Vive di provocazioni e di trasgressioni. È impietosa. Irriverente.
Dissacrante. Ma rimane più piccolo-borghese che mai, rappresentando la
mutazione del gregge cui appartiene».
Alberto Arbasino (Voghera, 1930) esordisce nel
1955 su Paragone col racconto Distesa
estate. Romanziere sofisticato e sperimentale, ha fatto parte del Gruppo 63
ed è uno degli scrittori contemporanei più fertili e celebri anche all’estero.
È stato e continua a essere uno degli intellettuali più attivi del secondo
Novecento: i suoi interessi spaziano dalla letteratura al teatro, alla musica,
all’arte, al cinema.
►Strano
l’amore di Andrea Manni, pubblicato
da E/O, racconta le peripezie di un dongiovanni che non si prende sul serio in
una Roma contemporanea, godereccia e incasinata. Il suo nome è Nino, quarantuno
anni, allegro e spensierato. Ha una piccola libreria, dove lavora. E’
simpatico, buffo e intelligente, ma è ostaggio della propria irrequietezza. Non
vuole storie d’amore importanti, nell’Amore proprio non crede. Finché un giorno
irrompe nella sua vita Clelia e inizia una bellissima, allegra e appassionata storia d’amore. Ma c’è
un problema: Clelia, oltre ad essere una donna straordinaria, è uguale a Nino.
Sono due single convinti che non hanno intenzione di avere rapporti
seri.
Andrea
Manni è
nato nel 1958 a
Roma, dove vive e lavora. Come regista ha diretto cinque film: Da cosa
nasce cosa…, di cui è anche cosceneggiatore, Il fuggiasco,
tratto dall’omonimo romanzo di Massimo
Carlotto, con cui ha scritto la sceneggiatura; Troppi equivoci per
Raidue, Voce del verbo amore, di cui è anche co-sceneggiatore,
e Bestie, sempre per Raidue. Questo è il suo primo
romanzo.
►
I
ragazzi di Charleston di Pat
Conroy, in libreria per i tipi di BOMPIANI, è una autobiografia in forma di
fiction. Non è una novità per lo scrittore americano visto che in tutte le sue
opere precedenti sono preponderanti i rimandi e i riscontri tra la sua storia
personale e le vicende e i personaggi raccontati. «Le mie fonti di ispirazione – ha dichiarato Conroy – sono suicidi
familiari, separazioni, amori attesi per anni». Basta tornare indietro
nel tempo. Nato nel 1945 ad Atlanta, in una famiglia numerosa, dominata da un
padre violento, Donald Conroy, colonnello dei marines, che tiranneggia la
moglie e i figli, sette tra fratelli e
sorelle, Pat esordisce nel 1970 con The
Boo e già nel secondo romanzo The
Water is Wide, uscito due anni dopo, attinge alla propria esperienza raccontando
il lavoro fatto come insegnante per recuperare i ragazzi poveri ed emarginati
di una scuola di campagna. Il romanzo ebbe successo e fu trasposto in film,
titolo Conrack, protagonista John Voight. Anche il padre non sfugge
al destino di diventare un personaggio dei romanzi del figlio. Nel ’76 Pat
Conroy racconta la storia del colonnello Donald nel libro The Great Santini. Anche questo ha una versione cinematografica con
Robert Duvall nei panni del
protagonista, ma scatena un putiferio. «Avevo
violato la regola del silenzio – ha ricordato tra l’altro lo scrittore in una
intervista a Ranieri Polese del Corriere
della sera – qualunque cosa accadeva in casa non doveva essere rivelata. I
miei nonni non mi rivolsero più la parola. Mia madre chiese il divorzio
e produsse il libro in tribunale come prova a carico contro il marito. Però il
libro ebbe anche un buon risultato. Mio padre prese coscienza del ruolo
devastante che aveva avuto nella nostra famiglia e cominciò a cambiare. Mi disse:
sono io la fonte della tua ispirazione, il tuo successo lo devi a me. Veniva
anche nelle librerie dove presentavo il romanzo. E firmava i libri con me.
Scriveva: “Donald Conroy, The Great Santini. Spero vi piaccia quest’opera di
fiction di mio figlio” e sottolineava la parola fiction tre volte». Altri guai
quando esce il suo romanzo di maggior successo Il principe delle maree (cinque milioni di copie vendute nel mondo
e riduzione cinematografica di e con Barbra
Streisand) una sorella del protagonista (Nick Nolte) tenta di suicidarsi e Pat viene chiamato dalla
psicanalista della donna perché l’aiuti a capire i motivi del suicidio.
Nei
Ragazzi di Charleston il protagonista
si chiama Leo King e ha un fratello, Steve, che si è ucciso. Anche Pat ha avuto
un fratello, Tom, morto suicida nel 1994. Il romanzo racconta la storia di un
gruppo di compagni di classe all’ultimo anno delle superiori. Leo King, l’io
narrante, è sconvolto per il suicidio del fratello e quando viene fermato dalla
polizia perché trovato in possesso di un pacco di cocaina, lui non dichiara che
uno sconosciuto glielo ha messo nel giubbotto e finisce in carcere. Mentre
scade la libertà vigilata, nel 1969, conosce alcuni amici veri, bianchi e neri
e di diverso ceto. Vent’anni dopo gli amici si incontrano a Charleston, dove Leo
è il columnist del giornale locale, Ike, figlio dell’allenatore nero della
squadra di football, è il capo della polizia e Sheba è diventata una star di
Hollywood. Ricordi, scontri, pianti, gesti affettuosi, ma di fronte ad alcune
morti per Aids sul gruppo cala un Grande Freddo.
Scarica in formato pdf
|
|