una
storiella per bambini cattivelli
c’era
una volta anzi c’erano due volte appunto due bambini. della stessa età della
stessa altezza dello stesso colore di capelli della stessa città perfino dello
stesso quartiere eppure molto diversi tra di loro. perché uno era un bambino
buono e l’altro era un bambino cattivo insomma non proprio cattivo cattivo
diciamo un po’ cattivello. la mamma del bambino buono voleva bene a suo figlio
perché era appunto un bambino buono. anche la mamma del bambino cattivello
voleva bene al suo figlio cattivello ma era sempre sempre arrabbiata con lui.
“sei un bambino molto cattivo!” gli gridava sempre “e finirai molto male!”. la
mamma del bambino buono era invece sempre contenta e gli diceva con una voce dolce dolce
“che bravo bambino che ho sicuramente diventerai un grande uomo!” il bambino
buono andava bene a scuola e faceva sempre i suoi compiti scrivendo con una
bella calligrafia. il bambino cattivello invece non andava quasi mai a scuola e
diceva alla mamma di essere malato e invece andava a giocare alle slot machine
del bar. nella slot machine si mette una moneta da due euro e si preme un
bottone rosso. e poi cinque rulli con tante figure girano e girano
vruuuuum e poi si fermano. se si vedono cinque mele rosse tutte in
fila quando i rulli si fermano si vincono tanti soldi anche 50 o 100 o 200 o
1000 euro. ma il bambino cattivello portava sempre con sé da casa un
cacciavitino e con quello apriva lo sportello e prendeva tutti gli spiccioli mentre
nessuno vedeva. e i due euro per cominciare a giocare il bambino
cattivello li prendeva dal borsellino della mamma mentre lei era in bagno a
fare la pipì. e con tutti quei soldini il bambino cattivello comprò un aipod
per sentire la musica sapete bambini quel piccolo magico aipod bianco con
gli auricolari più piccolo di un pacchetto di sigarette dove stanno dentro
migliaia e migliaia di canzoni ippop cantate dai veri cattivi gengster che in
america pum pum sparano con le pistole. e al bambino cattivello piacevano i
gengster con le pistole e sognava di diventare proprio come loro da grande ma
ancora più cattivo e con una pistola ancora più potente eppure silenziosa e
precisissima infallibile che uccide tutti al primo colpo. e poi con quei
soldini il bambino cattivello comprava le sigarette e le droghe. sì sì era
molto piccolo ma già fumava le sigarette e le canne e inghiottiva le pasticche
di ecstasi e tirava su per il naso una polverina bianca come aveva visto fare
alla nonna e allo zio sì sì sì una polverina bianca che si chiamava coccoina
come la colla che usava per incollare sul quaderno le fotografie di donne e
uomini nudi che trovava in internet insieme al suo fratello più grande. insomma
il bambino cattivello ne faceva di ogni e si divertiva tanto tanto. il bambino
buono invece stava sempre con la mamma ubbidiva al papà e studiava tanto perché
da grande voleva fare lo psichiatra come il cugino grande che aveva una casa
bellissima con dentro tanti quadri blu e tanti tappeti blu e tanti cuscini blu
e una tavola blu con una tovaglia blu e dei piatti blu e dei bicchieri blu e un
giardino di piante tutte blu. che sarebbero state verdi ma c’erano tre
giardinieri che venivano pagati tutti i giorni per dipingere di blu tutte le
foglie e i fiori nuovi che via via nascevano. ma la mamma del bambino buono non
voleva che suo figlio giocasse con gli altri bambini perché diceva che erano
tutti troppo cattivi e che lo avrebbero sciupato. e quindi il bambino buono
stava sempre solo ed era molto triste perché si sentiva molto solo ma diceva
alla mamma al papà al fratellino alla sorellona al cugino grande alla
nonna e al nonno con lalzaimer che lo scambiava sempre per il ciuaua che era
molto felice e che gli piaceva andare a scuola tenere la camera in ordine fare
compagnia al nonno con lalzaimer che lo scambiava per il ciuaua e andare alla
messa la domenica e confessare al prete di aver commesso il peccato di mangiare
troppa nutella e caramelle al miele e allora il prete si arrabbiava e gli
diceva che ne uccide più la gola che la spada ma questa frase il bambino buono
non la capiva perché lui non aveva mai preso in mano una spada perché non
giocava con i soldatini e non si vestiva da zorro o da vichingo per carnevale e
giocava solo facendo collezione di francobolli e monete di san marino. il
bambino cattivello invece strappava di mano dalle bambine le loro bambole e le
spogliava le metteva sul piccolo cesso della piccola casa di barbi e poi urlava
“caga maiala puttana rottainculo figlia di troia caga o ti stacco la testa!!!”
ma siccome la cacca non usciva perché le bambole non hanno il buco del culo ma
sono fatte di plastica senza buchi allora il bambino cattivello gli staccava
veramente la testa e le bambine piangevano e i loro papà gli ricompravano dieci
belle bambole per ogni testa staccata dal bambino cattivello. un giorno il
bambino buono e il bambino cattivello si incontrarono. il bambino buono stava
andando a comprare il pane fresco del forno all’alba perché la cugina era loro
ospite e mangiava solo pane fresco del forno comprato all’alba mentre il
bambino cattivello stava tornando a casa dopo essere stato tutta la notte a
suonare i campanelli di mezza città svegliando tutti poverini. quando si videro
il bambino cattivello disse al bambino buono “ma lo vedi come sei vestito? sei
fuori moda fai schifo. sembri un cremino un bigné. e sei pettinato come una
femminuccia. ha ha sei frocio”. e il bambino buono non seppe cosa
rispondere. non sapeva cosa fosse un frocio perché nel libro di scuola di
letture la parola frocio non c’era eppure lui aveva imparato quasi a memoria
tutte quelle letture durante l’estate ma capiva che era di certo una cosa molto
molto brutta essere un frocio forse peggio ancora che essere chiamato
femminuccia. e così il bambino buono addolorato dalla cattiveria che gli aveva
detto il bambino cattivello corse a casa si nascose in lacrime in camera sua e
si buttò dalla finestra e morì. e non andò in paradiso perché il prete non gli
aveva ancora dato l’assoluzione per il peccato di gola della nutella e le
caramelle al miele. e così finì all’inferno per il peccato di gola dove pochi
anni dopo arrivò anche il bambino cattivello per il peccato di spada cioè
perché si era fatto una spada insomma una pera e così era morto di overdose. e
all’inferno diventati tutti e due molto ma molto ma moltissimo cattivissimi
diventarono molto ma molto ma moltissimo amici.