LE VIE DEL RACCONTO
MASSIMILIANO CHIAMENTI
 

 

                                      una storiella per bambini cattivelli                       

 

c’era una volta anzi c’erano due volte appunto due bambini. della stessa età della stessa altezza dello stesso colore di capelli della stessa città perfino dello stesso quartiere eppure molto diversi tra di loro. perché uno era un bambino buono e l’altro era un bambino cattivo insomma non proprio cattivo cattivo diciamo un po’ cattivello. la mamma del bambino buono voleva bene a suo figlio perché era appunto un bambino buono. anche la mamma del bambino cattivello voleva bene al suo figlio cattivello ma era sempre sempre arrabbiata con lui. “sei un bambino molto cattivo!” gli gridava sempre “e finirai molto male!”. la mamma del bambino buono era invece sempre contenta e gli diceva con una voce dolce dolce “che bravo bambino che ho sicuramente diventerai un grande uomo!” il bambino buono andava bene a scuola e faceva sempre i suoi compiti scrivendo con una bella calligrafia. il bambino cattivello invece non andava quasi mai a scuola e diceva alla mamma di essere malato e invece andava a giocare alle slot machine del bar. nella slot machine si mette una moneta da due euro e si preme un bottone rosso. e poi cinque rulli con tante figure girano e girano vruuuuum e poi si fermano. se si vedono cinque mele rosse tutte in fila quando i rulli si fermano si vincono tanti soldi anche 50 o 100 o 200 o 1000 euro. ma il bambino cattivello portava sempre con sé da casa un cacciavitino e con quello apriva lo sportello e prendeva tutti gli spiccioli mentre nessuno vedeva. e i due euro per cominciare a giocare il bambino cattivello li prendeva dal borsellino della mamma mentre lei era in bagno a fare la pipì. e con tutti quei soldini il bambino cattivello comprò un aipod per sentire la musica sapete bambini quel piccolo magico aipod bianco con gli auricolari più piccolo di un pacchetto di sigarette dove stanno dentro migliaia e migliaia di canzoni ippop cantate dai veri cattivi gengster che in america pum pum sparano con le pistole. e al bambino cattivello piacevano i gengster con le pistole e sognava di diventare proprio come loro da grande ma ancora più cattivo e con una pistola ancora più potente eppure silenziosa e precisissima infallibile che uccide tutti al primo colpo. e poi con quei soldini il bambino cattivello comprava le sigarette e le droghe. sì sì era molto piccolo ma già fumava le sigarette e le canne e inghiottiva le pasticche di ecstasi e tirava su per il naso una polverina bianca come aveva visto fare alla nonna e allo zio sì sì sì una polverina bianca che si chiamava coccoina come la colla che usava per incollare sul quaderno le fotografie di donne e uomini nudi che trovava in internet insieme al suo fratello più grande. insomma il bambino cattivello ne faceva di ogni e si divertiva tanto tanto. il bambino buono invece stava sempre con la mamma ubbidiva al papà e studiava tanto perché da grande voleva fare lo psichiatra come il cugino grande che aveva una casa bellissima con dentro tanti quadri blu e tanti tappeti blu e tanti cuscini blu e una tavola blu con una tovaglia blu e dei piatti blu e dei bicchieri blu e un giardino di piante tutte blu. che sarebbero state verdi ma c’erano tre giardinieri che venivano pagati tutti i giorni per dipingere di blu tutte le foglie e i fiori nuovi che via via nascevano. ma la mamma del bambino buono non voleva che suo figlio giocasse con gli altri bambini perché diceva che erano tutti troppo cattivi e che lo avrebbero sciupato. e quindi il bambino buono stava sempre solo ed era molto triste perché si sentiva molto solo ma diceva alla mamma al papà al fratellino alla sorellona al cugino grande alla nonna e al nonno con lalzaimer che lo scambiava sempre per il ciuaua che era molto felice e che gli piaceva andare a scuola tenere la camera in ordine fare compagnia al nonno con lalzaimer che lo scambiava per il ciuaua e andare alla messa la domenica e confessare al prete di aver commesso il peccato di mangiare troppa nutella e caramelle al miele e allora il prete si arrabbiava e gli diceva che ne uccide più la gola che la spada ma questa frase il bambino buono non la capiva perché lui non aveva mai preso in mano una spada perché non giocava con i soldatini e non si vestiva da zorro o da vichingo per carnevale e giocava solo facendo collezione di francobolli e monete di san marino. il bambino cattivello invece strappava di mano dalle bambine le loro bambole e le spogliava le metteva sul piccolo cesso della piccola casa di barbi e poi urlava “caga maiala puttana rottainculo figlia di troia caga o ti stacco la testa!!!” ma siccome la cacca non usciva perché le bambole non hanno il buco del culo ma sono fatte di plastica senza buchi allora il bambino cattivello gli staccava veramente la testa e le bambine piangevano e i loro papà gli ricompravano dieci belle bambole per ogni testa staccata dal bambino cattivello. un giorno il bambino buono e il bambino cattivello si incontrarono. il bambino buono stava andando a comprare il pane fresco del forno all’alba perché la cugina era loro ospite e mangiava solo pane fresco del forno comprato all’alba mentre il bambino cattivello stava tornando a casa dopo essere stato tutta la notte a suonare i campanelli di mezza città svegliando tutti poverini. quando si videro il bambino cattivello disse al bambino buono “ma lo vedi come sei vestito? sei fuori moda fai schifo. sembri un cremino un bigné. e sei pettinato come una femminuccia. ha ha sei frocio”. e il bambino buono non seppe cosa rispondere. non sapeva cosa fosse un frocio perché nel libro di scuola di letture la parola frocio non c’era eppure lui aveva imparato quasi a memoria tutte quelle letture durante l’estate ma capiva che era di certo una cosa molto molto brutta essere un frocio forse peggio ancora che essere chiamato femminuccia. e così il bambino buono addolorato dalla cattiveria che gli aveva detto il bambino cattivello corse a casa si nascose in lacrime in camera sua e si buttò dalla finestra e morì. e non andò in paradiso perché il prete non gli aveva ancora dato l’assoluzione per il peccato di gola della nutella e le caramelle al miele. e così finì all’inferno per il peccato di gola dove pochi anni dopo arrivò anche il bambino cattivello per il peccato di spada cioè perché si era fatto una spada insomma una pera e così era morto di overdose. e all’inferno diventati tutti e due molto ma molto ma moltissimo cattivissimi diventarono molto ma molto ma moltissimo amici.

 




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Le vie del racconto

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