AUDIO POETRY
PIERO CIAMPI (1934-1980)
 


Trent’anni fa, il 19 gennaio 1980, moriva a Roma a soli 45 anni, per un cancro alla gola, Piero Ciampi. Vogliamo, così, fare un doveroso tributo di memoria al poeta-cantautore livornese, artista irregolare, inquieto, anarchico, esistenzialmente ‘maudit’, fuori dagli schemi dell’industria culturale e discografica, amico di Carmelo Bene e di pittori come Mario Schifano, Aldo Turchiaro e Mario Ceroli. Figura di assoluto rilievo nel saper proporre quella che il suo co-compositore Gianni Marchetti definiva “poesia cantabile”.

 

Livorno (Ciampi-Marchetti)  >  ascolta il file mp3

Ma che buffa che sei (Ciampi Marchetti)  >  ascolta il file mp3

Il Natale è il 24 (Ciampi-Pavone-Marchetti)  >  ascolta il file mp3

 

***





Livorno

 

Un pianto che si scioglie,

la statua nella piazza,

la vita che si sceglie,

è il sogno di una pazza.

 

La sera è già calata,

comincio a camminare

sperando di incontrare

qualcuna come te.

 

Triste triste

troppo triste è questa sera,

questa sera, lunga sera.

 

Ho trovato

una nave che salpava

ed ho chiesto dove andava.

Nel porto delle illusioni

mi disse quel capitano.

 

Terra terra

forse cerco una chimera,

questa sera, eterna sera.

 

 

*

 

 

Ma che buffa che sei

 

Sei come un purosangue

che non ha mai perso una corsa,

sei tu che vieni avanti,

sei rara come una sorpresa.

 

Ma che buffa che sei,

ma che buffa che sei,

il denaro per te

è un giornale di ieri.

 

Ma che buffa che sei,

ma che buffa che sei,

ogni cosa che fai

ha troppi strani motivi,

tranne una, e la sai: l’amore

 

Ma che amore che sei,

ma che cara che sei,

quando dici

“son due le anime mie”.  

 

Quel pugno che ti detti

è un gesto che non mi perdono,

ma il naso ora è diverso:

l’ho fatto io e non Dio.

 

Ma che amore che sei,

ma che cara che sei,

quei ragazzi laggiù

sembrano noi.

 

*

 

 

Il Natale è il 24

 

È Natale è il 24,

non riesco più a contare,

la vita va così.

 

Ho una folle tentazione

di fermarmi a una stazione,

senza amici e senza amore.

 

Mio fratello è all’ospedale,

sono giorni che sta male,

la madre non l’ha più.

 

Anche Pino è separato,

Elio al gioco si è sparato,

mi stupisco sempre più.

 

Io vado,

quando sono abbandonato

vado in cerca di una donna,

senza danni.

 

Sento

quelle volte che non pago

che rimane pure amore,

ed allora.

 

Ma il mattino mi consegna

Francescangelo drogato,

non mi conosce più.

 

Per vederci un poco chiaro

bevo un litro molto amaro,

sono dentro un’osteria.

 

Il Natale è il 24,

Gianna ha un cuore molto strano,

la vita va così.

 

Ho una folle tentazione

di rifermarmi a una stazione,

senza amici e senza amore.

 

Il Natale è il 24.

 

 

 

 

 

 




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