di Piero Sanavio
Già l’inverno
2006 cercavo un editore per il tuttora
inedito I più bei nomi d’Europa e il
da poco pubblicato Virtù dell’odio, L.-F.Céline.
Manuela La Ferla, ex editor presso Fazi, mi aveva consigliato di rivolgermi a
un’agenzia padovana, “piuttosto seria”,
mi disse, proprietà di e gestita da Rita Vivian (dottoressa? professoressa?),
di cui porta il nome. L’incontro con la signora Vivian, a Padova, nella hall
del Pedrocchi, non fu entusiasmante – appena ebbe sfogliato i manoscritti, “Ma
questa è letteratura!” mi disse su un tono di riprovazione. Non ricordo cosa le
risposi, ma capii subito che ero sul piede sbagliato: tanto più che fui
sottoposto a un interrogatorio nel corso del quale la signora espresse dubbi
sul fatto che i miei primi racconti e il mio primo romanzo fossero apparsi
negli Stati Uniti; che il Pound che mi aveva pubblicato Marsilio fosse così
pieno di refusi da rendere necessaria una corrige di circa quattrocento voci; che
i rapporti con Fazi fossero stati perlomeno strani, dal momento che il romanzo
pubblicato con lui già un paio di mesi dopo la pubblicazione era introvabile e
l’ufficio stampa del tutto inefficiente. La signora scattò subito in difesa
degli editori. Ci fu un tentativo di chiarificazione, da parte mia, per
lettera. Ciò che io cercavo, le scrissi, era un agente che si occupasse dei
miei interessi (oltre che dei suoi propri), non di quelli degli editori; in
caso contrario, era preferibile rompere subito il rapporto. Così fu.
L’episodio mi
tornò in mente pochi giorni or sono quando Francesco Muzzioli, parlando della
situazione delle letteratura italiana, osservava che il genere letterario
maggiormente colpito dall’involuzione culturale nazionale è il romanzo. Non che
in Italia non si pubblichino romanzi – se ne pubblicano moltissimi. Il problema
è la bassa qualità della scrittura e la sempre maggiore difficoltà a fare
accettare a un editore un testo che non sia pietistico, minimalista,
consolatorio, scritto in giornalese, o che non rifletta la convinzione che, a
citare Maurras, “Je souffre, donc je suis.” È il solo punto sul quale mi è impossibile
non essere d’accordo con il Grande
Reazionario.
Retrospettivamente,
mi rendo conto che nel mio rapporto con la signora Vivian il torto era mio – in effetti mi
occupo di letteratura e probabilmente non lo dovrei fare. Lo riconobbe
recentemente anche una casa editrice siciliana, respingendo un altro mio
romanzo: “robusta vena satirica… non comune fluidità dello stile…” aggiungendo,
“Purtroppo, la limitazione della produzione in alcuni settori…” Eccetera.
Troppo vecchio per
nutrire ormai una qualche vanità, più che l’apprezzamento d’ufficio (“i fiori
si danno ai morti” sosteneva un mio amico brasiliano) mi interessa la frase
“limitazione della produzione”. La
tradurrei, pur con qualche difficoltà a prenderla per buona, in “compressione degli spazi.” E in
effetti è questa l’altra faccia del problema – la mancanza di spazi per tutto
ciò che non sia predigerito e consolatorio o non abbia un qualche valore
snobistico o immediatamente politico. (La politica è diventata il grande alibi
anticulturale, oggi, da noi: come le inchieste sulla malavita e lo sport).
Personalmente,
ho sempre avuto difficoltà a farmi pubblicare, ma alla fine c’era sempre uno
spiraglio: oltre che per pubblicare, per rendere noto ciò che era stato
pubblicato. Al giorno d’oggi tutto si è fatto quanto mai difficile, il romanzo
deve rispondere a canoni prestabiliti, nessun’altra alternativa è data. La
mancanza di spazi, se da un lato è determinata dalla concentrazione delle case
editrici in pochissime mani, dall’altro
trova i suoi uomini di mano nella critica – giornalisti che non avendo mai
studiato Marx, usano un linguaggio che si illudono sia marxista, invece che
rispondente alle pressioni del mercato, in altre parole alla sua gestione: o
che, trascorsi quindici giorni negli Stati Uniti, ne ritornano esperti di
letteratura americana e pertanto pronunciano tutto all’inglese. Recentemente
“Dike”, la giustizia dei greci, diventava “dàik” in televisione. Una giustizia
di ambigua femminilità, si suppone, visto che dàik (= dyke) è voce gergale per “lesbica”, negli Stati Uniti.
***
|
|
Michele De Luca, Declinazione, 2009, cm 30x21
|
All’atto pratico tre sono i principali gruppi
editoriali nel nostro paese: Rizzoli (acquistato non molti anni fa dall’ex boss
della Fiat Cesare Romiti); Mondadori; Mauri-Formenton – quest’ultimo
proprietario anche della più importante agenzia distributiva italiana, le
Messaggerie.
Rizzoli – RCS (Rizzoli-Corriere della Sera) Media
Group. Gruppo editoriale internazionale attivo nel settore dei periodici e dei
libri e nel comparto della radiofonia, dei new media e della tv digitale e
Satellitare. Tra i primi operatori nel mercato della raccolta pubblicitaria e
della distribuzione. Il Gruppo è significativamente presente in Francia, UK,
Spagna, Portogallo, Usa e Cina. RCS MediaGroup è quotata alla borsa italiana,
segmento blue chip (codice ISIN azioni ordinarie IT0003039010, azioni di
risparmio IT0003039028)
L’azionariato si articola in questo modo:
partecipanti al patto di sindacato di blocco e di consultazione RCS Mediagroup
65,112 % (di cui 465.540.351, pari al 63.540 % è vincolato a un Patto di
sindacato; azioni proprie 0,625 %; MEI….. 12,843 %; altri azionisti (quote
superiori al 2%) 21,420 %..
Il Patto di sindacato è un patto parasociale tra
Pandette Finanziaria srl che fa capo a Giuseppe Rotelli e Banco Popolare Soc.
Coop avente per oggetto l’esercizio del diritto di voto. Vi è vincolato il
63,540 % corrispondente ad azioni 465.540.351. Del gruppo denominato “altri azionisti” è vincolato al patto di
sindacato il 3,522 %.
La struttura del
gruppo è la seguente: RCS Quotidiani (100 %); RCS Periodici (100 %) Unidad
Editorial (posseduto complessivamente da RCS al 96,48 %), Sfera editore (100
%); RCS Pubblicità (100 %); Blei (100 %); IGP Decaux (34,5 % – joint venture
RCS, 34 %, JCDecaux, 32,3%; Publitransport, 32 %); Dada (50 %); m-dis (45 % – Joint
venture RCS 45 %; De Agostini 45 %, Hachette 10 %). Hachette, oltre che casa
editrice, è anche la principale società di distribuzione di libri e giornali di
Francia.
Il gruppo RCS si
articola nelle seguenti società: RCS Quotidiani; RCS Periodici; RCS Libri; RCS
Pubblicità; RCS MediaGroup Spa.
Sono nel gruppo
RCS le seguenti case editrici: Rizzoli,
Bompiani, Sonzogno, Fabbri, Libri Oro, Superpocket, Etas, Adelphi, Marsilio,
Skira, Archinto, Lizard, Rizzoli Usa, Flammarion.
RCS edita i
seguenti quotidiani: Corriere della Sera
e La Gazzetta dello Sport (18 % del mercato) e in Spagna, attraverso Unidad Editorial (18 % del mercato) El Mundo e Expansion.
Periodici:
per un pubblico famigliare. Visto,
diretto da Franco Bonera; Novella 2000 diretto da Candida
Morbillo; Astra diretto da Andrea
Monti; Salute prima di tutto diretto da Eliana Lietta; e gli allegati al
Corriere della sera, Sette, e in
Spagna El Magazine e La Metropoli, abbinati a El Mundo. Poi, Domenica
Quiz, e il mensile Quiz mese, diretti da Giorgio
Rivieccio.
Periodici per un pubblico femminile. A, diretto da Maria Latella, ex Corriere della Sera e collabora anche a
Sky Tv; Io Donna, mgz del Corriere della sera, diretto da
Diamante D’Alessio, e in Spagna Yo Dona,
allegato a El Mundo. Inoltre: il
mensile Il mio bambino, l’omologo
spagnolo Mi Bebé y yo; Donna e mamma,
Insieme diretto da Valeria Corvini), e il trimestrale Style Piccoli. Anche
Immagine, rivista ufficiale della profumeria italiana.
Periodici per un pubblico maschile. Il Mondo, diretto da
Enrico Romagna Manoja; Max, diretto
da Andrea Rossi, e in Spagna Actualidad
Economica. Inoltre Style Mgz, Style
Piccoli e Style Golf.
Periodici specializzati sono: Casa, Case da Abitare, Abitare,
Costruire, Costruire Impianti, Dove, I viaggi del Sole; Yacht and Sail; in
Spagna Siete Leguas, Golf Digest, Marca
Motor, Correo Medico, Correo Farmaceutico, Diario Medico, Universitaria,
Expansion & Empleo, La aventura de la historia, Descubrir el Arte, El
Cultural; in Francia Beaux Arts Mgz e Fluide Glacial.
_________________________________________
GRUPPO MONDADORI
Assetto
proprietario Fininvest, 50,2 %;
Mondadori international SA 1,741 %; Arnoldo Mondadori Editore Spa 7,747 %
(azioni proprie); Arnoldo Mondadori Editore Spa, 6,006 %; Silchester Internat.
Investors Ltd 10,007%; Tweedy Browne Co. LLC 4,883 %.
Nel 2008 il
fatturato consolidato del Gruppo è stato di 1,819 miliardi di euro. Lo stesso
anno la quota di mercato del Gruppo era del 28,8 %. La quota di mercato a
valore delle case editrici del Gruppo nella Grande Distribuzione era del 35 %.
Presidente del gruppo è Marina Berlusconi. Il comitato di gestione è composto
da: Antonio Baravalle, Roberto Briglia, Riccardo Cavallero, Rossella Citterio
(salumi?), Maurizio Costa, Carlo Mendelli, Ernesto Mauri, Carlo Maria Vismara
(vetrerie? elettronica? prosciutti?), Renato Rodenghi, Enrico Selva Coddé,
Gianni Vallardi (dell’ex casa editrice?), Angelo Sajeva.
Il gruppo
Mondadori controlla 50 società; pubblica 40 riviste in Italia e 32 in Francia.
Dal gennaio 2010 le attività della Divisione Libri del gruppo sono presidiate
da due nuove Direzioni Generali: editoria “Trade” (narrativa, saggistica
pubblicati da Mondadori, Einaudi, Piemme e Sperling) ed editoria di creazione,
cioè libri progettati internamente come quelli scolastici, d’arte e illustrati
pubblicati da Mondadori Education ed Electa
Principali società del gruppo: Edizioni
Mondadori; Giulio Einaudi Editore, Edizioni Frassinelli; Mondadori France;
Edmond Le Monnier; Gruppo editoriale Random House-Mondadori; Mondadori
pubblicità; Mondadori Electa; Sperling & Kupfer; Mondadori Education;
Edizioni Piemme (diretto dalla signora Castagnone); Harlequin Mondadori Italia;
Mondadori Retail; Mondadori Franchising, Cemit Interactive Media, Mondolibri in
joint venture con Bertelsmann (tedesca), controlla i club del libro Euroclub,
Club degli editori, Il Circolo, Club per Voi e la libreria telematica BOL.it
Principali collane:
i
Meridiani; Omnibus; scrittori italiani e stranieri; Strade blu; Frecce; le
Scie; Doc.
Collane per le
edicole: Giallo Mondadori; Urania; Segretissimo; Romanzi.
Collane libri
economici: Oscar Mondadori; Miti Mondadori.
Collane
storiche: Medusa.
Collane ragazzi:
Piccoli Brividi; Junior Mondadori.
Altre collane: i
classici del giallo; i Neri Mondadori; i nuovi bestseller. Harmony; Horror
Mondadori; Il Battello a vapore.
Periodici: Auto
oggi; Casaviva; Chi; Ciak; Confidenze; Cosmopolitan; Creare; Cucina Moderna;
Donna Moderna; Doppiovù; Economy; Epoca; Evo; Focus; Grazia; Guida; Panorama;
PC Professional; Sale & Pepe; Starbene; Telepiù; Sorrisi e Canzoni.
Appartiene al gruppo Fininvest l’azienda Mediaset
Spa, impresa multinazionale che possiede società anche nei Paesi Bassi (Endemol
Group) e in Spagna (Grupo Gestevision e Telecinco) ed è quotata alla Borsa
italiana dal 1996 (Milano, codice isisn IT0001063210). Il fatturato è attorno
ai 4 miliardi di euro con una capitalizzazione di mercato di circa 6,5
miliardi.
_____________________________________________
Gruppo Editoriale Mauri Spagnol. Frutto della fusione
di due gruppi editoriali (Mauri – Messaggerie; Spagnol – Longanesi), è una holding
di cui Stefano Mauri è presidente e amministratore delegato e Luigi Spagnol,
pure amministrare delegato. È controllata da Messaggerie italiane per il 73,77
%, dalla famiglia Spagnol per il 23 % e da Andrea Micheli per il 3,4 %. Il
gruppo controlla anche le case editrici storiche Longanesi, Garzanti, Vallardi,
Guanda, Corbaccio, nonché Tea, Superpocket, Nord, già della società di
pubblicità e diffusione libraria Pro Libro, Salani, Ponte alle Grazie, e il 50 % di R. L. Libri, società editrice
che sviluppa il mass-market in joint venture con Rizzoli-RCS Libri. Sempre al
Gruppo appartiene il 50 % di GE.AM.CO che si occupa della gestione
amministrativa e contabile. È nel 2007 che nasce Chiarelettere, una casa
editrice di approfondimento giornalistico e di cui il Gruppo detiene il 49 %.
Nel 2009 sono acquisiti dal Gruppo la Bollati-Boringhieri e La Coccinella
(letteratura per ragazzi). Nello stesso anno
il Gruppo entrava per il 35 % in Fazi Editore.
Nel 2008 il
fatturato del Gruppo è stato di 130 milioni.
Pare che in Fazi
ci sia stata anche una partecipazione della De Agostini (con le consociate
DEA Cp., De Agostini Communications e, in Spagna, De Agostini-Grupo Planeta) che nel 2008 conosceva però un
negativo di 206 milioni.
_______________________________________
La DE AGOSTINI SPA. è la holding del
gruppo De Agostini, controllata dalle famiglie Drago e Boroli tramite la finanziaria
B&D Holding di Marco Drago e C. Spa. È una società per azioni con sede a
Novara, il cui settore spazia dall’editoria ai giochi alla finanza ai media. Effettua vendite per corrispondenza e
porta a porta. Dal 1904 edita il Calendario Atlante De Agostini.
Nel 2006, dopo
alterne vicende quali un ruolo nel campo delle assicurazioni (Toro, Generali),
De Agostini acquista nel 2006 GTech Holding, colosso USA delle tecnologie dei
giochi attraverso Lottomatica; il ramo
d’azienda dell’editoria scolastica di Cedam Spa rilevata da Wolters Kluwer; e
di Cdb Web Tech dal Gruppo De Benedetti che cambia denominazione in DeA
Capital. Nel 207 sono acquisite Magnolia e Marthin Groopu, società di
produzioni TV attiva in Italia e Francia, e una partecipazione di maggioranza a
Cideb Editrice, attiva nel settore lingue straniere. Nel 2008 il Gruppo
acquista Zodiack Tv, società di produzione attiva nei paesi dell’Europa dell’est;
è acquisito inoltre da DeA Capital il 70
% di Atlantic Real.