LETTURE
ROBERTO MAGGIANI
      

Scienza aleatoria

 

Lietocolle, Como 2010, pp.  80, €13,00

    

      


di Tiziana Colusso

 

 

Roberto Maggiani fa parte di coloro che hanno bisogno di attingere alla fonte originaria del pensiero, alla quale già si abbeveravano i presocratici o presofisti, interrogandosi sugli archetipi,  sull’origine e sulla sostanza delle cose, sull’uno e sul molteplice, sulla materia vivente indivisibile e frazionata in atomi, su tutti i misteri cosmologici della natura e dell’essere umano come parte di essa.

 

A quel tempo – e non si parla di un tempo cronologico, ma di un tempo del pensiero, sempre presente e dunque attingibile negli strati della riflessione filosofica – lo scienziato e il poeta non erano separati da studi e lavori specialistici, ma confluivano in una figura unica di pensatore che si interroga sul cosmo, sulla natura, sull’uomo, sull’atomo e sul destino e che opera senza soluzione di continuità in tutti gli strati dell’esperibile e dell’immaginabile, sperimentando, intuendo, inventando, catalogando e sognando.

 

Poi, l’unità del pensatore è stata nel tempo divisa dalle gabbie sempre più dettagliate degli specialismi: oggi lo scienziato è un animale da laboratorio, legato a ricerche parcellizzate e settoriali delle quali è sempre più difficile cogliere il senso e il valore universale. E il poeta, sganciato da riflessioni di valore universale, rischia di diventare un bardo lamentoso che canta dei suoi amori, disamori e idiosincrasie,  noioso, narcisistico e disutile al resto dell’umanità.

           

Roberto Maggiani, in questa nuova raccolta di poesie, forte della sua duplice esperienza di poeta e di fisico (nonché insegnante di fisica, il che aggiunge un valore pedagogico in senso alto alle sue riflessioni), tenta di riattingere alla fonte unica e originaria del pensiero, dispiegando sulla pagina immagini e formule matematiche, ipotesi e passioni. Alcune volte i materiali, disusi alla prossimità, stentano a ritrovare una compiuta armonia formale e restano gli uni accanto agli altri a testimoniare il coraggio del tentativo. In alcuni momenti, la sintesi riesce, come un  legame chimico di elementi uniti in provetta, e si può esultare di fronte ad una vera e propria creazione ampia e profonda. Uno dei migliori esempi è il brano Radiazioni luminose, dove la luce, i colori, i protoni, i neutroni e l’antimateria si saldano ad un’ispirata innovazione verbale, con effetti poetici scintillanti.

Oppure nel brano Realtà e immaginazione, dove si fa emergere dal possibile l’universo-mondo per lanciarlo in una corsa vertiginosa di realtà ed immaginazioni, quasi un gioco di scatole cinesi.

 

In questo universo poetico di Maggiani, complesso e stratificato, ogni tanto fa capolino anche il Gran Creatore, a cui il poeta sembra riferirsi come ad un Maestro si riferisce il giovane artista, quasi temendo di peccare di temerarietà ad intestarsi totalmente il felice gioco dell’invenzione del mondo.

 

 




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