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di
Tiziana Colusso
Roberto Maggiani fa parte di coloro che
hanno bisogno di attingere alla fonte originaria del pensiero, alla quale già si
abbeveravano i presocratici o presofisti, interrogandosi sugli archetipi, sull’origine e sulla sostanza delle cose,
sull’uno e sul molteplice, sulla materia vivente indivisibile e frazionata in
atomi, su tutti i misteri cosmologici della natura e dell’essere umano come
parte di essa.
A quel tempo – e non si parla di un
tempo cronologico, ma di un tempo del pensiero, sempre presente e dunque
attingibile negli strati della riflessione filosofica – lo scienziato e il
poeta non erano separati da studi e lavori specialistici, ma confluivano in una
figura unica di pensatore che si interroga sul cosmo, sulla natura, sull’uomo,
sull’atomo e sul destino e che opera senza soluzione di continuità in tutti gli
strati dell’esperibile e dell’immaginabile, sperimentando, intuendo,
inventando, catalogando e sognando.
Poi, l’unità del pensatore è stata nel
tempo divisa dalle gabbie sempre più dettagliate degli specialismi: oggi lo
scienziato è un animale da laboratorio, legato a ricerche parcellizzate e
settoriali delle quali è sempre più difficile cogliere il senso e il valore
universale. E il poeta, sganciato da riflessioni di valore universale, rischia
di diventare un bardo lamentoso che canta dei suoi amori, disamori e
idiosincrasie, noioso, narcisistico e
disutile al resto dell’umanità.
Roberto Maggiani, in questa nuova
raccolta di poesie, forte della sua duplice esperienza di poeta e di fisico
(nonché insegnante di fisica, il che aggiunge un valore pedagogico in senso
alto alle sue riflessioni), tenta di riattingere alla fonte unica e originaria
del pensiero, dispiegando sulla pagina immagini e formule matematiche, ipotesi
e passioni. Alcune volte i materiali, disusi alla prossimità, stentano a
ritrovare una compiuta armonia formale e restano gli uni accanto agli altri a
testimoniare il coraggio del tentativo. In alcuni momenti, la sintesi riesce,
come un legame chimico di elementi uniti
in provetta, e si può esultare di fronte ad una vera e propria creazione ampia
e profonda. Uno dei migliori esempi è il brano Radiazioni luminose, dove la luce, i colori, i protoni, i neutroni
e l’antimateria si saldano ad un’ispirata innovazione verbale, con effetti
poetici scintillanti.
Oppure nel brano Realtà e immaginazione, dove si fa emergere dal possibile
l’universo-mondo per lanciarlo in una corsa vertiginosa di realtà ed
immaginazioni, quasi un gioco di scatole cinesi.
In questo universo poetico di Maggiani,
complesso e stratificato, ogni tanto fa capolino anche il Gran Creatore, a cui
il poeta sembra riferirsi come ad un Maestro si riferisce il giovane artista,
quasi temendo di peccare di temerarietà ad intestarsi totalmente il felice
gioco dell’invenzione del mondo.
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