AUDIO POETRY
MARIO LUNETTA
 


 

 

Tre poemi strategici:  da Mappamondo (& altri luoghi infrequentabili), Campanotto editore, 2006

 

 

 

> 01  Te absolvo  (ascolta il file mp3)

 

> 02  Ki parla? Ki ascolta? – Poema pesce  (ascolta il file mp3)

 

> 03  Eurobond Europa  (ascolta il file mp3)

 

 

 

***

 

 

3 POEMI STRATEGICI

 

 

Te absolvo

                                                                          

                                                             

                                        Il mio dèmone era stato in gabbia a lungo:

                                                                                     venne fuori ruggendo.

                                        R.L. STEVENSON, Lo strano caso del dottor Jeckill e di mister Hyde

 

 

1.

 

ai piani superiori, n’est-ce pas,

                                      si gradirebbe che –

si apprezzerebbe insomma, si vedrebbe di buon occhio, lassù, durante il volo

a 15.000 mt. sopra i capricci delle nubi, effimeri, & attraverso

                                      le malattie infantili dei mercati –

enfin, riuscirebbe oltremodo gradito, per così dire, a tre passi

dalla paura (margini sottili, borse sull’orlo del pànico): mentre

la vecchia Europa, arazzo dimenticato, strappato, forse superfluo,

                                      perde bave & trippe allagando

acque & terre delle sue feci brune, in un be bop sgangherato

incancrenito nel marciume, in questa fragorosa malinconia, in questo

rosa intestinale che illividisce il cielo, ne fa una distesa di frattaglie

& accresce turbamento

                                      alle anime belle (amnesia, busillis, in

                                      diebus illis: et alia, alia multa)

- anzi, rettifichiamo: riuscirebbe oltremodo gradito che –

 

 

2.

 

o, per meglio dire: assolutamente necessario, indispensabile, magari

obbligatorio (flamenco flambé: verso lo zenit)

                                      realizzare una più corretta

gestione & digestione

                                      dei disordini incongrui, delle

dinamiche scomposte, del caos, della sporcizia, dei fetori sociali,

degli spurghi, lerciumi, umori, rumori, grida, rimorsi, rimozioni, etc. –

(che paiono, laggiù, oltre i miraggi & i “Mirages”,

caratteristiche delle cosiddette creature umane – patrimonio

genetico della specie, suo stupido stigma): (condanna

                                      secondo alcuni, secondo altri

semplicemente

                                      motivo di compatimento, compassione, pilosa pietas

& non si sa bene cos’altro). id est.

 

 

3.

 

una storia di scimmie, en tout cas:

                                      tutta da dimenticare, lassù, ai piani

superiori – 15, ormai 25.000 mt. sulla bambagia delle nubi

- durante il volo & il suo moltiplicarsi dentro

una spirale esaltante, nella luce, il sonno, i sogni maledetti

                                      maledettamente interrotti

                                      (prostituzione & riso dietro

                                      le porte, sperma & marrons glacés).

tacere. acconsentire. le lingue non vanno tagliate, vanno solo

tenute in giova, please:

                                      & - detto tra noi – non si capisce, in effetti, cosa

si pretenda laggiù, oltre l’inferno.

                                      a cosa si aspiri, a cosa mai: &

in base a quali mai disposizioni, o utopie dissennate – non si parli

                                      di diritti, ovviamente. (impura prassi, stop).

Europa numismatica (siamo professionali & innovativi). l’etica

del predatore non ci è estranea, onestamente. Il pianeta

gira male, da un po’: cosicché ai piani superiori, vero, non

riuscirebbe sgradito che –

                                      (ma la cupola di San Pietro, oggi, ora,

è visibile esclusivamente dal buco del portone dei Cavalieri di Malta

all’Aventino, & da quassù, dove c’è solo pace, silenzio & un disperato

profumo di petunie misto a effluvi di tabacco dolce,

nella sera

                                      del dì di festa, & sempre,

(magari noiosamente): embolo letale, il continente stia in guardia.

ai piani superiori, come già detto, darebbe molto fastidio che –

 

 

4.

 

con moderato spargimento di sangue, questo è certo. bizzarrie

cannibaliche, previste in percentuale trascurabile, con metodo,

con pazienza scientifica, dissenso, dissenteria. non alteriamo irresponsabilmente

                                      i metabolismi, il mondo

                                      è un laboratorio: perché dovrebbe

                                      essere diverso? perché? perché mai?

                                      in nome di che cosa?

nessuno, crediamo, ama essere terra di conquista: ma c’è chi lo è

naturalmente & naturaliter, forse per volontà di –

                                       ai piani superiori, durante

i voli angelici più efferati, vivendo di trasparenze, morendo

di troppa vita & troppa luce, non lo si nega: i controlli sui cambi

non mordono i grandi: è necessario quindi che popoli & razze

si adeguino, imparino a respirare sott’acqua, o sottoterra:

                                       fisime, olé!

                                       & che, surtout, entrino

volentieri nelle regole: sintassi fondamentale, la natura si libera

all’interno degli schemi, delle strategie produttive – il resto

                                       è sentimentalismo. (il cappotto di legno

                                       non ha tasche). così sia. così è.

                                       te absolvo.

 

 

 

 

Ki parla? Ki askolta?

Poema pesce

 

                                        E tuttavia sedevamo ancora dietro la porta in rovina

                                                                        deliberando i destini del mondo.

                                        BERTOLT  BRECHT

 

                                        L’artista non è qualcuno che trascrive il mondo,

                                        quanto piuttosto il suo rivale.

                                        ANDRE’  MALRAUX

 

                                        La liberazione dei morti avviene al rallentatore.

                                        HEINER  MULLER

 

 

1.

 

Ki mi parla? Ki mi paràbola, parabellum paradossale, ki mi parla all’orecchio,

all’erta, orakolare, alors, allegro, allegorico alibi maldestro, ki, ki,

ki mi sussurra, susssss, ki mi grida, ki urla, ur, ur, Ur dei Kaldei, hurrà! Là in quelle

lingue antikissime perdute, ikiissime, eeerdute, kon èki kissà kome

pieni di frenesia, di freee,  free klimber, di freeesko vento kolossale

fra le kolonne, i rokki, i rock ‘n roll, rollando, rockkettando,

nel pap, nel papillon, nel padiglione, nel kondotto, mentre porgea gli orecchi

al suon della tua voce?

 

Ki mi grida, ki urla, ki sussurra? Mi susssss? Mi sugge, mi suggella?

Ki tace invece? & kome? & in base a kuali disposizioni, a kuali

regolamenti, dérèglements, regaglie, regalìe? In base

a kuali ordinanze del maxiracket, akkà, stasera o stamattina, akkà nisciune,

stabat, stamme, sotto nu ciele ke vommita eskrementi, ke vooommita, reggae

giamaikano, già? & ness, nessuno se ne akkorge, se ne akkkkk

(o finge di)? – kontinuando a ko, kontinuando a kooovare nel kovile

le sue proprie amarezze & amaritudini, arezze, itùdini agrodolci, ascoltando

più niente ke non sia kuesto rhum (giamaicano ank’esso, forse), kuesto rumore

profondo di rovina, kaduta, precipizio delle kose, delle koske dello spirito

- spiritosamente?

 

La burocratizzazione dell’ass, dell’assassinio: kuesto

sì ke è, peut-etre, un problemino non da poko: pur se non

da moltissimo, per vero – magari da moooooltiplikare

in silenzio, mentre mi kie, mi kiedo ki mi grida, ki urla, ki

mi susss, susssss, mi sussurra nel timpano, sursum korda, nella tu, nella tuba

di Eustakio, mi kie, kiedo, ki insomma ki è mai, ki sia stato

in kuel momento svanito in un singhiozzo, ki sarà domani, ke è sempre

un altro giorno, komme on dit, nulla di nuovo, nulla, nihil

sub sole novi, nel mutamento delle forme, delle formule del ka,

del kaaapitalismo: della sostanza sua sempiterna, se non vo, se non vado

errato (ma lo potrei, lo ammetto, hamm, dash:

in kuesto Grande Sonno).

 

Assumere l’indispensabilità, ta ta ta ta ta, & in parallelo

la necessità inderogabile inkommerciabile inkontestabile indubitabile

indomabile (& pratikabile palpabile respirabile instankabile immutabile

socializzabile spiegabile inspiegabile insurrogabile) - & dimostrabile kontra,

della politika: opposizione kategorika al lib, al liber, al libeeerismo

(ke è lirismo specializzato in allestimenti sempre ult, ultrà, sempre ulteriori

di sistemi karcerari, guerre senza konfini di spaaaaazio & teeeeempo,

amori militari & raffike di piombo sotto il disgusto della lu, il disgusto

della luna)…

 

Extra, in esergo estrapoliamo gli effetti katastrofici, katarifrangenti,

magari kàtari o katarì (anke in kueste misere strofe, si vous voulez)

& rimettiamoci all’askolto, sia pure senza, senza aver decifrato

la vox, le voci (& il senso) di ki ci parla, ci paràbola, parabellum,

ci sussurra, susssss, sussi & biribissi, ci allaga di sangue i kondotti auri,

auricolari, & memoria & meningi: & non ci dice il suo nome.

 

 

2.

 

Ki askolta nelle tene, nelle tenebre del senso, della Sensucht, ki

si naskonde sotto kave di granito, dentro le nu, le nuages ke sono kavalli

& sono kavoli, kavilli & kave, appunto, kome già detto, o caveaux,

nel cielo o nell’inferno del business universale, dove il verso

non ha korso, & la per, la pertinace peeerversione della specie

s’impingua & si skatena? Ki, kuando, dove mai sempre semper

insiste nella sua opera pia innocentemente kriminale, pragmatismo

selvaggio, idealismo retoriko, oro nero oro bianko, petrolio, akkua,

aria, ke se la respiri muori, ki kome kuando & perché poi

- ki è pa, patron, patriota, padrone insomma nella partita di kuesta

passatella globale senza inizio

& senza konklusione?

 

Oh lo sviluppo integrato, lo sviluppo sostenibile, soste,

viluppo, atti, attività prometeica & multiforme

ora ke la nato, la natura ride di sé per non piangere, nell’oskuro

intestino del senso del nonsenso mentre

trema la terra, vogliamo forse fa, forse diesis, forse fare

un’inkiesta rigooooorosa su, per esempio, les Nouveaux

Maitres du monde, per dirla kon l’illustre prof.

il kui nome si può leggere, si può, su… su… (ma dove? Dove mai?)

prima ke tutto sia divorato dall’incendio ke si vede

avanzare dalla fo, dalla for, dalla foresta: ke si vide avanzare

- ke si vide, kuando già – vekkia fissazione dell’impero –

Woodrow Wilson buonanima aveva diffuso lo slogan

“Rendere il mondo più demokratiko”?

 

Ma ora finalmente, ora ke kue, ke kuesti tempi benedetti

da God & da Godot (dal dog di God & di Godot) hanno portato

benessere & libertà su kua, su kuasi tutta la terra, è giusto

konoscere grazie a kuale motore sia avvenuto

il mirakolo: & il motore, il General Motor, è kuesto, è quì,

& ci ama & ci arma ci sokkorre ci governa con ange, con angelika

sollecitudine

Banka Mondiale è il suo nomignolo

in kod, in kodice: ma in  realtà il suo nome di battesimo

è World Bank Group, ke impiega poko più

di 10.000 funzionari, ed è pro, probabilmente, fra tutte

le organizations interstatali, kuella ke fornisce

all’opi, all’opinione pubblika le informazioni più komplete

sulle proprie stra, sulle proprie strategie, stragi, progetti

& aktivities – un flux and fluxus kuasi ininterrotto

di stati, di statistike, di opuskoli esplikativi & di analisi

teo, teorike: & tutto, per grazia di Dio, si di, graziosamente si diparte

dalla sua fortezza in vetrocemento, al 1818

di Northwest Street, Washington, sorry.

 

  

3.                                              

 

Poi c’è la psike, c’è la psi, questa mia psike

ke non è più mia, non è più di nessuno, labile

più di un gas, più suppliziata di un supplì. Sarebbe bene, diko,

rivestirla di un giubbotto antiproiettile

antiruggine antiuomo anti-igieniko antiallergiko

antikongelante antikonformista (da animista blasé),

nella speranza disperata di un kam, di un kambiamento

non di status ma di specie: diventando

- metamorfosi zoologika & metallika –

prima un kammello attraverso la kru, la kruska di un ago,

di un’agorafobìa, poi un karrarmato, me voilà! – per vincere magari

kuesta guerra infinita, kuesta infinita

batrakomiomakìa gordonflash, kuesta gran fiera

di bistekke al sangue, sciakkuandomi le mani

kon un tokko di sapone Marsiglia, fiskiettando

anke sotto la pioggia la Mars, la Mars, La Marseillaise enfin:

mentre lo spe, lo spek, lo spekkio va in frantumi , & la mia faccia

ride, kome kuella immortale

di Buster Keaton, please, ke non ride mai.

 

1 aprile 2004

 

 

 

 

Eurobond Europa

 

                                         De Tubingue à ma rencontre

                               Se portent les jeunes Kepler Hegel

                                                       Et le bon camarade.

                               ANDRE’ BRETON

 

                                Quello che rimane dell’Europa è la solidarietà internazionale

                                del capitale contro la miseria… A questo punto non capisco

                                quale possa essere il contenuto spirituale dell’Europa, a meno che

                                non si voglia attribuire un’anima al denaro.

                                HEINER  MULLER

 

 

In pochi, mi pare, si sono accorti che l’Europa è a Gaza,

a Gerusalemme, a Giaffa (dove anche i pompelmi

sono bombe a orologeria).

Che l’Europa è a Baghdad, nella nuova Mesopotamia

delle Mille & una Morte

& di “Antica Babilonia”, sorry.

Che è in America Latina, la maledetta Europa.

Che è in India, in Cina, in Australia, in Canada,

nelle Antille, laggiù, verso la Florida

piena di patrioti strafatti di coca, & di contras

che aspettano solo l’ordine di attacco.

Che l’Europa si chiama anche Africa, okay, dove la Comare

allestisce ogni giorno dell’anno

il Festival del Sangue

& milioni di marmocchi fanno da concime gratis

prima di essere inscatolati

come Dio comanda.

 

Oh sì, la gente è distratta, & non ha

troppo tempo da perdere. Appunto in pochi si sono accorti

che l’Europa è negli Stati Uniti, okay,

& gli Stati Uniti sono qui, anche quando dormiamo, cullati

dai nostri sogni sognati da altri.

Facciamo sì che questi pochi

siano sempre meno pochi, fino a diventare

maggioranza, popolo sterminato,

pianeta.

 

In pochi sanno, ancora,

che troppi sono stati i rapimenti d’Europa, & che i suoi ratti

non sono favole mitologiche, ma rapine

& spoliazioni, ladrocinio & borseggio

a cielo aperto.

Facciamo sì che finalmente

non solo gli europei marcati come bufali

con le impronte digitali

comincino a saperlo.

 

Facciamo sì che lo sappiano

anche i morti, che continuano a abitare

questo mondo di orrori & di dolcezze possibili

- & lo diffondono ben oltre i loro cimiteri,

le loro fosse comuni, i loro mattatoi, in quelle lingue

silenziose & cifrate che sempre più

somigliano alle nostre.

 

Non vorremmo, no, che in Europa

ci fosse meno Europa che in tutti gli altri luoghi

della terra. (Fate attenzione).

E’ un progetto a cui lavorano alacremente

i suoi assassini, che non di rado

vi sono nati & ne parlano gli idiomi truccati

perché il loro vero idioma

è l’esperanto della sopraffazione

& del dominio, che conosce soltanto

il colore dell’oro, il peso leggerissimo

della carta moneta

& il sorriso del teschio.

 

20 maggio 2004            




Scarica in formato pdf  


 
Sommario
Audio Poetry

Il contatore dei visitatori Shiny Stat è attivo da dicembre 2006