SPAZIO LIBERO
PÉTER FORGÁCS
Ungheria privata: una archeologia della memoria
in quindici film


      
Il sessantenne ‘media artist’ e regista magiaro ha creato una monumentale video-opera sulla storia del suo paese dal 1920 al 1980, basandosi sul montaggio e rimontaggio di immagini amatoriali e filmini di famiglia di gruppi parentali di origine ebraica. A lui č stata dedicata lo scorso ottobre, all’Universitŕ La Sapienza di Roma, una personale in cui sono sono state proiettate quattro pellicole: “Il Vortice” (1996), “Il Paese del nulla” (1996), “Il bacio di Kádár” (1997) e “A Bibó Reader” (2001).
      



      

di Valentina Valentini




Péter Forgács: Il bacio di Kádár (1997)


Péter Forgács (1950), media artist e filmaker indipendente, vive e lavora a Budapest. Il suo iter artistico si avvia a partire dal 1978, e sino a ora ha all’attivo oltre trenta film e numerosissime videoinstallazioni. I principali riconoscimenti internazionali giungono a cavallo della sua monumentale opera Private Hungary, una serie di film e d’installazioni basate sul montaggio e sul ri-montaggio di pellicole amatoriali e filmini di famiglia appartenenti ad alcune parentele magiare di origine ebraica.

L’artista attraversa la memoria storica europea e in particolare quella ungherese utilizzando come filtro e come lente di ingrandimento le memorie private, le esperienze personali e gli avvenimenti rituali degli autori originari dei filmini, percorrendo un arco storico di circa sessant’anni dal 1920 al 1980 circa.

Le quindici pellicole che compongono l’intera Private Hungary scaglionano argomenti e tematiche disparate ma fortemente legate tra loro: la Shoah e la persecuzione ebraica, gli scontri della Seconda guerra mondiale, le questioni politiche e ideologiche dello stato magiaro.

Le immagini della memoria storica ufficiale, quelle dei cinegiornali d’epoca e delle istituzioni, accostate a quelle di origine familiare hanno consentito all’artista di maturare un approccio e uno sguardo unico sulle problematiche indagate, e l’invitano lo spettatore a riflettere sulla storia ufficiale da un punto di vista radicalmente opposto, assolutamente genuino e originale.

In occasione della personale dedicata all’artista (26-27 ottobre u.s. all’Universitŕ La Sapienza di Roma), sono stati proiettati quattro capitoli della sua monumentale opera.

Protagonista di Free Fall č l’eclettico György Pető, fotografo, uomo d’affari e musicista, che a partire dal 1938 inizia a riprendere con la propria 8mm gli avvenimenti della propria famiglia.

Le riprese di György coincidono esattamente con le esperienze private dei suoi familiari: in un’alternanza di balli, festeggiamenti e scampagnate vengono presentati i vari personaggi della storia, anch’essi membri della famiglia. Ma la banalitŕ della vita quotidiana, fatta di eventi imprevedibili e di contingenze ritualistiche, lascia lentamente il posto al trauma della Shoah che lentamente, legge dopo legge, attanaglia tutta la comunitŕ ebraica ungherese.




Péter Forgács: Il Paese del nulla (1996)


L’alfiere László Rátz, invece, di stanza nella fanteria ungherese guida il racconto di The Land of Nothing. La “terra del nulla” č il territorio sovietico, la terra di sanguinose battaglie e acerrimi scontri. Attraverso l’occhio di Rátz siamo in viaggio per l’Europa, attraversiamo l’Ucraina e ci dirigiamo sulle rive del Don, teatro bellico terribile e sanguinoso. Grazie a un permesso militare ottenuto nel natale del ’42, il protagonista della vicenda poté sviluppare e salvare i suoi filmati regalandoci immagini storiche e quindi documenti tangibili di come si sono svolti i fatti.

István Bibó (1911-1979), filosofo e politico ungherese, e Jŕnos Kádár (1912-1989), capo di stato dell’Ungheria dal 1956 al 1988, sono le due personalitŕ che guidano la narrazione di A Bibó Reader e Kádár’s Kiss, gli altri due film in programma.

A differenza delle opere precedenti, in questi lavori Forgács mette da parte la vita e la storia delle famiglie magiare per concentrarsi su due delle figure centrali del pensiero e della politica ungherese post-bellica, evidenziando le insorgenze e le discontinuitŕ ideologiche che hanno caratterizzato la seconda metŕ del Novecento ungherese.




Péter Forgács: A Bibó Reader (2001)


 

 

 

 

 




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