di Valentina Valentini
|
|
Péter Forgács: Il bacio di Kádár (1997)
|
Péter Forgács (1950), media artist e filmaker
indipendente, vive e lavora a Budapest. Il suo iter artistico si avvia a
partire dal 1978, e sino a ora ha all’attivo oltre trenta film e numerosissime
videoinstallazioni. I principali riconoscimenti internazionali giungono a
cavallo della sua monumentale opera Private Hungary, una serie di film e
d’installazioni basate sul montaggio e sul ri-montaggio di pellicole amatoriali
e filmini di famiglia appartenenti ad alcune parentele magiare di origine
ebraica.
L’artista attraversa la memoria storica europea e in
particolare quella ungherese utilizzando come filtro e come lente di
ingrandimento le memorie private, le esperienze personali e gli avvenimenti
rituali degli autori originari dei filmini, percorrendo un arco storico di
circa sessant’anni dal 1920 al 1980 circa.
Le quindici pellicole che compongono l’intera Private
Hungary scaglionano argomenti e tematiche disparate ma fortemente legate
tra loro: la Shoah e la persecuzione ebraica, gli scontri della Seconda
guerra mondiale, le questioni politiche e ideologiche dello stato magiaro.
Le immagini della memoria storica ufficiale, quelle dei
cinegiornali d’epoca e delle istituzioni, accostate a quelle di origine
familiare hanno consentito all’artista di maturare un approccio e uno sguardo
unico sulle problematiche indagate, e l’invitano lo spettatore a riflettere
sulla storia ufficiale da un punto di vista radicalmente opposto, assolutamente
genuino e originale.
In occasione della personale dedicata all’artista (26-27
ottobre u.s. all’Universitŕ La Sapienza di Roma), sono stati proiettati quattro
capitoli della sua monumentale opera.
Protagonista di Free Fall č l’eclettico György Pető,
fotografo, uomo d’affari e musicista, che a partire dal 1938 inizia a
riprendere con la propria 8mm gli avvenimenti della propria famiglia.
Le riprese di György coincidono esattamente con le
esperienze private dei suoi familiari: in un’alternanza di balli,
festeggiamenti e scampagnate vengono presentati i vari personaggi della storia,
anch’essi membri della famiglia. Ma la banalitŕ della vita quotidiana, fatta di
eventi imprevedibili e di contingenze ritualistiche, lascia lentamente il posto
al trauma della Shoah che lentamente, legge dopo legge, attanaglia tutta
la comunitŕ ebraica ungherese.
|
|
Péter Forgács: Il Paese del nulla (1996)
|
L’alfiere László Rátz, invece, di stanza nella fanteria
ungherese guida il racconto di The Land of Nothing. La “terra del nulla”
č il territorio sovietico, la terra di sanguinose battaglie e acerrimi scontri.
Attraverso l’occhio di Rátz siamo in viaggio per l’Europa, attraversiamo
l’Ucraina e ci dirigiamo sulle rive del Don, teatro bellico terribile e
sanguinoso. Grazie a un permesso militare ottenuto nel natale del ’42, il
protagonista della vicenda poté sviluppare e salvare i suoi filmati regalandoci
immagini storiche e quindi documenti tangibili di come si sono svolti i fatti.
István Bibó (1911-1979), filosofo e politico ungherese, e
Jŕnos Kádár (1912-1989), capo di stato dell’Ungheria dal 1956 al 1988, sono le
due personalitŕ che guidano la narrazione di A Bibó Reader e Kádár’s
Kiss, gli altri due film in programma.
A differenza delle opere precedenti, in questi lavori
Forgács mette da parte la vita e la storia delle famiglie magiare per
concentrarsi su due delle figure centrali del pensiero e della politica
ungherese post-bellica, evidenziando le insorgenze e le discontinuitŕ
ideologiche che hanno caratterizzato la seconda metŕ del Novecento ungherese.
|
|
Péter Forgács: A Bibó Reader (2001)
|
Scarica in formato pdf
|